Castlelake valuta l’acquisizione di easyjet


Dovrebbe essere la quarta offerta...

1a – £ 5,60 ps
2a – £ 6,00 ps | +7,14%
3a – £ 6,25 ps | +4,17%
4a – £ 6,50 ps | +4,00% | +16% overall
 

Cosa succede se chiude easyJet? Voli, biglietti e concorrenza: perché l’Europa teme lo smembramento della low cost​

di Leonard Berberi

Castlelake lavora per comprare la low cost. I governi temono che il fondo venda a pezzi il secondo vettore europeo: . Tutti i numeri

Il fondo americano che vuole comprare easyJet rassicura: se dovesse riuscire a mettere le mani sulla compagnia aerea l’intenzione non è smembrarla, vendendone gli asset per estrarre il massimo valore. Ma dal Regno Unito alla Svizzera, passando per la Commissione europea, l’assalto a sorpresa alla low cost britannica da parte di Castlelake preoccupa i palazzi della politica. Non tanto per l’operazione — ritenuta «normale» nella dinamica attuale dei cieli europei —, quanto per le ricadute sulla collettività. Tant’è che molti si chiedono: cosa accadrebbe se easyJet sparisse dal mercato?

Il peso nel continente​

«Un posto in aereo ogni undici, sui voli intra-europei, oggi è offerto da easyJet», commenta al Corriere un funzionario di Bruxelles che lavora agli uffici dell’Antitrust Ue, la divisione che ha iniziato a interessarsi della vicenda. «Se la low cost dovesse smettere di volare — perché i nuovi proprietari trovano più appetibile cedere gli asset singolarmente — i cittadini Ue avrebbero molta meno possibilità di movimento e di scelta. Con un impatto negativo anche sulle tariffe che aumenterebbero significativamente».

Le posizioni dei governi​

Questo ragionamento è lo stesso fatto anche all’interno del governo britannico e di quello svizzero, spiegano al Corriere quattro fonti comunitarie e inglesi consultate nelle ultime due settimane. Tanto che gli addetti ai lavori non escludono un percorso volutamente «accidentato» per Castlelake per ottenere il via libera delle autorità. «C’è l’interesse pubblico di cui tenere conto, soprattutto quando si tratta di una compagnia così rilevante per noi», spiegano dal governo britannico. E aggiungono: «Vogliamo la garanzia scritta che non ci sarà alcuno smembramento».

Una low cost di rilievo​

In attesa di capire cosa potrebbero fare a Londra (e a Bruxelles) per bloccare questo scenario, i numeri di easyJet rendono l’idea dell’operazione. Nel 2026 la low cost è la seconda compagnia in Europa per posti offerti, stando all’analisi del Corriere sui dati forniti dalla piattaforma specializzata Cirium e calcolando come perimetro lo Spazio economico europeo, il Regno Unito e la Svizzera: dopo Ryanair — che ha oltre un quinto della quota di mercato —, c’è il vettore arancione con l’8,8%.

Nel Regno Unito e in Svizzera​

Il peso specifico di easyJet è ancora più rilevante proprio nel Regno Unito e Svizzera. Nel primo caso — dove è registrata la divisione principale (e dove si trova il quartier generale del gruppo) — detiene oltre un quinto della quota di mercato di breve e medio raggio. Nel secondo — dove si trova l’entità elvetica (di cui la casa madre detiene il 49%, l’altro 51% è in mano a imprenditori locali) — più di un quarto, secondo i numeri di Cirium. «Non si può sostituire da un giorno all’altro tutta questa offerta», spiegano gli esperti.

Il ruolo di «Holidays»​

«Per un investitore come Castlelake, easyJet rappresenta di fatto un insieme di asset costituiti da aeromobili, ordini in portafoglio e slot aeroportuali», commenta Dudley Shanley, head of Aviation and travel research di Goodbody. A questi andrebbe aggiunto Holidays: nel periodo ottobre 2024-settembre 2025 (i suoi ultimi dodici mesi fiscali) l’unità vacanziera ha trasportato il 3,3% dei passeggeri di easyJet, ma ha generato un utile ante-tasse pari al 38% del totale del gruppo. «È la vera macchina da soldi», spifferano dalla società.

La flotta di proprietà​

Poi ci sono gli aerei. «Il valore contabile netto degli aeromobili e dei pezzi di ricambio in bilancio alla fine del primo semestre ammontava a 4,9 miliardi di sterline (5,7 miliardi di euro, al cambio odierno, ndr)», calcola Shanley di Goodbody. «A questi si aggiungono i 287 jet ordinati che hanno tempi di consegna (entro il 2034, ndr) con un valore strategico significativo in un momento in cui i produttori soffrono di limitazioni della capacità produttiva». In un periodo in cui molti vogliono gli aerei presto, i velivoli arancioni potrebbero essere ceduti a un prezzo più elevato.

Gli slot aeroportuali​

«Oltre a ciò, easyJet possiede anche un portafoglio di slot di atterraggio in aeroporti congestionati». Gli scali principali sono Gatwick, Parigi (Charles de Gaulle e Orly), Lisbona, Ginevra, Milano Linate e Amsterdam. Come raccontato dal Corriere di recente, incrociando i dati industriali con le valutazioni degli analisti di Barclays, è possibile stimare il valore complessivo dei diritti di decollo e atterraggio in circa 900 milioni di euro, di cui circa 510 milioni riferibili ai soli diritti di decollo e atterraggio a Gatwick.

«Più remunerativa se venduta a pezzi»​

Ecco perché gli analisti di Bernstein ritengono che, in uno scenario di break-up, il valore teorico della compagnia sarebbe superiore a quello incorporato nell’attuale offerta. In altri termini, spezzettare easyJet e venderla a pezzi varrebbe di più di quanto Castlelake sta offrendo. Il board di easyJet ha respinto la quarta offerta da 4,93 miliardi di sterline (6,50 sterline per azione), ma ha prorogato al 5 luglio il termine entro cui Castlelake dovrà decidere se procedere o ritirarsi.

Le trattative prorogate​

Il totale delle azioni easyJet alla fine dell’anno fiscale 2025 era di 764 milioni. Gli azionisti si aspettano un’offerta attorno alle 7 sterline per azione, per un valore di 5,35 miliardi (ieri la compagnia aveva una capitalizzazione in Borsa di 4,41 miliardi). Per aggirare i vincoli normativi europei — che impediscono il controllo di un vettore Ue da parte di soggetti extracomunitari —, Castlelake prevede l’ingresso di Brookfield Asset Management e una maggioranza detenuta da cittadini europei, in particolare gli ex manager aeronautici Peter Bellew (peraltro ex direttore delle operazioni di Ryanair ed easyJet) e Mark Breen.

 
Postiamo qualcosa di più serio

Easyjet, non solo Castlelake: spunta l’ipotesi Msc nel futuro della low cost
di Franco Zantonelli

La compagnia aerea è oggetto di interesse del fondo statunitense e, secondo gli analisti, rischia lo smembramento nonostante le rassicurazioni. Ma una eventuale offerta della famiglia Aponte potrebbe cambiare le carte in tavola


Il colosso svizzero del mari MSC figura tra i potenziali interessati alla compagnia aerea low cost, easyjet, già nel mirino del fondo statunitense Castlelake. La famiglia Aponte, alla testa di Msc, la maggiore compagnia marittima di container del pianeta, oltre che proprietaria dei treni Italo, che nel 2022 parve interessata ad entrare nell’ex-Alitalia, in partnership con Lufthansa, sta a quanto pare cercando di chiudere il proprio comparto trasporti, aggiungendovi un vettore aereo. Il nome di MSC era già circolato un mese fa come possibile partner di Castlelake in cordata. La notizia dell’interesse per easyjet, per il momento non è confermata da Ginevra dove gli Aponte hanno il loro quartier generale, è stata diffusa dal settimanale economico elvetico Bilanz. E, proprio a Ginevra, all’aeroporto di Cointrin, easyjet ha una delle proprie basi europee.

Le proposte di Castlelake e MSC
La differenza, tra l’Opa lanciata da Castlelake e l’interesse, se confermato, dei proprietari di MSC, risiede, verosimilmente, nel destino stesso della low cost britannica. Il fondo statunitense mirerebbe, dopo essersi impossessato della compagnia aerea, a mettersi in tasca una consistente plusvalenza, vendendone la flotta, composta di 359 Airbus A 320, mentre non è nella filosofia Aponte quella di acquisire società per poi disfarsene, per fare utili. Ad esempio, nel dicembre scorso, fece proprie le 16 cliniche di Hirslanden, il principale gruppo sanitario privato svizzero, esclusivamente per aggiungere un ulteriore pezzo pregiato al proprio puzzle di società ad alto reddito.

In precedenza, dopo aver messo le mani sul porto di Genova, diventandone la figura strategicamente più rilevante, il capostipite 84 enne Gianluigi Aponte acquistò, pure, il principale quotidiano cittadino, il Secolo XIX. Insomma, nel caso in cui easyjet dovesse passare di mano, con gli Aponte non ci sarebbe lo “spezzatino”, temuto dai milioni di passeggeri che volano sui suoi apparecchi, come avverrebbe con il fondo Castlelake. Aponte, infine, gode di un prestigio indiscusso a livello mondiale. Lo scorso anno fu il figlio del patriarca, Diego, presidente di MSC a guidare la cordata di imprenditori svizzeri che convinse Donald Trump a ridurre, dal 39 al15%, i dazi doganali punitivi imposti alla Confederazione.



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Io comunque rimango della mia opinione. MSC e' italiana (o comunque UE)? Questo funziona per Easyjet Austria. Non funziona per Eaasyjet UK e Easyjet CH. Potranno anche fare lo spezzatino sugli aerei, ma dopo la chiusura di Spirit ci sono parecchi 320 e 321 recenti in circolazione. Io non vedo questo 'facciamo tanti soldi subito' in questa impresa. Anche gli slot, Swiss ha praticamente abbandonato GVA a EasyJet. Chi ci andrebbe al suo posto? Helvetica? Edelweiss (che poi è Swiss)? MXP non è contingentata. LGW potrebbero farcela. ORY un po' meno, ecc.
 
Io comunque rimango della mia opinione. MSC e' italiana (o comunque UE)? Questo funziona per Easyjet Austria. Non funziona per Eaasyjet UK e Easyjet CH. Potranno anche fare lo spezzatino sugli aerei, ma dopo la chiusura di Spirit ci sono parecchi 320 e 321 recenti in circolazione. Io non vedo questo 'facciamo tanti soldi subito' in questa impresa. Anche gli slot, Swiss ha praticamente abbandonato GVA a EasyJet. Chi ci andrebbe al suo posto? Helvetica? Edelweiss (che poi è Swiss)? MXP non è contingentata. LGW potrebbero farcela. ORY un po' meno, ecc.

IMHO ci sono un paio di punti per cui EZY "merita" secondo Castlelake.
  • Un order book imponente (e, magari, un po' troppo largo), con delivery positions ben fissate. Considerando che se ordini oggi, da Airbus, ti arriva un 321 nel 2030+ non e' per niente male per un lessor.
  • Un bilancio molto salubre, con molto poco debito e molta cash.
  • Possibilita' di "ottimizzazione" (leggi, tagli) specie lato HQ. Non condivido, ma EZY e' abbastanza 'grassa' nel lato HQ.
  • In ultimo, l'idea dello "spezzatino". Questa e', forse, la parte che mi convince di meno. Anche ipotizzando che ci sia un interesse da parte di altri vettori, non so quanto sia fattibile che - metti - FR o BA comprino la parte di EZY a LGW. Dal punto di vista antitrust sarebbe una porcheria.
 
dopo la chiusura di Spirit ci sono parecchi 320 e 321 recenti in circolazione.

Spirit ha già mandato al macero almeno 2 A320NEO con meno di 5 anni (peraltro, prima di andare a gambe all'aria) perchè conveniva più vendere i motori che l'intero velivolo. Ci sarà anche penuria, ma di aerei al pascolo ce ne sono parecchi, il che sembra suggerire che tutta questa richiesta sia più per macchine nuove che non per l'usato.
 
Io comunque rimango della mia opinione. MSC e' italiana (o comunque UE)? Questo funziona per Easyjet Austria. Non funziona per Eaasyjet UK e Easyjet CH. Potranno anche fare lo spezzatino sugli aerei, ma dopo la chiusura di Spirit ci sono parecchi 320 e 321 recenti in circolazione. Io non vedo questo 'facciamo tanti soldi subito' in questa impresa. Anche gli slot, Swiss ha praticamente abbandonato GVA a EasyJet. Chi ci andrebbe al suo posto? Helvetica? Edelweiss (che poi è Swiss)? MXP non è contingentata. LGW potrebbero farcela. ORY un po' meno, ecc.

IMHO ci sono un paio di punti per cui EZY "merita" secondo Castlelake.
  • Un order book imponente (e, magari, un po' troppo largo), con delivery positions ben fissate. Considerando che se ordini oggi, da Airbus, ti arriva un 321 nel 2030+ non e' per niente male per un lessor.
  • Un bilancio molto salubre, con molto poco debito e molta cash.
  • Possibilita' di "ottimizzazione" (leggi, tagli) specie lato HQ. Non condivido, ma EZY e' abbastanza 'grassa' nel lato HQ.
  • In ultimo, l'idea dello "spezzatino". Questa e', forse, la parte che mi convince di meno. Anche ipotizzando che ci sia un interesse da parte di altri vettori, non so quanto sia fattibile che - metti - FR o BA comprino la parte di EZY a LGW. Dal punto di vista antitrust sarebbe una porcheria.

Spirit ha già mandato al macero almeno 2 A320NEO con meno di 5 anni (peraltro, prima di andare a gambe all'aria) perchè conveniva più vendere i motori che l'intero velivolo. Ci sarà anche penuria, ma di aerei al pascolo ce ne sono parecchi, il che sembra suggerire che tutta questa richiesta sia più per macchine nuove che non per l'usato.

Gli A32S di Spirit sono un segnale piuttosto debole del vero valore di un ordine da 200 aerei.
Quei due 320 fatti a pezzi così presto sono stati ceduti da un vettore alla disperata ricerca di denaro subito, in un momento in cui una percentuale significativa degli A320 motorizzati P&W in tutto il mondo era ferma a terra. Il valore di due motori P&W GTF funzionanti non è mai stato più alto, e gli aerei dismessi si avvicinavano al primo check pesante (che avrebbe costretto la linea aerea ad attingere alla cassa o mettere gli aerei al prato). È un insieme di circostanze eccezionali che ha prodotto quell’esito.
Un fondo di PE pronto a investire $6,5 miliardi non lo fa guardando al mercato attuale (un po’ di 320 al pascolo che saranno assorbiti piuttosto velocemente), ma pensando alle dinamiche dei prossimi 5-10 anni: i 200 aerei di Easyjet (nuovi — non da riconfigurare — e motorizzati CFM, quindi nemmeno del tutto in concorrenza con quelli di Spirit) avranno non solo slot di consegna favorevoli e ben distribuiti nel tempo, ma anche un prezzo appetibile. Sicuramente il prezzo unitario contrattato da Easyjet è più basso di quello che Airbus avrebbe fatto a qualsiasi lessor: Il valore di quello sconto è concreto e misurabile per Castelake.
 
Mi è stato detto che per contratto con Airbus gli slot di consegna non sono trasferibili, per cui non potrebbero monetizzare quanto si pensi. Non so quanto ci sia di vero peró.
 
IMHO ci sono un paio di punti per cui EZY "merita" secondo Castlelake.
  • Un order book imponente (e, magari, un po' troppo largo), con delivery positions ben fissate. Considerando che se ordini oggi, da Airbus, ti arriva un 321 nel 2030+ non e' per niente male per un lessor.
  • Un bilancio molto salubre, con molto poco debito e molta cash.
  • Possibilita' di "ottimizzazione" (leggi, tagli) specie lato HQ. Non condivido, ma EZY e' abbastanza 'grassa' nel lato HQ.
  • In ultimo, l'idea dello "spezzatino". Questa e', forse, la parte che mi convince di meno. Anche ipotizzando che ci sia un interesse da parte di altri vettori, non so quanto sia fattibile che - metti - FR o BA comprino la parte di EZY a LGW. Dal punto di vista antitrust sarebbe una porcheria.
Castlelake avrebbe assicurato una continuazione ed un rilancio dell’attività, di fatto smentendo qualsiasi ipotesi di smembramento o spezzatino, cercando di convincere azionisti, dipendenti, governo britannico e regolatorri su questo fronte. Qualche ramo secco da tagliare, forse si, ma quello lo sta cercando di risolvere anche l’attuale board.
MSC per ora non ha smentito né confermato nulla. Quindi solo illazioni del giornalista del Messaggero. Illazioni che, fintanto che non arriva una smentita, rafforzano il potere negoziale dell’AMB di easyJet che può utilizzare queste voci per fare leva sul prezzo.
@Scarab Quoto il tuo messaggio solo per pertinenza, non per confutarne il suo contenuto.
 
Castlelake avrebbe assicurato una continuazione ed un rilancio dell’attività, di fatto smentendo qualsiasi ipotesi di smembramento o spezzatino, cercando di convincere azionisti, dipendenti, governo britannico e regolatorri su questo fronte. Qualche ramo secco da tagliare, forse si, ma quello lo sta cercando di risolvere anche l’attuale board.
MSC per ora non ha smentito né confermato nulla. Quindi solo illazioni del giornalista del Messaggero. Illazioni che, fintanto che non arriva una smentita, rafforzano il potere negoziale dell’AMB di easyJet che può utilizzare queste voci per fare leva sul prezzo.
@Scarab Quoto il tuo messaggio solo per pertinenza, non per confutarne il suo contenuto.

MSC non saprei proprio quale ruolo dovrebbe avere, appunto.
 
MSC non saprei proprio quale ruolo dovrebbe avere, appunto.
Comprare qualcosa di valore, per arricchire i gioielli di famiglia (Aponte) ad un prezzo relativamente conveniente, ma a differenza di Castlelake
MSC non ha bisogno di “estrarre valore” in cinque anni come farebbe normalmente un fondo di private equity.
Può ragionare su 20-30 anni ed una famiglia imprenditoriale spesso è disposta ad accettare rendimenti più graduali in cambio di un asset strategico: se davvero gli Aponte entrassero in gioco, penso che il CdA di easyJet li ascolterebbe con molta più attenzione rispetto a Castlelake.
 
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Comprare qualcosa di valore, per arricchire i gioielli di famiglia (Aponte) ad un prezzo relativamente conveniente, ma a differenza di Castlelake
MSC non ha bisogno di “estrarre valore” in cinque anni come farebbe normalmente un fondo di private equity.
Può ragionare su 20-30 anni ed una famiglia imprenditoriale spesso è disposta ad accettare rendimenti più graduali in cambio di un asset strategico: se davvero gli Aponte entrassero in gioco, penso che il CdA di easyJet li ascolterebbe con molta più attenzione rispetto a Castlelake.

Ma io proprio mi domando quale sarebbe il loro interesse/correlazione con cio' che fanno adesso.
 
Comprare qualcosa di valore, per arricchire i gioielli di famiglia (Aponte) ad un prezzo relativamente conveniente, ma a differenza di Castlelake
MSC non ha bisogno di “estrarre valore” in cinque anni come farebbe normalmente un fondo di private equity.
Può ragionare su 20-30 anni ed una famiglia imprenditoriale spesso è disposta ad accettare rendimenti più graduali in cambio di un asset strategico: se davvero gli Aponte entrassero in gioco, penso che il CdA di easyJet li ascolterebbe con molta più attenzione rispetto a Castlelake.

Occhio ché il mondo del Private Equity si sta evolvendo molto. Anche se, tradizionalmente, i fondi di PE tendevano in maggior parte a concentrarsi su operazioni di ingegneria finanziaria (acquisti finanziati con molto debito, immediata ristrutturazione dell’azienda e sua rivendita in 3-5 anni) con inevitabili obiettivi di breve periodo, ormai la maggioranza dei fondi si concentra su operazioni di respiro molto più ampio. Blackstone, Blackfield, Carlyle, JAB Holdings e molti altri creano fondi strutturati per produrre guadagni in cicli anche ventennali.

Per dare un po’ di esempi concreti usando marchi conosciuti a chi vive nel mondo anglofono:
- La catena Pret-a-Manger è stata acquistata da JAB Holdings nel 2018. Da allora, i punti di ristorazione del marchio sono aumentati da circa 530 a quasi 800. Il fondo in questione mi pare che abbia un orizzonte temporale di 20 anni, e la catena non è attualmente in vendita.
- Il mega-casino Cosmopolitan di Las Vegas: Blackstone lo acquisì nel 2014 quando perdeva soldi a nastro. Con una serie di investimenti e una strategia commerciale seria, in poco tempo l’azienda iniziò a generare utili. Blackstone l’ha venduto nel 2022, dopo aver già praticamente recuperato l’investimento iniziale di $1,7 miliardi (e un altro mezzo miliardo di investimenti) a suon di profitti. Sommando tutto, chi aveva investito in quel fondo ha ricavato circa dieci volte la somma investita inizialmente.
- Sempre Blackstone aveva investito in Hilton nel 2007. La catena è stata ceduta (in più fasi) nel 2018 dopo una espansione internazionale enorme.
 
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