TR FCO-OTP-FCO - Alle radici del 25/12/1989


La mattina usciamo di buon'ora per fare colazione e per vedere due cose che mi ero prefissato di visitare di persona, la zona vicino all'Università, teatro di sanguinosi scontri tra polizia e manifestanti, soprattutto tra il 20 ed il 21 dicembre 1989 ed il museo del comunismo, che sta poco lontano.

L'ingresso della metro Universitate: mi aspetto di veder uscire Will Smith inseguito dagli zombie, in pieno stile "Io sono leggenda".

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Poco distante il cippo commemorativo delle vittime degli scontri , più qualche altra lapide. Qui il 21 dicembre 1989 c'è stato un vero e proprio bagno di sangue, con 13 morti.

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Questo murales invece è di qualche mese fa e fa riferimento ai 15.000 cani uccisi a Suraia, presso un canile privato. La cosa ha suscitato una grande reazione presso l'opinione pubblica, portando lo scorso febbraio un migliaio di persone in piazza.

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Poco più in là il monumento alle stesse 13 vittime degli scontri, avvenuti davanti alla Sala Dalles (un teatro), che è a due passi.

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Vedere di persona i luoghi della rivolta mi fa parecchia impressione, anche perché conservo ancora un ricordo vivido degli avvenimenti visti in diretta TV.

Poco dopo arriviamo al museo del comunismo, che in realtà è più una ricostruzione della vita ai tempi del regime, con mobili ed altre memorabilia conservate in una casa. Mi aspettavo qualcosa di più, ma è comunque una visita interessante.

Per esempio, questa bandiera simbolo della rivoluzione non è originale...
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Interessante comunque il materiale dell'epoca.
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Arredamento dell'epoca: mi sembra di essere finito dentro il set dell'indimenticabile "Goodbye Lenin"
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In ultimo, la più agghiacciante delle immagini per chi conosce la storia del carcere di Pitesti e di Eugen Turcanu.
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Aderente al movimento fascista romeno, viene incarcerato nel 1948 e, con una piroetta degna di Roberto Bolle, in carcere si converte immediatamente al comunismo, diventandone pure un accanito sostenitore.

Così accanito da diventare una sorta di Kapò in carcere e, con il beneplacito del direttore del carcere e del vice-direttore della Securitate, dare inizio la notte di Natale del 1949 al suo programma di rieducazione marxista chiamata "Uomini nuovi", ovvero carta bianca per torturare i prigionieri nei modi più efferati possibili per distruggerne la personalità e l'umanità. Tutto questo per tre lunghissimi anni, fino a quando la disumanizzazione portata dal "metodo Pitesti" non giunge ai piani alti del partito, che decide di porvi fine in modo consono coi tempi, ovvero processo e fucilazione per Turcanu e per i suoi 20 sgherri.

Ne avevo letto in passato e non sono letture leggere.

Usciamo e abbiamo un paio d'ore di tempo da ammazzare prima che si faccia l'ora della visita alla villa di Ceausescu, rigidamente contingentata nei numeri (avevamo prenotato per tempo).

Altri esempi di architettura classica, stupenda.
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Dopo un veloce boccone mangiato da Luca (famosi punti vendita che ci trovano in tutta la città, sempre con ampia coda per acquistare), prendiamo il fidato Blue per andare alla villa.

La casa si trova non lontano dall'arco di trionfo, in una zona residenziale oggi molto moderna e di qualità.
Dico oggi perché fino al 1989 intorno alla villa non si poteva costruire nulla: era di fatto isolata dal resto della città e protetta da un cordone di agenti della Securitate.

Nella villa non si possono fare foto e tocca pure mettere i sovrascarpe per non rovinare il parquet.
Quando inizia la visita ci accoglie una figura mitologica, l'equivalente moderno di Lurch degli Addams: stessa flemma nei movimenti, stesso tono di voce basso, stesso umorismo nero.

Si rivolge a noi con "Good people" ed ogni tanto dispensa qua e là qualche freddura.

La casa mi fa impressione: boiserie ovunque, tappeti regalati dallo Scià di Persia, Vasi cinesi regalati da Mao, lampadari in vetro di Murano, tutto pesantissimo, austero, lontano anni luce dalla vita reale del popolo.

La guida ci parla anche dei figli del dittatore e della fine che hanno fatto:

Valentin, il primogenito e l'unico ancora in vita: fisico nucleare, si è sempre dedicato alla scienza e allo sport (gestiva lo Steaua Bucarest). Imprigionato per 9 mesi dopo la rivoluzione, su di lui non verranno mai formulate accuse. Oggi vive molto low profile continuando il suo lavoro presso l'Istituto di Fisica Atomica.

Zoia, già citata, di mestiere matematica. Anche lei non coinvolta nella vita politica, arrestata durante la rivoluzione ma rilasciata qualche mese dopo senza accuse. Morirà di cancro ai polmoni nel 2006.

Nicu, l'ultimogenito e, come direbbe il mio defunto zio piacentino "el pu se cancher de tut": viveur, alcolizzato, designato dal padre come suo naturale successore, tristemente famoso sulle cronache per aver di fatto obbligato Nadia Comaneci (la stella della ginnastica delle Olimpiadi del '76) a diventare la sua amante bambina. Lui in carcere ci starà diversi anni per poi morire nel 1996 di cirrosi epatica.

La visita finisce e il giardino interno è ora adibito a bar. Da qui si vede l'esterno della villa.
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Uscendo riesco a rubare una foto dei mosaici.
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Le case fuori, essendo state costruite di recente, sono tutte moderne molto curate.
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Accanto alla villa, l'ambasciata del Kuwait, bellissima.
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SEGUE
 
Ultima modifica:
Ci spostiamo dalla villa per la prossima destinazione intermedia: il modernissimo centro commerciale di Baneasa, accanto all'aeroporto, dove spendiamo un'oretta prima della agognata tappa finale, ovvero le Therme Bucharesti dove andremo nel tardo pomeriggio per restarci poi fino a cena.

Il centro commerciale è molto bello (ricorda un po' quelli negli Emirati) e con tutti i negozi che ti puoi aspettare di trovare in altre città europee.

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Mentre Baby Boss e La Piccola girano per negozi io ed Il Laureando ci fermiamo in un bar a riposarci.

Finalmente si fa l'ora di andare alle terme: abbiamo preso il biglietto da 4,5 ore, più che sufficienti per provare le varie aree sia al coperto che all'aperto.

Il sistema con il quale è stato concepito l'accesso e la fruizione delle terme è molto ben pensato: si fa il biglietto che va da qualche ora all'intera giornata. Una volta arrivati si fa un vero e proprio check-in durante il quale ad ognuno degli ospiti viene dato un braccialetto con chip NFC e con quello fai tutto: passi i tornelli, apri e chiudi il tuo armadietto, fai acquisti (ad esempio affitti l'accappatoio o ti ordini un drink a bordo piscina). Quando esci fai il check-out e saldi il conto, compresi eventuali sforamenti di orario.

Durante la corsa per arrivare alle terme il tassista ci dice che spesso la mattina arriva gente da ogni parte d'europa, va alle terme e poi riparte nel tardo pomeriggio. Essendo le terme letteralmente accanto a OTP, la cosa in effetti sembra fattibile.

Entriamo e ci separiamo subito: il Laureando con me in modalità chill out, gli altri due a fare scivoli d'acqua.

Questa la piscina centrale al coperto. C'è gente ma il livello di affollamento si mantiene assolutamente accettabile.

Da annotare che, nonostante si chiamino Therme, le acque non sono termali.

Il posto, così moderno e funzionale, fa molto Dubai. Sempre il tassista ci diceva che, visto il successo, la proprietà delle terme stava pensando di espandere il format in altri Paesi europei. La cosa avrebbe molto senso in effetti.

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Ci facciamo anche una sosta fuori, che al tramonto ha il suo perché.
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Publico variegato, con prevalenza di locali intervallati da qualche italiano e dai gallesi venuti per la partita, riconoscibili dalle bruciature solari che assomigliano più a bistecche ben cotte.

Il Laureando si gode l'area relax, pur sottolineando un certo distacco con la mondanità, ben evidenziato dalla lettura di Delitto e castigo, rigorosamente in versione cartacea.

La sera si accendono le luci e si entra subito in modalità Dubai.
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Le ore passano in fretta e ci spostiamo in uno dei diversi ristoranti e disposizione per cenare, così da raggiungere poi il nostro appartamento in zona aeroporto, che consente di raggiungere il terminal a piedi camminando per 15 minuti.

La zona è quella degli airport residence, una serie di piccole palazzine quasi del tutto convertite a B&B.
Si va a nanna anche perché il giorno dopo la sveglia è molto presto perché il volo è alle 7:40.

Questa la nostra palazzina vista da fuori, all'alba. Airport Residence si conferma una buona soluzione per chi deve partire presto da OTP.
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Arrivati al terminal, i controlli sicurezza vanno via veloci. Niente lounge Priority Pass o Dragon Pass disponibili, quindi si fa come gli antichi e si aspetta al gate.

C'è un discreto affollamento.
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I padroni di casa che si apprestano a partire.
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Animawings, compagnia aerea rumena mai vista, qui con A-220-
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Oggi ci porta HA-LGT, un 321ceo che ancora porta sulla pelle le cicatrici di quel fallimento progettuale che è stato Wizzair Abu Dhabi, chiusa oramai da quasi un anno.
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Stavolta l'algoritmo ci assegna posti un filo più indietro, tipo fila 35! :ROFLMAO:
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Per fortuna ho il posto centrale libero e alla fine le due ore passano piuttosto velocemente, anzi arriviamo pure con 30 minuti di anticipo.

Uscire dal terminal a FCO è sempre un'impresa a causa del livello di affollamento che oramai c'è a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno. Prendiamo la navetta per i remoti ed in circa 15 minuti arriviamo alla macchina, tutto sommato accettabile.

Qual è il bilancio di questo viaggio?

Molto ma molto positivo, sia per la piacevole scoperta di un Paese che ha già fatto molta strada da quando è entrato nella UE nel 2007, sia per il valore storico di quello che io ed i ragazzi abbiamo potuto vivere di persona.

In diversi qui dentro mi avevate consigliato la Romania ed i consigli si sono rivelati assolutamente veritieri, pur consapevole che c'è ancora moltissimo da vedere (Brasov e Transilvania in primis).

Grazie a tutti per la lettura e spero di avervi lasciato qualche utile spunto di viaggio e di riflessione.
 
Bello, complimenti ancora per questa serie di TR molto simpatici. Baby Boss ha gia' preparato altri business case?
 
Mi raccomando, anche la Moldova con le sue belle cantine e buon vino....

Voglio stupirti, guarda cosa ho a casa pur non essendoci mai stato!

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Me lo ha portato la nostra collaboratrice domestica, la stessa che, alla domanda de Il Laureando sull’opportunità di visitare la Transnistria gli ha risposto qualcosa del tipo: “ma che, sei scemo?”.
 
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Voglio stupirti, guarda cosa ho a casa pur non essendoci mai stato!

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Me lo ha portato la nostra collaboratrice domestica, la stessa che, alla domanda de Il Laureando sull’opportunità di visitare la Transnistria gli ha risposto qualcosa del tipo: “ma che, sei scemo?”.
Oltre alla Transnistria ci sono altri bei posti in Moldova....