[TR] Isola di Man con Loganair


mediafx1

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24 Aprile 2010
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Milano
ANTEFATTO
Primi anni ‘90: come molti ragazzi dell’epoca avevo una collezione di monete e di francobolli. Un giorno, sfogliando un album/raccoglitore regalatomi per il mio compleanno, scopro l’esistenza di uno stato mai sentito prima, con una curiosa bandiera che raffigura tre gambe. Facendo qualche ricerca, che all’epoca richiedeva tempi estremamente più lunghi di adesso, scopro che si tratta di una piccola isola situata tra Gran Bretagna e Irlanda. La curiosità in qualche modo aumenta quando mio zio mi spiega che l’isola è abitata anche da gatti senza coda. L’isola di Man finisce così nella lunga lista di luoghi che vorrei prima o poi visitare.

FAST FORWARD AL 2026
Nonostante da adulto abbia avuto la fortuna di soddisfare molte delle mie curiosità geografiche di gioventù, sono ancora diversi i luoghi in quella ideale lista.
All’indomani dell’ennesima crisi internazionale che agita fantasmi di cieli bloccati e voli cancellati, provo a cercare una meta per me nuova ma relativamente vicina. Ripenso quindi a quell’isoletta lasciata nel dimenticatoio per tanti anni e decido finalmente di colmare questa lacuna.

Ovviamente non ci sono voli diretti dall’Italia, per raggiungere IOM bisogna partire da una fra Londra, Manchester, Liverpool e poco altro. Alla fine la mia scelta ricadrà su MAN per gli orari più congeniali (anche se solo scrivendo il TR mi sono accorto che il codice di questo aeroporto potrebbe generare confusione con il nome dell’isola oggetto del TR). L’aeroporto di IOM è collegato sia da Loganair che da easyJet, opto per la prima per fare un’esperienza più caratteristica. Molto poco caratteristici saranno invece i voli da BGY a MAN e da MAN a LIN.

Iniziamo proprio da un BGY-MAN di Ryanair. Ammetto che se posso evito l’aeroporto di Orio al Serio e il motivo è essenzialmente questo:

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Un viaggio di un’ora in bus, sperando che non ci sia traffico e confidando di ritrovare il proprio trolley a destinazione, non è il modo migliore di iniziare. Piuttosto caotico poi l’arrivo in aeroporto, con il flusso dei passeggeri scesi dal bus che incrocia in pieno quello dei passeggeri in uscita dal terminal. Sotto questo aspetto era decisamente meglio qualche anno fa, quando i bus fermavano in zona partenze. Vedremo se l’esperienza di viaggio per l’aeroporto migliorerà quando ci sarà il collegamento ferroviario.

Pur non amando BGY, devo riconoscere che alcune zone del terminal sono decisamente migliorate negli ultimi tempi, in particolare ai controlli di sicurezza. Oltre agli spazi più ampi e luminosi, sono state installate macchine di nuova generazione che consentono di non estrarre nulla dal bagaglio.

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Faccio una sosta nella lounge Hellosky, esteticamente gradevole e decisamente migliore delle lounge Priority Pass di LIN e MXP per quanto riguarda l’offerta di cibo.

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Ultima annotazione su BGY, sostanzialmente nessuna coda ai controlli passaporti, neanche per gli extra-UE. Almeno qui il temuto caos per l’Entry Exit System non si è visto.
Vi risparmio il volo Ryanair che sarà identico a qualunque altro volo della nota compagnia irlandese. Arriveremo a MAN in orario.

Manchester airport

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Ovviamente lo sbarco avviene attraverso scaletta e successiva risalita nella torretta del terminal. Proprio su questa scala, un poetico cartello avvisava che “non tutte le compagnie scelgono di usare il jetbridge”.

Il terminal 3 è abbastanza tetro, tuttavia i percorsi a piedi non sono troppo lunghi e l’immigration sarà molto veloce (c’erano 8 varchi aperti su 9).

Un paio di italiani chiedono a chi devono mostrare l’ETA (che, come spiegato nella mail di conferma, è automaticamente associata al passaporto). Evidentemente per noi italici è difficile rinunciare alla gratificazione derivante dall’esibire il pezzo di carta ottenuto al termine di una procedura amministrativa.

In pochi minuti sono fuori e, camminando attraverso palazzine per uffici anni ‘90, arriverò al mio hotel subito fuori dall’aeroporto.

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Si riparte quindi da Manchester. L’impressione dall’esterno è che l’aeroporto sia composto da una serie di edifici affogati in un groviglio di strade. Infatti la cosa più evidente sono queste passerelle pedonali per spostarsi tra un edificio e l’altro (stazione ferroviaria, T2 e T3).

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Eccoci nell’area partenze del T2, decisamente più moderno del T3 utilizzato da Ryanair. Fino a qualche mese fa esisteva anche un T1, ora chiuso per la presenza di amianto e, come spiegava un operatore, utilizzato solo come parcheggio di aeromobili.

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Nessuna coda al check-in per il mio volo. Le dimensioni consentite del bagaglio da cabina sono 40x35x18 quindi devo imbarcare il mio trolley.

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Qualcuno avrà notato che nei miei TR commento sempre se ai controlli è necessario estrarre i liquidi, i computer, ecc. in quanto normalmente i macchinari più evoluti consentono di non farlo. Ci sono però dei casi in cui, pur in presenza di macchinari evoluti, vige ancora la biblica regola dei 100ml. Questo aeroporto è uno di quelli (scoprirò poi che in UK sono ancora svariati). Una bottiglietta d’acqua lasciata imprudentemente nello zaino mi costringerà quindi a diversi minuti di attesa dietro altri colpevoli come me di qualche dimenticanza, mentre gli addetti ispezionano i loro bagagli.

Un'ultima occhiata alla zona controlli

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Un po’ di visitatori dell’aeroporto

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Gli interni del T2 sembrano rinnovati da poco. Non mancano le sedute con disponibilità di prese di ricarica.

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Manca ancora un po’ all’indicazione del gate e i monitor invitano a rilassarsi

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Eccoci al gate B1, ovviamente imbarchi remoti. Al gate non viene richiesto di esibire il documento ma uno scanner (simile a quello dei controlli di frontiera) esamina il volto del passeggero.

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Loganair LM694
MAN-IOM
ATR 72-600
Economy

Dopo un bel po’ di strada in bus arriviamo al nostro mezzo. Dovrebbe essere parcheggiato nella zona dell’ex T1 di cui dicevo prima.

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Siamo a bordo, lo spazio certamente non abbonda, in particolare all’ultima fila che è la mia (ironicamente è la Emergency exit row su questo aereo e infatti l’assistente di volo ci fa il briefing e ci chiede se siamo disposti ad assistere in caso di emergenza). Perlomeno ho il posto accanto libero. Il load factor sarà all’incirca del 50% (una quarantina scarsa di passeggeri).

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L’assistente di volo dice “say goodbye to the sunshine”. Personalmente non mi dispiace perché a Manchester c’è la stessa calura di Milano in questi giorni.

Decolliamo

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Parafrasando il maestro Bruno Pizzul “tutto molto verde”.

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Periferia sud-ovest di Manchester (questa cittadina dovrebbe essere Knutsford ma potrei sbagliare)

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(Autodenuncia: le due immagini sopra sono state modificate con AI per attenuare il riflesso che non permetteva di vedere un tubo).

Durante il breve volo viene servito uno snack dolce e dell’acqua.

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Il volo durerà 30 minuti in tutto. Dopo tante nuvole iniziamo a scendere e si intravede la costa sud dell’isola. Atterreremo da sud-ovest come è visibile dalla mappa.

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Welcome to Ronaldsway airport

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I cartelli sono in inglese e in lingua Manx

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Zona riconsegna bagagli

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Chiaramente l’aeroporto è a misura di isola. L’ultimo dato disponibile parla di 650mila passeggeri in un anno. La piccola area check-in

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E l’ingresso del terminal dall’esterno. Un bus mi porterà nella capitale Douglas in circa 25 minuti.

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Bellissimo inizio! L’Isola di Man mi ha sempre incuriosito sin da bambino, quando nei fascicoli della raccolta “Takeoff” rileggevo spesso un articolo di approfondimento sull’ormai defunta Manx Airlines e la sua flotta di BAe ATP.
 
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Grazie a tutti! Inserirò una parte OT, che sarà soprattutto ferrotranviaria, e poi il volo di ritorno.

Bellissimo inizio! L’Isola di Man mi ha sempre incuriosito sin da bambino, quando nei fascicoli della raccolta “Takeoff” rileggevo spesso un articolo di approfondimento sull’ormai defunta Manx Airlines e la sua flotta di BAe ATP.

Ho una buona notizia e una cattiva: quella buona è che nel museo dell'aviazione accanto all'aeroporto è esposto un BAe ATP in livrea Manx Airlines, quella cattiva è che non ho fatto in tempo a visitarlo quindi ahimè non ci saranno foto del museo in questo TR.
 
OT

Come alcuni sapranno, l'isola di Man è una "dipendenza" della corona britannica, nel senso che il capo di stato (Lord of Mann) è il sovrano inglese, ma l'isola non fa parte del Regno Unito e ha una propria legislazione. In particolare l'isola ha un suo parlamento, il Tynwald, che si presume essere il più antico organo legislativo tuttora esistente, essendo stato istituito nel 979.
Oggi è ospitato in questo edificio, anche se annualmente si riunisce in un'area all'aperto in ossequio alle sue origini, risalenti peraltro alla dominazione vichinga.

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Come dicevamo la capitale è Douglas

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L'isola, e in particolare la città di Douglas, ha una storia di turismo sviluppatosi a partire dai primi del 1900. Non mancano quindi numerosi hotel sul lungomare, molti dei quali però non più operativi.

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Sul lungomare, una scultura rende omaggio ai fratelli Gibbs dei Bee Gees, nativi dell'isola e poi trasferitisi in Australia dove hanno iniziato la carriera che li ha resi ultra celebri

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Qualche altra immagine di Douglas. Questo cimitero ricorda sia il naufragio della nave Minerva del 1809, sia le vittime dell'epidemia di Colera del 1832.

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In particolare il naufragio del Minerva avrà un'eredità tangibile in quanto da allora l'isola si doterà di navi da soccorso. Tuttora questa flotta rappresenta un orgoglio per l'isola, tanto che vi sono negozi di souvenir ad hoc:

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Questa invece è la cattedrale di Saint Mary of the Isle

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Merita una visita inoltre il Manx Museum, una raccolta di testimonianze della storia e della cultura dell'isola.

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Una delle sale tratta la lingua Manx e le differenze con le altre lingue gaeliche (irlandese e scozzese).

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La visita si conclude un po' frettolosamente perchè il museo, come un po' tutto da queste parti, chiude alle 16.30.

Nei giorni successivi mi dedicherò a trasporti originali. In breve, l'isola è una specie di museo a cielo aperto per mezzi di trasporto, tuttora in servizio. Da questa mappa si può avere una vista di insieme delle linee esistenti. Altre linee ferroviarie purtroppo sono state abbandonate nel corso del XX secolo.

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Premetto che non sono un esperto in materia, quindi se c'è qualche appassionato di tram e treni storici che vuole aggiungere informazioni è benvenuto!
La prima linea che prenderò sarà la Manx Electric Railway (quella blu sulla mappa)

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Questo tram collega Douglas a Ramsey, un viaggio di 1 ora e 15 minuti con diverse fermate, affrontando anche discrete pendenze.

Da una di queste fermate, Laxley, si può prendere la Snaefell Mountain Railway che raggiunge il punto più alto dell'isola (circa 620 metri) in 30 minuti. Sulla mappa è il percorso in verde.

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Durante la salita si può ammirare Lady Isabella, la grande ruota che veniva utilizzata per estrarre l'acqua dalla miniera e tuttora è fra le principali attrazioni turistiche dell'isola

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Purtroppo, una volta in cima, il panorama non sarà dei migliori

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Riprendo quindi lo stesso mezzo per tornare a valle e continuare il viaggio verso Ramsey. Una particolarità è lo schienale mobile che consente di invertire le sedute quando cambia il senso di marcia

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Come dicevo, a Laxley si può visitare la "wheel" e scoprire qualcosa sulla tradizione mineraria dell'isola. All'esterno è ben visibile il triskelion, il simbolo dell'isola

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inoltre si può viaggiare su questo trenino, che percorre un breve tratto di quello che era il percorso verso l'interno della miniera. Ovviamente sconsigliato a chi è a disagio negli spazi ristretti.
Il capotreno era una versione leggermente più attempata di M. O' Leary.
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Il percorso dura un paio di minuti.

Riprendiamo il viaggio verso Ramsey. Il gaelico dell'isola di Man è un po' diverso dal gaelico irlandese. Ad esempio in Irlanda fuori dalle stazioni c'è scritto "staisiun" e non "stashoon".

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Una breve visita alla cittadina di Ramsey prima di ripartire

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Si riparte verso Douglas. A Laxley scendono tutti e ne approfitto per fare una foto agli interni vuoti. Come si può intuire i veicoli della Manx electric railway sono diversi tra loro.

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Un'ultima occhiata dal finestrino sulla via del ritorno

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Altro mezzo molto caratteristico che si può utilizzare a Douglas è il tram a 1 CV di potenza

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ci sono varie vetture e i cavalli sono diversi esemplari che ruotano. Il percorso è lungo circa 1 miglio.

Il giorno dopo decido di utilizzare l'altro mezzo storico sull'isola, il treno a vapore. La stazione di Douglas

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Il percorso è quello in rosso nella mappa che ho postato prima, il viaggio fino a Port Erin dura circa 1 ora. Ci saranno diverse comitive con scompartimenti riservati, ma per fortuna troverò un posto.

Ecco il mezzo

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Interni

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Un viaggio decisamente originale e che consiglio a chiunque si trovasse a visitare l'isola.

La stazione di Port Erin

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Accanto alla stazione c'è un museo ferroviario che sarà di sicuro interesse per gli appassionati di treni storici

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E qualche immagine della cittadina, meta "balneare" dell'isola

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Sulla via del ritorno mi fermerò a Castletown, la capitale originaria dell'isola prima che lo diventasse Douglas. Castello:

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Questa era una scuola, nonché l'edificio coperto più antico dell'isola (risalente al tredicesimo secolo)

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Molto graziosa la piccola stazione di Castletown

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in particolare la sala d'aspetto restaurata

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e questo, fuori dal bagno, ci ricorda il buoncostume britannico

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Per concludere questo ampio OT, poco prima di ripartire ho finalmente visto un gatto Manx

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Se aspettavi un po' di beccavi il TT, altro che il T2!
:)

Corretto, tuttavia ho preferito visitare l'isola al di fuori del periodo di massimo afflusso di visitatori per poterla scoprire meglio. Confermo comunque che i riferimenti al TT e alla sua storia sono molto presenti, in particolare al museo c'è una bella galleria dedicata.