Ovviamente non sono mai 50 piedi precisi e lo stesso vale per tutta la traiettoria d'approccio. Dipende dalle condizioni meteo, dall'aereo, dal pilota, e chissà quante alte variabili. La variabilità è descritta da una curva a campana (la famosa "gaussiana"), centrata su 50 piedi. La larghezza della curva (la "varianza") e un po' di matematica permettono di stabilire quale sia la probabilità di trovarsi a 50, 40, 30 piedi, ecc.. Lo stesso vale per pressoché ogni posizione lungo la traiettoria di approccio.
Immagino che le autorità preposte utilizzino questo calcolo per stabilire cosa può esser costruito e dove, basandosi su una "varianza" costruita sull'esperienza. Magari utilizzano solo l'esperienza senza calcoli precisi (mi stupirebbe) ma dietro l'esperienza ci sono matematica e fisica che governano.
Bene, questo per dire che le condizioni che danno origine alla varianza possono cambiare nel tempo (global warming che cambia i venti locali, training dei piloti, boh chissà quanto altro), cioè la larghezza della campana può cambiare nel tempo, e quindi le probabilità di trovarsi al di fuori del percorso stabilito possono evolvere.
Mi chiedo se se ne tiene conto.
Le traiettorie reali degli aerei hanno certamente una dispersione statistica attorno al profilo nominale, dovuta a vento, tecnica di pilotaggio, performance e condizioni operative. Tuttavia la protezione ostacoli non si basa sul “pilota medio”, ma su criteri estremamente conservativi che prevedono già errori, deviazioni e tolleranze.
Le superfici PANS-OPS/TERPS garantiscono margini verticali e laterali ampi rispetto al sentiero teorico.
Se durante un visual approach un aereo impatta un ostacolo perché significativamente sotto il profilo sicuro, nella maggior parte dei casi significa che il volo è uscito dal corridoio protetto previsto dalla procedura, spesso a causa di unstable approach, perdita di consapevolezza verticale, illusioni visive o mancato monitoraggio degli strumenti.
La statistica entra comunque nella progettazione globale della sicurezza del sistema, ma non nel senso di “accettare” che alcuni aerei finiranno fisiologicamente contro gli ostacoli.
Molti aviatori inconsciamente pensano:
“visual = libero”
In realtà no.
Un visual approach sicuro continua a richiedere obstacle awareness.
La parte statistica cosa c'entra?
La si usa più in alto nel sistema.
Per esempio:
progettazione livelli safety
probabilità collisione ostacoli
TLS (Target Level of Safety)
studi human factors
deviazioni navigazione
containment RNP
rischio runway excursion
Lì si usano davvero:
gaussiane
distribuzioni
Monte Carlo
modelli probabilistici
Per esempio nella navigazione RNP il containment è fortemente statistico.
Ma non nel senso:
“vabbè qualcuno passerà a 20 piedi sotto…”
No.
Perché le superfici sono già costruite con margini molto ampi.
stabilizzazione,
monitoraggio verticale
spesso riferimento a PAPI/VASI.
*elaborato non tutto farina del mio sacco, ho chiesto una mano al "socio"!