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l'aeroporto di Rimini: operativo 24 ore su 24

L'Enac informa infatti di aver dato parere favorevole all'ampliamento progressivo dell'orario di operatività e all’upgrade della tipologia di servizio offerto da Enav per sette scali minori italiani: Rimini, Crotone, Comiso, Parma, Salerno, Cuneo e Forlì. L'ampliamento operativo sarà realizzato in modalità diversa per ciascun aeroporto e per il Fellini è previsto nel primo semestre del 2027. Rimini è l’unico scalo che estenderà l’operatività su tutte le 24 ore (dalle 16 attuali). Definitivamente scongiurati quindi i problemi che un paio di estati fa portarono a dirottare alcuni voli da Rimini a Bologna per via della chiusura alle 23 della torre di controllo. L’incremento dei costi legato alla modifica, precisa Enac, non ricadrà sui gestori aeroportuali ma sarà assicurata dal sistema tariffario incardinato nel piano delle performance 2025-29 ora all'approvazione della Commissione Ue. Lo scalo di Parma passerà da 16 a 18 ore mentre quello di Forlì resterà a 16 ma con, appunto, la copertura dei costi.
“Per questi aeroporti coinvolti – spiega il Presidente Enac Pierluigi Di Palma - si tratta di un risparmio importante, oltre che essere un ulteriore elemento per sviluppare il progetto Enac per la mobilità aerea regionale – RAM. Ampliando l’orario di operatività di questi scali, garantiamo anche una riserva di capacità operativa a supporto degli scali maggiori, innescando nuove opportunità di investimento e di sviluppo economico e turistico dei territori connessi”.











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Dati Statistici Aeroporto Rimini del 2025 sul 2024. https://assaeroporti.com/statistiche/

Movimenti Tot 4.380 +7,0%

- Nazionali 491 -17,8%
- Internazionali 2.158 +55,1%
- Aviazione Generale 1.731 -17,8%

Passeggeri Tot 416.594 +29,6%

- Nazionali 77.032 -18%
- Internazionali 335.784 +49,9%
- Aviazione Generale 3.297 +4,4%


Cargo 0 +0,0%
 
Rimini, l’aeroporto punta ai 3 milioni di passeggeri in 5-10 anni

Sempre più passeggeri all’aeroporto Fellini. L’abolizione della Council tax, le nuove rotte annunciate da Ryanair, l’evento Routes 2026 in maggio e il piano della Regione per armonizzare il sistema aeroportuale, potenziando gli scali minori. Oltre all’operatività h24. Si preannuncia la stagione della svolta per l’aeroporto internazionale di Rimini e San Marino “Federico Fellini”, gestito dalla società AIRiminum 2014. Nonostante le nuove incognite generate dal conflitto in Medio Oriente, le prospettive per lo scalo riminese sono rosee, come spiega l’amministratore delegato di AIRiminum 2014, Leonardo Corbucci.

Ospitare Routes Europe 2026 cosa rappresenta per l’aeroporto di Rimini in termini di visibilità e potenzialità internazionale?

«Un salto di posizionamento internazionale, non solo di visibilità. Nel 2026 Rimini entra nel circuito mondiale Routes come host city nello stesso anno di città-sistema come Rio de Janeiro (Routes America), Xi’an (Routes Asia) e Riyadh (World Routes)».

Routes è un evento molto ambito per gli aeroporti e le destinazioni. Cosa vi aspettate che cambi per il Fellini dopo questo evento?

È un evento storicamente ospitato da grandi città o capitali europee. Per Rimini sarà un’occasione unica per cambiare la percezione dello scalo agli occhi di chi prende le decisioni nel settore: airline planners, aeroporti, investitori e istituzioni. Routes può rendere ancora più credibile la traiettoria internazionale dell’aeroporto e della destinazione».

La Polonia sta diventando uno snodo centrale per le nuove tratte e Wizz Air e Ryanair hanno inserito più destinazioni collegate al Fellini. Possiamo parlare di Rimini come di un vero e proprio “hub indiretto” capace di connettere la Riviera all’Europa?

La Polonia è la prova concreta di quanto l’aeroporto sia fondamentale nel conquistare nuovi mercati. Dallo scetticismo dei primi voli Ryanair nel 2018, oggi è diventata una delle aree più apprezzate dagli operatori. Grazie anche agli investimenti di Apt Servizi può diventare il secondo mercato turistico della Riviera dopo la Germania. Nel 2026 Rimini sarà collegata con Varsavia, Cracovia, Katowice e Breslavia con circa 15 voli settimanali operati da Ryanair e Wizz Air. Il margine di crescita è ancora molto ampio».

Quali obiettivi concreti vi siete posti per il 2026?

«Il 2026 è l’anno di svolta per l’aeroporto di Rimini. Oltre a registrare una crescita prevista del +50%, si allineano diversi fattori che possono farci cambiare passo: l’annullamento della Council Tax, l’evento internazionale Routes Europe, il lancio del nuovo distretto aeroportuale e l’ufficializzazione dell’operatività h24 a partire dal 2027. L’obiettivo è trasformare questi elementi in più rotte, più traffico e in un posizionamento internazionale sempre più solido».

Quali sono i driver su cui ancorare la crescita del traffico nei prossimi anni?

Il primo è il recupero della domanda che oggi vola da altri aeroporti pur originandosi nel nostro bacino. Poi il rafforzamento della competitività operativa dello scalo anche grazie alla cornice regionale e al miglioramento della qualità dei servizi per compagnie e passeggeri. A questo si aggiungono lo sviluppo di un’infrastruttura aeroportuale tra le più moderne in Italia, il rafforzamento societario e una strategia commerciale orientata a rotte più stabili e meno stagionali».

Come si svilupperà questa strategia commerciale nei prossimi tre anni?

Attorno a due “ancore” e tre pilastri. Le due ancore sono la prospettiva di una base Lcc (Low-Cost Carrier, significa che una compagnia aerea a basso costo stabilisca uno o più aeromobili, ndr) che porti capacità stabile sullo scalo e il collegamento con un hub domestico, che consentirebbe di integrare Rimini nel sistema delle connessioni nazionali e internazionali. Su queste basi si sviluppano tre pilastri: il rafforzamento del segmento low cost con Ryanair e Wizz Air, favorito anche dall’operatività h24; il progetto leisure per qualificare il mix di traffico con operatori come EasyJet e altri vettori interessati allo scalo. Infine lo sviluppo di collegamenti con compagnie di bandiera e hub internazionali, che aumentano lo standing dello scalo, con primi segnali già presenti come British Airways e Luxair.»

La Regione ha avviato un percorso per riorganizzare e rendere più armonico e competitivo il sistema aeroportuale regionale. Come giudica questa iniziativa?

«Siamo in attesa della nuova legge regionale per comprendere meglio, ma già ora credo sia un’iniziativa molto importante e va riconosciuto alla Regione il merito di aver avviato una riflessione strategica su questo tema. L’Emilia-Romagna ha una forte vocazione internazionale, ma oggi il sistema aeroportuale regionale è molto concentrato su un solo hub. Questo comporta maggiori costi di spostamento per residenti e turisti e una maggiore mobilità su gomma, quindi minore competitività del sistema. L’obiettivo di armonizzare il traffico tra gli scali va nella direzione giusta: costruire una rete più equilibrata ed efficiente, capace di ridurre il costo porta-a-porta e allo stesso tempo diminuire traffico stradale ed inquinamento».

Quanto conta il territorio nel sostenere lo sviluppo dell’aeroporto, a partire dagli enti locali e dalla Fiera di Rimini?

«Conta moltissimo. Il Comune di Rimini è da sempre al nostro fianco, da quest’anno voglio ringraziare anche i Comuni della Riviera - Riccione, Cattolica, Misano Adriatico e Bellaria-Igea Marina - che con la regia di Apt Servizi stanno sviluppando campagne di promozione della destinazione, rafforzando la competitività dell’aeroporto e l’attrattività delle nuove rotte. Allo stesso tempo sentiamo la Fiera di Rimini strategicamente vicina come non mai: il sistema fieristico genera flussi internazionali e domestici qualificati che possono essere determinanti per rendere sostenibili e duraturi i collegamenti aerei con il territorio».

Come immaginate l’aeroporto di Rimini tra cinque/dieci anni?

«Lo immaginiamo più solido, con un network di rotte più ampio e meno stagionale, capace di superare stabilmente i 3 milioni di passeggeri e di rafforzare il ruolo del Fellini come porta internazionale della Riviera e della Romagna. Parallelamente vediamo uno scalo che evolverà anche dal punto di vista infrastrutturale, con un’area aeroportuale più moderna, sostenibile e interconnessa con il territorio, capace di generare valore economico e nuove opportunità per tutta la filiera turistica e produttiva».

C’è una rotta “simbolo” che rappresenterebbe il salto di qualità definitivo per lo scalo?

«A questa rispondo ormai da “riminese adottato”: Roma. Il collegamento con la capitale avrebbe un valore strategico perché connetterebbe Rimini al principale hub nazionale e quindi alle rotte intercontinentali. Non sarebbe solo una rotta in più, ma una vera porta di accesso al network globale, utile per residenti, turismo e sistema fieristico».


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L'aeroporto Fellini, nuova porta sul mondo. Un piano ambizioso di crescita​


Una nuova porta sul mondo. L’aeroporto Fellini di Rimini guarda al futuro con ottimismo con la nascita di un Nuovo Distretto Aeroportuale come parte integrante del Piano di Sviluppo 2026–2040 predisposto dalla società di gestione AIRiminum con circa 200 milioni di investimenti. Distretto e non solo riqualificazione dello scalo perché l'obiettivo è quello di avere una struttura viva per 365 giorni all'anno, integrata nella città e utilizzabile da tutti e non solo da chi arriva o parte. Il piano sarà consegnato ad ENAC entro giugno. La presentazione è avvenuta al Teatro Galli alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Michele de Pascale, quello di Enac Pierluigi Di Palma oltre all'amministratore delegato di AiRiminum Leonardo Corbucci.

Punto di partenza del percorso la constatazione che la domanda esiste già, forte e strutturata, ma deve essere intercettata. Il bacino dell’aeroporto di Rimini esprime infatti 5,5 milioni di passeggeri annui, ma ad oggi solo una quota marginale utilizza il Fellini perché se una parte vola da Bologna ci sono ben 3 milioni di persone che si spostano verso scali fuori regione. L'obiettivo quindi è intercettare una mobilità già esistente e consolidare in maniera stabile il valore sul territorio in termini di flussi turistici, investimenti e conseguenti ricadute economiche. Nessuna competizione col Marconi di Bologna, ma Rimini come secondo pilastro di un sistema regionale che porti ad una crescita più equilibrata, efficiente e sostenibile.
Per arrivare al risultato, evidenzia AIRiminum, serve il coinvolgimento coordinato di istituzioni, territorio e operatori economici. Per questo la società di gestione del Fellini ha impostato una strategia per rafforzare la capacità infrastrutturale, la struttura societaria e la competitività e attrattività della destinazione. Fondamentale in questo senso l'eliminazione della municipal tax decisa dalla Regione per gli scali minori (Rimini, Forlì e Parma) e la nuova legge regionale di sistema a cui si aggiungono il piano di marketing territoriale, la Routes Europe 2026 che vedrà Rimini diventare a maggio il "centro" del mondo aeroportuale internazionale, e l'operatività H24 dello scalo a partire dal primo semestre del prossimo anno (2027).
In questo contesto si inserisce il Nuovo Distretto, un vero e proprio nuovo aeroporto Fellini pensato e disegnato da CMR: accanto alla riqualificazione del terminal esistente e alla realizzazione di nuovi volumi, il progetto prevede la ridefinizione dell’identità complessiva dello scalo attraverso un linguaggio architettonico riconoscibile e radicato nel territorio. Si tratterà di un processo modulare e progressivo, capace di accompagnare nel tempo la crescita dell’aeroporto senza interromperne l’operatività. Nel progetto si vede il ponte sopraelevato che passa sopra la Flaminia e collega il terminal ad un'area dove, a schermare un parcheggio multipiano da 1500 posti, c'è una parco con un'arena all'aperto, aree per lo sport e attività. Il concept sviluppa tre temi guida, romanità, natura e aerodinamicità: la prima si tradurrà attraverso l’uso dell’arco come elemento simbolico e l'evocazione del Ponte di Tiberio, poi ci sarà un sistema di verde continuo ad accompagnare l’architettura ma anche volumi fluidi e linee curve ispirate al movimento degli aeromobili. Per fare del Fellini non solo una nuova porta d’accesso internazionale ma anche un luogo aperto anche a chi non vola. Ci vorranno un paio d'anni per le varie autorizzazioni ma già nel 2030 si potrebbero vedere i primi risultati concreti dell'intervento.

In termini di passeggeri, le stime prevedono di chiudere il 2026 a quota 614mila dopo i 417mila del 2025. Il superamento del milione nel 2028 con una base low cost ed un collegamento giornaliero con un hub domestico.

"Oggi non presentiamo solo un progetto - sono le parole di Leonardo Corbucci, Amministratore Delegato AIRiminum -, ma una riflessione sul futuro di questo territorio. La domanda esiste già ed è forte, ma oggi non la intercettiamo: milioni di passeggeri si muovono già nel nostro bacino senza utilizzare il Fellini, trasferendo altrove valore e opportunità. Il Nuovo Distretto nasce per invertire questa dinamica: riportare traffico, investimenti e crescita dove nascono. Lo facciamo con una strategia concreta basata sul rafforzamento della capacita aeroportuale, della struttura societaria e della competitività della destinazione. In tale scenario, Rimini non si pone in competizione con l’hub principale regionale, ma punta garantire ulteriore capacità aeroportuale ad un sistema regionale equilibrato e moderno che, potendo contare su più pilastri, possa perseguire l’ambizioso obiettivo dei 20 milioni di passeggeri annui. Questa sfida esaltante è necessariamente una sfida che deve vincere tutto il sistema, dove istituzioni, territorio e operatori economici devono muoversi insieme, insieme ad AIRiminum.
Il nuovo Distretto aeroportuale è lo strumento che rende possibile questa ambizione.


L’architettura non è solo costruire edifici - spiega Massimo Roj, CEO e Founding Partner di Progetto CMR -, ma creare relazioni tra luoghi, persone e identità. Con questo progetto vogliamo trasformare l’aeroporto di Rimini in un nuovo luogo di relazione tra città, territorio e persone: un’infrastruttura che diventa spazio urbano, identitario e aperto a tutti. Un progetto architettonico che integra riqualificazione dell’esistente e nuovi volumi in un sistema unitario, dove linguaggio contemporaneo, paesaggio e infrastruttura concorrono a definire una nuova immagine riconoscibile e strategica per la città e la Riviera.

L’Emilia-Romagna e la Riviera sono sempre più connesse con il mondo - aggiunge Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna -. Il piano presentato oggi, che definisce il nuovo distretto aeroportuale di Rimini, rappresenta un passaggio molto importante per lo sviluppo dello scalo dell’Aeroporto internazionale Federico Fellini e per il futuro del sistema aeroportuale regionale. Come Regione stiamo guidando una riorganizzazione profonda degli aeroporti grazie alla nuova legge che mette in campo risorse, strumenti di coordinamento e una visione integrata, superando definitivamente la logica della competizione tra scali per costruire un sistema unico, interconnesso e più competitivo a livello internazionale. In questo quadro, Rimini compie un salto di qualità. Da un lato si rafforzano in modo concreto sicurezza e accessibilità dello scalo, con interventi che miglioreranno la funzionalità e la qualità dell’esperienza per passeggere, passeggeri e operatori, dall’altro si afferma un cambio di paradigma: non più solo aeroporto, ma un vero e proprio distretto urbano, aperto e integrato con la città, capace di generare valore economico, turistico e identitario. Ora si tratta di consolidare questo percorso, rafforzando ulteriormente le rotte e la capacità dello scalo di aprirsi a nuovi collegamenti internazionali, in coerenza con la vocazione della Riviera e dell’intero territorio regionale. In questo quadro si inserisce anche l’assegnazione di Routes Europe: un appuntamento di rilievo internazionale che porterà a Rimini oltre 100 operatori del settore da tutto il mondo. Un risultato importante, che conferma la credibilità del nostro sistema aeroportuale e la capacità dell’Emilia- Romagna di attrarre investimenti e connessioni a livello internazionale”.



La riqualificazione del ’Fellini’: "Un grande e moderno aeroporto con il progetto firmato da Roj"​

Oggi la presentazione del piano di sviluppo dello scalo. L’ad Corbucci: "Faremo il salto di qualità". I lavori partiranno con la demolizione dell’ex hotel Coronado, per realizzare nuovi parcheggi e accessi.​


l terminal completamente rinnovato. E poi nuovi parcheggi, ristoranti e attività commerciali. Con il nuovo progetto l’aeroporto di Rimini vuo pensare in grande. Il piano di riqualificazione e ampliamento del ’Fellini’, affidato all’architetto Massimo Roj e allo studio Progetto Cmr da lui fondato, verrà presentato oggi alla città, al convegno che si terrà al teatro Galli. "Il nostro è un progetto ambizioso e complesso, che darà un grande futuro al ’Fellini’, assicura Leonardo Corbucci, ad di Airiminum, società di gestione dell’aeroporto.

Come siete arrivati alla scelta di Roj e Progetto Cmr?

"Attraverso un percorso strutturato. Prima abbiamo costruito le basi: la sicurezza, l’accessibilità, il masterplan e il piano di sviluppo aeroportuale. Poi abbiamo lanciato un contest tra cinque studi di primissimo livello. Non cercavamo solo un progetto bello, ma realizzabile, sostenibile e soprattutto coerente con la crescita dello scalo"

Quali i criteri che avete adottato nella selezione?

"Abbiamo fissati dei criteri molto chiari: la qualità architettonica, l’integrazione urbana con la città, la funzionalità aeroportuale, la sostenibilità tecnico-economica, la flessibilità. Perché il progetto deve funzionare prima ancora che stupire".

Perché la scelta è ricaduta su Progetto Cmr?

"Perché hanno sviluppato il progetto più equilibrato, che tiene insieme tutto: identità, integrazione urbana, modularità. Ma soprattutto è un progetto che può crescere per fasi e accompagnare lo sviluppo del traffico senza creare discontinuità".

Progetto Cmr ha firmato molti grandi interventi. Un partner importante per fare quel salto di qualità tanto auspicato?

"È uno dei principali gruppi italiani di progettazione integrata: oltre 300 professionisti, presenza internazionale, 45 milioni di fatturato. E Massimo Roj, il fondatore, è ambasciatore del design italiano nel mondo e ha ricevuto riconoscimenti internazionali tra cui il Compasso d’oro".

Quali saranno le tappe della riqualificazione?

"La prima fase (ora che si sono conclusi gli espropri delle aree vicine, ndr) riguarderà sicurezza, accessibilità, flussi, parcheggi e il pano di emergenza aeroportuale. Poi avvieremo il piano del nuovo distretto aeroportuale di Rimini a partire dal 2029".

Nel frattempo potrete procedere con i primi lavori. A quando la demolizione dell’ex hotel Coronado?

"Pensiamo che i lavori di abbattimento possano avvenire già il prossimo anno. Il 2027 segnerà l’inizio concreto della trasformazione del fronte dell’aeroporto. Poi procederemo con il resto. Il nostro obiettivo è fare del ’Fellini’ la grande porta d’accesso di tutta la Riviera romagnola".



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Ultima modifica:
Il bacino dell’aeroporto di Rimini esprime infatti 5,5 milioni di passeggeri annui, ma ad oggi solo una quota marginale utilizza il Fellini perché se una parte vola da Bologna ci sono ben 3 milioni di persone che si spostano verso scali fuori regione.
Resta da spiegare come mai le compagnie non colgano queste opportunità milionarie fin d'ora. Ma mi rendo conto che sono domande difficili...
Comunque il progetto sembra molto bello.
 
Ultima modifica:
Resta da spiegare come mai le compagnie non colgano queste opportunità milionarie fin d'ora. Ma mi rendo conto che sono domande difficili...
Comunque il progetto sembra molto bello.

Pero' magari si possono tentare risposte serie. Questo il mio tentativo:

Forse perche' finora BLQ, che e' molto vicino, ha avuto margini di crescita.

Cioe' se LIN avesse avuto due piste, nessun monopolista e nessun vincolo, BGY sarebbe cresciuto cosi'? Nota bene, non sto dicendo che fanno bene a cappare BLQ, solo che se lo fanno qualcosa finira' anche a RMI.... la maggior parte magari altrove.
 
Pero' magari si possono tentare risposte serie. Questo il mio tentativo:

Forse perche' finora BLQ, che e' molto vicino, ha avuto margini di crescita.

Cioe' se LIN avesse avuto due piste, nessun monopolista e nessun vincolo, BGY sarebbe cresciuto cosi'? Nota bene, non sto dicendo che fanno bene a cappare BLQ, solo che se lo fanno qualcosa finira' anche a RMI.... la maggior parte magari altrove.
Che ci sia un certo numero di pax che usa BLQ per andare in Romagna è sicuramente vero e geograficamente logico. La parte che mi lascia molto perplesso è quella che sostiene che su un totale di 5.5M di pax afferenti il bacino riminese (Dio solo sa come li hanno contati, ma facciamo finta di crederci), ben 3M raggiungerebbero Rimini da aeroporti fuori regione. Che possiamo immaginare essere FCO, MXP, BGY, VCE. Che a parte quest'ultimo, distano almeno 300 km da Rimini. E quindi si dovrebbero fare minimo 2-3 ore di treno o auto, non si sa bene perchè, pur di non utilizzare BLQ.
Ma la cosa più importante è che ragionevolmente 5.5M di pax permetterebbero l'apertura di svariate rotte in piena autonomia. E visto che queste persone già volerebbero a Rimini attraverso altri scali, non ci dovrebbero nemmeno essere problemi di yield.
Per cui la domanda resta: perchè nessuna compagnia sta cercando di portarsi a casa una cospicua fetta di quei 5.5M offrendo servizi diretti da RMI?
 
Per cui la domanda resta: perchè nessuna compagnia sta cercando di portarsi a casa una cospicua fetta di quei 5.5M offrendo servizi diretti da RMI?

Perché banalmente han capito che quei numeri sono una boiata. Il solito blablabla dei politicanti e pseudo tecnici per avere danari pubblici e mantenere la cadrega.
 
ISTAT - popolazione residente per province al 1/1/2023 (dato più recenti sul sito; non credo che ci siano state variazioni tali da stravolgere i numeri) https://demo.istat.it/app/?l=it&a=2023&i=POS

Rimini 338.934
Ravenna 386.355
Forlì - Cesena 391.648
Pesaro e Urbino 349.529
totale 1.466.466

Aggiungiamo anche Ferrara (aggiunta molto forzata): 339.287, per un totale di 1.805.753 residenti
Per arrivare a 5 milioni e mezzo manca un bel po' di gente. Ma tanta.
Al solito, un minimo di verifica dei dati prima di copiaincollare, no?
 
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ISTAT - popolazione residente per province al 1/1/2023 (dato più recenti sul sito; non credo che ci siano state variazioni tali da stravolgere i numeri) https://demo.istat.it/app/?l=it&a=2023&i=POS

Rimini 338.934
Ravenna 386.355
Forlì - Cesena 391.648
Pesaro e Urbino 349.529
totale 1.466.466

Aggiungiamo anche Ferrara (aggiunta molto forzata): 339.287, per un totale di 1.805.753 residenti
Per arrivare a 5 milioni e mezzo manca un bel po' di gente. Ma tanta.
Al solito, un minimo di verifica dei dati prima di copiaincollare, no?
Hai dimenticato la Repubblica di San Marino: 3.194.247 che sommato con i tuoi 1.805.753 porta ai 5.000.000. Taaaaac!
 
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3.194.247 a contare anche animali domestici, volatili non migratori, ipesci negli acquari, insetti ...

(le stime sono di circa 34.000 residenti)
 
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ISTAT - popolazione residente per province al 1/1/2023 (dato più recenti sul sito; non credo che ci siano state variazioni tali da stravolgere i numeri) https://demo.istat.it/app/?l=it&a=2023&i=POS

Rimini 338.934
Ravenna 386.355
Forlì - Cesena 391.648
Pesaro e Urbino 349.529
totale 1.466.466

Aggiungiamo anche Ferrara (aggiunta molto forzata): 339.287, per un totale di 1.805.753 residenti
Per arrivare a 5 milioni e mezzo manca un bel po' di gente. Ma tanta.
Al solito, un minimo di verifica dei dati prima di copiaincollare, no?
lungi da me difendere rimini perché va contro la mia religione (scherzo) ma non vedo perché se consideriamo rimini bacino di bologna, bologna non possa essere bacino di rimini magari per collegamenti specifici presenti a rimini e non a bologna. lo stesso vale per buona parte delle marche. esperienza personale che per carità vale a zero: su un palermo - forlì mi è capitato all'arrivo di dovere dare info a un fuorisede che aveva base a modena e che aveva scelto di atterrare a forlì perché il volo costava meno rispetto a bologna. lo dico solo come anedotto, chiaramente, non fa statistica
 
non vedo perché se consideriamo rimini bacino di bologna, bologna non possa essere bacino di rimini magari per collegamenti specifici presenti a rimini e non a bologna.

Perchè se sovrapponi aeroporti in concorrenza tra loro, frammenti l’utenza. Se non lo fai, devi trovare rotte profittevoli e compagnie che le vogliano volare (alle quali devi dare quattrini in misura inversamente proporzionale all’appeal della rotta). Diventa una guerra tra poveri, se non sei in grado di sostenere la scarsa domanda.
 
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Suppongo che l'articolo sia stato modificato, visto che ora recita:

"Il bacino dell’aeroporto di Rimini (in un raggio di 60 km) esprime infatti 5,5 milioni di passeggeri annui, ma ad oggi solo una quota marginale utilizza il Fellini (7%) e se una parte vola da Bologna ci sono ben 3 milioni di persone che si spostano verso scali fuori regione."

Da RMI con 60km non si arriva neanche a Faenza, figuriamoci BLQ.
 
su un palermo - forlì mi è capitato all'arrivo di dovere dare info a un fuorisede che aveva base a modena e che aveva scelto di atterrare a forlì perché il volo costava meno rispetto a bologna.
Esempio illuminante. Il pax modenese in linea di principio avrebbe usato BLQ, ma visto che il gestore forlivese ha sommerso d'oro FR purchè lasciasse qualche volo al Ridolfi, il fuorisede si è fatto una gita in Romagna. Gira la cifra di 30€ a pax bonificati a Michele per trattenere le Arpe a FRL. Quanto sia sostenibile una politica del genere, credo sia evidente a chiunque non si ostini a mettere la testa sotto la sabbia, oppure menta sapendo di mentire in base a talebanismo o convenienza.
 
Suppongo che l'articolo sia stato modificato, visto che ora recita:

"Il bacino dell’aeroporto di Rimini (in un raggio di 60 km) esprime infatti 5,5 milioni di passeggeri annui, ma ad oggi solo una quota marginale utilizza il Fellini (7%) e se una parte vola da Bologna ci sono ben 3 milioni di persone che si spostano verso scali fuori regione."

Da RMI con 60km non si arriva neanche a Faenza, figuriamoci BLQ.

Chi ha scritto l’articolo/comunicato andrebbe rimandato a Settembre in matematica e geografia. Aspettando le prossime modifiche.
Edit: probabilmente legge il forum, aiutiamolo/a a capire.
 
Secondo me, fatte le dovute proporzioni, usare Milano e Bergamo come benchmark un minimo e' utile.

Ci sono molti aereoporti secondari non lontani da un centro piu' grande che hanno vivacchiato per anni, e poi improvvisamente e' successo qualcosa e si sono svegliati.

Ora se a Swords si svegliano una mattina e decidono che RMI costa di meno, gli permette margini di crescita e magari anche di dare una alternativa a chi vuole andare a Bologna e Ancona, potrebbe succedere che cambia tutto.

E io continuo a ricordare che se spostassero un pelo piu' in la la stazione di Miramare la linea passa a 350m dal terminal. E stanno gia' pubblicando il cronoporgramma per il quadruplicamento AV da BO a Castel Bolognese, e la linea e' gia' quasi tutta a 180-200km/h.

Insomma, non escluderei che un bel giorno, di botto, senza che sia successo apparentemente nulla, RMI si Gironeggi (=diventa come Girona, anzi, con tutto il rispetto forse l'area di Rimini e dintorni ha piu' traffico originante di Girona).

Poi aggiungo doverosamente il mantra che la prima priorita' dovrebbe essere potenziare BLQ che avrebbe ben altre potenzialita'.


Edit; aggiungo fonte: https://www.skyscrapercity.com/thre...491/page-140?post_id=197337052#post-197337052
 
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