[TR: Sud Africa - Otter Trail]


BGW

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30 Marzo 2008
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Tutto nasce una domenica piovosa nell’aprile 2025 quando, preso dalla noia, controllo il sito del South Africa Parks per vedere se vi fosse per caso disponibilità per l’Otter Trail. Quest’ultimo, un trek di circa 42km su 5 giorni lungo la costa del Western Cape in Sud Africa, è tra i piú contingentati al mondo, con solo 12 trekkers ammessi al giorno. Il motivo è che il percorso è obbligato cosí come lo sono i pernottamenti nei rifugi, che hanno capienza per appunto solo 12 persone. Non è ammesso il campeggio.

Trovo due posti per febbraio 2026, che corrisponde all’estate australe (quindi il periodo migliore). In poco tempo trovo anche un altro sodale per un viaggio che - con un anno o quasi di anticipo - non sappiamo si realizzerà. Ma cosí sarà alla fine, e si parte destinazione Cape Town in un soleggiato pomeriggio di febbraio, con scalo a ZRH e poi CPT (i voli diretti per CPT erano tutti completi quando abbiamo finalmente preso i biglietti a fine 2025).

FCO-ZRH
LX1733 (operated by Helvetic)
E195 HB-JVP
20.15-21.50 (20.22-21.55)

Non ho molto da documentare sul feeder per ZRH, operato da Helvetic su un vecchio ERJ che mostra la sua età. Con 50min di transfer a Zurigo, la coincidenza è rischiosa ancora di più per il bagaglio e quindi decido di portare lo zaino e gran parte dell’essenziale per il trek come bagaglio a mano anche se supero ampiamente le misure del bagaglio a mano. Ma il volo non è pieno e non ci farà caso nessuno.

Il volo imbarca in orario e parte con qualche minuto di ritardo che recupereremo in volo.

Swiss credo sia l’unica compagnia che consente di preselezionare il pasto anche sui voli di corto raggio come questo, tra una scelta di (se ricordo bene) almeno sei proposte. Scelgo un tataki di tonno con soba noodles, che si rivelerà ottimo. Formaggio e dolce invece sono comuni a tutti.



Atterriamo a ZRH in orario ma LX nel frattempo ha anticipato il volo di 10 minuti e quindi la connessione è ancora più stretta. Forse per questo motivo all’uscita dall’aereo troviamo un addetto della compagnia con un cartello con scritto JNB (ce n'è anche un altro che aspetta pax per HKG) che ci accompagnerà con un transfer dedicato prima a una postazione separata per il controllo passaporti e poi direttamente al Terminal E, dove l’imbarco è già iniziato.



Nel frattempo l’Airtag mi dice che anche il bagaglio è arrivato sottobordo. LX e ZRH si confermano molto affidabili.

ZRH-JNB
LX242
A340-300 (HB-JMI)
22.40-10.30 (22.30-10.12)

Il volo è pieno in qualsiasi ordine di posto. Il volo è operato da un A340-300 (aka il marcione) che nonostante la tenera età di quasi 22 anni di onorato servizio LX ha completamente riconfigurato e mantenuto in maniera impeccabile. Nessuno, eccetto un avgeek, noterebbe la differenza.
Stacchiamo precisamente alle 10.30 e decolleremo una decina di minuti dopo per il volo che taglierà in verticale tutta l’Africa in dieci ore.



Nonostante la cabina piena il servizio è ottimo. Come spesso accade su Swiss l’AV chiede se preferisca parlare tedesco, inglese o francese. Finiremo per comunicare in francese.
A terra per guadagnare tempo viene servito l’aperitivo con tre assaggi diversi.



La cena è abbastanza elaborata ma con porzioni giuste e tempi ottimamente gestiti. Il tutto si conclude in circa due ore e mezza dopo il decollo, non facile se si considerano tutte le portate e in generale la complessità del servizio. Tutte le foto sono sul thread del catering.



Mentre mi cambio in bagno l’AV prepara il letto, la poltrona reclinata con le porte chiuse si presenta così.





Il marcione intanto procede a velocità decente grazie a forte vento a favore.



Dormo come un sasso per circa sei ore e mi sveglio che stiamo sorvolando il confine tra Namibia e Botswana.



Frattanto il marcione ha parecchio rallentato la corsa…



Chiedo un tè che mi viene portato subito con tazzina vuota bollente (questa è una new entry).



Poi, mezz’oretta dopo, l’AV mi chiede se sono pronto per la colazione, che prevede varie scelte fredde e due piatti caldi.



Terminata la colazione la cabina viene preparata per l’atterraggio, che avviene con 30 minuti di anticipo. Non è facile fotografare la poltrona ma ci provo.





Un'occhiata all’amenity kit, una borsa mi sembra disegnata per contenere un tablet sullo stile di quelle di AZ della ormai ex Magnifica, solo più grande. Il contenuto è nella norma ma altre cose si possono richiedere a parte.





A JNB la coda ai passaporti non è troppo lunga ma nonostante ciò i bagagli impiegano un’eternità, non il massimo per chi ha coincidenze strette e deve sdoganare obbligatoriamente il bagaglio a JNB prima di rispedirlo sul volo nazionale. Sapendo tutto ciò in anticipo visto che credo sia il mio decimo viaggio in Sud Africa, mi sono preso un biglietto separato per CPT con coincidenza di oltre tre ore.

Ritirato il bagaglio mi incammino verso il terminal nazionale, adiacente, e faccio il check-in per il volo Safair per CPT.
Tra i vari add-on da aggiungere al biglietto c’è pure l’accesso alla Bidvest Lounge che non è nulla di che ma adeguata per un terminal nazionale. Qui mi sparo il mio primo Rooibos di una lunga serie con qualche rusk, un biscotto tipico sudafricano secco e duro come fosse fatto di malta essiccata nel Sahara ma ottimo da inzuppare nelle bevande calde.



JNB-CPT
FA121
737-800 (ZS-SJI)
13.25-15.45 (13.18-15.25)

Nulla da eccepire sul volo o sulla compagnia low-cost, 737-800 vecchiotto ma ben mantenuto, volo pieno a tappo ma imbarco gestito in maniera ordinata. A bordo c’è il BoB e ordino lo snack più sudafricano che esista, il biltong (carne secca speziata). Prezzi ragionevolissimi (come in tutto il Sud Africa, del resto).



L’atterraggio è da False Bay quindi con vista panoramica sulla città e la Table Mountain coperta dalla classica nuvola detta “tovaglia”.



All’arrivo conto almeno tre 777 BA sul tarmac.





A CPT ci attende un tempo splendido. Il vantaggio dei viaggi in Sud Africa è l’assenza di fuso orario (solo un’ora di differenza).



Visto che ci attendono 5 giorni di cibo liofilizzato, a CPT compensiamo la prima sera con una cena da Fyn, ristorante nippo-sudafricano che dicono essere uno dei migliori di tutta l'Africa.





L’indomani in programma c’è la visita medica obbligatoria (tutti coloro che vogliono intraprendere l’Otter Trail devono ottenere un certificato medico da un practitioner sudafricano a seguito di controllo medico) e poi gli ultimi acquisti per il trek, gas e quant’altro non era possibile trasportare in aereo.

Nel pomeriggio facciamo una scappata a Franschhoek, una cittadina molto pittoresca a un’ora e qualcosa da CPT fondata dagli ugonotti francesi con relativo monumento celebrativo. Nella chiesa della cittadina c’è il concerto della filarmonica di Cape Town, al quale assiste un pubblico con età media superiore agli 80 anni (e manco a dirlo, visto dove ci troviamo, tutti bianchi afrikaner).





Per lo stesso motivo della sera prima stasera ci buttiamo sul pesce in un ristorante dove non c’è un menu ma una formula unica in cui si sceglie il pesce dal bancone (a peso) che viene grigliato e servito con varie salse e contorni.





L’indomani ci incamminiamo di buon’ora facendo un pezzo di strada con Ciccio1.



Da Cape Town a Natures Valley, dove trascorreremo la notte, saranno 557km, percorsi in quasi 7 ore (con limitazioni di velocità di ogni tipo) per la maggior parte in mezzo al nulla e di una noia mortale. Ma devo dire che nelle stazioni di benzina sudafricane situate in culonia si trova l’essenziale!





Ultima notte in un letto decente e con cibo commestibile.

Giorno 1 (4.8km)

Dicevo il percorso è obbligato con partenza da Storms River e arrivo a Natures Valley. Leggendo sul webbe tutti raccomandano di lasciare la macchina a Natures Valley dove c’è un parcheggio recintato (siamo pur sempre in Sud Africa) in modo da trovartela all’arrivo, e di farti portare da un taxi a Storms River, e cosí facciamo.

Il primo giorno non è molto impegnativo, occorre presentarsi entro le 14 nel centro dei ranger di Storms River, pagare una fee di circa 80 euro (oltre al centone pagato quando prenoti).



Ti fanno un rapido briefing, con annesso studio delle basse maree in particolare nei giorni 3 e 4 in cui vanno attraversati fiumi a guado che si riversano in mare ed è essenziale arrivare in bassa marea. Questa ovviamente va a culo e saremo fortunati: il quarto giorno è prevista alle 10.30am, con una camminata stimata dal rifugio di circa 4 ore. Quindi partenza alle 6.30am quando c’è già luce molto easy, evita di camminare con il buio, che non è il massimo anche se ovviamente siamo attrezzati anche per quello.





Oltre allo spiegone sulle maree, misuri il peso dello zaino (che non deve essere superiore al 20% del corpo) e in teoria ci sarebbe un filmato da vedere ma non riusciamo a far funzionare la TV. Quindi si parte.
La camminata è molto tranquilla ma perdiamo subito il sentiero e, peggio ancora, ci portiamo dietro una coppia di indiani (fino a metà percorso del giorno 1 il trek è accessibile a tutti, poi un cartello dice che da quel punto solo gli Otter Trailers sono autorizzati). Per fortuna, essendo un tracciato essenzialmente solo costiero, lo recuperiamo subito.
Panorami del primo giorno.





E il primo giorno è andato. Si inizia con il cibo liofilizzato (portato nello zaino in quantità sufficiente) che ci accompagnerà per tutti e 5 i giorni. Quello è l’aspetto peggiore di tutta l’avventura, tutto il resto si sopporta molto meglio. Familiarizziamo anche con gli altri compagni di viaggio, che saranno in tutto 8 e non 10, tutti sudafricani: due coppie di settantenni (di cui una al suo quarto Otter Trail!) nonché un gruppo di 4 boeroni/e che vedremo poco perché avranno tempi molto sfasati e trascorreranno le serate in allegria a giudicare dalle risate e dall’odore di dagga (la cannabis locale).

Giorno 2 (7.9km)

Albeggia.



Panorami vari. La sensazione di quiete, con l’unico rumore delle onde che si rompono sulle rocce, è meravigliosa (ndr: non ci sarà campo per tutti e 5 i giorni).





Ad un certo punto c’è l’opzione di scendere fino in spiaggia.



Si risale e vista dall’alto si presenta cosí



Il sentiero è un misto tra boschi e camminate in cima a promontori come questo, interamente sotto il sole.



Primo torrente da attraversare a guado, altezza vita, ce ne saranno diversi per strada.



Arrivo al secondo rifugio dopo 3 ore e mezza non troppo impegnative. I rifugi sono tutti identici, due casette con 6 letti a castello ciascuno. C’è un serbatoio di acqua piovana dal colore giallo-piscia e sapore metallico. Giurano tutti che è potabile ed in effetti non darà particolari problemi (le resistenze del mio apparato digerente le attribuisco tutte al cibo liofilizzato).





I pomeriggi si trascorrono riposando tra letture e bagni nel mare (acqua gelida). Alle 8, quando cala la notte, senza corrente elettrica, si va tutti a letto (meno i 4 boeroni di cui sopra).



Giorno 3 (7,7 km)

Altri panorami vari.



Ci imbattiamo in questi simpatici animali che ci dicono chiamarsi rock rabbit e imparentato, non so bene come, con gli elefanti. Per fortuna non incontrerò animali particolarmente ostili (a differenza degli altri che avvisteranno serpenti a loro detta - e ci credo - "scary").











Ultimo guado del giorno (visto dall’alto, il rifugio è subito dopo e visibile in basso a sinistra)





Impacchettare lo zaino è un lavoro certosino in quanto devi portarti non solo tutto l’occorrente ma anche ciò che potrebbe servire in caso di pioggia, emergenza, incidenti ecc… E poiché ti porti tutto in spalla per 5 giorni si cerca di minimizzare tutto ciò che non è necessario. La Bialetti non appartiene però a quest’ultima categoria.



[to be continued]
 
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Sarà mica la traduzione di “esticazzi” quando si scopre che si volerà con il marcione ?
Ah che invidia Console, un bellissimo percorso di trekking non c’è che dire.


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Meraviglia. Un inizio scoppiettante, con una F di Swiss che mi riporta subito al BGW dei tempi d'oro, e un prosieguo proletario che, pero', e' piu' Shackleton che Lunga Marcia. Sempre una garanzia. Bentornato, mi mancavano i tuoi TR.
 
Magnifico! Non ho mai avuto la fortuna di volare con Swiss ma l'impressione che ho è che sia un prodotto complessivamente superiore a tutte le Europee/Americane, anche se forse per il catering di J Iberia ha menu piu sfiziosi, almeno quelli che ho provato.

Ho visitato il Parco nazionale Tsitsikamma nel 2004 ma non sapevo nulla di questo trek, messo in lista!

A proposito, hai avuto l'occasione di fare o considerare il Loita trail in Kenya che dall'altopiano a sud del Mara scende di 1500m fin quasi al lago Magadi? lo vendono diverse agenzie, dai ricconi di ATR ad agenzie locali più ragionevoli.

 
Ma che spettacolo! I TR consolari sono sempre una garanzia di posti fantastici. Niente corrente elettrica nei rifugi vuol dire due kg di power banks per ricaricare o quando sei 0%, sei 0%? Immagino foste dotati di mappe e cartine dettagliate per ogni evenienza.

La gestione dei transiti con Swiss è sempre una meraviglia, il pick-up sottobordo e controlli dedicati lo fanno anche per chi vola in barbon. Certo, a volte il bagaglio rimane comunque a Zurigo... :D

DaV
 
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Che destinazione e che percorso di trekking spettacolare!

Io, ahimè, sono molto prevenuto sul Sudafrica: ho lavorato per anni con colleghi sudafricani che mi hanno riempito di racconti dell'orrore riguardo la situazione del Paese e della sua sicurezza in generale.
Case con la zona notte dotata di una porta blindata dedicata, gente uccisa per aver tentennato a consegnare i suoi beni durante una rapina, polizia che non sai neanche da che parte sta, ecc... vero è che alcuni dei miei colleghi venivano da Pretoria e che magari non è tutto così, ma il forte disagio mi è rimasto.

D'altra parte però mi sento fortemente attratto da questi panorami e da questa natura semplicemente spettacolare, per cui non escludo di farci un salto prima o poi.

In ultimo, il Rooibos è stata una scoperta piacevolissima, così come il beef jerky.
Un popolo che mangia carne e lo fa fieramente. La mia collega era infatti solita dire (quando mi vedeva mangiare insalatine posh condite con semi o altre verdure): I'm not gonna eat the food of my food, man!
 
Capisco le difficoltà di chi vive in SA, ma per il turista, soprattutto se minimamente avveduto, rimane una destinazione imperdibile.
 
La provincia del Capo e' spettacolare ! Le zone a rischio almeno li sono ben delimitate e con la necessaria avvedutezza e' vivibile.
Poi non vai in SudAfrica ma vai in Brasile.....
 
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Spettacolo, magnifico Sudafrica! 😍

Ok la Bialetti, i boeroni beoni trokatoni, la F, lu sule, lu mare e lu ientu...ma dove sono le lontre?!
 
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Sarà mica la traduzione di “esticazzi” quando si scopre che si volerà con il marcione ?
Ah che invidia Console, un bellissimo percorso di trekking non c’è che dire.


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Grazie, non sono molto da trekking, ma questo valeva la pena (e l'attesa...).

Grande, foto fantastiche.Grazie.

Grazie!

Che figata! Attendo il resto.

Grazie anche a te!
Meraviglia. Un inizio scoppiettante, con una F di Swiss che mi riporta subito al BGW dei tempi d'oro, e un prosieguo proletario che, pero', e' piu' Shackleton che Lunga Marcia. Sempre una garanzia. Bentornato, mi mancavano i tuoi TR.

Grazie, in effetti non ricordo manco quale fosse l'ultimo!

Magnifico! Non ho mai avuto la fortuna di volare con Swiss ma l'impressione che ho è che sia un prodotto complessivamente superiore a tutte le Europee/Americane, anche se forse per il catering di J Iberia ha menu piu sfiziosi, almeno quelli che ho provato.

Ho visitato il Parco nazionale Tsitsikamma nel 2004 ma non sapevo nulla di questo trek, messo in lista!

A proposito, hai avuto l'occasione di fare o considerare il Loita trail in Kenya che dall'altopiano a sud del Mara scende di 1500m fin quasi al lago Magadi? lo vendono diverse agenzie, dai ricconi di ATR ad agenzie locali più ragionevoli.


Io nello Tsitsikamma ci ho fatto il bungy da un ponte su uno dei fiumi attraversati adesso a guado, ignorando allora che avrei rivisto lo stesso fiume da un'angolatura, diciamo, un pò diversa!
LX secondo me la migliore del gruppo LH, e ZRH il miglior hub del mazzo.

Ma che spettacolo! I TR consolari sono sempre una garanzia di posti fantastici. Niente corrente elettrica nei rifugi vuol dire due kg di power banks per ricaricare o quando sei 0%, sei 0%? Immagino foste dotati di mappe e cartine dettagliate per ogni evenienza.

La gestione dei transiti con Swiss è sempre una meraviglia, il pick-up sottobordo e controlli dedicati lo fanno anche per chi vola in barbon. Certo, a volte il bagaglio rimane comunque a Zurigo... :D

DaV

In realtà partito con carica a 100%, 5 giorni in modalità aereo per solo uso come macchina fotografica sono stati sufficienti!
Nessuna cartina, si costeggia sempre il mare, il sentiero è molto intuitivo... quando c'è un fiume o un ruscello (anche secco...) non ci sono cazzi, si scende a livello del mare, e poi si risale...

foto davvero molto belle; è sempre un piacere leggere i tuoi TR. grazie

Grazie!

Si ma continua che sono in manca!

e 'nattimo!

Che destinazione e che percorso di trekking spettacolare!

Io, ahimè, sono molto prevenuto sul Sudafrica: ho lavorato per anni con colleghi sudafricani che mi hanno riempito di racconti dell'orrore riguardo la situazione del Paese e della sua sicurezza in generale.
Case con la zona notte dotata di una porta blindata dedicata, gente uccisa per aver tentennato a consegnare i suoi beni durante una rapina, polizia che non sai neanche da che parte sta, ecc... vero è che alcuni dei miei colleghi venivano da Pretoria e che magari non è tutto così, ma il forte disagio mi è rimasto.

D'altra parte però mi sento fortemente attratto da questi panorami e da questa natura semplicemente spettacolare, per cui non escludo di farci un salto prima o poi.

In ultimo, il Rooibos è stata una scoperta piacevolissima, così come il beef jerky.
Un popolo che mangia carne e lo fa fieramente. La mia collega era infatti solita dire (quando mi vedeva mangiare insalatine posh condite con semi o altre verdure): I'm not gonna eat the food of my food, man!

Il Sud Africa lo conosco molto bene avendolo girato in lungo e in largo. Paese molto complicato ma ti dirò che nonostante tutto è un mezzo miracolo se esiste ancora e non è imploso...

Capisco le difficoltà di chi vive in SA, ma per il turista, soprattutto se minimamente avveduto, rimane una destinazione imperdibile.

Esatto.

La provincia del Capo e' spettacolare ! Le zone a rischio almeno li sono ben delimitate e con la necessaria avvedutezza e' vivibile.
Poi non vai in SudAfrica ma vai in Brasile.....

Il rischio è dappertutto ma ci si convive, anche come turista. Certo fa impressione tutto quel filo spinato.

Spettacolo, magnifico Sudafrica! 😍

Ok la Bialetti, i boeroni beoni trokatoni, la F, lu sule, lu mare e lu ientu...ma dove sono le lontre?!

Non avvistate, ahimè!
 
[Seconda parte]

Giorno 4 (13.8km)

Oggi è il giorno più complicato per vari motivi, tra cui la lunghezza del percorso, doppia rispetto a tutti gli altri giorni, nonché l’attraversamento a guado del Bloukrans River, che è a detta di tutti il punto più difficile del percorso e va fatto assolutamente in bassa marea.

Come dicevo all’inizio siamo fortunati e la bassa marea sarà alle 10:30. Rispetto a rifugio, sono 4 ore di camminata. Quindi la partenza è con la prima luce, poco dopo le 6.
A quest’ora i colori sono incantevoli.





Con tutto il rispetto per il crossing del Bloukrans, certamente non semplice, ho trovato molto più complesso attraversare questi punti rocciosi, dove il sentiero non esiste più, sei senza direzione (tranne ovviamente quella di stare in parallelo al mare), senza sostegni e con un cammino molto irregolare e quindi instabile con il peso sulle spalle. Nulla di non fattibile per carità ma monitorando i tempi sul Garmin, in questi punti si fa il tempo peggiore di tutto il trek, persino rispetto ai dislivelli più ripidi.



Prosegue la marcia.





Eccoci al famigerato Bloukrans alle 9.30, con mezz’ora di anticipo.
Tempo sufficiente per studiare con calma e scegliere il percorso migliore, vi sono varie opzioni con differenti mix tra attraversata a guado e arrampicata.
Scegliamo quello intermedio, con attraversata tra vita e petto, e una bella arrampicata subito dopo.
Essenziale arrivare in bassa marea dicevo non solo per la profondità del fiume ma anche per evitare il risucchio della corrente verso il mare.







L’arrampicata che ci aspetta oltre il fiume



Attraversare con scarponi appesantiti dall’acqua all’interno riduce molto l’agilità anche se va detto il tratto è breve e dura appena un paio di minuti.
Per evitare che si inzuppi il contenuto dello zaino è raccomandato di infilarlo in un sacco impermeabile al 100%. Questa è ovviamente l’opzione massima, il cui svantaggio è portarsi sto coso ingombrante assieme al resto per tutti i 42km per un uso di un paio di minuti, ma vi sono anche opzioni low cost: dal sacco dell’immondizia fino a portarsi lo zaino a mò di cesto di frutta sulla testa :) .



Superato il Bloukrans River, girato l’angolo e percorsi manco 50 passi ecco un secondo inatteso pezzo in arrampicata, prima in salita e poi in orizzontale lungo la roccia.



Da qui in poi si riprende il sentiero, prima tutto in salita e poi sotto il sole che essendo ormai quasi le 12 cuoce di brutto. Dal Bloukrans fino al rifugio saranno in tutto altre tre ore di camminata, all’incirca.



I rifugi come dicevo sono tutti uguali con delle piccole varianti.



Questo specifico ha di particolare il cesso con vista, anzi, per godertela appieno, hanno persino aggiunto un piedistallo alla tazza.



Oggi la stanchezza si sente. Ultimo tramonto.



Giorno 5 (6.8km)

L’ultimo giorno partiamo presto nonostante il percorso sia tutto sommato breve e senza fiumi da attraversare a parte quello adiacente al rifugio. Ma la voglia di una doccia decente e, soprattutto, di cibo fresco e persino di acqua minerale è tanta, e ormai è praticamente fatta. Rinuncio persino a quella che sarebbe stata l’ultima colazione liofilizzata, una sorta di muesli con latte in polvere e frutta essiccata che l’acqua metallica del rifugio dovrebbe reidratare e rendere edibile.

Dal rifugio sono subito 408 gradini (tutti irregolari ovviamente) in salita. Li ho contati, mortacci loro. Non finivano mai!



I colori però a quell’ora sono sempre notevoli.





Dopo un paio d’ore e panorami strepitosi su scogliere varie, avvistiamo Nature Valley, il punto di partenza. Tocca riscendere al livello del mare e poi camminare sulla spiaggia.







Quello che nessuno ci aveva detto è che dalla spiaggia sono altri 3km (che quindi si aggiungono ai 6.8) che ci separano ancora dalla colazione. Purtroppo, si ristabilisce anche la connessione, ricevo di un colpo 200+ whatsapp e non so quante mail di lavoro.

Raggiunto il parcheggio e recuperata la macchina, si va in direzione Plettenberg Bay, destinazione di villeggiatura costiera molto chic con villoni strepitosi e un’atmosfera da ancien régime (solo bianchi nei bar, ristoranti e in spiaggia; gli africani fanno i commessi o le pulizie e sono relegati in una sorta di slum dall’altro lato dell’autostrada, peraltro anche recintato).

FInalmente, cibo vero!!!



La spiaggia di Plett, che peraltro è un lembo di sabbia tra mare e laguna. L’acqua è gelata ovviamente come in tutto il Sud Africa, ma non rinuncio certo a un bagno fuori stagione.







Spero non venga mai usato.



Si torna a dormire e mangiare decentemente. Non so se merito dei 5 giorni di cibo liofilizzato ma sono pronto a giurare che questo Lamb curry è il migliore che abbia mai mangiato, India compresa.



Visto che sono malato, l’indomani mi sveglio alle 6am per andare a fare hyrox.
Almeno vengo gratificato da un’altra, ultima alba spettacolare.



Purtroppo il tempo è poco e c’è giusto il necessario per il volo di rientro. L’unica soluzione praticabile quel fine settimana per rientrare in Europa è un volo diurno la domenica con LH per Monaco da JNB, che opera un paio di volte a settimana. Non il massimo ma su quelli notturni non c’era posto il sabato sera. Di fatto si perde un giorno intero e, peggio ancora, la partenza alle 10 di mattina da JNB rende obbligatorio un pernottamento all’aeroporto di JNB, con ulteriore rosicchiamento dell’ultima giornata di vacanza.

GRJ-JNB
FA225
737-844 (ZS-SJS)
14.45-16.35 (14.53-16.21)

George si raggiunge in un un’ora e mezza da Plettenberg Bay. L’aeroporto è minuscolo, vecchio, claustrofobico e senza aria condizionata.





Alcuni aerei Safair hanno gli sharklets con il simbolo della nazionale di rugby, gli Springboks, che sono una specie di culto qui.





Altro volo Safair nella norma. Posto extra legroom, manco tanto extra.



Carini i tavolini disegnati da artisti locali. Ordino un caffè brodaglia per cercare di stare sveglio ma me lo potevo risparmiare visto che i miei vicini ridono e flirtano a voce alta, e si scambieranno i numeri di telefono a fine volo. Purtroppo non mi ero portato neppure le cuffie. SEMPRE PORTARSI LE CUFFIE MALEDIZIONE!



Ultima serata a JNB, obbligatori, con nell’ordine: il Savanna Dry (tenetevi pure la Radler per quanto mi riguarda!), una bistecca seria, e una scorta di rusks da riportare in Italia.





Ceniamo in un ristorante di Rosebank con stavolta una clientela mista e sicuramente più rappresentativa del nuovo Sud Africa. Ma la strada è ancora lunga, fuori dalle grandi città è tutto rimasto fermo o quasi.



JNB ha un tasso di criminalità altissimo. L’app di Uber ha una funzionalità speciale che consente di inviare un messaggio di allarme in casi di problemi di sicurezza (carjackings, molto comuni, o situazioni anche peggiori). Alcuni sconsigliano proprio Uber ma è una premura eccessiva. Il nostro autista anzi farà il giro dell’oca (intendo almeno 10km in più) per riportarci in aeroporto pur di rimanere su strade a scorrimento veloce per evitare di essere vulnerabile nel traffico o ai semafori (che comunque, di notte, non rispetta nessuno per lo stesso motivo) ed evitare in toto Alexandra, la township attaccata a Rosebank e uno dei km2 più pericolosi in Africa.

JNB-MUC
LH973
A350-941 (D-AIXG)
10.10-19.45 (10.20-19.49)

Le partenze internazionali di JNB non vedono un refresh da almeno 20 anni.



LH usa la lounge di SAA che, essendo da poco risuscitata dall’ennesimo fallimento/salvataggio, ha ancora un network ridottissimo ed è quindi sovradimensionata. Tutta la parte dietro la reception è infatti chiusa.



Questa la parte aperta.



La mia prima colazione si presenta così.



Dalle vetrate lerce si intravvede qualche attività sul tarmac.



Ma la vera star è lui, in versione Mentos alla mela verde.



Imbarco puntuale, usano due gates, uno per il gruppo 1-2, uno per gli altri. Questi l’apartheid ce l’hanno dentro!





Welcome negli anni novan… ah no aspetta, è un 350!



Kit con materassino, coperta, cuscino. Non fotografati amenity kit (senza infamia e senza lode) e auricolari (davvero pessimi).



Poggiapiedi davvero stretto.



Your welcome moment per accompagnare lo sciambagn.



Partiamo con 10min di ritardo ma la coda dei decolli è lunghissima e decolleremo da JNB alle 10.52.



Lui è appena arrivato da LHR (BA ha un doppio daily 380 su JNB).



Lui fa il volo notturno su FRA.



A parte la poltrona old school, nulla di particolare da segnalare su questo volo. Il mio vicino si spara cinque (cinque!!!) film back-to-back, cominciando a guardarli già al gate. Io non riesco a trovarne neanche uno che mi interessi, anche se la selezione mi sembra ampia. Mi dedico alla lettura ascoltando musica (la selezione musicale classica su LH è ottima!).

Il pranzo è buono anche se, come nella stragrande maggioranza dei casi in aereo, il povero manzo non riceve giustizia manco da morto.



A metà volo viene servita una merenda con a scelta dolci, panini o stuzzichini salati.





Nella cabina fanno chiudere tutti i finestrini (giustamente) per consentire a chi lo desidera di dormire (mi pare in pochi comunque…).
Non potendo ammirare la traversata del Sahara di giorno, il second best è la telecamera in coda. Il paesaggio cambia così dal Ciad:



all’Algeria



alla Tunisia



Sulla Tunisia un annuncio chiede con urgenza se c’è un medico a bordo e di recarsi nel galley posteriore.

La “cena” prevede una scelta tra tortellini alla panna (pasta di un caterer sudafricano per una compagnia tedesca, magari no, grazie) o un carpaccio di struzzo. Scelgo quest’ultimo, buono, ma il panino che lo accompagna sicuramente sazia molto di più di queste tre striminzite fettine (il vicino infatti ne chiederà uno aggiuntivo, interrompendo per un minuto il suo movie run).



Va peggio comunque al resto dell’aereo, infatti una volta atterrati un annuncio dirà “speriamo abbiate gradito questo volo Lufthansa nonostante non siamo riusciti a servirvi la cena a causa dell’emergenza medica”. Chissà come avranno reagito 200+ stomaci vuoti…

Il volo si chiude con una scatola di cioccolatini in regalo.



Nonostante la partenza in ritardo atterriamo a Monaco in orario dopo 10 ore tondedi volo. Rotta molto simile a quella di andata (Botswana, Namibia, Angola, Congo, CAR, Ciad, Algeria, Tunisia, Italia).



MUC-FCO
LH1872
A320-224 (D-AIZZ)
21.30-23.00 (21.28-22.45)

Ottimo feeder da MUC a Roma, stavolta con cena decente, per compensare quella del volo precedente. Servizio gentilissimo nonostante l'ora.



Arriviamo a FCO in anticipo ed i bagagli escono ancora prima dell’orario stimato sul monitor.
Ottimi voli con LH, puntuali, con un catering (a parte la cena) buono e transito liscio a MUC. Ma la poltrona sul 350 è scomoda tanto tanto.

Alla prossima.
BGW
 
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Ma davvero su LH quel carpaccio costituisce la cena di Business? Tutto lì?

Anche la bustina di carta con l’adesivo “your welcome moment” fa proprio strano.