[TR] Fuga subtropicale.


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26 Aprile 2012
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Ci vuol coraggio a stare a Londra a gennaio. Sei, sette ore di luce al giorno, pioggia orizzontale, vento, quella perenne sensazione di umido che ti entra nelle ossa. Cimiteri di alberi di Natale abbandonati nei parchi, le foglie autunnali che sono ancora lì, tutte lì, ridotte a una specie di schiuma vegetale, i treni di nuovo pieni dopo la sbornia festiva. Sento il bisogno di partire, di andare da qualche parte dove puoi stare in braghini corti. Dove si suda. Finestre aperte, mixtape maranza dei Mind Enterprises a stecca, magari anche in compagnia di un bel Campari col bianco alle 10 di mattina.

A maggio tutte queste considerazioni sembrano remotissime; maggio a Londra è il periodo migliore dell’anno, roba da prenderselo tutto in vacanza e godersela, ma è anche il momento in cui bisogna fare i piani, da brava formichina. Così, un venerdì, mi trovo da solo in ufficio con pocherrima voglia di lavorare. La carta di credito è lì vicino, l’idea si forma, mando una domanda di ferie, e in quattro e quattr’otto ho fatto tutto. Poco importa che, di lì a due mesi, cambierà tutto; l’appuntamento è fissato per il 10 di gennaio 2026.
 
Era anche ora che ti davi da fare..... dai dai che devi riempire le giornate, andare in bici qui ad AMS e' una impresa in queste settimane, immagino li con la "pioggia orizzontale".... 🤣
. Così, un venerdì, mi trovo da solo in ufficio con pocherrima voglia di lavorare.
Lassa sta' socio....non sei il solo.... e non solo i venerdi eh! Anche i lunedi, martedi,........ (miiiiiiii sembro Frank Gramuglia)
 
JL42

Wikipedia insegna che le parti del mondo con clima subtropicale sono queste:

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Io decido, viste le mie preferenze e la geopolitica, che la mia fuga debba per forza essere diretta ad est. Le Ryukyu incombono, di nuovo. Sono stato a Miyako, a Ishigaki, a Taketomi e ad Amami; stavolta decido di andare all'epicentro dell'arcipelago, nella Rimini del Sol Levante, la Benidorm senza buzzurri chiamati Kev e Maureen arrivati dal Cheshire con Jet2. Okinawa.

L'itinerario è semplice: JL42 LHR-HND sabato mattina, poi "connessione" (presa separatamente, va detto) a HND per OKA. L'appuntamento è per le sei circa a Heathrow, Terminal 3.

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JAL parte dalla zona C; prendo carta d'imbarco e avviluppo la bag tag su una maniglia della bike bag perchè sì, oggi si va con la bici. Al banco mi chiedono, gentilissimamente, di verificare il peso della bici; assicuratisi che il collo pesa solo 22kg, seguo un omino nelle segrete del Terminal 3 per il deposito ai raggi X per le valigie oversize, e permettetemi un breve excursus.

In un decennio passato a lavorare a LHR non avevo mai visto queste segrete: corridoi in cemento nudo, muri dipinti in verdolino tipo morgue di un ospedale bielorusso, luci fluorescenti al soffitto che o mancano o funzionano a metà. Penso che l'omino mi abbia chiesto di seguirlo perchè è alto esattamente come la mia bike bag. Non dovrei essere qui, come passeggero pagante. Scendiamo un paio di rampe, passiamo uno di quei portali dust-catcher in plasticaccia semitrasparente, e giriamo un angolo per finire in uno stanzone. Pavimento in cemento, muri anch'essi verdognoli, una cattedra tipo elementari di Vibo Valentia anno 1985. Sopra c'è un libraccio, una radio CB e, in mezzo alla stanza, un macchinario a raggi X oversize. Mi godo la scena dell'omino dell'handler che, come se fosse perfettamente normale di esser lì con un passeggero, sveglia l'addetto ICTS che si è addormentato sulla sedia prospiciente la cattedra.

L'addetto, una specie di giovane Giorgio Moroder solo che è di origine somala, si sveglia e senza batter ciglio mi indica di posare la bici sul nastro. Faccio, loro staccano uno dei codici a barre della bag tag che appongono su un bingo sheet, e torniamo indietro. Scene che ho visto solo all'aeroporto di Bukhara, ma apparentemente questo dovrebbe essere un aeroporto leader a livello mondiale. Dicono.

Buona parte degli ingressi della sicurezza sono ancora chiusi per lavori, perchè HAL è sempre ben lungi dal finire il progetto per le nuove postazioni di sicurezza. Passo quindi dalla parte Virgin del terminal, acchittata come un nightclub romeno tra lucine violacee e pannelli fucsia. Mancano solo le baldracche stravaccate sui tavolini e il pappone col White Russian in mano e la pelliccia sulle spalle.

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Del T3 non ho molto da dire. Vado a quella che, una volta, era la brasserie belga e ora, mboh, si chiama in qualche modo diverso, ma rimane comunque il miglior posto dove passare del tempo in questo terminal. Decido di fare colazione e, sul menu, vedo le Florentine eggs - in pratica le eggs benedict ma senza salmone affumicato e con gli spinaci.

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Unica sorpresa è il fatto che siano state fatte coi crumpet e non con gli English muffin, ma a me piacciono entrambi e quindi non mi faccio troppi problemi. Mangio, bevo, mando un po' di mail e poi arriva il momento di andare al gate. Lungo la via m'imbatto in questo messaggio di errore:

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Da cui giudico che LHR, per i FIDS, gira ancora su Windows 7. Con calma HAL, è solo andato fuori supporto nel 2020!

Gli eterei corridoi dei gates 20. Mai cambiati dagli anni 90 ad oggi.

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JAL 42 oggi parte dal gate 29, e a servirci è JA843J, un 787-8 di dieci anni di età in configurazione C30 M156. Insomma, su questo 787 ci stanno tanti cristiani quanti ne mette, su un A320neo, EasyJet. Poi laggente mi chiede perchè mi piace JAL.

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Al momento della scelta del posto il volo sembrava semivuoto, e invece finisce che non ci sarà uno sgabello libero, almeno in barbon. Imbarco in perfetto orario e, visto che siamo in pochi, siamo a bordo in un amen.

I 30 post di business sono sistemati con l'Apex, stesso sedile che ha/aveva anche Korean Air. JAL ha sostituito, sui 350-1000, l'Apex con una nuova poltrona fatta da Safran, e immagino che - prima o poi - anche questi 787 verranno riconfigurati.

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Mentre in barbon il setup è 2-4-2. Unici al mondo ad averla così sui 787. Stranamente, manca la Premium Economy, ma mi sembra che JL non abbia chissà che apprezzamento per quella cabina, a differenza di tante altre compagnie aeree.

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Unico difetto, come sempre sulle nipponiche, è l'IFE inadeguato. Appena aperto, il Magic IV ha un'interfaccia grafica che mi ricorda il pannello di comando delle Suzuki Swift del 2010...

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Arriva il mio vicino di banco, un giapponese che non si muoverà per tutto il volo, coperto da tre felpe e due sciarpe. Come sempre mi succede, il mio vicino di posto non può esimersi da qualche stranezza. In questo caso, un paio di scarpe dall'odore veramente tremebondo. Si leva le suddette per infilare i piedini in un paio di ciabatte tipo infermiera, e dalla zona piedi si leva un olezzo caprino che è subito nuraghe vista Gennargentu. Saranno 14 lunghe, lunghissime, ore.

Partiamo in orario, e lungo la via vedo il 777W di AA con la livrea storica "Flagship", vi metto una zoommata giusto per motivo d'inventario. A vederla sembra proprio una porcata e, non a caso, sono parcheggiati ai remoti.

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E poi, via. Parte il servizio, e chiedo un'acqua tonica. La capocabina, che serve questo lato dell'aereo, armeggia con lattine e bottigliette per un po' e, quando mi arriva il desiderato beveraggio, scopro che ha capito G&T e mi ha servito una mezza bottigliata di Sapphire. Sono solo le 9 di mattina, ma va bene così.

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Il volo procede tranquillo, c'è solo un difetto: la cabina è caldissima. Gli equipaggi JAL hanno la brutta abitudine di scaldare troppo la cabina, secondo me, ma penso che sia anche una cosa culturale; noi occidentali siamo tutti sbracati, mentre gli indigeni sono coperti fino alle orecchie. Vallo a capire. Sul 350, va detto, non era così.

Arriva il momento del rancio, che viene in due opzioni: pollo (versione asiatica) o polpette (occidentale). Vado di polpette, e devo dire che era tutto estremamente commestibile. Acqua e miso soup come accompagnamenti.

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Gelato Northern Bloc conservato allo zero assoluto.

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Un volo diurno per il Giappone non passa più; guardo qualche film sul mio telefono, leggo metà del mio libro, e poi faccio una capatina in galley dove l'equipaggio ha allestito questo snack bar:

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Molto apprezzati gli smoothies. Vi prego di non cadere in facili ironie circa il nome, sebbene la foto al pacchettino io l'abbia fatta, per andar sul sicuro, al cesso.

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All'incirca a otto ore dalla partenza, quando sto per scivolare in una pennichella postprandiale, ecco che tutte le luci vengono accese. Che succede? Dove siamo? Dove andiamo? Allarme in platea.

Niente di trascendentale, si tratta della distribuzione di una girella all'uvetta. Perchè tutto 'sto cinema? Mboh.

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A -4 ore dall'arrivo, da qualche parte sopra la Corea, arriva la cena (o il pranzo? O la colazione? chi lo sa). Una sola scelta su menu, carne al curry con riso. A me piace, ma immagino le smorfie da parte dei passeggeri continentali.

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Iniziamo la discesa. Fuori è buio e, al momento di valicare le montagne, ci imbattiamo in dei venti mica da ridere. Turbolenze a nastro, si balla come spesso succede ad arrivare a Tokyo. Quest'estate avevo letto Bomber Mafia, il libro di Malcom Gladwell sulla nascita e sviluppo del bombardamento aereo nella seconda guerra mondiale, e c'era una parte dedicata a quando i bombardieri americani "scoprirono" le jetstream. M'immagino la strizza che devono aver provato i primi equipaggi a volare verso Tokyo. Noi siamo su un aereo che pesa quasi il quadruplo, e stiamo letteralmente saltando sopra e sotto. Le cose si calmano un po', facciamo un bel giro sopra la baia di Tokyo, e atterriamo lisci come l'olio sulla pista 34L. Di li a poco siamo a T3.

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Poca fila all'immigrazione, ritiro la borsa e sono pronto ai banchi per il prosieguo.

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continua!
 

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Ci vuol coraggio a stare a Londra a gennaio. Sei, sette ore di luce al giorno, pioggia orizzontale, vento, quella perenne sensazione di umido che ti entra nelle ossa. Cimiteri di alberi di Natale abbandonati nei parchi, le foglie autunnali che sono ancora lì, tutte lì, ridotte a una specie di schiuma vegetale, i treni di nuovo pieni dopo la sbornia festiva.
Da residente a Londra.... inizio epico. Non ho ancora letto il resto, ma questo basta!

Edit: Mi sono letto il resto, anche questo si preannuncia epico! Secondo me il T3 oramai e' un fossile, lo tengono come ricordo di come si volava negli anni 80 e 90.
 
Ultima modifica:
Altro TR che si annuncia interessantissimo.
Non sapevo dei 787 JL in configurazione 2-4-2 (la migliore per volare con la famiglia in 4). Peccato che da MXP voli solo NH configurata 3-3-3.
Interessanti anche le segrete di LHR.
Grazie della condivisione e attendiamo il prosieguo.
 
Si leva le suddette per infilare i piedini in un paio di ciabatte tipo infermiera, e dalla zona piedi si leva un olezzo caprino che è subito nuraghe vista Gennargentu.
Per immedesimarmi nella scena ho immaginato del casu marzu annaffiato con salsa di soia... probabilmente ci ho preso!
corridoi in cemento nudo, muri dipinti in verdolino tipo morgue di un ospedale bielorusso, luci fluorescenti al soffitto che o mancano o funzionano a metà.
Minchia, in pratica la versione Stranger Things di LHR...
Passo quindi dalla parte Virgin del terminal, acchittata come un nightclub romeno tra lucine violacee e pannelli fucsia. Mancano solo le baldracche stravaccate sui tavolini e il pappone col White Russian in mano e la pelliccia sulle spalle.
Dopo aver constatato che sulla J di Virgin Atlantic vengono serviti i drink con i cubetti di ghiaccio a forma di faccia di Richard, questa parte del terminal sembra al confronto sobria ed elegante!
 
JL915
Ci eravamo lasciati al T3. Sgancio la bici con pochissimo sbatti, le signorine di JAL sono come al solito gentilerrime e sono pronto ad andare al Terminal 1 col complice torpedone gratuito. Pochi minuti e ci sono.

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Breve dettaglio nerdistico sulla parte self-serve, progettata da Gensler per JAL. Chioschi SSK raggruppati intorno a un podio contenente il sistema DCS qualora servisse, e poi il second stage per il bag drop. Tutto a prova di nutria, l'ho usato qualche anno fa.

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Sto considerando di andare airside, ma poi mi sovviene che anche al T1 c'è la terrazza panoramica, e allora vuoi non andare? Salgo le scale mobili ai piani alti, meravigliandomi come sempre di come, qui, ci siano 3 piani di ristoranti e altre cose landside. Il decor diventa sempre più anni '90 al punto che mi sembra di essere dentro a una Fiat Tipo coi Deftones che se la cantano dal mangianastri.

Trovo la terrazza, faccio per uscire, m'imbatto in questo volantino e onestamente sputo il caffè. Solo in Giappone possono pensare che ci sia gente che si sposa in aeroporto.

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Alla vista delle foto ho avuto un breve mancamento.

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TE PREGO!

Fuori è presto spiegato perchè l'atterraggio è stato movimentato. Vedo passare, trasportato dai venti da uragano, anche il parrucchino di Mike Bongiorno.

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Ho portato con me la camera, ma con l'obiettivo pancake, e al cospetto di questi malati e dei loro teleobiettivi mi sento un po' come uno che va agli orinali di fianco a un cavallo. Facciamo però il possibile, il TR lo impone. Il 787 di KAL sulla destra è quello con cui sono arrivato da Londra.

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"Marisa, esco a pisciare l'attreccinquanta!"

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Torno dentro perchè fa un freddo fottuto [cit.] e incombe l'appuntamento con la panetteria del T1. Appena entrato, esce il sole.

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In attesa per il mio volo assieme a un passeggero a mobilità ridotta che, come vedete, è "servito e riverito" con snacks e bibite prese dalla lounge abbandonato a sè stesso.

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Solito imbarco super veloce, e noto una novità. JAL, sappiamo, connette due jetties all'aereo. Invece di fare che una viene usata per i ricchy e una per i povery, fanno che imbarcare per gruppi - dall'uno al 4, io ovviamente sono quarto - ma mandano i passeggeri lato A-B-C-D alla seconda jetty, mentre i passeggeri lato E-F-H-J-K vanno alla prima. Funziona, e infatti siamo su nel tempo che ci vuole a un irlandese per finire una Guinness on black.

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L'aereo del giorno, sarete felici di sapere, è JA10XJ, un A350-900 di quattro anni e mezzo di età in configurazione C12 W94 M263. In barbon direi quasi pieno. L'A350, a differenza del 787, è fresco, arioso e ha anche la camera. Dovessi arivolare JAL da LHR, penso che prenderei il volo serale come già ho fatto in passato. Nel frattempo mi sollazzo con la telecamera.

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Anzi, di telecamere ce ne sono due.

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Decollo con vista Fuji.

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Il volo prosiegue tranquillo. Nelle due ore di viaggio viene servito un giro di bevande e basta, ma sinceramente non mi spiace. C'è il wi-fi gratuito, l'IFE è un po' meno povero di quello sul 787, e tutto va bene. Ed eccoci in vista dell'isola:

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Nel 2023, con 8200, avevamo cambiato aerei a OKA. Mi piace tornare in questo aeroporto con le sue orchidee:

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Prendo la sacca, e sono fuori in breve tempo. Stavolta non farò bikepacking, l'idea è di prendere un alloggio e fare giri da lì. Sono a Urasoe, quasi al capolinea della monorotaia. Perchè, sì, qui Naha cià la monorotaia. Che va anche per benino, eh:

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Dall'alto vedo un caduto:

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Mezz'ora dopo sono al mio alloggio, il D-and stay. 5 Resort Okinawa. Cosa voglia dire, lo sapranno loro; nel frattempo, qui la vista:

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E questa è la stanza. Ho a disposizione 4 letti (ce ne sono altri due singoli), balcone e cucina. Non male considerando che sono da solo!

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Urge - me lo chiede l'ONU - una doccia, e appena finita l'opera sento un rumore.

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Gli elicotteri dei marines mi passano sopra, sarà una costante.

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A presto con dell'OT nel weekend.
 

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A proposito di nozze all'aeroporto. 55 anni fa, quando MXP era un vero deserto quando non c'erano i charter, il ristorante di quello che adesso è il T2 faceva ricevimenti per matrimoni. Un amico del mio cugino più grande (all'epoca 31 anni) fece il ricevimento di nozze lì perché offrivano il parcheggio gratis agli ospiti e un volo per Roma agli sposi.
 
Nel settore militare (per chi vola di mestiere) sposarsi nell’hangar del proprio reparto, in mezzo ad aerei/elicotteri, non è inusuale.
 
Inizio spettacolare e ben raccontato come sempre, e belle anche le foto!
Aspetto con impazienza il resto perché (come ho già scritto altrove) e' da tanto che vorrei tornare a Okinawa e/o isole limitrofe, quindi le ispirazioni sono benvenute. Molto bella la camera, la più grande che abbia mai visto in Giappone anche in hotel non proprio da quattro soldi. Quanti ricordi la monorotaia con la simpatica musichetta diversa per ogni stazione...
 
Era anche ora che ti davi da fare..... dai dai che devi riempire le giornate, andare in bici qui ad AMS e' una impresa in queste settimane, immagino li con la "pioggia orizzontale".... 🤣

Lassa sta' socio....non sei il solo.... e non solo i venerdi eh! Anche i lunedi, martedi,........ (miiiiiiii sembro Frank Gramuglia)

Esser stato a spasso da agosto a novembre e' stato deleterio. Ora so cosa vuol dire il fancazzismo, e la mia vita e' cambiata... Grazie per leggere!

Da residente a Londra.... inizio epico. Non ho ancora letto il resto, ma questo basta!

Edit: Mi sono letto il resto, anche questo si preannuncia epico! Secondo me il T3 oramai e' un fossile, lo tengono come ricordo di come si volava negli anni 80 e 90.

Teoricamente dovrebbe venir rifatto, ma se investi non pigli il bonus!

Altro TR che si annuncia interessantissimo.
Non sapevo dei 787 JL in configurazione 2-4-2 (la migliore per volare con la famiglia in 4). Peccato che da MXP voli solo NH configurata 3-3-3.
Interessanti anche le segrete di LHR.
Grazie della condivisione e attendiamo il prosieguo.

Si, JAL e' l'unica al mondo sistemata cosi' in Economy sul 787. Non ho mai volato con ANA, ogni volta mi dicevo che l'avrei fatto la prossima volta, ma secondo me un 9-abreast sul 787 di ANA vale 2 volte quello di un'altra compagnia aerea.

Per immedesimarmi nella scena ho immaginato del casu marzu annaffiato con salsa di soia... probabilmente ci ho preso!
C'era un qual certo olezzo, e si la tua idea e' abbastanza simile alla realta'.
Minchia, in pratica la versione Stranger Things di LHR...
Credo di essere in compagnia di qualche monaco trappista ad essere tra gli ultimi rimasti a non aver visto Stranger Things!
Dopo aver constatato che sulla J di Virgin Atlantic vengono serviti i drink con i cubetti di ghiaccio a forma di faccia di Richard, questa parte del terminal sembra al confronto sobria ed elegante!

Mi domando se, assieme all'antipasto, non ti servano il piattino con la scaglietta di bamba e il cinquantello pre-arrotolato.

A proposito di nozze all'aeroporto. 55 anni fa, quando MXP era un vero deserto quando non c'erano i charter, il ristorante di quello che adesso è il T2 faceva ricevimenti per matrimoni. Un amico del mio cugino più grande (all'epoca 31 anni) fece il ricevimento di nozze lì perché offrivano il parcheggio gratis agli ospiti e un volo per Roma agli sposi.

Mi hai dato la visione di una scena tipo la trattoria "Al Curvone" in Fantozzi Contro Tutti.

Nel settore militare (per chi vola di mestiere) sposarsi nell’hangar del proprio reparto, in mezzo ad aerei/elicotteri, non è inusuale.

Maronn. Poi mettono il diggei nel pianale di carico dell'elicottero, discoball appesa alle pale, e rinfreschini serviti nei bossoli calibro 30?

Inizio spettacolare e ben raccontato come sempre, e belle anche le foto!
Aspetto con impazienza il resto perché (come ho già scritto altrove) e' da tanto che vorrei tornare a Okinawa e/o isole limitrofe, quindi le ispirazioni sono benvenute. Molto bella la camera, la più grande che abbia mai visto in Giappone anche in hotel non proprio da quattro soldi. Quanti ricordi la monorotaia con la simpatica musichetta diversa per ogni stazione...

La camera era SPAZIALE. Unico difetto il Sea Stallion dei Marines che passava tutte le sere verso le 10.30/11.00. Ci sono elicotteri che fanno, come rumore, flap-flap-flap, mentre lui emette quello che sembra un peto in bassa frequenza. Costante.
 
Unico difetto il Sea Stallion dei Marines che passava tutte le sere verso le 10.30/11.00. Ci sono elicotteri che fanno, come rumore, flap-flap-flap, mentre lui emette quello che sembra un peto in bassa frequenza. Costante.
Beh, se si trattava della versione E (CH-53E Super Stallion) parliamo di una bestia da 33t di peso massimo al decollo, 3 turbine per complessivi 13.000 cv e rotore principale a sette pale!
 
Poi ti chiedi perché la ggente vuole più TR tuoi!

Passo quindi dalla parte Virgin del terminal, acchittata come un nightclub romeno tra lucine violacee e pannelli fucsia. Mancano solo le baldracche stravaccate sui tavolini e il pappone col White Russian in mano e la pelliccia sulle spalle.

Poesia 🥹


Si sono dimenticati di sciacquare la tazza del cappuccino? È piena di acqua sporca.

Stranamente, manca la Premium Economy, ma mi sembra che JL non abbia chissà che apprezzamento per quella cabina


Non credo abbiano bisogno di una Y+, con la Y che hanno. Secondo me hanno il sedile/configurazione definitiva per il barbon di lungo raggio, ahimè provata solo una volta tra Manila e Tokyo.

In questo caso, un paio di scarpe dall'odore veramente tremebondo. Si leva le suddette per infilare i piedini in un paio di ciabatte tipo infermiera, e dalla zona piedi si leva un olezzo caprino che è subito nuraghe vista Gennargentu

😂

la cabina è caldissima

È una cosa che mi è capitata di recente con easyJet, su due voli di seguito. Qualsiasi cosa più calda di 24 gradi, in un aereo, è secondo me deleteria.

da qualche parte sopra la Corea

Avete fatto la transpolare?

sembra di essere dentro a una Fiat Tipo coi Deftones che se la cantano dal mangianastri.

White Pony grande album, anzi, ora vado a riascoltarmelo.

Dai, prosegui!

DaV
 
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Reactions: BrunoFLR
OT: Ciclismo.

Invece che fare OT classico, giorno per giorno, vi propongo un OT differente, tematico. Prima parte, ciò che ho visto in bici; a seguire ci saranno parti sulla storia e sulla gente.

Prima di partire mi ero prefissato di stare quanto più lontano dalle parti centrali possibile, e di puntare a girare nel nord dell'isola. Poi, però, le cose sono andate diversamente. C'è stato un misto di jetlag e stanchezza a far si che non mi svegliassi mai prima delle 7:30/8:00, col risultato che uscire di casa prima delle 9 era impossibile. E, poi, il primo giorno ho avuto un problema - ma ne parliamo in un secondo.

Il bottino totale per la settimana è stato di 356km e 3.520m di dislivello, con due uscite da 85 e 116km rispettivamente.

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La domenica sera, appena arrivato, sto montando la bici quando sento che il movimento centrale (bottom bracket per gli amici) "suona" male. A girare i pedali sembra che sia piena di ghiaia. Mi ricordo di mandare affezionatissimi auguri alla mia ex collega che, ai tempi, mi disse "prendi le Kogel, quelle ceramiche sono delle bombe!". Ho solo avuto problemi.

Comunque sia, il giorno successivo esco per un giro verso Kadena, e la BB fa dei rumori veramente poco raccomandabili, tipo l'Omino di Latta quando je manca il lubrificante. Purtroppo non ho niente per aprirla; giro quattro diversi negozi di bici, ma i proprietari giapponesi non hanno modo di far nulla. Si accucciano al capezzale della bici, girano i pedali, fanno una smorfia, e poi mi dicono che non hanno una T47 in stock. Gli chiedo se non possono aprire per darci un'occhio, ma non vogliono nemmeno far quello.

Lungo la via mi rifocillo col miglior snack per ciclisti del mondo, il fami-chiki dell'onnipresente Family Mart.

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Ora, devi avere il coraggio, da adulto, di chiedere ad un altro adulto di darti il fami-chiki, e devi dirlo mentre lo indichi, ma una volta passato quel momento di vergogna il risultato merita lo sforzo.

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Petto di pollo impanato e fritto, con pepe quanto basta. Delirio.

La bici fa rumori sempre più preoccupanti, e non mi capacito di come mai stia succedendo quello che sta succedento. Sono andato a fare l'ultimo giro a casa il giovedi, tutto andava bene. Ho pulito bene tutto, tutto girava perfettamente e ora... sembra che ci sia una grattugia a rotolare nel cestello della lavatrice. Stai a vedere che vengo a Okinawa per pedalare e non mi funziona il mezzo.

Vado sull'isoletta prospiciente all'aeroporto di Naha per rilassarmi un secondo, vedere gli aerei che passano e meditare sul da farsi.

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Parte dell'aeroporto di Naha è militare, con una base dell'aeronautica giapponese. Vedo gli F15J, i P3 Orion e un paio di aerei da trasporto. Non si muove molto in grigioverde.

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Ecco che passa un Chinook mentre, in alto a sinistra, un C130 va verso Kadena.

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Passa uno dei 737 di Japan Transocean con la livrea dello squalo balena:

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E in quel momento mi sovviene che, prima di partire, avevo scritto a un tizio conosciuto su Reddit. Lui ha un negozio di bici, Cutty Jungle. Fanno per lo più MTB ma... metti che... Mi risponde subito, e purtroppo non può aiutarmi, ma inizia a mettere in moto le truppe. Il suo amico Anatoli gestisce solo Specialized, ma... c'è un negozio nuovo a Okinawa città, dietro Kadena. Si chiama Ohana, i proprietari sono due americani. Mi manda il loro Whatsapp, e iniziamo a chiaccherare. Nel frattempo, gli aerei continuano ad arrivare.

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Aaron, il proprietario di Ohana Cycle, mi fa "We mightn't have the spares, but we'll sure open it up and give it a look". Mi dice di venire domani che John il meccanico è di turno, aprono alle 11. Island time.

Ottimo, forse ho una soluzione. Continuo a guardare gli arrivi, dai.

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Ed ecco che un P3 se la parte.

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Tra un decollo e un atterraggio trovo un posto che fa i maritozzi. Semplicemente per la voglia di sentir dire, dalla signora, la parola "maritozzo" ne ordino uno al tiramisù. Oh, buono.

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Il mio destriero ferito:

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Il giorno dopo il tempo è grigio e mogio, e mi butto sulla strada per Okinawa. Arrivo in buon orario, esattamente mentre si sta mettendo a piovere. John è li che mi aspetta: barba bianca, mani come tenaglie, vestito alla Dude Lebowski e con la stessa attitudine. L'America sarebbe un posto molto migliore se ci fossero più John e meno Stephen Miller, o se i John fossero al comando. Divago.

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John mi fa: "I'm going to have a quick look, but it might take a while". Vado a prendere un caffè sotto il diluvio in questa zona un po' sgarruppata di Okinawa City.

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E, poi, miracolo. John mi chiama e mi fa "it was just too tight, now she's as good as new". Torno indietro, faccio un breve giro di prova, e infatti è tutto a posto. John commenta con un "Raaaaad!" che mi allarga il cuore e via, sono pronto a ripartire.

I giorni successivi li passo, più che a pedalare in sè, a fare cicloturismo. Giro abbastanza a caso a cavallo della mia bici, scoprendo un po' di posti di cui dirò negli OT successivi. Nel frattempo, qualche foto vista lungo la via.

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Le case, nelle Ryukyu, sono più simili a quelle del Sudest asiatico che a quelle giapponesi. C'è un amore per il cemento armato che si spiega solo sapendo che razza di bestie possono essere i tifoni, cosa che rende l'ossessione americana per il legno - in posti come la Florida - sempre più strana.

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Verso cape Zanpa i paesi si diradano e la zona diventa più bucolica. La mente corre all'Isola di Pasqua. Anche qui canna da zucchero e patata dolce.

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Cape Zanpa in sè. Pare che ci siano più di mille balene humpback da queste parti, stando a un cartello, ma ovviamente non le vedo.

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Lui pare sia Taiki, il primo abitante dell'impero delle Ryukyu che andò in Cina per allacciare accordi commerciali (e pagare tributi). I cinesi più revanscisti vedono questo fatto come una prova del fatto che le Ryukyu sono cosa loro, e ovviamente ciò causa frizioni e cose varie. Parlerò di guerra e geopolitica più tardi, appuntiamoci per il momento il celodurismo e il disgusto che mi provoca.

Meglio riparare dal complice autobus divenuto gelateria. Blue Seal è la gelateria di zona, portata dagli americani e - inevitabilmente - migliorata dai giapponesi. I kombini saranno nati in America, come il famoso 7-11, ma se da quelle parti mangiare in un kombini è garanzia di idromerda a 18bar per almeno sei giorni, in Giappone sono il pa-ra-di-so.

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All'estremo sud dell'isola:

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Un giorno sto pedalando a sud, verso la spiaggia di Chinazaki - in pratica sono alla fine dell'isola - quando vedo un cartello coloratissimo e sento della musica reggae in giapponese. Mi dico "questa devo vederla" e finisco da Nijigame Shoten, questa bella boutique qui sotto. In pratica è un laboratorio di Bingata, l'arte di tingere i tessuti tipica delle Ryukyu. Il posto è proprio carino, per entrare ti danno delle ciabatte in cui i miei piedi entrano per un terzo (ilarità tra gli astanti) e le travi del soffitto sono all'altezza delle mie scapole (altra ilarità). Compro un po' di cose, tra cui delle cartoline che arriveranno a tutti, in Europa, in meno di una settimana.

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Questi due devono essersi detti che il photoshoot a Haneda sarà per un'altra volta:

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Chiudiamo con due scoperte trash. Il villaggio americano, vicino alla base di Kadena. Ha un difetto, che è il rumore dei jet a qualsiasi ora del giorno, ma è qualcosa da vedere. Prendete l'idea di Disneyland, e descrivetela a un mazzo di architetti nipponici cui avrete dato un bel po' di LSD. Ecco il risultato.

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Da bravo europeo educato e dal palato fino dovrei schifare americanate simili, ma la realtà è che queste non sono americanate. Magari fosse così l'America! Immaginati Houston conciata in questa maniera, sai che figata?

La seconda trashata è il famoso taco rice. Una cosa che si serve solo a Okinawa, e solo - mi sembra di aver visto - nella zona della festaccia e intorno alle basi americane. Un incrocio tra Messico e Giappone, via USA. Lo ordino per vedere cos'è, ed ecco il risultato. Il taco rice, a quanto pare, non ha i tacos. Bbono, comunque. Mangiato con sottofondo degli F-35 che fan bordello.

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E per la parte ciclistica direi che questo è quanto.
 
Beh, se si trattava della versione E (CH-53E Super Stallion) parliamo di una bestia da 33t di peso massimo al decollo, 3 turbine per complessivi 13.000 cv e rotore principale a sette pale!

Può avere anche otto intercooler, ma sembra che sia alimentato a fagioli.

Spettacolare inizio, scritto da dio come sempre. G&T e Kirin beer e sei in pole position!
Attendo con grande interesse l'OT!

Grazie! :) A Okinawa, però, s'è bevuta solo Orion, con le lattine dotate dei nomi più improbabili del mondo. THE DRAFT, THE PREMIUM, THE DARK, THE PARTY e, ovviamente, la ZERO LIFE che è quella con pochi carboidrati.

Infatti il nome Stallion nasce proprio da lì

Nel senso di stalla?

Poi ti chiedi perché la ggente vuole più TR tuoi!
Patrocinami!
Si sono dimenticati di sciacquare la tazza del cappuccino? È piena di acqua sporca.
Il cappuccino ha un effetto metabolico, su di me, pressoché istantaneo. Era un americano.
Non credo abbiano bisogno di una Y+, con la Y che hanno. Secondo me hanno il sedile/configurazione definitiva per il barbon di lungo raggio, ahimè provata solo una volta tra Manila e Tokyo.
Era comunque meglio il 350-1000, questo è un po' durino come sedile.
È una cosa che mi è capitata di recente con easyJet, su due voli di seguito. Qualsiasi cosa più calda di 24 gradi, in un aereo, è secondo me deleteria.
All'andata era un calvario, il ritorno era meglio. Sul 359 si stava invece da Dio. Buy European!
Avete fatto la transpolare?
No, all'andata giro lungo, al ritorno si.
White Pony grande album, anzi, ora vado a riascoltarmelo.
Io ero più da Around the Fur...
 
Bellissimo TR!

Anche io ormai da anni, ogni gennaio-febbraio mi faccio una vacanza in un posto più solare.
Quest’anno non vedo l’ora, gennaio è di un’uggiosità infinita.

Per me l’A350 è nettamente più confortevole del 787, di solito troppo stretto per i miei gusti in vari allestimenti.

La monorotaia di Naha ti ha fatto sentire come a casa sulla DLR!

Ottima idea del viaggio in bici, mi ricorda Journey Across Japan del mitico Chris Broad.
 
Ottimo racconto, come sempre!

Non male lo spotting point che hai trovato.
Devo ancora fare una vera spotting trip giapponese. Penso che quest'anno sarà l'ultima volta negli States, e dopo partirà la ricerca ai colorati F-15J :love:

Il rumore che fa l'F-35 è veramente esagerato :ROFLMAO: Forse il caccia più rumoroso in attività.

Il prossimo libro sarà "I diari della bicicletta del biellese"? :D