Analisi sull' andamento delle tariffe aeree


Parlando di tariffe - o meglio, guadagni - ecco un articolo sulle rotte nazionali americane. Si parla delle tratte più remunerative per le varie compagnie basate come O&D.

Delta e UA:
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American e Alaska
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Southwest e Jetblue:
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La cosa che mi fa più impressione è la distanza tra AA, DL e UA. Fare meno soldi financo di JetBlue sulla NYC-LAX è veramente qualcosa di incredibile. Però se ci penso, pagherei più di quello che è strettissimamente necessario per volare su AA? No.

Un altro punto che mi ha colpito è la correlazione tra posizione dominante e ricavi. UA ha il 70% dei voli da EWR, e infatti si vede, e DL ha il 47% dei voli nazionali a JFK, la stessa % che UA ha a SFO. ATL, ovviamente, è monopolio DL, idem per DTW.

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L'unica che sembra non essere in linea con il punto di cui sopra è AA. Certo, ci sono tratte da MIA e DFW nella lista, ma il volume che genera - per esempio - la seconda rotta più importante di AA è inferiore alla sesta di United. Si dice spesso che AA ha cannato in toto la sua strategia, e mi sembra che questa analisi ne sia la prova.
Analisi su questi dati da parte di Matthew Klint di L&LF

My Thoughts​

These are fun figures for av-geeks, though I’m not all that surprised by the figures for American, Delta, and United. The bread-and-butter routes between wealthier cities produce the most revenue…what a surprise! But a handful of thoughts:

  • JetBlue beats American in terms of revenue between LAX and JFK even though both run narrowbody aircraft and AA offers significantly more premium seats
  • I’m less surprised United and Delta dominate the LAX – NYC market since they offer so many seats on their widebody jets than American does on its A321Ts
  • Regardless of whether Florida is classified as a leisure market, it’s a huge revenue generator for all carriers (Orlando is in the top 10 list of every carrier above except Alaska Airlines)
  • It’s no surprise Avelo is pulling out of the West Coast when its top-10 revenue-generating routes are all on the East Coast
  • I’m surprised at Alaska’s top routes: Seattle to Phoenix and San Diego to Seattle?
I do note that revenue does not mean profit and therefore these figures only provide a limited look at route viability.

Data above shows the top 10 revenue routes for each carrier between the second quarter of 2024 and the first quarter of 2025. Some of the routes are surprising, most are not, and the bottom line is that the numbers suggest bread and butter routes are called that for a reason…that the hub and spoke model exists for a reason.​

 
Sappiate tutti che la tariffa popolare per il rientro a casa per le feste da ora rientra nel diritto allo studio. Gli affitti stratosferici invece evidentemente vanno bene così.


La studentessa fuorisede: «A Natale il viaggio da Bologna alla Sicilia costa 300 euro, io ho anticipato la partenza ma molti lavoratori non potranno tornare a casa»​


Tornare dalla famiglia per le Feste natalizie o rimanere lontani dai propri cari? È la domanda che si fanno ogni anno milioni di studenti e lavoratori italiani fuorisede mentre cercano di comprare il biglietto più economico per fare ritorno a casa.
Sotto le Due Torri la situazione non è diversa e «sarebbe ora che la classe politica si interessasse alla questione» sostiene Arianna Castronovo, 24 anni e coordinatrice Sig-Sisp Studenti Indipendenti, oltre che senatrice accademica dell'UniBo. «Il diritto a tornare a casa – denuncia la studentessa – è parte del diritto allo studio e in questo momento non è tutelato».


Castronovo, tornerà a casa per Natale?
«Sì, perché come studentessa posso essere flessibile con le date. Mi sono tenuta lontana dalla settimana di fuoco di Vigilia, Natale e Santo Stefano e ho scelto di tornare il 19 dicembre, venerdì. Molti amici e conoscenti lavoratori non hanno la fortuna di poter scegliere e sono stati obbligati a pagare cifre esorbitanti».
Lei quanto ha speso?
«La mia famiglia è di Siracusa e ho preso un volo Bologna-Catania. Tra tutti gli spostamenti ho speso 300 euro totali. Non sono pochi e, ripeto, è la settimana prima di Natale».
Il tema dell’aumento dei prezzi dei biglietti di treni e aerei sotto le feste non è una novità.
«No, è una spesa che da sempre grava in maniera impattante sui bilanci familiari e il timore è che, anno dopo anno, il ritorno a casa diventerà sempre più escludente. Se da una parte c’è l’aumento del costo della vita e dall’altro la continua impennata dei prezzi dei biglietti, non fatico a credere che nel futuro sempre più fuorisede faranno la scelta economica di non tornare a casa».

Si potrebbe fare qualcosa?
«Certamente, servono norme e un tetto massimo per determinate tratte, oltre a un potenziamento del trasporto pubblico verso il Sud e l’introduzione di agevolazioni stabili per studenti e lavoratori fuorisede. Il ritorno ciclico del tema, però, appura ogni anno l’incapacità delle classi dirigenti di ogni livello di provare a formulare delle soluzioni. Semplicemente le compagnie lucrano sul desiderio legittimo delle persone di tornare a casa per Natale e la politica non se ne cura».
Negli ultimi anni certe Regioni hanno previsto dei rimborsi. Non è abbastanza?
«Sono toppe per problemi molto più grandi. Personalmente apprezzo questi tentativi perché almeno il tema entra al centro del dibattito pubblico ed è la prima volta che amministratori regionali affrontano la questione, però dare un rimborso del 15 o 50% sul prezzo del biglietto non è la soluzione. Anche perché il meccanismo di rimborso prevede che io prima debba pagare, ma se un volo mi costa 600 euro non è così semplice».
Il suo, quindi, è un appello alla politica?
«Assolutamente sì. E non è un tema da affrontare solo con le Regioni coinvolte, anche il governo dovrebbe interessarsi e rendersi conto che è una situazione insostenibile. In Italia il diritto a muoversi arriva fino a un certo punto dello Stivale, ma tutti devono aver la possibilità di tornare a casa dalle proprie famiglie, fa parte del diritto allo studio».
 
Sappiate tutti che la tariffa popolare per il rientro a casa per le feste da ora rientra nel diritto allo studio. Gli affitti stratosferici invece evidentemente vanno bene così.


La studentessa fuorisede: «A Natale il viaggio da Bologna alla Sicilia costa 300 euro, io ho anticipato la partenza ma molti lavoratori non potranno tornare a casa»​


Tornare dalla famiglia per le Feste natalizie o rimanere lontani dai propri cari? È la domanda che si fanno ogni anno milioni di studenti e lavoratori italiani fuorisede mentre cercano di comprare il biglietto più economico per fare ritorno a casa.
Sotto le Due Torri la situazione non è diversa e «sarebbe ora che la classe politica si interessasse alla questione» sostiene Arianna Castronovo, 24 anni e coordinatrice Sig-Sisp Studenti Indipendenti, oltre che senatrice accademica dell'UniBo. «Il diritto a tornare a casa – denuncia la studentessa – è parte del diritto allo studio e in questo momento non è tutelato».


Castronovo, tornerà a casa per Natale?
«Sì, perché come studentessa posso essere flessibile con le date. Mi sono tenuta lontana dalla settimana di fuoco di Vigilia, Natale e Santo Stefano e ho scelto di tornare il 19 dicembre, venerdì. Molti amici e conoscenti lavoratori non hanno la fortuna di poter scegliere e sono stati obbligati a pagare cifre esorbitanti».
Lei quanto ha speso?
«La mia famiglia è di Siracusa e ho preso un volo Bologna-Catania. Tra tutti gli spostamenti ho speso 300 euro totali. Non sono pochi e, ripeto, è la settimana prima di Natale».
Il tema dell’aumento dei prezzi dei biglietti di treni e aerei sotto le feste non è una novità.
«No, è una spesa che da sempre grava in maniera impattante sui bilanci familiari e il timore è che, anno dopo anno, il ritorno a casa diventerà sempre più escludente. Se da una parte c’è l’aumento del costo della vita e dall’altro la continua impennata dei prezzi dei biglietti, non fatico a credere che nel futuro sempre più fuorisede faranno la scelta economica di non tornare a casa».

Si potrebbe fare qualcosa?
«Certamente, servono norme e un tetto massimo per determinate tratte, oltre a un potenziamento del trasporto pubblico verso il Sud e l’introduzione di agevolazioni stabili per studenti e lavoratori fuorisede. Il ritorno ciclico del tema, però, appura ogni anno l’incapacità delle classi dirigenti di ogni livello di provare a formulare delle soluzioni. Semplicemente le compagnie lucrano sul desiderio legittimo delle persone di tornare a casa per Natale e la politica non se ne cura».
Negli ultimi anni certe Regioni hanno previsto dei rimborsi. Non è abbastanza?
«Sono toppe per problemi molto più grandi. Personalmente apprezzo questi tentativi perché almeno il tema entra al centro del dibattito pubblico ed è la prima volta che amministratori regionali affrontano la questione, però dare un rimborso del 15 o 50% sul prezzo del biglietto non è la soluzione. Anche perché il meccanismo di rimborso prevede che io prima debba pagare, ma se un volo mi costa 600 euro non è così semplice».
Il suo, quindi, è un appello alla politica?
«Assolutamente sì. E non è un tema da affrontare solo con le Regioni coinvolte, anche il governo dovrebbe interessarsi e rendersi conto che è una situazione insostenibile. In Italia il diritto a muoversi arriva fino a un certo punto dello Stivale, ma tutti devono aver la possibilità di tornare a casa dalle proprie famiglie, fa parte del diritto allo studio».

Beh anche il fatto che da certe regioni sia costretti ad andarsene per avere un futuro (non migliore, proprio un futuro) direi possa essere un buon punto di partenza per riflettere.
 
Sì, perché come studentessa posso essere flessibile con le date
Io mi chiedo perché questo articolo e l'altro della sarda parlano sempre di evitare i giorni a ridosso. Prenotando a settembre puoi viaggiare anche il 24 dicembre a prezzo non dico popolare ma abbordabile o no? Semmai il problema è che in certi casi non si conoscono in anticipo le ferie.
Beh anche il fatto che da certe regioni sia costretti ad andarsene per avere un futuro (non migliore, proprio un futuro) direi possa essere un buon punto di partenza per riflettere.
Lo pensavo anche io, recentemente invece comincio a ricredermi. Qualche settimana fa ho parlato con un coordinatore di corso di studio dell'università della mia città sul fatto qui non ci potesse intraprendere la carriera accademica in un certo settore disciplinare per mancanza del corso di dottorato. La risposta è stata che i dottorati non possono esserci in tutte le università, se si vuole diventare docente in quella materia "vai fuori e pedalare". Voglio dire che il problema c'è ma non è facilmente risolvibile e comunque non del tutto.
 
Le università ci sono in tutta Italia, incluso il sud e sono pure valide. Chi emigra per studiare a Bologna lo fa perchè è anche un po di moda, si cambia ambiente, città student friendly, si fanno conoscenze ecc. Detto questo, tranne poche eccezioni, tutti potrebbero studiare sotto casa o poco piu.
 
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Sappiate tutti che la tariffa popolare per il rientro a casa per le feste da ora rientra nel diritto allo studio. Gli affitti stratosferici invece evidentemente vanno bene così.


La studentessa fuorisede: «A Natale il viaggio da Bologna alla Sicilia costa 300 euro, io ho anticipato la partenza ma molti lavoratori non potranno tornare a casa»​


Tornare dalla famiglia per le Feste natalizie o rimanere lontani dai propri cari? È la domanda che si fanno ogni anno milioni di studenti e lavoratori italiani fuorisede mentre cercano di comprare il biglietto più economico per fare ritorno a casa.
Sotto le Due Torri la situazione non è diversa e «sarebbe ora che la classe politica si interessasse alla questione» sostiene Arianna Castronovo, 24 anni e coordinatrice Sig-Sisp Studenti Indipendenti, oltre che senatrice accademica dell'UniBo. «Il diritto a tornare a casa – denuncia la studentessa – è parte del diritto allo studio e in questo momento non è tutelato».


Castronovo, tornerà a casa per Natale?
«Sì, perché come studentessa posso essere flessibile con le date. Mi sono tenuta lontana dalla settimana di fuoco di Vigilia, Natale e Santo Stefano e ho scelto di tornare il 19 dicembre, venerdì. Molti amici e conoscenti lavoratori non hanno la fortuna di poter scegliere e sono stati obbligati a pagare cifre esorbitanti».
Lei quanto ha speso?
«La mia famiglia è di Siracusa e ho preso un volo Bologna-Catania. Tra tutti gli spostamenti ho speso 300 euro totali. Non sono pochi e, ripeto, è la settimana prima di Natale».
Il tema dell’aumento dei prezzi dei biglietti di treni e aerei sotto le feste non è una novità.
«No, è una spesa che da sempre grava in maniera impattante sui bilanci familiari e il timore è che, anno dopo anno, il ritorno a casa diventerà sempre più escludente. Se da una parte c’è l’aumento del costo della vita e dall’altro la continua impennata dei prezzi dei biglietti, non fatico a credere che nel futuro sempre più fuorisede faranno la scelta economica di non tornare a casa».

Si potrebbe fare qualcosa?
«Certamente, servono norme e un tetto massimo per determinate tratte, oltre a un potenziamento del trasporto pubblico verso il Sud e l’introduzione di agevolazioni stabili per studenti e lavoratori fuorisede. Il ritorno ciclico del tema, però, appura ogni anno l’incapacità delle classi dirigenti di ogni livello di provare a formulare delle soluzioni. Semplicemente le compagnie lucrano sul desiderio legittimo delle persone di tornare a casa per Natale e la politica non se ne cura».
Negli ultimi anni certe Regioni hanno previsto dei rimborsi. Non è abbastanza?
«Sono toppe per problemi molto più grandi. Personalmente apprezzo questi tentativi perché almeno il tema entra al centro del dibattito pubblico ed è la prima volta che amministratori regionali affrontano la questione, però dare un rimborso del 15 o 50% sul prezzo del biglietto non è la soluzione. Anche perché il meccanismo di rimborso prevede che io prima debba pagare, ma se un volo mi costa 600 euro non è così semplice».
Il suo, quindi, è un appello alla politica?
«Assolutamente sì. E non è un tema da affrontare solo con le Regioni coinvolte, anche il governo dovrebbe interessarsi e rendersi conto che è una situazione insostenibile. In Italia il diritto a muoversi arriva fino a un certo punto dello Stivale, ma tutti devono aver la possibilità di tornare a casa dalle proprie famiglie, fa parte del diritto allo studio».
La studentessa in oggetto è colpevole perchè conosce benissimo in anticipo il calendario lezioni. I suoi conterranei maestri/insegnanti prenotano immediatamente appena viene pubblicato il calendario scolastico regionale: Natale-Carnevale-Pasqua-Estate
 
Trovo questo tema lunare, ci sono centinaia di migliaia di Italiani residenti all'estero spesso del nord, l'emigrazione temporanea o definitiva c'e' anche ora e non e' esattamente una novita', nel primo dopoguierra si tornava al paesello, magari a poche centinaia di km, una volta all'anno una, con le 500 stracariche di vettovaglie e in 4-5 oppure con treni bestiame per decine di ore, e quando ti accomiatavi le zie e le mamme piangevano.

E' normale, su che pero sono stati questi, ci fanno o ci sono (risposta: ci fanno). Se un anno hai trovato un buon prezzo non e' un diritto acquisito.

MODO LIBERATORIO ON:

Sempre a chiagnere per scroccare vantaggi, ecchepalle....


Torno normale. Almeno la cosa scaturisse in proposte concrete. La cosa piu' intelligente sarebbero partenze scaglionate perche' soprattutto il trasporto aereo non ha molti margini per gestire picchi straordinari, l'unica cosa e' far fluttuare il prezzo. Poi se ci si adatta potrebbero mettere piu' traghetti nord-sud, ciascuno dei quali puo' trasportare migliaia di persone soptattutto se ci si stringe, ma sono viaggi pesanti. Anche un treno in composizione doppia a due piani puo' portare 1200-1500 passeggeri e i tempi di percorrenza sono e saranno sempre meglio ma se i treni non ci sono e' come con gli aerei, e trovo un progresso che ci sia la prenotazione del posto obbligatoria che se no hai la gente che bivacca nei corridoi come una volta. Ma sono tutte cose che costano e sono scomode.
 
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Trovo questo tema lunare, ci sono centinaia di migliaia di Italiani residenti all'estero spesso del nord, l'emigrazione temporanea o definitiva non e' esattamente una novita', nel primo dopoguierra si tornava al paesello, magari a poche centinaia di km, una volta all'anno una, con le 500 stracariche di vettovaglie e in 4-5 oppure con treni bestiame per decine di ore, e quando ti accomiatavi le zie e le mamme piangevano.

E' normale, su che pero sono stati questi, ci fanno o ci sono (risposta: ci fanno).

MODO LIBERATORIO ON:

Sempre a chiagnere per scroccare vantaggi, ecchepalle....
Io pero' mi chiedo se non sono i giornalisti che cercano storie sul tema 'i cattivoni impediscono ai fuorisede di andare a fare il Natale in famiglia' e tirano fuori quei pochi sprovveduti che pensano di poter prenotare un viaggio sotto natale il 20 Dicembre e trovare posto alle tariffe che vogliono loro (treno, aereo, traghetto non importa)
 
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Trovo questo tema lunare, ci sono centinaia di migliaia di Italiani residenti all'estero spesso del nord, l'emigrazione temporanea o definitiva c'e' anche ora e non e' esattamente una novita', nel primo dopoguierra si tornava al paesello, magari a poche centinaia di km, una volta all'anno una, con le 500 stracariche di vettovaglie e in 4-5 oppure con treni bestiame per decine di ore, e quando ti accomiatavi le zie e le mamme piangevano.

E' normale, su che pero sono stati questi, ci fanno o ci sono (risposta: ci fanno). Se un anno hai trovato un buon prezzo non e' un diritto acquisito.

MODO LIBERATORIO ON:

Sempre a chiagnere per scroccare vantaggi, ecchepalle....


Torno normale. Almeno la cosa scaturisse in proposte concrete. La cosa piu' intelligente sarebbero partenze scaglionate perche' soprattutto il trasporto aereo non ha molti margini per gestire picchi straordinari, l'unica cosa e' far fluttuare il prezzo. Poi se ci si adatta potrebbero mettere piu' traghetti nord-sud, ciascuno dei quali puo' trasportare migliaia di persone soptattutto se ci si stringe, ma sono viaggi pesanti. Anche un treno in composizione doppia a due piani puo' portare 1200-1500 passeggeri e i tempi di percorrenza sono e saranno sempre meglio ma se i treni non ci sono e' come con gli aerei, e trovo un progresso che ci sia la prenotazione del posto obbligatoria che se no hai la gente che bivacca nei corridoi come una volta. Ma sono tutte cose che costano e sono scomode.
L’ho già detto, ma i miei nel 1955 sono andati in Argentina in nave e sono tornati in Italia per la prima volta nel 1959, e all’epoca non c’era nemmeno la teleselezione internazionale
 
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Io pero' mi chiedo se non sono i giornalisti che cercano storie sul tema 'i cattivoni impediscono ai fuorisede di andare a fare il Natale in famiglia' e tirano fuori quei pochi sprovveduti che pensano di poter prenotare un viaggio sotto natale il 20 Dicembre e trovare posto alle tariffe che vogliono loro (treno, aereo, traghetto non importa)
Leggi e commenti sotto i post del Corriere e ti accorgi che il “viaggio gratis” è considerato un diritto
 

"Rai News 24 ha ospitato, questa mattina, il Presidente hashtag#Enac Pierluigi Di Palma per approfondire il tema del caro-voli, fenomeno particolarmente rilevante durante le festività.

Il Presidente Di Palma, intervistato da Adele Grossi, ha illustrato la linea Enac per contenere le tariffe:
"La proposta da noi portata in sede UE, da cui il settore è regolamentato, è di rendere i prezzi trasparenti fin dall'inizio - spiega il Presidente - anche in ragione della progressività dell'aumento, dovuta alla legge di mercato".
"Enac prosegue in tale direzione - aggiunge il Presidente Di Palma - dopo avere già introdotto misure importanti, tra cui la gratuità per gli accompagnatori di hashtag#PRM e minori di 12 anni, e il progetto della hashtag#RegionalAirMobility che mira a collegare grandi e piccoli aeroporti potenziando il network nazionale".
 
Gratis no ma una tariffa flat uguale per tutti e per tutte le date e' auspicabile!
direi che un 100 rubli a tratta sia un valore popolare
No, non è auspicabile. Una tariffa flat porterebbe a un esaurimento più rapido dei posti disponibili e a una diminuzione dell’offerta complessiva.
Il prezzo è un’informazione fondamentale per il funzionamento del mercato.

Edit: forse non ho colto l’ironia, nel qual caso mi scuso invitandoti al contempo ad utilizzare le apposite emoticon
 
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Se vogliono prezzi fissi e calmierati, allora che lo siano pure i servizi handling, il carburante, le assicurazioni, le navigation etc... etc...
 
Scusate, ma di che stiamo parlando?

"Enac prosegue in tale direzione - aggiunge il Presidente Di Palma - dopo avere già introdotto misure importanti, tra cui la gratuità per gli accompagnatori di hashtag#PRM e minori di 12 anni, e il progetto della hashtag#RegionalAirMobility che mira a collegare grandi e piccoli aeroporti potenziando il network nazionale".

Il progetto Regional Air Mobility era quella bojata pazzesca idea luminosa di "nuovo modello di mobilità Enac che prevede un network flessibile, intelligente e capillare di aeroporti territoriali che connetteranno il Paese con piccoli aeromobili e vettori Pet Friendly." (copioincollo dal sito Enac) culminata nel volo Fano - Roma Urbe dello scorso settembre, con cui ci eravamo ribaltati più che a sufficienza dalle risate.
 
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