Aerei, il ceo di Wizz Air: «Dopo l’estate ci sarà un periodo simile al Covid con meno voli, in Italia cresciamo del 40%»
In un 2026 in cui i posti sui voli in Europa aumentano di appena il 5% rispetto all’anno passato, il gruppo Wizz Air segna +33%, con particolare focus sull’Italia, tornata a essere al centro dell’espansione dopo la fiammata post Covid e una ritirata repentina in seguito. Stavolta la low cost ungherese sembra più matura, anche se deve affrontare il contesto attuale fatto di costi energetici quasi raddoppiati e conti che nei dodici mesi (conclusi al 31 marzo) hanno visto l’utile del gruppo quasi azzerarsi (passato da 213,9 a 1,3 milioni), mentre gli analisti di Goodbody stimano perdite nette per 388 milioni l’anno successivo. «È ancora un anno di transizione per noi; dalla fine del 2027 le cose miglioreranno», dice durante un’intervista al Corriere József Váradi, ceo di Wizz Air, che ha annunciato l’installazione del Wi-Fi ultraveloce di Starlink.
Partiamo da Starlink, del colosso SpaceX: quando sarà possibile utilizzarlo?
«Da gennaio 2027».
Quanto ci vorrà per installare le antenne su oltre 240 aerei della vostra flotta?
«All’incirca un anno. Prevediamo di chiudere il processo entro dicembre 2027».
Il servizio sarà a pagamento, a differenza di quanto fanno gli altri vettori. Quanto costerà ai passeggeri?
«Non lo abbiamo ancora deciso. Ma non intendiamo far pagare nulla».
Nei giorni scorsi avevate affermato il contrario...
«Abbiamo elaborato un modello specifico per rendere tutto questo il più neutro possibile dal punto di vista dei costi».
In che senso?
«SpaceX mantiene i diritti commerciali per monetizzare l’intero sistema».
Quindi il servizio di fatto sarà tutto gestito da Starlink?
«Qualunque cosa accada sarà un’iniziativa commerciale di Starlink. Sarà molto vantaggioso per il cliente».
E voi cosa ci guadagnate?
«Il nostro interesse va oltre la creazione del servizio di connettività per il consumatore: saremo connessi in volo e potremo mostrare alle persone quali altri prodotti e servizi offriamo, nuove rotte che esploreremo o sfrutteremo, e loro potranno scegliere».
Com’è questo 2026 data la situazione?
«Penso che si possa vedere un anno diviso in due parti. La prima, inclusa l’estate, con una domanda forte, intatta. Le prenotazioni sono solide, quindi non stiamo vedendo grossi problemi».
E dopo?
«Mi aspetto che le compagnie più deboli riducano l’offerta e che i prezzi salgano come risultato della pressione continua dell’alto costo del petrolio. Tre fattori determineranno il futuro del settore aereo. Il primo: la liquidità disponibile. Il secondo: in che misura si è coperti dal rischio di mercato (cioè le quantità di cherosene acquistate a prezzi calmierati). Il terzo: il tipo di flotta utilizzata, se ad alto o basso consumo di carburante».
E voi come siete messi?
«Siamo molto forti su ciascuno dei fronti: abbiamo oltre 2 miliardi di euro di liquidità, siamo ben coperti a breve termine e voliamo con la flotta più giovane e a minor consumo di carburante di qualsiasi compagnia in Europa. Siamo in una posizione molto solida per sfruttare il mercato: quando gli altri si ritirano, noi possiamo avanzare e prendere le quote lasciate».
Quanta offerta potrebbe tagliare il mercato in Europa andando verso l’inverno?
«Il quadro non è ancora chiaro. Tutti stanno aspettando che qualcuno faccia il primo passo. Ci vuole ancora un po’ di tempo per valutarlo pienamente, ma probabilmente avvicinandosi a luglio-agosto si inizieranno a vedere tagli da settembre in poi».
Vede queste riduzioni anche nell’estate 2027?
«È possibile; dipenderà da cosa succede con il prezzo del carburante e dalle sorti delle compagnie in difficoltà. Aspettiamo prima di vedere come il settore attraversa il periodo invernale, perché i prezzi aumenteranno. Quando siamo usciti dal Covid, noi di Wizz Air siamo entrati in Italia con volumi significativi e anche in altri mercati».
Non tutte mosse andate bene, come l’esperienza nel Golfo Persico dimostra...
«Certo, non abbiamo preso tutte le decisioni giuste e abbiamo dovuto fare correzioni, ma la maggior parte lo era. E oggi le nostre dimensioni sono raddoppiate rispetto a quelle pre-pandemia».
Sta dicendo che nei prossimi mesi potremmo assistere a uno scenario simile a quello del Covid?
«Non uguale, ma quasi. Quello che sta per arrivare nel periodo invernale non è dissimile dall’impatto della pandemia, perché il prezzo elevato del carburante risucchierà liquidità dal settore e metterà sotto pressione le grandi aziende».
Questa volta però, a differenza della pandemia, il jet fuel è molto più costoso.
«E non credo che prima della fine di quest’anno il prezzo del cherosene tornerà ai livelli precedenti alla guerra in Iran. Non si tratta solo del conflitto in sé — c’è anche il danno alle infrastrutture, le catene di approvvigionamento alternative e i costi di gestione di quelle catene. Dobbiamo prepararci a prezzi elevati a lungo».
Però Wizz Air cresce molto. Questo avrà ripercussioni anche sulla bolletta energetica
«Per l’estate siamo coperti all’84%. Stiamo pagando la differenza solo sul restante 16% del consumo totale di carburante. La copertura scende poi al 73% per i sei mesi successivi».
Questo significa che dopo l’estate dovrete assorbire i costi di quel 27% non coperto.
«È così».
In Italia siete tornati a investire massicciamente.
«Siamo molto soddisfatti delle performance in Italia: c’è un’enorme domanda per Wizz e stiamo crescendo in modo significativo. Solo quest’anno stiamo crescendo di quasi il 40%. Continuiamo ad aprire nuove rotte e nuove basi operative».
Non state mettendo in vendita più voli di quanto chieda oggi il mercato?
«Quello che vediamo è che la domanda c’è e per questo investiamo».
Sul fronte dei conti, i dodici mesi di Wizz Air hanno registrato un quasi azzeramento dell’utile e anche altri indicatori non sono andati benissimo.
«Non dimentichi che l’azienda è purtroppo ancora inefficiente a causa del fermo di diversi aerei per i problemi ai motori Pratt&Whitney. E abbiamo avuto la guerra in Ucraina e quella Israele-Hamas. Siamo ancora in una fase di transizione».
Quando finirà?
«Verso la fine del 2027 l’intera flotta sarà in servizio. Anche se ora abbiamo la guerra iraniana che ci colpisce».
Ci sono diversi movimenti su easyJet. La vostra decisione, tempo fa, di puntare sulla low cost rivale — mossa respinta — vista oggi aveva senso?
«Non abbiamo mai detto di aver fatto questa cosa».
Diciamo che non è un segreto...
«In ogni caso, noi puntiamo a crescere in modo organico per conto nostro e ci concentriamo solo su questo».
Parla József Váradi: pesa il caro cherosene per tutti i vettori, la nostra compagnia introdurrà la connessione Wi-Fi di Starlink da gennaio 2027
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