[TR] Tris di kazakhe


Anch’io ho visto quella pubblicità di Pupo, ma agli arrivi di ALA e mi ha fatto troppo ridere. Leggerò il seguito su Almaty, ma confermo che ha delle vibes molto più belle di Astana che, per quanto fintamente monumentale, rimane asettica. Ad Almaty è proprio un piacere passeggiare tra i viali alberati, prendersi un caffè in uno dei tanti locali storici (o moderni perché no) e poi quella vista con le montagne alle spalle che spettacolo.

Spot on!


Quelle foto land side del terminal di Karaganda mi ricordano paro paro l'affollamento di ULN, il vecchio aeroporto di Ulan Bataar (1994: Dio solo sa dove sono finite le diapositive che avevo fatto). Anzi, là c'era anche un gregge che pascolava nel parcheggio.
Considerazione sulle città ex sovietiche. In quella che che oggi è la Russia ci sono state evoluzioni, nel bene e nel male: intendo negozi, arredo urbano, cancellazione di murales, mezzi di trasporto; invece vedo che nelle repubbliche asiatiche ex soviatiche molto è rimasto come in una capsula del tempo. Eccezion fatta ovviamente per le città costruite ex novo o dove il ras locale ha voluto fare il pavone.
Grazie per il racconto e per le foto.

La vera capsula del tempo è il Kirghizistan, dove enormi monumenti con falce e martello spadroneggiano e carri armati e cannoni della guerra dell’Afganistan innalzati su piedistalli fanno da memoriale anche nei villaggi più sperduti.

Secondo me bisogna discernere tra citta' e provincia. Nelle prime c'e' stata una qualche forma di cambiamento urbano, culturale, servizi. Ma una volta che si ci allontana dai grandi centri, la memoria con murales/cannoni/statue/ecc annessi e' ancora li' presente in bella mostra, nel bene e nel male.
 
Ancora, ancora ti prego: ormai sono questi i posti che vale la pena di visitare :love: purtroppo la mia esperienza di Asia centrale è limitatissima proprio ad Almaty, che non mi era dispiaciuta affatto. Purtroppo l'ufficio micragnoso aveva prenotato una visita di 72 ore con arrivo alle 5 del mattino, per cui non ero riuscito a vedere molto.

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E pensare che ci sono certi architetti nostrani che progettano ancora così 😆

La zona dei gate e' un microcosmo degno di un aeroporto di provincia del Kz.
Bar #1 e' self service, bar #2 e' invece presidiato. In mezzo, poltrone per rilassarsi dopo tutto lo stress dei controlli sicurezza. Non a caso c'e' anche un misuratore di pressione, per i cuori piu' deboli.

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Io mi immagino il megadirettore che ad una riunione sbraita: "E cosa possiamo fare in più per incrementare la customer satisfaction dei nostri passeggeri?! Idee, voglio I-D-E-E!" e qualcuno che dal retro della stanza alza la mano e dice, sapendo di dire una cagata pazzesca (cit.), "un misuratore di pressione vicino al gate 3?". Urla di giubilo tra gli astanti, megadirettore che promuove l'indegno dipendente ad assistente generale alla chiusura manuale delle porte, aggeggio preso in saldo su Aliexpress a 3 euro e 49 con un apribottiglie elettrico in omaggio e bandierina della PRC in acrilico propagafiamma, e NPS che schizza alle stelle come la pressione della sciüra Akhmetova che l'aggeggio misura al contrario, prima di smettere di funzionare per sempre dopo 24 ore dall'installazione.

DaV
 
a Osh, se non erro, in area raccolta bagagli c’era anche un totem di quelli pubblici per pagare bollette e robe simili. Metti che atterri e devi mandare una PEC…
 
ALA-AKX: Air Astana.

Il sole splende e in lontananza il Tian Shan e' ancora carico di neve. Prendo il bus e in poco tempo sono in aeroporto; oggi si vola con Air Astana, direzione Aktobe.

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Partenze del T1. Air Astana ha concentrato tutte le operazioni al T2 ma avendo fatto il check-in online vado subito airside, passando i controlli in un attimo.

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Il mio avione e' gia' al gate che aspetta.

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Imbarchiamo in orario, tutti ordinati.

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Air Astana KC863
EI-KDI
A321-200
Schedule 10:25 > 13:05.
LF quasi 100%.
Configurazione 28C 151Y.

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Il paesaggio sotto e' assai monotono, che novita'. Ad un certo punto viene servito il rancio, piu' o meno edibile. Voto 6.5.

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Arriviamo in perfetto orario ad Aktobe. Ad attendermi, dopo una bella legnata in atterraggio, un meteo non proprio clemente. Faccio due foto in aeroporto, come testimonianza, e aspetto il bus che mi porta in stazione.

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Il mio treno per Aral e' alle 22 e a causa della pioggia i miei piani di una veloce visita della cittadina vanno a ramengo. Passero' tutto il tempo nella sala d'aspetto temporanea della stazione a leggere, a fare pause fuori per fotografare treni epici e conversare con viandanti non proprio sobri in una lingua inventata al momento.

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Finalmente scocca l'ora X.
Il treno 34 per Aralskoye More arriva: partenza ore 22, arrivo ore 09.41. Anche qui, controllo tassativo di biglietto e passaporto per ogni carrozza.
Oggi si viaggia in seconda classe, condividero' lo scompartimento con due comari al piano di sotto e un padre di famiglia muto dalla faccia simpatica sopra con me. Le comari fanno subito capire che bisogna dormire, e cosi' faremo tutti dalle 23 in poi.

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Arriviamo ad Aral con qualche minuto di ritardo. Saluto il papa' con la sua famigliola, scendono anche loro qui. Mi chiedono se ho un posto per dormire, rispondo affermativamente e mi avvio verso la mia guesthouse a circa 1km dalla stazione.

Un forte odore di plastica bruciata mi accompagna.

[Continua]