[TR] Prima classe, ma è uno sballo! [cit.]


Fewwy

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19 Agosto 2014
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Torino
Questa è la maxi-storia di come la mia vita cambiata, capovolta, sottosopra sia finita ecc. ecc.

Premessa

Questo è il mio primo TR (e spero anche l’ultimo): non sono all’altezza delle penne di questo forum.
Però, siccome mi è capitata una cosa abbastanza rara, ho pensato di essere in dovere di fare un rapporto.
Quindi, obbedisco.

L’antefatto è che mi trovavo in Gabon e dovevo andare in Kenya.

La soluzione più quotata su Skyscanner sarebbe stato affidarsi alla regina africana per eccellenza – Ethiopian Airlines – che avrebbe ottemperato ai suoi umili doveri con un unico scalo ad Addis Abeba, coccolato dalla modernità di apparecchi a doppio corridoio come l’A350 per la prima tratta ed il B787 per la seconda.

E già questo avrebbe potuto meritarsi un suo dignitoso, borghese, Trip Report.

Un po’ caruccio – 800 Euro – però considerando che è un biglietto one-way e che in Africa non ci sia tutta questa offerta alternativa, me lo faccio andare bene.
Siccome ero un po’ impegnato, ho chiesto la gentilezza a mia sorella di farmi lei i biglietti dal vecchio continente.

La sera mi trovo una sua mail che diceva più o meno così:
Ma perché vuoi spendere 800 per l’Economy quando con 1000 hai la Business?
Poi mi ringrazierai…


Che stregoneria è mai questa, mi domando?! È impossibile che l’upgrade costi così poco…
E infatti, non è Ethiopian.

Compagnie blasonate? NAH
Viaggio diurno? ORRORE
Voli non-stop? SIA MAI

E allora, via!
D’altronde il forum merita di sapere: il passeggero è obbligato a scendere quando si fa scalo oppure no?


13 ore con RwandAir
LBV-DLA-KGL-EBB-NBO


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Il viaggio comincia con l’espletare le pratiche burocratiche: l’ingresso in Kenya è subordinato ad un ETA dal costo di 30$ per un ingresso singolo, oppure 130$ per multipli ingressi nell’arco di un anno.

Si fa tutto online, la procedura può richiedere fino a 72 ore (che è esattamente quanto manca a me prima della partenza).
Il governo kenyota offre la possibilità di un procedimento “express” per soli 100$, ma l’Ebenezer Scrooge che vive in me preferisce essere respinto come INAD e farsi altre 13 ore per tornare indietro, piuttosto che scucire altri soldi.
Pago la gabella base e – dacché era pure domenica – dopo circa 24 ore ricevo l’agognata autorizzazione.

L’aeroporto di Libreville ha un architettura brutalista degna dei migliori edifici di Nichelino, con passerelle sospese in cemento e scale a vista.
Dentro di me qualcosa grida “Lamezia Terme”.

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L’area di registrazione è questa cosa qui, con 10 nastri a disposizione.

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Non uno schermo su cui siano indicate le partenze: si cerca il logo della propria compagnia sopra le teste degli astanti.

Dopo una breve attesa, imbarco il mio bagaglio che procede allegramente airside ben 130 minuti prima della partenza programmata.

Fatto questo, bisogna fare dietro front e uscire nuovamente all’aria aperta (più o meno, il tutto è riparato dal tetto spiovente dell’edificio che funge da tettoia per diversi metri), dove un’unica ampia rampa di scale conduce al piano superiore dove si passa prima attraverso il controllo passaporti e solo successivamente ai radiogeni (l’uso del plurale è puramente stilistico: ce n’è uno solo).

Il viaggiatore europeo è già smarrito dalla strana disposizione e sequenza delle operazioni.
Per fortuna, un simbolo familiare restituisce speranza e forze per proseguire questa impresa.

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Forse sono io che non ci ho fatto più caso, ma i tabacchi non mi sembra di vederli più alle nostre latitudini… è così, o mi sbaglio?
Ad ogni modo, 20 pacchetti per poco meno di 70€ fanno meno di 3,50€ a pacchetto: in Italia a quanto siamo arrivati? Chiedo ai tabagisti.

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Il titolo di viaggio elitario mi autorizza ad accedere alla SAMBA LOUNGE dove, se non altro, saprò come passare il tempo tra cibo e Wi-Fi.
Ma prima, vado in avanscoperta per capire cosa mi aspetta dopo.

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Un'unica sala con due porte d’imbarco che accedono alla stessa area comune dalla quale partono gli unici due jetbridge: se ci sono due voli in contemporanea, bisogna fare attenzione a dove se ne va la gente.

Anche da questa parte, non uno schermo su cui appaiono le partenze: mi chiedo come si faccia a vivere così.
D’altra parte, monitoro Flightradar24 dalla mattina e non risulta ancora partito da Kigali alcun aereo… lo spettro della cancellazione aleggia su di me, ma poi rifletto che al banco check-in avrebbero già dovuto saperne qualcosa se fosse questo il caso, dato che sono 5 ore di volo.

Mi costringo a non pensarci e torno alla lounge.

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Dopo un buon pesce in salsina e riso bianco (di cui mi concedo anche il bis), inizio a farmi venire paure insensate: come faccio a capirci qualcosa?!
Su FR24 ancora nulla, non ci sono schermi su cui monitorare lo stato dei voli, l’orario di partenza non è congruente tra biglietto e carta d’imbarco (14:10 vs 14:15), e quest’ultima dice che l’imbarco inizia alle 13:15.

Basta, ho deciso: lascio il comfort della lounge per andare in sala partenze. E proprio quando giungo, lo vedo caracollare sulla pista con aerofreni ed inversori fuori.
Meno male!

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9XR-WG | C16Y138 | 14,5yrs
Ritirato nuovo di pacca da Renton nel 2011, e già dotato di Sky Interior (possibile che esistesse già nel 2011 o sarà stato retrofittato?) con le cappelliere che scendono dall’alto e luci colorate per la cabina.

Mi accomodo sulle poltroncine ed un addetto inizia ad aggirarsi tra di noi con una cartellina in mano, scovando uno per uno i passeggeri per il volo, chiedendo quindi carta d’imbarco e documento e segnando sul foglio il numero di sequenza.
Lo stesso individuo sarà sulla porta dell’aeroplano a controllare le carte d’imbarco spuntando uno a uno i numeri che si era precedentemente segnato: nemmeno la mia professoressa di liceo in gita scolastica era così attenta a non perdersi nessuno.

Intanto, in preparazione dell’imbarco, il gate viene abbellito con ben due paletti a nastro a guisa di triangolo. Utilità: nessuna, ma così hanno loro insegnato e così fanno.

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Inizia l’imbarco: siccome sono solito salire per ultimo, mi metto comodo per la mia attività preferita – ovvero l’osservazione – quando una signorina mi invita ad avvicinarmi… ma che ne sapeva lei che salivo su questo volo?!

Mi tocca rinunciare all’antropologia per non essere scortese e passo attraverso la porta.
Prima di introdurmi nella passerella provo a fare qualche foto da vicino al valoroso destriero, ma un’addetta mi interrompe dicendo che è vietato e rischio l’arresto. Non vedo cartelli di divieto al riguardo, ma chiedo scusa e desisto.

Il jetbridge è pieno di gente in fila: in fondo noto quello con la cartellina che setaccia tutti e penso che ci vorrà un po’.
Dopo poco, vengo raggiunto da un altro addetto aeroportuale che esordisce con “Mr. Ferrero?” e mi preleva facendomi passare davanti a tutti, comunica la mia sequenza al collega che mi spunta e mi lascia alla porta dell’aeroplano.
A quanto pare sarò l’unico passeggero di Business Class: ora capisco perché mi individuavano sempre.

Il volo partirà con me e 68 passeggeri in Economy.

Si comincia con la classica salvietta umida: meravigliosa. Bella spugnosa, ampia e bollente.
Si prosegue con offerta tra Champagne e Signature Drink (un analcolico a base di succo d’ananas e menta).

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Contenuto della tasca e foto di rito per i nerd.

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Scommetto che siete prevenuti quando pensate al Ruanda, ma sappiate che qua la compagnia di bandiera ha il CEO donna.
Quante così alle nostre latitudini?

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Dall’annuncio di benvenuto del comandante trovo conferma in quello che mi era sembrato quando l’avevo visto scendere per andare verso il duty free: è sicuramente nato sotto l’Unione Sovietica, magari avrà pilotato Antonov in lungo e in largo per il continente nero, fino a quando non è riuscito a trovarsi un posticino stabile per una compagnia nazionale e avrà deciso che l’Africa, tutto sommato, non è male per viverci.

L’equipaggio annuncia il termine dell’imbarco, la porta si chiude e la passerella si allontana.
Con la coda dell’occhio mi sembra sia caduto qualcosa dal jetbridge e, guardando meglio, vedo che uno dei responsabili degli “above the wings” inizia ad elargire bottigliette d’acqua (prese da una cassa ai suoi piedi, probabilmente lasciata dall’equipaggio dell’aereo) ai quei poveri disgraziati di “below the wings”… il tutto mentre il pontile è in movimento e lui resta impavido sul bordo, una scena degna delle migliori elargizioni del sommo Cesare.

Mentre spingiamo, arriva lui che prende il posto a fianco al nostro.

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Aeroporti con così pochi stand e una pista che non ha vie di rullaggio per tutta la sua lunghezza, richiedono grande coordinazione perché è tutto un gioco di incastri.
La cosa positiva con il traffico così scaglionato? È che puoi sceglierti la pista più comoda: siccome dobbiamo andare verso Nord, entriamo in pista e svoltiamo a destra verso la testata 34, nonostante il Turkish fosse appena atterrato per la 16.

Le classiche nuvolette “puffose” che si trovano all’Equatore.

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Arrivati in fondo, ci giriamo e si parte.

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WB211 LBV-DLA
ETx 14:10-15:10
ATx 14:09-15:06
FLT 14:19-15:01 | 42’
27’000ft

Tra che siamo decollati dalla 34 e il volo è breve, mi sento subito sulla FCO-LIN del Terzo Mondo: qui non ci sono troppe aerovie, non devi cambiare 10 settori ACC o preoccuparti troppo del TCAS. Non mi stupirei se, dopo il decollo, siamo stati autorizzati direttamente al FAF di Douala.
Quindi il servizio parte subito: mi viene portata la carta delle bevande.

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La hostess mi chiede se voglio lo snack freddo.
Non ne ho nessuna voglia, ma siccome sono qui per un servizio pubblico di TR, non mi posso esimere: la scelta è fra un Cheese Wrap o un Chicken Wrap. Vada per il pollo.
La tavola viene preparata con corredo brandizzato.

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Non commento il cibo, perché non ne ho l’autorità.

Neanche il tempo di poggiare le posate che si inizia la discesa.
Si incominciano a vedere baracche fino ai margini dell’aeroporto ed atterriamo per pista 30.
Arriviamo in fondo, facciamo piroetta e liberiamo la pista.
Lui stava aspettando il nostro atterraggio

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Non siamo nemmeno usciti dalla pista che è già entrato ed ha iniziato la sua passeggiata verso la testata. Andrà a Baku.

Arriviamo allo stand e noto colori familiari sul 737 a fianco.

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Infatti è un wet lease della ceca Smartwings per Camair-Co, la compagnia di bandiera.
In verità i motori sono impacchettati, quindi magari è fermo da un po’…


[OT]

A proposito di Camair-Co, wikipedia mi dice che in flotta hanno questi turboelica di produzione cinese, lo Xi'an MA60.

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Parliamo sempre del COMAC, ma non avevo idea che esistessero altri produttori con aerei volanti.


[/OT]

Veniamo quindi al clou del trip report: gli assistenti di volo ci informano che i passeggeri diretti a Kigali possono rimanere a bordo, mentre gli altri dovranno avere la carta di imbarco alla mano, in quanto verrà controllato sulla porta che la loro destinazione sia effettivamente Douala.
Scendono quasi tutti.
Dopodiché, nuovo annuncio: gli assistenti di volo passeranno ora in cabina e chiederanno ai signori passeggeri di identificare i propri bagagli in cabina.
Facile facile. Ora il forum ha la sua risposta.

Siccome siamo in Africa (che è un po’ una finestra nel tempo a 30/40/50 anni fa), i turnaround sono programmati larghi, gli AA/VV si occupano di sicurezza/ospitalità e – nonostante sia una tappa “intermedia” – arriva la squadra delle pulizie!
Chi passa per la cabina con la spazzatura, chi si occupa dei bagni e chi con l’aspirapolvere sulle spalle (stile Ghostbuster) si attacca alla presa ed inizia a pulire.
Ecco, magari non è proprio piacevole ricevere il getto caldo di scarico dell’apparecchio una volta che l’addetto passa oltre la tua fila: soprattutto con 40 gradi, un’umidità al 90% e l’APU che sta facendo il possibile per mantenere la cabina fresca.

Terminate le pulizie, si imbarcano i nuovi passeggeri.
Non sono più solo nella cabina di business, ma saremo in 6. I miei compagni di avventure, appena poggiano il sedere sulla poltrona, si sfilano scarpe e calzini ed è subito un rave party di dita dei piedi.

Si riparte.
Entriamo in pista, ci dirigiamo verso la testata pista 12 e il Comandante preme TOGA.

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WB211 DLA-KGL
ETx 16:00-21:30
ATx 16:06-21:22
FLT 16:16-21:15 | 3h59’
37’000ft

Urbanizzazione a perdita d’occhio.

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Una volta in crociera, mi viene chiesto cosa volessi per cena: carne, pollo o pesce.
Sceglierò il pesce, accompagnato da patate dolci.
Vengono anche distribuite cuffie ed amenity kit: le cuffie hanno visto giorni migliori e perdono pezzi dell’imbottitura… peccato restino lì a galleggiare nella busta.

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Non annunciato, arriva prima questo antipasto di barbabietola (e non voglio sapere se c’è anche dell’altro).

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Confuso, aspetto per un po’ pensando che debba arrivare ancora qualcosa per quel piattino vuoto, ma non succede nulla.
Allora inizio a mangiare e verso la fine arriverà anche il pane.
Alessandro Borghese is not impressed.

Portata principale (quello a sinistra è il pane imburrato).

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Per dolce, c’è la scelta fra un tortino/mousse al caffè o questi due bignè con crema.

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Finita la cena, si spengono le luci in cabina.
Il volo è particolarmente lungo, forse perché famo er giro de Peppe per non sorvolare la Repubblica Democratica del Congo.
Vecchi rancori con il Ruanda?

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Il bagno è arricchito da questo set di prodotti.

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Inizio della discesa, avvicinamento molto particolare con luci delle case (o forse erano lampioni stradali?) molto regolari e identici… sembravano quasi lanterne su un mare nero.
Atterriamo per pista 28 e – già dalle luci al led della pista e dalla familiare vista dei Cobus – ci si rende subito conto che l’aeroporto di Kigali è su un altro livello rispetto a Libreville o Douala.

Parcheggiamo a fianco ad un A330 KLM che torna ad Amsterdam (anche lui via Entebbe).
Non ci stiamo mettendo paralleli, ma convergiamo verso di lui: dal mio finestrino vedo la tip alare che si avvicina pericolosamente sempre di più. Una volta sceso noto che in quel punto sul piazzale non ci sono linee gialle di riferimento a terra, quindi è tutto lavoro di bacchette da parte dei piazzalisti… degni dei migliori parcheggiatori abusivi alla stazione.

Per la seconda volta nella giornata, non mi rendo conto dei privilegi che mi spettano in quanto viaggiatore di classe elitaria: poiché ero totalmente svaccato con tutta la mia roba sparpagliata perché non avevo nessuna fretta di scendere (viste anche le oltre 3 ore di scalo), l’assistente di volo viene da me confuso e mi chiede se non volessi scendere.

Io, voltandomi, mi rendo conto che un suo collega è in mezzo al corridoio che blocca i passeggeri di economy dallo scendere. Subito mi scuso, ringrazio per avermi aspettato, e dico che può farli tranquillamente scendere… io mi accoderò.
Al che mi risponde che non è possibile, perché ci sono autobus diversi e quello sta aspettando solo me.
Ah.

Imbarazzatissimo, mi scapicollo nel raccogliere i miei effetti personali (con alta probabilità di dimenticarmi qualcosa) e mi lancio giù dalle scale, dove mi si presenta questo Cobus 2700S in versione VIP.

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Giunto al terminal, seguo le indicazioni per i transiti che conducono a dei nuovi controlli di sicurezza.
Qui le macchine radiogene sono ben due (di cui una di ultima generazione, senza bisogno di tirare fuori nulla) e al posto del semplice archetto c’è già quella cosa fatta da due pareti di cartapesta dove ti devi mettere di lato con gambe e braccia allargate: per ricollegarsi al discorso di poco fa, sembra appunto un aeroporto molto più europeo.

Mi dirigo verso la lounge, dove mi preparo a trascorrere quasi 3 ore di tempo.

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Con l’avvicinarsi dell’ora, mi dirigo verso l’area imbarchi.
Lounge fumatori con tanto di punto vendita incorporato.

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Numero totale dei gate: cinque.
Tre al piano terra e due al piano superiore (immagino jetbridge).
Il mio volo per fortuna non richiede di fare rampe di scale e, anche qui, riscontro come il concetto di “flussi sterili” non sia proprio applicato in modo ineccepibile: praticamente c’è un’area delimitata da una parete di vetro, nella quale si aprono appunto tre ingressi, uno per ogni gate.

Alla porta, mi viene controllata la carta di imbarco e l’ETA per il Kenya.
Una volta dentro, si torna ad avere uno spazio comune con gli altri due gate, delimitati più o meno da sedute messe di traverso, ma in maniera molto lasca: infatti, iniziando a scarseggiare i posti dal nostro lato, alcuni passeggeri si spostano più in là dove i gate 1 e 2 sono aperti per il volo RwandAir diretto a Bruxelles via Parigi con i passeggeri che salgono sui Cobus.

Comincia il nostro imbarco, e di nuovo mi aspetta il trasporto VIP.
Mentre sono sull’autobus e con la porta aperta, ho un’altra dimostrazione dei parcheggi da queste parti mentre un l’E190 di Kenya Airways in livrea SkyTeam punta dritto verso di noi e la tip si ferma a poca distanza dal Cobus.
Nessun addetto a presidiare la zona: alzandomi e facendo quattro balzi, sarei tranquillamente arrivato dentro il motore.

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Arriva l’ultimo passeggero e partiamo. Dopo qualche chilometro in giro per i piazzali, arriviamo al nostro velivolo.

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9XR-WM | C7Y60 | 11,0yrs
Anche questo, ritirato nuovo di pacca da Toronto nel 2015.
A prima vista si capisce già che è un monellaccio, e infatti 4 anni fa è andato per prati: https://avherald.com/h?article=4fff8abf&opt=0
Anche qui la composizione dell’equipaggio è simile a prima: Comandante europeo e Primo Ufficiale local.

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Ufficialmente gli assistenti di volo sono soltanto due, ma a bordo vedo un sacco di supernumerary in divisa e, più tardi, scoprirò che ci stiamo portando dietro anche i meccanici.
Finito l’imbarco, nessun bisogno di aspettare che rimuovano le scale o che arrivi il push-back e in men che non si dica accendiamo e muoviamo.

Nuovo giro di salvietta umida e welcome drink.
Il brutto del Dash-8 è che tutto il catering è dietro, quindi tutto il volo sarà un continuo (1) pursuer prende gli ordini, (2) pursuer sparisce dietro e recupera il necessario e (3) pursuer torna e serve i passeggeri.
Una bella sfacchinata.

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Entriamo in pista che ancora gli assistenti di volo stanno facendo le dimostrazioni di sicurezza, senza il minimo stress.
Piroetta e siamo pronti in testata pista 10 per la partenza.

WB464 KGL-EBB
ETx 01:00-03:05
ATx 00:59-03:01
FLT 01:10-02:54 | 44’
23’000ft

Il volo è breve e l’atterraggio per mano del Primo Ufficiale un po’ duro, seguito dalle eliche in Beta che fanno sentire particolarmente la decelerazione.
Al parcheggio, scende una buona parte dei passeggeri e ne salirà poi un numero minore.

Anche qui, la procedura è di presentare la carte d’imbarco all’uscita per verifica che la propria destinazione sia proprio Entebbe, ma non viene fatto nessun annuncio di identificazione dei propri bagagli (forse complice l’ora antelucana).

Nonostante siano le tre del mattino e l’aeroplano abbia completato un misero volo di tre quarti d’ora, anche qui sale la squadra delle pulizie che si mettere a rassettare la cabina come meglio può facendo zig-zag tra i passeggeri che dormono.
Penso che a Michael O’Leary prenderebbe un infarto.

Finite le operazioni e terminato il nuovo imbarco, chiudiamo la porta e siamo pronti nuovamente a partire.

WB464 EBB-NBO
ETx 02:40-05:00
ATx 02:29-04:55
FLT 02:42-04:47 | 1h05’
25’000ft

Volo “lungo”, quindi c’è servizio colazione e viene portato questo piattino con qualche noce caramellata e due biscotti.

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Atterrati, veniamo accolti dalla fresca aria delle 5:00 del mattino a 1'800 metri di quota.

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Nel terminal ci sono una serie variegata di gabbiotti cambia valute, da dentro i quali gli addetti si sbracciano e chiamano a gran voce per accalappiare qualche cliente, con una foga che ti aspetteresti per lo sbarco di un 777 pieno di danarosi americani e non per 4 passeggeri in croce in arrivo dal Ruanda prima dell'alba.
Viene da chiedersi se siano così disperati per la fame o per i lauti margini che applicano sul tasso di cambio.

E con questo ultimo inutile pensiero, chiudo.
 
Ultima modifica:
Un TR davvero inusuale per destinazioni e compagnia! Scritto benissimo, divertente e informativo; altroché! Certo, se avessi aggiunto qualche foto OT di Gabon e Kenya sarebbe anche stato meglio :)

Questo è il mio primo TR (e spero anche l’ultimo): non sono all’altezza delle penne di questo forum.

Ma anche no: guai a te se non ne fai altri!

DaV
 
Ho letto solo le prime 4 righe.

Citazione millennial nel titolo.
Un hook meraviglioso "mi trovavo in Gabon e dovevo andare in Kenya".

E poi scrivi che sarà il tuo ultimo TR.

Ennò, non si fa così. Non puoi. Te lo impedisco proprio. Se lo fai, dò il tuo contatto a tutti - ma proprio tutti - quelli che credono io sappia come trovare i voli a poco prezzo e quindi mi smerigliano le gonadi con domande inutili tipo "ma se io voglio andare a Ibbbbbbizah tra due settimane e voglio spendere solo 50 euri e non 500, come faccio?".

Ora mi leggo il resto.
 
Questo è il mio primo TR (e spero anche l’ultimo): non sono all’altezza delle penne di questo forum.
Ma che scherziamo?
TR interessantissimo e scritto molto ma molto bene.
Mi sembra che il protocollo dello scrittore di TR sia stato rispettato, ma lascio agli "scrittoridiTRprofessionisti" il giudizio finale.

Grazie per averlo condiviso.
Ciao
Marco
 
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Spettacolare, aviazione vera.
Però sì, un pochino di OT ci starebbe pure.😉
 
Spettacolare, aviazione vera.
Però sì, un pochino di OT ci starebbe pure.😉

Concordo. Ho letto tutto, e ora voglio corposo, ampio e sollazzante OT dal Gabon. Anche perchè, se non erro, l'ultima volta che l'avevamo visto si trattava di un TR di Dancrane (quindi più o meno ai tempi della guerra di Libia).
 
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Reactions: londonfog
Figata e scritto benissimo!
Menzione speciali per gli auricolari nella busta per il freezer.
Stavi in Gabon per lavoro? O passavi di lí?
 
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Reactions: Scarab
Veramente interessante e ben scritto, ha tutti gli ingredienti: Africa, compagnia esotica, J, scali particolari, alla fine sono arrivate pure le nuts, pur se fredde e caramellate. Cosa chiedere in più?

Il TR del prossimo volo ex-Kenya ce lo fai?
 
Tanta roba, sciapò!


Ti sei però dimenticato una cosa, anzi due:
  1. Le C erano dedicate?
  2. Pasteggiare con l'Amarula che regna incontrastato a quelle latitudini nel continente nero