TR - FCO-GYD-FCO - Le sorprendenti radici dell'Oil & Gas


Bello, grazie. Prima o poi troverò il tempo di leggere la biografia di Calouste Gulbenkian, il magnate armeno che è stato uno dei protagonisti della primissima fase dello sfruttamento del petrolio.
 
Arriva il giorno della partenza ed il piano è quello di passare la giornata in città e fare anche alcuni acquisti.

OT STORICO

La cosa bella di questo viaggio è che abbiamo passato anche tanto tempo a parlare del Paese, della guerra recente con l'Armenia, delle prospettive future. Parlarne con un local fornisce magari una chiave di lettura di parte, ma spesso non scontata.

La guerra del 2020 è stata vissuta ovviamente in modo traumatico da entrambe le parti, anche se con equilibri di forza significativamente sbilanciati a favore degli azeri, ben supportati dalla storica relazione con la Turchia (che se può dare contro gli armeni certo non si tira indietro) e da un altro alleato per nulla scontato: Israele.

Ma come, Israele che supporta militarmente un Paese mussulmano? Eh, se quel Paese però confina con l'odiato Iran e se quelle forniture militari magari un domani verranno ripagate con la possibilità di fare intelligence a km zero o quasi o gli assicureranno stabilità energetica (gas) per gli anni a venire, allora va bene.

Il riaccendersi degli scontri nella guerra del Nagorno-Karabakh del 2020 parte quindi già male per l'Armenia, supportata militarmente (ed in modo piuttosto limitato) solo dalla Russia.

L'Armenia, che essendo priva di risorse naturali da vendere non ha certo il fiume di soldi che l'Azerbaijan ha vendendo gas all'Italia (attraverso il TAP che arriva fino in Puglia) e ad altri Paesi, non dispone dei droni turchi, delle munizioni circuitanti o dei missili balistici che ha l'avversario. Ha invece armi più tradizionali vendute dallo storico alleato russo.

Quando a settembre del 2020, la mai risolta questione territoriale del Nagorno-Karabakh sia riaccende (avere un puzzle di enclave ed exclave in un territorio conteso non aiuta di certo), gli scontri partono da subito con una forte supremazia azera.

Una volta che gli azeri riescono a conquistare Shusha (città simbolica del Karabakh) ad inizio novembre, la guerra si mette male per l'Armenia, infatti circa un mese dopo la Russia si fa mediatore e fa firmare alle parti un cessate il fuoco.

L’Azerbaigian nel 2020 di fatto ha recuperato ampie parti dei territori perduti nella prima guerra degli anni Novanta, inclusi i distretti attorno al Nagorno-Karabakh e parte della regione stessa. Il bilancio complessivo è stato però terribile: oltre 7.000 morti fra le due parti e di decine di migliaia di sfollati,

E purtroppo non era ancora finita lì: dopo la guerra le enclave armene ancora presenti nel Nagorno-Karabakh (nella zona chiamata Artsakh) soffrono un isolamento devastante perché dal 2022 il corridoio di Lachin, unico collegamento stradale con l'Armenia, viene progressivamente bloccato o sottoposto al controllo azero con grosse limitazioni su cibo, medicinali, carburante e altri beni essenziali.

A settembre 2023, stremati dall'isolamento e dall'incertezza sul loro futuro, 90.000 armeni lasciano l’Artsakh e tornano via terra in macchina. L'Azerbaijan vince quindi su tutta la linea.

Ad agosto 2025 ci si mette pure di mezzo Trump, nel suo classico stile.
Il “trattato di pace di Trump”, infatti, è l’intesa raggiunta alla Casa Bianca l’8 agosto 2025 tra il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente azero Ilham Aliyev. Una sorta di mega sòla per l'Armenia ed un affare per gli americani (ma guarda un po'!).

In pratica viene introdotto il TRIPP — Trump (!!!) Route for International Peace and Prosperity, ovvero un collegamento stradale e ferroviario tra l’Azerbaigian continentale e l’exclave azera di Naxchivan che attraversa la regione armena meridionale di Syunik.

Il collegamento (nelle intenzioni) dovrà rispettare sovranità, integrità territoriale e giurisdizione armena, con gli Stati Uniti titolari dei diritti esclusivi di sviluppo del progetto (ma guarda un po' n.2!).

In tutto questo l'accordo di pace in realtà è ancora nel limbo perché l'Armenia, nella sua Costituzione, contiene riferimenti alla difesa dell'integrità territoriale che Baku considera una minaccia rispetto ai territori da poco conquistati e di modificare la propria costituzione l'Armenia non ne vuol sentir parlare.

Tutto questo pippone storico (mi scuserete) in realtà per introdurre la foto qui sotto.
Sul lungomare di Baku, infatti, sorge una sorta di museo all'aperto che mostra tutti i mezzi blindati sottratti all'Armenia.

Il nostro ci racconta che nel 2020 l'Armenia aveva proclamato: "arriveremo con i nostri blindati fino a Baku!".

In realtà i blindati armeni a Baku ci sono arrivati, ma portati gli azeri come trofei di guerra... ora stanno lì in bella mostra, quasi a rappresentare una perenne presa per il culo. Scusate per la foto, ma ci siamo solo passati in macchina e l'ho fatta dal finestrino.

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Questo invece è il monumento ai caduti.

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Per terminare questo OT storico, il nostro alla fine mostra la sua contrarietà a questa guerra perché - parole sue - anche se le nostre lingue e culture sono diverse, siamo comunque fratelli con gli armeni.

Spero che questa sia davvero l'opinione delle nuove generazioni azere.
 
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Purtroppo la vedo molto grigia. La popolazione armena in Nagorno-Karabakh e' stata completamente liquidata, nel senso che chi non se n'e' andato, e di corsa, e' finito ucciso. Turchia e Azerbaigian non riconoscono il genocidio armeno del 1915 come un evento storico, e la retorica in entrambi i paesi e' abbastanza agghiacciante.
 
Purtroppo la vedo molto grigia. La popolazione armena in Nagorno-Karabakh e' stata completamente liquidata, nel senso che chi non se n'e' andato, e di corsa, e' finito ucciso. Turchia e Azerbaigian non riconoscono il genocidio armeno del 1915 come un evento storico, e la retorica in entrambi i paesi e' abbastanza agghiacciante.
Sopra tutto questo mi viene da aggiungere un ultimo, decisivo elemento: l'enorme disparità economica tra i due.

Da quando - guarda caso proprio nel 2020 - il gasdotto TAP è arrivato il Puglia, in Azerbaijan entrano banconote con la stessa rapidità con la quale esce il gas. Dal 2022, con la guerra scatenata dalla Russia e la chiusura delle loro forniture di gas all'Europa, gli azeri sono addirittura diventati i nostri secondi fornitori di gas dopo l'Algeria ed il raddoppio di capacità del TAP - su cui Italia, UE ed Azerbaijan stanno puntando moltissimo (portando la capacità da 10 miliardi di mc/anno a 20 entro il 2027) - aumenterà in modo ancora più drastico il gap economico.

Numeri grossi, imbattibili.
 
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Ed eccoci alla conclusione di questo viaggio.

Con una temperatura sopra i 30 gradi decidiamo di andare in un centro commerciale e prenderci un caffè.
Il locale dove andiamo è italiano e la musica trasmessa dalle casse rappresenta il meglio del nostro repertorio musicale: manca solo "Ricominciamo" di Adriano Pappalardo, ma per il resto siamo quasi al completo... :LOL:

I centri commerciali, situati nella zona più moderna e da me prontamente ribattezzata mini-Dubai, sono nuovissimi e molto belli. Particolare il fatto che in ingresso ai centri commerciali ci sia il metal detector.

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Fuori la zona moderna si presenta così.

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La curiosità de La Piccola viene soddisfatta quando passiamo sotto la mega bandiera azera.

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Ne ricordo una di dimensioni molto simili della Corea del Nord ben visibile dalla zona demilitarizzata tra le due Coree.

Si fa pomeriggio e, prima di andare in aeroporto, facciamo tappa da Gozzi, famoso negozio che vende frutta secca (molto apprezzata in tutto il Caucaso). Sembra una boutique, prezzi comunque popolari (ai nostri occhi).

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Infine arriviamo in aeroporto, procedure di check-in rigorosamente "all'antica", con una sorta di pre-boarding pass da esibire stampato al banco e ben due momenti di controllo documentale (uno prima del check-in più quello standard in uscita dal Paese).

Salutiamo i nostri accompagnatori, che hanno fatto davvero la differenza di questo viaggio, sia per quantità di cose viste, sia per le conversazioni avute.

Tramite Priority Pass entriamo nell'unica lounge del terminal 2, quello vecchio e lasciato alle low cost.
Lounge formato stanzetta, ma 1) è vicino al gate e 2) qualcosa decente da mangiare si trova.

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Non ho idea di chi faccia handling qui a GYD per Wizzair, ma zero priority boarding.
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Il volo inbound da Roma arriva con un po' di ritardo ma alla fine riusciremo a recuperarlo quasi del tutto.
Una foto al vecchio terminal, che da fuori sembra una lampada turca accesa.

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A bordo ci si prepara per il rientro. Oggi voliamo con 9H-WMM, un 321neo consegnato appena 7 mesi fa.
Volo pieno. Come al solito, molti russi che triangolano per Italia/Europa.
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Partiamo e poco dopo sorvoliamo la zona fighetta dove si trova anche Sea Breeze.
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Affrontiamo poi la lunghissima traversata del Mar Nero, che si conclude qui, con una vista spettacolare sul corno d'oro di Istanbul!
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Un'oretta dopo, la parte finale della Puglia con Gallipoli (quella piccola lingua di terra visibile in alto al centro).
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Brindisi
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Taranto e parte della Basilicata
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Napoli
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Poco dopo atterriamo, ovviamente per la 16R (così da allungare di almeno 10 minuti rispetto alla 34) e parcheggiamo ai remoti... altri 10-15 minuti persi rispetto al gate.

Morale, arriviamo a casa che sono quasi le 2, ma molto soddisfatti di un viaggio che ci ha dato molto più di quanto ci saremmo aspettati.

Il Paese, ça va sans dire, secondo me merita assolutamente una visita, magari abbinata al viaggio in treno Baku-Tblisi da poco inaugurato, l'unico mezzo di trasporto che consente ai turisti di varcare il confine terrestre con la Georgia, altrimenti bloccato (tranne il traffico merci via TIR).
La ciliegina sulla torta sarebbe l'abolizione del visto per i cittadini UE, ma per ora la pratica è comunque rapida e non troppo costosa.

Ad ogni modo la mia "Scarabizzazione" caucasica oramai avanza lenta ma inesorabile. Georgia la prossima mèta? Baby Boss è già al lavoro...

Grazie a tutti per essere arrivati fino a qui!

--FINE--
 
@Seaking ma che bel viaggio e che bei posti, minuziosi i tuoi racconti e, credimi, adesso ho voglia di visitare Baku! Mi hai messo una curiosità addosso incredibile! Vado a vedere i voli va!
PS: dai con la Georgia, attendiamo frementi tutti noi!

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Tbilisi ci sta proprio, con un bel qvevri! Non so perchè Wizz parta per lo più da Kutaisi. Poi, Baby Boss potrebbe proporre un business case per Almaty.