Parte 1 - La parte normale del viaggio, o quasi: MXP-DOH-ADL-AKL
Kia ora da Auckland!
Questo TR sarà un po’ diverso dal solito perché lo scriverò a puntate, possibilmente mentre il viaggio è ancora in corso e prima che jet lag, vino e numero di voli rendano i ricordi completamente inaffidabili.
Il routing completo per il momento non lo svelo. Diciamo solo che l’obiettivo era tornare in Oceania approfittandone per raggiungere alcuni posti che da tempo comparivano nella categoria mentale “prima o poi devo andarci”.
Naturalmente, per una persona normale questo avrebbe potuto significare volare in Nuova Zelanda, passarci qualche settimana e tornare a casa.
Io ho adottato un approccio leggermente diverso.
Nei prossimi giorni compariranno isole remote, compagnie aeree relativamente esotiche, aeroporti decisamente più piccoli di Malpensa e almeno un paio di tratte nelle quali il concetto di “terminal” verrà sottoposto a una certa interpretazione creativa.
ConfrontaOfferte Voli
Ma andiamo con ordine.
Per arrivare dall’altra parte del pianeta parto con Qatar Airways in Business. Il biglietto era stato emesso con Avios BA, 90.000 Avios + 301,37 euro, inizialmente sul seguente routing:
QR124 MXP-DOH
QR920 DOH-AKL
Poi Qatar cancella il diretto Doha-Auckland e mi riprotegge sul QR914.
Il risultato diventa:
MXP-DOH-ADL-AKL
MXP-DOH
Qatar Airways QR124Milano Malpensa - Doha
Business Class
Partenza schedulata 09:40
Arrivo schedulato 16:25
A Malpensa troviamo ad aspettarci un A350-900

Primo segmento su A350 e prima delle numerose ore che passerò nelle varie sfumature di bordeaux Qatar.
La Business su questo aeromobile non è Qsuite, ma rimane un prodotto 1-2-1 molto valido, con accesso diretto al corridoio, parecchio spazio e soprattutto un tavolino laterale sufficientemente grande da trasformare il posto in ufficio, ristorante, cantina e occasionalmente anche sedile.
Il mio 2A:

Il menu viene distribuito subito dopo l’imbarco.

Qatar continua con la formula dine on demand, che secondo me resta uno dei punti forti del prodotto. Si mangia quando si vuole e nell’ordine che si vuole.
La controindicazione è che non esiste più l’alibi “non è ora di mangiare”.
Con Qatar è sempre ora di mangiare.
Si comincia comunque civilmente.

Piccola parentesi sul cuscino, perché tornerà più avanti nel TR. Qatar ha una serie di cuscini dedicati alle varie destinazioni. Alcuni sono ormai diventati per me piccoli collector items. Questo è New York.
Decido inizialmente di lavorare un po’.

“Lavorare” in questo caso è un termine abbastanza generoso, visto che sul tavolo sono già comparsi champagne, frutta secca e patatine.
Arriva l’amuse-bouche.

Come antipasto scelgo la burrata.

Presentazione molto buona e, soprattutto, burrata vera e non una delle misteriose sfere bianche che talvolta le compagnie aeree cercano di far passare per latticini italiani.
Per il main avevo preordinato l’halibut.

Ottima scelta. Pesce ben cotto, cosa tutt’altro che scontata a 35.000 piedi, dove il confine tra “halibut” e “materiale da costruzione” può diventare sorprendentemente sottile.
A questo punto una persona dotata di autocontrollo avrebbe terminato il pasto.
Fortunatamente siamo su Aviazione Civile, e serve una recensione completa.

E per dare all’intera operazione una patina salutistica:

La carta delle bollicine offre tra l’altro Louis Roederer Collection 246 e Joseph Perrier Cuvée Royale Rosé.
Ho sempre apprezzato questa parte del servizio Qatar. Su molte compagnie il vino è un complemento del catering. Su Qatar, a volte, si ha l’impressione opposta: abbiano costruito una compagnia aerea intorno a una carta vini.
Dopo poco più di sei ore compare finalmente il Golfo.


Doha
Ho qualche ora prima del volo successivo e mi dirigo alla Al Mourjan Business Lounge - The Garden.
Per chi non la conoscesse, The Garden si affaccia sull’Orchard del nuovo terminal, una specie di giardino botanico inserito dentro l’aeroporto.

L’effetto è notevole.
Sono generalmente allergico alla retorica sugli aeroporti come “destinazioni in sé”, ma Hamad qualche argomento a favore della teoria lo offre.
La lounge è enorme, moderna e in quel momento decisamente tranquilla.

Anche qui esiste naturalmente un ristorante à la carte.
Avendo però appena terminato un pranzo Qatar di dimensioni più o meno natalizie, faccio una cosa inconsueta e decido di non mangiare.
So che alcuni utenti potrebbero voler segnalare il post ai moderatori.
È però una scelta strategica, perché mi aspetta il pezzo forte della giornata.
DOH-ADL
Qatar Airways QR914
Doha - Adelaide
Business Class
Boeing 777-300ER
Ed eccoci finalmente in Qsuite.


Il mio posto è il 4B.

Sul monitor compare una previsione di 13h07.
L’aspetto interessante della Qsuite è che, pur essendo ormai un prodotto sul mercato da diversi anni, continua a reggere molto bene il confronto. Privacy eccellente, porta, grande superficie di appoggio, spazio abbondante e soprattutto un letto vero, non semplicemente un sedile che assume vagamente una posizione orizzontale.
Amenity kit Diptyque e champagne completano il trasloco.
Il menu:

Per antipasto scelgo il piatto di pesce marinato.
Prima però il solito amuse-bouche.

Poi arriva questo:

Ottimo.
Come main, Black Angus beef tenderloin.

La foto rende abbastanza bene l’idea. Cotta forse leggermente troppo ma carne tenera e porzione decisamente seria.
Naturalmente chiudo con i formaggi.

Anche qui la carta vini è più lunga di alcuni menu degustazione terrestri. Tra le varie etichette compaiono Henriot Blanc de Blancs, Taittinger Prestige Rosé, Isabel Estate Sauvignon Blanc, Markus Molitor Riesling, Château Cantemerle e Sutil Syrah.
A un certo punto occorre ricordarsi che siamo qui principalmente per andare in Australia.
Passaggio in bagno, pigiama Qatar e trasformazione ufficiale in residente temporaneo del 777.

Quando torno la suite viene preparata per la notte.

Ed è qui che, secondo me, la Qsuite continua ad avere un vantaggio importante.
Con la porta chiusa, materassino, cuscino e coperta, l’impressione di privacy è notevole. Non diventa una camera d’albergo, naturalmente, ma per qualche ora ci si dimentica abbastanza facilmente di essere all’interno di un tubo metallico che viaggia a quasi 900 km/h sopra l’Oceano Indiano.
Dormo bene, ma poco. Devo prepararmi all'arrivo a Auckland previsto per le 23.30 e preferisco non esagerare. Passiamo una turbolenza importante sopre le Maldive ma poi prendo davvero sonno per qualche ora.
Al risveglio siamo ormai molto più vicini all’Australia.
Colazione. Rifiuto le portate principali, sono ancora pieno dalla cena e mi limito ad uno yoghurt, ad un cappuccino e un paio di croissant

Il nostro 777 è A7-BEQ e stiamo scendendo verso Adelaide dopo aver attraversato una quantità di oceano sufficiente a ridimensionare parecchio la cartina mentale europea.
Poco dopo appare Adelaide.

E qui arriva la particolarità del QR914.
La mia riprotezione era formalmente Doha-Auckland, ma il volo passa da Adelaide. Quindi, dopo quasi tredici ore, non siamo ancora arrivati.
Siamo semplicemente in Australia.
Di per sè nulla di male, ma annoia un po' dover scendere (anche se sgranchire le gambe non fa mai male) e dover passare di nuovo la sicurezza (come se non avesssimo già fatto 3 controlli - Malpensa, Doha all'arrivo, Doha al gate) dove la solerte polizia Australiana decide di controllare, a tutti e pezzo per pezzo, i liquidi degli amenity kits. Dopo circa 2 ore è tempo di imbarcarsi nuovamente.
ADL-AKL
La cosa positiva è che il catering cambia.
Questo, a quanto pare, è tutto ciò che serve per convincermi ad affrontare altre ore di volo.
Il menu da Adelaide ha chiaramente un’impronta locale.
Moreton Bay prawn, tonno, Hunter Valley chicken, Black Angus australiano.
A questo punto mi ero ripromesso di mangiare qualcosa di leggero.
Il piano dura circa quattro minuti.
Antipasto con gamberi e tonno.

Poi Black Angus con Cabernet Australiano.
hosting immagini per annunci e forumC’è probabilmente una legge internazionale che impedisce di attraversare l’emisfero australe su Qatar senza mangiare almeno due filetti di manzo. In realtà ero partito con l'idea del pollo, ma la FA mi fa cambiare idea dicendo "This beef is sourced locally, unlike the other one".
Chiudo con frutta.

La cabina nel frattempo si svuota abbastanza da permettere qualche altra foto.

Le ultime ore passano rapidamente.
Dopo più di un giorno trascorso tra aeroporti e aerei, finalmente compare la Nuova Zelanda.
E quando, dopo MXP, Doha, tredici ore verso Adelaide e l’ultimo salto sul Tasman, trovi questo cartello:

devo ammettere che fa un certo effetto.
Passo immigration e controllo di bio-security, dove dichiaro i miei scarponi da trekking ("Thank you very much for being so transparent, I wish everybody was like you").
Poco dopo:

Sono le 23:30 circa.
A questo punto la mia capacità di comprendere quale giorno della settimana sia ha definitivamente cessato di essere operativa.
Uber fino al Four Points by Sheraton Auckland, dove resterò per un paio di notti.
Prima, però, una foto della nuova piccola collezione.

I tre cuscini Qatar incontrati durante il viaggio: New York, Bali e Sydney.
Sì, sono collector items.
No, non intendo discutere se questa cosa sia normale. Ero tentato da prendere anche Doha e Tashkent, ma ci penserò al ritorno
La camera al Four Points:

Posizione centrale e, la mattina seguente, questa vista.

Auckland sarà però soltanto una pausa.
Perché fino a questo momento, nonostante le quasi trenta ore di viaggio e lo scalo australiano, abbiamo fatto cose tutto sommato normali: A350, 777, Qsuite, aeroporti enormi, lounge e jet bridge.
Dalla prossima puntata iniziamo lentamente ad allontanarci da tutto questo.
La prossima destinazione ha poche delle caratteristiche che normalmente associo a un grande aeroporto internazionale.
Ed è esattamente per questo che ci sto andando.
TBC...
Ultima modifica:
