Aerei, la spagnola Volotea fa causa a Ita Airways: «Il nome “Volare” è nostro, gli italiani non devono usarlo»
di Leonard Berberi
La rivista digitale di Volotea e il (vecchio) programma fedeltà di Ita si chiamano allo stesso modo. La low cost spagnola chiede almeno 450 mila euro di risarcimento
Il termine «volare» fa litigare la compagnia spagnola Volotea e quella italiana Ita Airways, con la prima che accusa la seconda di violazione del marchio e chiede centinaia di migliaia di euro di risarcimento. Non è chiaro se la low cost possa rivendicare una qualche «proprietà» su una parola così nota nel nostro Paese, ma intanto c’è una doppia causa che pende sia al Tribunale di Alicante (contro Ita), sia alla Corte di giustizia dell’Unione europea (contro il vettore tricolore e anche l’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale). È quanto ricostruisce il
Corriere sulla base dei documenti depositati.
Due prodotti, stesso nome
I fatti. La
rivista (digitale) di Volotea si chiama «Volare» ed è stata creata poco dopo la nascita della low cost nel 2011. Il programma fedeltà di Ita Airways, lanciato nel 2021 e attivo fino a poche settimane fa, ha lo stesso nome. Nel 2025 i legali di Volotea hanno così citato in giudizio Italia Trasporto Aereo (la capogruppo di Ita Airways) e la sua controllata Volare Loyalty. Il vettore iberico — che di recente ha siglato un accordo con Ita sui voli — ritiene che quel nome sia attualmente oggetto di un uso non consentito.
La richiesta di risarcimento
Oltre alla richiesta di cessazione dell’uso del marchio «Volare» — che è già effettiva, perché ora il programma fedeltà di riferimento è diventato
Miles & More —, Volotea pretende circa 450 mila euro di risarcimento, da integrare successivamente con quanto sarà deciso durante la causa. Ita Airways respinge le accuse e contrattacca con una «domanda riconvenzionale», avanzando a sua volta una domanda autonoma contro Volotea. Contattate dal
Corriere negli ultimi giorni, le due società non hanno voluto rilasciare ulteriori commenti.
Il contenzioso in Europa
In parallelo, Volotea si sta rivolgendo al Tribunale della Corte di giustizia dell’Unione europea. Nella causa non se la prende soltanto con Ita Airways, ma anche con l’Euipo (Ufficio Ue per la proprietà intellettuale) che ha registrato il brand «Volare» quando — secondo la low cost spagnola — non avrebbe dovuto farlo, essendoci già un nome simile nel settore del trasporto aereo. Volotea chiede così di annullare il via libera al deposito del nome e di condannare l’Euipo alle spese del procedimento.
Quanto è forte l’accusa
Secondo due legali esperti in materia, il contenzioso avviato da Volotea in realtà pende a favore di Ita. In primo luogo perché «Volare» non è un marchio forte nel settore aeronautico ed è difficilmente monopolizzabile; inoltre, il fatto che Ita abbia già abbandonato l’uso del brand — essendo nel frattempo passata a un altro programma per ragioni commerciali — riduce la causa a una mera disputa economica sul passato, in cui la low cost spagnola avrà l’arduo compito di dimostrare di aver subìto un danno reale e tangibile.
La rivista digitale di Volotea e il (vecchio) programma fedeltà di Ita si chiamano allo stesso modo. La low cost spagnola chiede almeno 450 mila euro di risarcimento
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