Thread Aeroitalia


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Qualcuno ha idea del criterio scelto per mettere quelle bandiere sotto al logo? Una compagnia che fa per lo più voli nazionali (anzi "domestici", che fa più figo 😆) perché ha le bandiere di Giappone Cina e Brasile? E perché il logo vecchio?
 
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Qualcuno ha idea del criterio scelto per mettere quelle bandiere sotto al logo? Una compagnia che fa per lo più voli nazionali (anzi "domestici", che fa più figo ) perché ha le bandiere di Giappone Cina e Brasile? E perché il logo vecchio?
Le bandiere fanno parte del claim di mc donalds

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Qualcuno ha idea del criterio scelto per mettere quelle bandiere sotto al logo? Una compagnia che fa per lo più voli nazionali (anzi "domestici", che fa più figo 😆) perché ha le bandiere di Giappone Cina e Brasile? E perché il logo vecchio?
Perché dovrebbe essere correlata alla campagna
World Menu Heist che sta portando in Italia prodotti disponibili nei Mc di altri paesi; il primo è il giappone con un panino al pollo e salsa teriaki
Risultato comunque veramente osceno
 
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L’interessato ha già risposto per le righe
L'EDITORIALEPRIMO PIANO

Il cielo di tutti, i doveri di uno: perché la continuità territoriale non è un favore, e un giornalista non si fa silenziare​

REDAZIONE TELESARDEGNA
4 ORE FA - LUD: 4 ORE FA
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Ieri l’aeroporto di Milano Linate raccontava una storia identica per tutti i vettori nelle premesse, ma radicalmente diversa nei fatti. Il maltempo non fa sconti e i ritardi, si sa, erano generalizzati. Eppure, mentre i passeggeri delle altre compagnie ricevevano assistenza, aggiornamenti continui e coordinate precise per orientarsi nel caos, i passeggeri della continuità territoriale sarda si sono ritrovati orfani di informazioni. Abbandonati a un esodo forzato da un gate all’altro, con un balletto di orari a cui nessuno era in grado di dare una risposta, i viaggiatori si sono spontaneamente riuniti in una sorta di gruppo d’ascolto. Lì, tra un’ora di attesa e l’altra, il cronista è diventato il catalizzatore di decine di aneddoti, storie di disservizi quotidiani patiti da chi non sceglie con chi volare, ma è costretto a farlo.

La reazione del passeggero-cronista, espressa in un post che evidenziava non il maltempo, bensì la disorganizzazione cronica e le “furbizie” gestionali di Aeroitalia, ha scatenato la piccata reazione dell’amministratore delegato della compagnia, Gaetano Intrieri. Ebbene, sia chiaro da subito: il signor Gaetano da Messina ha tutto il diritto di presentare tutte le querele che vuole, anche una al giorno, così come il passeggero-cronista ha tutto il diritto di esercitare il suo diritto alla libera espressione.

Nel mezzo c’è pure un tentativo di intimidazione palesemente dichiarato, che forse potrà far presa con altri. Vigilare sul funzionamento della continuità territoriale non è un esercizio di stile, ma un dovere civile verso chi paga, con le proprie tasse e sulla propria pelle, l’onere di un servizio pubblico che deve realmente dimostrarsi tale. Del resto, io e gli altri forzati dei cieli, non siamo i soli a sollevare questi dubbi.

Poche ore prima del caos di Linate, l’Assessorato ai Trasporti della Regione Sardegna ha formalmente richiamato Aeroitalia, esigendo il rispetto millimetrico di quanto previsto dal bando. Le contestazioni pubbliche toccano i nervi scoperti di una gestione che pare fare acqua da molte parti: la carenza cronica nell’assistenza e nell’informazione ai passeggeri, il mancato rispetto degli standard di puntualità e la necessità di garantire aeromobili e personale pronti a gestire i flussi senza scaricare le inefficienze sull’utenza.

Gli oneri di servizio pubblico non sono opzioni facoltative da applicare a giorni alterni ma obblighi stringenti firmati davanti a una comunità intera. I vettori passano, i bandi si rinnovano, ma il diritto alla mobilità dei sardi resta sacrosanto e non negoziabile. Finché vi sarà un passeggero lasciato senza risposte davanti a un tabellone oscurato, la libera stampa continuerà a fare il suo mestiere: fare domande, documentare i fatti e pretendere il rispetto delle regole.

Senza fare sconti a nessuno e senza farsi spaventare da tentativi di intimidazione.

Anthony Muroni