Code e disagi per i nuovi controlli ai passeggeri extra-Ue, l’allarme di Aeroporti di Roma: «Sospendere la procedura o rischio disastro»
di Leonard Berberi
Il sistema «Entry-Exit System» (per prendere le impronte e scansionare i volti) non funziona secondo gli scali. Troncone (AdR): «Siamo molto preoccupati»
I nuovi controlli alle frontiere negli aeroporti dell’Unione europea per i passeggeri extracomunitari stanno causando
code anche di sei ore, in netto peggioramento rispetto alla primavera e alla vigilia di un’estate che si annuncia da record per il traffico aereo. E così decine di società di gestione degli scali lanciano l’allarme, chiedendo
in alcuni casi la sospensione temporanea delle procedure di verifica all’ingresso e all’uscita.
«Molto preoccupati»
«Siamo molto preoccupati per l’estate, su una scala da uno a dieci direi otto o nove», ha detto al F
inancial Times Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, la società che gestisce Fiumicino e Ciampino. Il manager ha riferito che «il processo si sta rivelando incompatibile con i picchi di afflusso che ci troveremo ad affrontare», e ha avvisato che probabilmente dovrà essere sospeso per evitare «disastri».
Cos’è l’«Entry-Exit System»
Il nodo è l’
«Entry-Exit System» (Ees). Introdotto negli aeroporti Ue da ottobre 2025, prevede la registrazione dei dati biometrici per i viaggiatori extra-Schengen, inclusi i cittadini britannici (non vale quindi per i cittadini comunitari come quelli con passaporto italiano). Pensato per rendere i controlli più moderni ed efficienti, il sistema si è rivelato spesso lento o malfunzionante, costringendo anche chi è già registrato a ripetere l’iter.
I disagi e i voli persi
Il risultato? Code di ore in molti scali che sono destinate a peggiorare con l’aumento dei viaggiatori estivi. Ad aprile decine di passeggeri in partenza da Bergamo e Linate verso Manchester hanno perso il loro volo per i problemi al controllo passaporti. La Iata, l’associazione internazionale dei vettori, ha avvisato che i tempi di attesa potrebbero arrivare a sei ore negli aeroporti più trafficati, mentre l’associazione degli scali Aci Europe chiede la possibilità di sospendere completamente le registrazioni Ees durante i picchi.
«Tempi di attesa raddoppiati»
Le parole di Troncone si aggiungono all’allarme lanciato a maggio anche dal ceo di Sea (società che gestisce Milano Malpensa e Linate), Armando Brunini. «Lavoravamo già da anni per rinviarne l’entrata in vigore nella speranza di avere più tempo per prepararsi. I dati sono chiari e non sono casi isolati: prima e dopo l’Entry-Exit, i tempi di attesa sono raddoppiati in media per ogni passeggero»,
ha detto al Corriere.
Le 27 banche dati di frontiera
«Le cause sono molteplici:
ventisette Stati membri con ventisette polizie diverse, banche dati nazionali che devono dialogare con quelle europee, personale di frontiera insufficiente quasi ovunque. E l’app per la pre-registrazione a casa, prima di partire, è stata attivata solo in due Paesi, nemmeno completamente». «I politici dovrebbero smettere di fare finta che l’Ees funzioni perché non funziona», ha aggiunto Stefan Schulte, presidente di Aci Europe alla
Bbc.
Il caos annunciato da tempo
«I processi devono funzionare meglio», ha dichiarato Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe
che da tempo avverte del caos. «Abbiamo bisogno che i varchi self-service funzionino e al momento non è così». «Per i grandi mesi estivi abbiamo bisogno della possibilità di sospendere completamente la registrazione Ees», ha aggiunto Jankovec. «Quello che chiediamo è flessibilità — ha commentato Brunini, di Sea —: superata una certa soglia di coda, si riduce il regime».
La misura negli aeroporti greci
Qualche passo indietro c’è già stato. Alcuni aeroporti greci — destinazione di centinaia di migliaia di turisti britannici — hanno consentito ai cittadini di Sua Maestà di saltare i controlli Ees. Lo stesso potrebbero fare anche altre località. Anche se dalla Commissione europea hanno fatto sapere che il sistema è «pienamente operativo in tutti i paesi Schengen e funziona bene».
La replica da Bruxelles
Da Bruxelles non hanno mancato di lanciare qualche accusa. «Nella maggior parte dei casi i lunghi tempi di attesa non sono legati al funzionamento dell’Ees, ma a fattori preesistenti, come carenza di personale, limitazioni infrastrutturali e concentrazione di voli in determinate fasce orarie», hanno spiegato. Precisando che «le norme prevedono una flessibilità per garantire la fluidità alle frontiere, in particolare in vista della prossima estate», ad esempio consentendo la sospensione dei controlli biometrici. «Spetta agli Stati membri garantire la corretta attuazione dell’Ees sul territorio».
Il sistema «Entry-Exit System» (per prendere le impronte e scansionare i volti) non funziona secondo gli scali. Troncone (AdR): «Siamo molto preoccupati»
www.corriere.it