Nuovo sistema europeo Entry-exit System dal 12 ottobre 2025

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Le frontiere terrestri sono le peggiori
lì l’app Travel to Europe servirebbe come il pane, e non solo per i cittadini extra-UE ma per tutti, peccato che solo due paesi in tutta l’area Schengen abbiano deciso di integrarla nei loro sistemi…

Una soluzione semplice, già pronta all’uso ma custodita in un cassetto, usata dalle migliori immigration mondiali (frontiere terrestri di Singapore e HK), che ridurrebbe i tempi di attesa del 50% e oltre, aumentando l’accuratezza dei controlli (sai già chi è in arrivo)
 
By Saskia O'Donoghue
Two months after Europe’s new biometric border checks launched, long queues and inconsistent procedures continue to frustrate travellers. Now, a Frontex official has warned that the troubled Entry/Exit System could take up to two years to fully stabilise.


Frontex, a company which helps manage the EU’s external borders, has admitted that the collection of biometric data is one of the main issues causing teething problems with the scheme.
Uku Särekanno, a deputy executive director at Frontex, said that getting fingerprints from non-EU travellers on their first entry to the Schengen Area was “probably the most challenging part” of the rollout.
We expect the situation will stabilise in one or two years because the most challenging part is the first enrolment,” Särekanno said, speaking at an event held by ABTA, a UK-based association of travel agents and tour operators, in London.

He spoke out against the fact that some travellers have been asked to provide fingerprints after their first visits – something not required by EES policies.
“We’re trying to ensure there’s a coherent approach to the border procedures,” Särekanno added. “We’re putting in a lot of effort to ensure practices are harmonised.”

In response to the two-year comment, ABTA chief executive Mark Tanzer called the warning “very painful”.

A significant issue with the rollout has been that individual countries have taken different approaches to its implementation.

Since mid-April this year, EES is supposed to have been in full effect at all borders of the Schengen free movement zone, but there have been lengthy queues at popular tourist destinations, including in Spain, Portugal and France.
Greece had all but suspended the checks for British citizens, but recently scrapped that plan. In late May, the foreign ministry said it had no information that “specific nationalities are temporarily exempt from the relevant procedure.”

Särekanno acknowledged the difference in rollout across the EU, saying it was having a knock-on effect on smoothing out the system.
There are some who are managing it rather well and have dedicated resources for them to follow the processes,” he said. “There are others who are still struggling.”
In what will be bad news for travellers heading into the busy summer season, he added that there are no plans to extend individual countries’ abilities to suspend EES processes in order to ease queues during particularly busy periods.

Nevertheless, the Frontex representative said he hopes that, by September, the kinks will have been ironed out.
2 ANNI?! È FOLLIA! Neanche fossimo nel medioevo, senza la possibilità di sapere (in tempo reale) cosa accade a Madrid, ad Atene o a Parigi.
Frontex dovrebbe segnalare alla Commissione le inadempienze, così che possano sanzionare gli Stati che sono in ritardo, e darsi una mossa.

Perché non aprono un form per i passeggeri e le compagnie aeree, così che possano segnalare tutti i casi di disagio?
 
l’esenzione dal passaporto è una politica unilaterale turca, che per favorire il turismo accetta la CI di alcuni paesi europei (addirittura scadute nel caso della Germania).

Per i turchi che vogliono venire in Italia (e nello spazio Schengen) vige l’obbligo di passaporto corredato di visto (tra l’altro abbastanza difficile da ottenere se non si hanno forti legami con il paese).

Idem per l’Egitto.

Questa la trovo una delle più grandi ingiustizie, ho un'amica turca che vive a Dubai, architetto, guadagna almeno 4 volte qualsiasi collega di pari età su suolo italico e per venire qui ogni volta viene trattata come il peggiore degli accattoni. L'ultima volta, qualche settimana fa, per un viaggio in Europa a trovare amici in vari stati le han fatto il visto di due settimane appena... Ed io vado ad Istanbul con la ID card...
 
Questa la trovo una delle più grandi ingiustizie, ho un'amica turca che vive a Dubai, architetto, guadagna almeno 4 volte qualsiasi collega di pari età su suolo italico e per venire qui ogni volta viene trattata come il peggiore degli accattoni. L'ultima volta, qualche settimana fa, per un viaggio in Europa a trovare amici in vari stati le han fatto il visto di due settimane appena... Ed io vado ad Istanbul con la ID card...

Vedi il PIL pro-capite tra Italia (o qualsiasi altro paese europeo) e la Turchia. E' un'ingiustizia per la tua amica, vero, ma lei non e' proprio "the average Turk", o almeno non ancora.
 

2 ANNI?! È FOLLIA! Neanche fossimo nel medioevo, senza la possibilità di sapere (in tempo reale) cosa accade a Madrid, ad Atene o a Parigi.
Frontex dovrebbe segnalare alla Commissione le inadempienze, così che possano sanzionare gli Stati che sono in ritardo, e darsi una mossa.

Perché non aprono un form per i passeggeri e le compagnie aeree, così che possano segnalare tutti i casi di disagio?
Ci sono paesi e paesi.

Belgio, Francia, Portogallo e Grecia sono quelli messi peggio.

Poi ci sono quelli “nel mezzo”, tipo l’Italia, dove le code dipendono da un organico PolFrontiera fermo ai primi anni 2000 e l’EES ha solo aggravato la situazione.

Infine ci sono paesi come Spagna, Paesi Bassi, Austria e Germania dove dopo un inizio a volte caotico sono riusciti a organizzarsi bene.
In particolare la Spagna che nonostante la mole di traffico enorme alle sue frontiere, ha investito tantissimo in eGates (con accesso universale) e personale ausiliario persino in porti e aeroporti minori.
 
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Però è paradossale che gli Stati membri debbano aprire il portafogli per rimediare a un sistema fatto coi piedi a Bruxelles, e lo dico da federalista convinto.

Leggevo su Reddit di code da due ore a FCO e americani inviperiti. Al di là del fatto che in America ti capita di fare persino peggio, e che ho pochissima simpatia per loro, il problema rimane.
 
Però è paradossale che gli Stati membri debbano aprire il portafogli per rimediare a un sistema fatto coi piedi a Bruxelles, e lo dico da federalista convinto.

Leggevo su Reddit di code da due ore a FCO e americani inviperiti. Al di là del fatto che in America ti capita di fare persino peggio, e che ho pochissima simpatia per loro, il problema rimane.
Il controllo di frontiera è di competenza delle polizie dei singoli stati membri, che ottemperano a direttive UE. Finché non ci sarà un corpo di polizia di frontiera pan-europeo (Frontex ce l’ha, ma è solo di supporto) saranno i singoli stati membri a pagare.

C’è da dire che per esperienza personale sono entrato/uscito dall’area Schengen una decina di volte da quando il nuovo sistema è entrato in vigore, in diversi aeroporti tra cui il famigerato LIS.
Forse avrò avuto fortuna, ma non ho mai osservato lunghe code agli arrivi e alle partenze, sia per UE che per i non-europei.
 
Il controllo di frontiera è di competenza delle polizie dei singoli stati membri, che ottemperano a direttive UE. Finché non ci sarà un corpo di polizia di frontiera pan-europeo (Frontex ce l’ha, ma è solo di supporto) saranno i singoli stati membri a pagare.

C’è da dire che per esperienza personale sono entrato/uscito dall’area Schengen una decina di volte da quando il nuovo sistema è entrato in vigore, in diversi aeroporti tra cui il famigerato LIS.
Forse avrò avuto fortuna, ma non ho mai osservato lunghe code agli arrivi e alle partenze, sia per UE che per i non-europei.
Però alcuni anni fa (tre credo) trovai a CDG un’ufficiale di polizia svedese al controllo passaporti (la sua era, manco a dirlo, la coda più veloce). Pensavo fosse parte di un meccanismo di integrazione della gestione delle frontiere
 
BRU ha sempre fatto tra pena e schifo, arrivando extra-Schengen - degno cartellino da visita dell'intero paese IMHO. Chiaro, con EES ora e' pure peggio.

Ti sono andati di traverso i Waffle ? Oppure non hai gradito l’incommensurabile capolavoro del Maestro Jerome Duquesnoy: il ragazzo che piscia?
 

Code e disagi per i nuovi controlli ai passeggeri extra-Ue, l’allarme di Aeroporti di Roma: «Sospendere la procedura o rischio disastro»​

di Leonard Berberi

Il sistema «Entry-Exit System» (per prendere le impronte e scansionare i volti) non funziona secondo gli scali. Troncone (AdR): «Siamo molto preoccupati»

I nuovi controlli alle frontiere negli aeroporti dell’Unione europea per i passeggeri extracomunitari stanno causando code anche di sei ore, in netto peggioramento rispetto alla primavera e alla vigilia di un’estate che si annuncia da record per il traffico aereo. E così decine di società di gestione degli scali lanciano l’allarme, chiedendo in alcuni casi la sospensione temporanea delle procedure di verifica all’ingresso e all’uscita.

«Molto preoccupati»​

«Siamo molto preoccupati per l’estate, su una scala da uno a dieci direi otto o nove», ha detto al Financial Times Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, la società che gestisce Fiumicino e Ciampino. Il manager ha riferito che «il processo si sta rivelando incompatibile con i picchi di afflusso che ci troveremo ad affrontare», e ha avvisato che probabilmente dovrà essere sospeso per evitare «disastri».

Cos’è l’«Entry-Exit System»​

Il nodo è l’«Entry-Exit System» (Ees). Introdotto negli aeroporti Ue da ottobre 2025, prevede la registrazione dei dati biometrici per i viaggiatori extra-Schengen, inclusi i cittadini britannici (non vale quindi per i cittadini comunitari come quelli con passaporto italiano). Pensato per rendere i controlli più moderni ed efficienti, il sistema si è rivelato spesso lento o malfunzionante, costringendo anche chi è già registrato a ripetere l’iter.

I disagi e i voli persi​

Il risultato? Code di ore in molti scali che sono destinate a peggiorare con l’aumento dei viaggiatori estivi. Ad aprile decine di passeggeri in partenza da Bergamo e Linate verso Manchester hanno perso il loro volo per i problemi al controllo passaporti. La Iata, l’associazione internazionale dei vettori, ha avvisato che i tempi di attesa potrebbero arrivare a sei ore negli aeroporti più trafficati, mentre l’associazione degli scali Aci Europe chiede la possibilità di sospendere completamente le registrazioni Ees durante i picchi.

«Tempi di attesa raddoppiati»​

Le parole di Troncone si aggiungono all’allarme lanciato a maggio anche dal ceo di Sea (società che gestisce Milano Malpensa e Linate), Armando Brunini. «Lavoravamo già da anni per rinviarne l’entrata in vigore nella speranza di avere più tempo per prepararsi. I dati sono chiari e non sono casi isolati: prima e dopo l’Entry-Exit, i tempi di attesa sono raddoppiati in media per ogni passeggero», ha detto al Corriere.

Le 27 banche dati di frontiera​

«Le cause sono molteplici: ventisette Stati membri con ventisette polizie diverse, banche dati nazionali che devono dialogare con quelle europee, personale di frontiera insufficiente quasi ovunque. E l’app per la pre-registrazione a casa, prima di partire, è stata attivata solo in due Paesi, nemmeno completamente». «I politici dovrebbero smettere di fare finta che l’Ees funzioni perché non funziona», ha aggiunto Stefan Schulte, presidente di Aci Europe alla Bbc.

Il caos annunciato da tempo​

«I processi devono funzionare meglio», ha dichiarato Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe che da tempo avverte del caos. «Abbiamo bisogno che i varchi self-service funzionino e al momento non è così». «Per i grandi mesi estivi abbiamo bisogno della possibilità di sospendere completamente la registrazione Ees», ha aggiunto Jankovec. «Quello che chiediamo è flessibilità — ha commentato Brunini, di Sea —: superata una certa soglia di coda, si riduce il regime».

La misura negli aeroporti greci​

Qualche passo indietro c’è già stato. Alcuni aeroporti greci — destinazione di centinaia di migliaia di turisti britannici — hanno consentito ai cittadini di Sua Maestà di saltare i controlli Ees. Lo stesso potrebbero fare anche altre località. Anche se dalla Commissione europea hanno fatto sapere che il sistema è «pienamente operativo in tutti i paesi Schengen e funziona bene».

La replica da Bruxelles​

Da Bruxelles non hanno mancato di lanciare qualche accusa. «Nella maggior parte dei casi i lunghi tempi di attesa non sono legati al funzionamento dell’Ees, ma a fattori preesistenti, come carenza di personale, limitazioni infrastrutturali e concentrazione di voli in determinate fasce orarie», hanno spiegato. Precisando che «le norme prevedono una flessibilità per garantire la fluidità alle frontiere, in particolare in vista della prossima estate», ad esempio consentendo la sospensione dei controlli biometrici. «Spetta agli Stati membri garantire la corretta attuazione dell’Ees sul territorio».