Il thread leggero


Si però siamo alle solite: se adesso è da A a B come il torpedone di una volta, solo più rapido... perché la gente s'incacchia per mezz'ora di ritardo, mentre accetta supina di trascorrere il uichend in coda sulla A10?
 
  • Like
Reactions: A345
Si però siamo alle solite: se adesso è da A a B come il torpedone di una volta, solo più rapido... perché la gente s'incacchia per mezz'ora di ritardo, mentre accetta supina di trascorrere il uichend in coda sulla A10?
Perche' lagggente prende l'aereo credendo di evitare la coda sulla A10, non rendendosi conto che, metaforicamente parlando, la trova in aria o negli aeroporti.
 
Si però siamo alle solite: se adesso è da A a B come il torpedone di una volta, solo più rapido... perché la gente s'incacchia per mezz'ora di ritardo, mentre accetta supina di trascorrere il uichend in coda sulla A10?

Michele Serra è ormai un settantenne, credo che il paragone vada fatto con l'epoca delle prime autostrade (forse addirittura con le statali), quando il traffico era inferiore, più lento, giocavi a indovinare le province dalle targhe ed il panorama era più variegato.
 
  • Like
Reactions: Scarab
Personalmente io non ho perso il fascino di guardare il mondo dall'alto. Quando ero bambino, volare era un'occasione. Ci si vestiva bene e ci si doveva comportare come in un ristorante d'alto livello (almeno, queste erano le idee di mia madre). Era un trasporto di élite, e non necessariamente economica. In Europa, i modi 'di default' di viaggiare erano il treno e la nave. Adesso, è diventato il modo di default per spostarsi da A a B. Se qualcuno ha il mio stesso chilometraggio, si ricorderà sicuramente gli articoli sui 'treni del sole' sovraffollati per le feste. Fondamentalmente, gli stessi articoli che trovi adesso sui carovoli. Allora la maggioranza delle persone viaggiava in treno. Oggi viaggiano in aereo.
A proposito di viaggi in treno, nello scorso millennio si attraversava l’Europa con l’Interail (per i non boomer: abbonamento mensile che permetteva di viaggiare su tutta la rete europea), prendere l’aereo era un evento.
 
Presso il London City Airport, incastonato tra i grattacieli della capitale, il tempo è denaro in senso letterale.

Scritto da chi non ha mai messo piede a LCY
Solito articolone che non tiene conto della realta'. Lo spazio a London City e' poco, i collegamenti con trasporti pubblici (DLR e autobus) sono molti e il taxi da Canary Wharf ecc. costa pochissimo. LCY non e' un' aeroporto fatto per passarci molto tempo. La strategia migliore, se proprio non vuoi/o non puoi usare i mezzi sarebbe quella di lasciare l'auto vicino alla stazione di Cannon Street e salire sulla DLR. Il tutto e' accessibile con ascensori e scale mobili e non si fa uno scalino, poi quando arriva il momento di salire in aereo il discorso cambia.
 
L'editoriale di Michele Serra solleva un problema che sta peggiorando ma di cui si discute poco anche qui: c'è un peggioramento costante e deliberato delle strutture aeroportuali. Va bene incrementare le superfici commerciali (che vendono roba inutile e cara, ma tant'è), va meno bene togliere sedie e spazi di attesa per obbligare a sedersi dove c'è obbligo di consumazione; non va per niente bene togliere i tapis roulants e rimpiazzarli con stand di cibo spazzatura e roba varia, che la gente, obbligata ad andare a piedi, è invogliata a comprare. Il prossimo passo sarà il temibile marketing olfattivo? Magari c'è già.

Teniamo presente che si consiglia di andare in aeroporto due ore prima, cosa non inutile vista l'imprevedibilità di controlli sicurezza, ecc., e tanta gente (me compreso) lo fa.

Il tempo passato in aeroporto non è un'esperienza piacevole. Magari un po' migliore per chi va in lounge, ma sicuramente si potrebbe migliorare molto. Purtroppo le logiche commerciali spingono altrove e sarà sempre peggio, come per il volo.
 
Vedi anche quello che sono diventate le stazioni ferroviarie. Una volta c'erano le sale d'attesa, ora semplicemente sparite.
C'è di peggio, però: le autostazioni. Ringraziare se c'è una pensilina.
 
  • Like
Reactions: BrunoFLR
L'editoriale di Michele Serra solleva un problema che sta peggiorando ma di cui si discute poco anche qui: c'è un peggioramento costante e deliberato delle strutture aeroportuali. Va bene incrementare le superfici commerciali (che vendono roba inutile e cara, ma tant'è), va meno bene togliere sedie e spazi di attesa per obbligare a sedersi dove c'è obbligo di consumazione; non va per niente bene togliere i tapis roulants e rimpiazzarli con stand di cibo spazzatura e roba varia, che la gente, obbligata ad andare a piedi, è invogliata a comprare. Il prossimo passo sarà il temibile marketing olfattivo? Magari c'è già.

Teniamo presente che si consiglia di andare in aeroporto due ore prima, cosa non inutile vista l'imprevedibilità di controlli sicurezza, ecc., e tanta gente (me compreso) lo fa.

Il tempo passato in aeroporto non è un'esperienza piacevole. Magari un po' migliore per chi va in lounge, ma sicuramente si potrebbe migliorare molto. Purtroppo le logiche commerciali spingono altrove e sarà sempre peggio, come per il volo.
Se vuoi volare a 19,99 non può che essere così. I pasti gratis non esistono.
 
Se vuoi volare a 19,99 non può che essere così. I pasti gratis non esistono.
Putroppo non è una risposta utile: io spendo perlomeno 200 euro e vorrei evitare un'esperienza penosa invece di essere condannato con chi spende 20 euro e "deve" averla (ma ci sono ancora questi biglietti?).

Va bene che esistono lounge ed accesso prioritario, ma restano aspetti poco piacevoli che -- ripeto -- un tempo non esistevano, a parità di costo. Volendo si possono aggiungere gli effetti dei risparmi su handling ecc. (in Europa è raro che sia rispettata la priorità per la consegna bagagli).