OT, ma non troppo, poi cancellate, ma oggi mi gira così, ma dal primo annucio di accordo sono arrivato all'atto II, adesso aspetto con ansia gli ultimi due:
IL GASOLIO RUSSO

ATTO I: La Telefonata Impossibile
(Ufficio Ovale. Trump è al telefono, gesticolando energicamente. All'altro capo del filo, al Cremlino, Putin lo ascolta con una mano sulla fronte).
TRUMP: "Vlad, amico mio! Ho una situazione qui. Ci serve il gasolio, subito. Ne serve tantissimo, il più grande stock di gasolio che si sia mai visto. Me lo mandi?"
PUTIN: (Sospira) "Donald, apprezzo l'entusiasmo. Ma non ce l'ho nemmeno io. Le nostre raffinerie al momento hanno... diciamo... qualche problema tecnico di combustione spontanea."
TRUMP: "Non importa, Vlad, nessun problema! Facciamo così: tu dimmi solo che me lo vendi. Facciamo il comunicato.
'Grande accordo sul gasolio'. Poi ai dettagli ci pensiamo. Tu firmi, ok?"

ATTO II: Il Giorno Dopo – La Conferenza Stampa
(Trump è davanti ai giornalisti a Mar-a-Lago, visibilmente irritato. Punta il dito contro le telecamere).
TRUMP: "Questo Zelensky la deve smettere! Deve smetterla immediatamente di colpire le raffinerie russe. Sta rovinando il mercato, sta rovinando i miei... ehm, i
nostri piani! Niente più attacchi alle raffinerie, chiaro?"
(Taglio su Kiev. Zelensky è nel suo ufficio, guarda la TV e risponde via social).
ZELENSKY: "Va bene, Donald. Noi siamo persone ragionevoli. Facciamo un patto semplice: se loro smettono di colpire le nostre centrali elettriche e le nostre infrastrutture, noi smettiamo di far saltare in aria i loro depositi di carburante. Ci stai?"

ATTO III: Il Giorno Successivo – Il Botto
(Il telegiornale mostra le immagini di un'altra raffineria russa in fiamme. Trump chiama furioso Zelensky).
TRUMP: "Volodymyr! Ma che diavolo fai?! Abbiamo appena parlato! Mi avevi detto che era tutto a posto e oggi avete colpito un'altra raffineria! Sono molto, molto arrabbiato!"
ZELENSKY: "Donald, calmati. Guarda i telegiornali di stamattina. La Russia ha bombardato di nuovo tre delle nostre centrali energetiche lasciando un'intera regione al buio. Abbiamo solo reagito. Occhio per occhio, turbina per raffineria."

ATTO IV: La Gaffe del Cremlino
(Conferenza stampa ufficiale a Mosca. Putin è al podio, davanti ai media internazionali, cercando di mantenere una postura solenne).
PUTIN: "Le accuse del regime di Kiev sono totalmente false e infondate. Voglio smentire categoricamente: la Russia non ha mai avuto intenzione di colpire i siti energetici ucraini questa notte. È una menzogna."
(Putin fa una pausa, stringe gli occhi e legge meglio il foglio dei dettagli operativi che ha davanti).
PUTIN: "Noi... in realtà volevamo colpire esclusivamente obiettivi civili, zone residenziali e infrastrutture non strategiche...
Ops."
(Silenzio gelato in sala stampa. Putin si schiarisce la voce, ripiega il foglio e si allontana rapidamente dal podio).
(ai formatted)