Non mi sono mai comprato una digitale, le compattine che ho per le mani danno risultati penosi, prima o poi comprerò una reflex. In ogni caso la Bielorussia non è molto spotter friendly. Davanti al Palazzo presidenziale c' è ancora la statua di Lenin, credo sia l' ultima al mondo, ma mentre cercavo di farmi fotografare con una compattina a pellicola è arrivato un soldato che ci ha cacciati in malo modo. Peraltro sulla Lonely Planet c' era scritto... Fare foto all' aeroporto è semplicemente impensabile, si rischia certo la galera.
Sono stato a Minsk e in campagna, in un paesino a 8 km da Minsk 2 abitato quasi solo da dipendenti di Belavia e dell' aeroporto. Sono anche andato un po' a zonzo con l' autobus Belavia vecchio di quarant' anni che usano per portarli dal paesino all' apt. Ho visto un po' di foreste e sono andato a Khatyn, uno dei 167 paesi che sono stati bruciati dai Tedeschi con tutti gli abitanti nelle case. I racconti dei vecchi sui metri di cadaveri di soldati nelle foreste sono allucinanti. La città di Minsk è stata ricostruita completamente in stile classico staliniano, sembra che non fosse restata in piedi neanche una casa, però è infinitamente più bella della triste Berlino Est.
Per la festa della Liberazione sfilano nell' immensa arteria che attraversa Minsk non tank, ma coppie di sposi. Fate l' amore e non la guerra, anche perché il Paese è spopolato e i carri armati sono stravecchi. Mi è passata sopra la testa la loro pattuglia acrobatica, ma non ho idea di che aerei usino. Il tutto sa del peggiore paternalismo autoritario. La Bielorussia è l' ultima dittatura europea anche se nelle ultime elezioni il Presidente ha gonfiato i risultati di una maggioranza che sicuramente aveva vinto. Il Paese è chiusissimo, Vilnius è vicina, ma è come fosse in un altro mondo. Alla TV ci sono soprattutto canali russi, niente di occidentale, ma nemmeno di polacco, ucraino o lituano. Niente musica che non sia loro alla radio. Non si trovano giornali stranieri, ma non sono vietati come a Cuba, se cerchi un internet point c' è ma è raro. Tutti hanno il telefonino, nuovo, purtroppo per loro il cibo non manca e le donne di campagna dopo i 25 anni si sentono vecchie e si lasciano andare ingrassando in modo abnorme. Non manca nulla, tranne i soldi, che hanno in pochi e non c' è neanche un negozio di sia pur minimo lusso. La metropolitana invece è lussuosissima come a Mosca e San Pietroburgo, i tram hanno sessant' anni, ma a Milano ne abbiamo degli anni '20 e vanno meglio di quelli comprati dopo il 2000. Non hanno problemi come ai vecchi tempi per avere il passaporto, ma non riescono ad avere il visto per venire da noi.
Insomma, c' è un misto di museo del mondo sovietico e di modernità. Complice la settimana di sole si stava benissimo, ci sono foreste e prati e fiumi a volontà, ma è l' unico Paese d' Europa senza alcuna infrastruttura turistica. Peraltro la criminalità sembra inesistente, la percentuale di carcerati è la più alta d' Europa e si gira sicuri.
Il traffico aereo AZ, come dicevo, è fatto soprattutto di relazioni amorose, non ci sono le badanti ucraine che a Milano si possono incontrare a centinaia la domenica pomeriggio di fronte agli autobus per gli aeroporti o i muratori rumeni. Davvero buffo. E comunque ce ne sono parecchie carine, ma in percentuale minima rispetto a San Pietroburgo o Bergen. La sensazione un po' deprimente è quella dell' ultima spiaggia dove vanno quelli che in Italia proprio non battono chiodo.