Aeroporto made in China a Enna


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francesco1974

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4 Dicembre 2005
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TORINO.
GRANDE COME QUELLO DI MALPENSA
Aeroporto made in China nel cuore della Sicilia: già pronti 300 milioni
Gli investitori del Sol Levante ci credono, puntano a una struttura per l'atterraggio dei voli intercontinentali


PALERMO - Un aeroporto «made in China» nel cuore della Sicilia. Il progetto c’è già e potrebbe prendere corpo a Centuripe, in provincia di Enna: una struttura grande quanto Malpensa, con piste lunghe 5 chilometri e un design che trae spunto dai petali della zagara in versione hi-tech. Gli investitori del Sol Levante vogliono fare sul serio: pronti 300 milioni di euro per un aeroporto che permetterebbe l’atterraggio di voli intercontinentali commerciali dalla Cina nel cuore del Mediterraneo. «La proposta è stata raccolta – dice in un’intervista a Rainews, Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia - Vedremo nelle prossime settimane di seguire l’iter di maturazione del progetto che si connette ad altre iniziative di investimento».

Da valutare i tempi di realizzazione: il timore, sottolinea il rettore dell’Università di Enna, Cataldo Salerno, è che le lungaggini burocratiche possano far scappare gli investitori. «I cinesi hanno già un ‘piano B’, che è Atene, ma tengono in considerazione anche la Tunisia, l’Egitto e la Spagna. La realizzazione è prevista in tre anni, ma fosse per i cinesi i tempi si potrebbero dimezzare». Resta da sciogliere inoltre il problema del sito: Centuripe è infatti a pochi chilometri sia da Catania, dove è già in funzione un aeroporto civile, che dalla base aerea di Sigonella, gestita dalla marina statunitense e dall’aeronautica militare italiana. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha già chiesto spiegazioni al governo cinese nel suo ultimo viaggio a Pechino. Ma i timori non riguardano solo la vicinanza in Sicilia delle due superpotenze, ma anche il ruolo che il crimine organizzato siciliano potrebbe svolgere in questo progetto: «Un affare di queste dimensioni crea gli appetiti delle organizzazioni mafiose, sia catanesi che palermitane - spiega il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia - E in più, anche se non abbiamo oggi nessuna prova di commistioni tra mafia siciliana e cinese, non è escluso che possano verificarsi in futuro».

fonte : http://corrieredelmezzogiorno.corri...ia-gia-pronti-300-milioni-1902033523322.shtml
 
Proporrei di evitare di postare articoli palesemetne farneticanti o fantascientifici.;)
 
si parla di mafia o di aeroporti vari? ma poi che bisogno cè di costruirne un altro made in china quando già ci sarebbe comiso? o catania ?
 
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