Ridolfi, nuova stagione: "Go to Fly non esiste più. Rincari del carburante? Per ora nessun problema"
L’accountable manager Pregnolato alla vigilia della ’summer season’: "Adesso puntiamo sui servizi di imbarco e sbarco. Con Ryanair ci sono trattative".
L'estate è alle porte: una stagione tradizionalmente vivace per gli scali che, però, è messa a dura prova dalle conseguenze del conflitto in Medio Oriente che ha fatto schizzare alle stelle il prezzo del carburante, mettendo a rischio i voli in calendario.
Riccardo Pregnolato, accountable manager di F.A., come vi preparate ad affrontare gli aumenti dei costi?
"Al momento non abbiamo alcun problema. Il nostro sub-concessionario che si occupa per noi della gestione dei carburanti ha appena collaudato un nuovo impianto da 50.000 litri, più che sufficiente per la nostra attività".
A quanto corrispondono 50.000 litri?
"Indicativamente cinquanta voli. Va detto, però, che la situazione cambia di ora in ora ed è difficile fare previsioni sul lungo periodo: tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro".
L’aumento del costo del carburante, però, per il Ridolfi ha già avuto una conseguenza diretta: la compagnia HelloFly aveva messo nel suo calendario un volo Forlì-Lampedusa che ha poi scelto di non operare.
"Diciamo che aveva iniziato uno studio per operare Lampedusa, ma ha rinunciato prima ancora di partire. Con il periodo di incertezza che stiamo vivendo è molto difficile vendere i biglietti per questa estate".
Quali saranno i voli della summer season forlivese?
"Quelli già annunciati con Ryanair: Palermo, Cagliari e Londra".
La compagnia di F.A., Go to Fly, non opererà nessun volo. Ha cessato la sua attività?
"Riteniamo che abbia esaurito la sua funzione, una funzione che si era resa necessaria subito dopo il Covid, dato che in quella fase mancavano sia le compagnie che gli aeroplani. Riteniamo, però, che il trasporto dei passeggeri debba farlo chi lo fa di mestiere, così a ottobre Go to Fly ha operato il suo ultimo volo".
Come stanno andando i voli operati da Ryanair?
"Sono sempre pieni. Ryanair ha una capacità commerciale unica. Sono bravissimi. E posso dire che loro riconoscono anche noi come molto bravi perché riusciamo sempre a sbarcare e imbarcare nei tempi".
L’altra compagnia che opera da Forlì è la Georgian Airways: quella per Tbilisi è una rotta apprezzata?
"Il traffico non è brillantissimo".
Quindi Ryanair resta la vera potenza. Ci sono margini per incrementare i voli?
"Non per questa stagione, ovviamente, ma siamo in continuo dialogo per i prossimi mesi. Con loro e non solo".
Tra le rotte sul piatto ce ne sono anche alcune orientate all’incremento dell’incoming?
"Certamente bisognerebbe cercare di ottenere più voli che portino passeggeri a Forlì. Polonia e Romania sarebbero strategiche, ma la decisione finale non dipende da noi".
Dopo l’addio a Go to Fly quali sono le prossime strategie di F. A.?
"Puntare su servizi che funzionano, dal check-in alla restituzione bagagli. Tra l’altro ora tra le nostre mete c’è anche Londra, che prevede il controllo passaporti: a questo scopo stiamo già allestendo il controllo automatizzato che eleverà la sicurezza. Le prossime sfide riguardano questo. Direi che la vera notizia è che il Ridolfi ora fa davvero l’aeroporto".
L’accountable manager Pregnolato alla vigilia della ’summer season’: "Adesso puntiamo sui servizi di imbarco e sbarco. Con Ryanair ci sono trattative".
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