25 anni dall'11 Settembre...testimonianze...


Avevo 19 anni ed era, letteralmente, il mio primo giorno di università, un pre-corso pomeridiano di analisi al Polimi, dalle 14 alle 16. Ricordo che a tenere il corso era un tizio pelato (oscuro presagio del futuro, credo) e che aveva iniziato parlando del gruppo abeliano rispetto all'addizione. Il massimo della tecnologia era l'sms da 160 caratteri e lo squillino di conferma per non spendere le 200 lire di scatto alla risposta, quindi nessuno ricevette notizia degli attentati.

Finimmo un po' prima delle 16 e mi incamminai verso casa, che all'epoca distava non più di 5 minuti a piedi; entrai in casa, gettai lo zaino sulla sedia in camera e andai in sala a cercare il gatto, che era ovviamente sul divano. Accesi la tv quasi per caso, mi sedetti sul divano e tutti i canali stavano mostrando a ripetizione le immagini degli attacchi. Credo di essere rimasto un paio d'ore davanti alla tv (probabilmente perché ero diventato il cuscino del gatto), prima di andare in camera mia e connettermi a internet - il primo sito che aprii fu ovviamente airliners.net, all'epoca l'unico forum di aviazione rilevante a livello mondiale, a leggere il lunghissimo thread, in continuo aggiornamento, fino a tardissima notte.

DaV
 
Ero in ufficio e il passaparola ci ha portati nella MR più grande dove sul monitor si vedeva la diretta da NY. Penso verso le 4 pomeridiane nostre ci han detto che l’ufficio chiudeva (azienda di un gruppo US) e mi son ritrovato in coda tra Viale Certosa e Sesto San Giovanni a sentire Radio24. La cosa che mi colpisce ancora è l’immagine degli automobilisti che ascoltavano la radio: l’espressione è quella tipo “e adesso?”.
 
Nel 2001 ero ancora in consulenza in una delle big 4, sede Roma.

Quel giorno lavoravo dalla sede centrale e non dal cliente. Eravamo in un open space con una Tv accesa in sottofondo.

Premessa: ero forte sull’aviazione militare ma una pippa totale su quella civile. In pratica non sapevo distinguere un 330 da un 767.

Ad un certo punto capisco che qualcosa è successo a NYC, ma sembra che si sia trattato di un piccolo aereo contro una delle torri.
Rimango colpito dall’incidente ma senza rendermi conto di cosa sia successo veramente.

Poi arriva il secondo aereo, il pentagono e l’altro volo caduto.

Nel tardo pomeriggio torni a casa in scooter passando davanti all’ambasciata americana: me la aspettavo circondata da mezzi blindati ed inaccessibile, ma in realtà c’era solo qualche macchina della polizia in più.

Cielo azzurrissimo, temperatura perfetta: il contrasto tra una così bella giornata e quello che era successo mi colpì forte.

A casa poi rimasi scioccato dal vedere le scene di giubilo per strada in Egitto.

Quella sera con mia moglie decidemmo di andare a dormire fuori Roma, dai suoceri.
 
Io avevo 21 anni, studiavo all'università, stavo per iniziare il quarto anno. Era un bel pomeriggio tiepido di settembre, con quella luce dorata che ti fa capire che ormai si avvicina l'autunno.
Stavo ripassando piuttosto intensamente per un esame del terzo anno che facevo fatica a superare (strategia aziendale :cautious:), per il quale l'appello era il giorno successivo. Dal piano di sotto, dove abitava il nonno, giungeva l'eco della sua televisione a volume piuttosto alto: "Ma chissà che corsa ciclistica sta guardando, in questo periodo dell'anno, che lo appassiona così tanto?", mi dicevo. Finché, distratto da questo rumore di sottofondo, ricordo di aver deciso di fare una pausa e accendere la tv.
Solo allora mi resi conto che non era la telecronaca della Milano-Sanremo ma il telegiornale che mostrava immagini che mi lasciarono sbigottito. Ricordo di essere a quel punto sceso, per chiedere a mio nonno se fosse veramente quello che sembrava, e il suo sguardo incredulo quando mi disse "Ma ti pare? Una roba del genere in America? Sono stati troppo buoni a lasciarglielo fare."
Passata la sensazione iniziale di smarrimento, nelle settimane successive ricordo la consapevolezza progressiva che quella fase di euforia associata all'arrivo del nuovo millennio, in cui tutto sembrava essere destinato ad andare per il meglio, giungeva al termine.
Ah, per la cronaca all'esame il giorno dopo mi hanno cacciato via perché, resomi conto di non aver studiato a sufficienza (più combinato niente, il giorno prima), preso dal panico ho tentato di copiare 😅 Shame on me 🙁
 
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17 anni, avevo sentito del primo impatto dall'autoradio mentre ero in auto con mio papà che mi stava portando a Brescia per comprare i libri di scuola usati al Libraccio.

Il secondo impatto credo fosse stato mentre ero nel sotterraneo del Libraccio, ricordo questo schermo CRT piccolissimo appeso al soffitto che trasmetteva le immagini della torre in fiamme, i clienti un po' confusi e questo commesso della libreria che esternava il suo compiacimento con frasi come "ben gli sta agli americani". Poco dopo dei colleghi lo avevano poi intimato di smettere dato che parte della clientela lo guardava in maniera più che perplessa.
 
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Reactions: East End Ave
Leggo molte testimonianze da parte di giovani tra i 10 e 20 anni…età in cui forse è ancora complesso comprendere la portata di quell’evento, ma il ricordo rimane comunque nitidissimo e questo la dice lunga sull’impatto globale del 9/11…
 
Io stavo semplicemente navigando su internet per diletto e ogni tanto davo un'occhiata alle news. Non ricordo su quale giornale lessi la notizia dell'aereo da turismo che si era schiantato su una delle torri. Mi fiondai sul canale della CNN in TV per vedere in tempo reale gli ultimi sviluppi. In quei pochi minuti non mi ero ancora fatto un'idea di cosa fosse successo. Poi arrivò il secondo aereo e fu tutto chiaro. Per la prima e finora ultima volta, mi sentii calato nella storia, che non era più un evento declinato al passato, ma quello che stavo guardando in tempo reale con i miei occhi.
Telefonai ad un amico e ci confrontammo su quello che stavamo guardando, cercando di capire cosa sarebbe successo dopo un evento del genere. Ad un talk show di quella sera stessa (non ricordo quale), ricordo le varie prese di posizione degli astanti. Che andavano dal "gli USA cancelleranno dalla faccia della terra i colpevoli" di Luttwak ai distinguo di Bertinotti (condoglianze, però anche l'America...). Posizione quest'ultima del tutto simile a quella dell'attuale sindaco di NY.
 


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