[TR] MXP-DOH-MEL con QR


Mi sembra giusto completare questo TR con un po’ di foto di quello che ho visto tra un volo e l’altro. Tuttavia, lo storytelling non è il mio forte quindi vi dovrete accontentare di una fredda cronaca in stile giornalisti Rai di una volta.


VICTORIA

Come già detto, la mia prima meta è stata Melbourne, principalmente perchè era la destinazione con più di disponibilità di Qsuite quando ho prenotato.
Da neofita dell’Australia, l’ho trovata più grande di quello che mi aspettavo, con un “quartiere degli affari” (CBD da queste parti) più imponente di quello che pensavo e con dei parchi molto belli anche vicini al centro città.
Il mio hotel era l'Hyatt Centric, mi sentirei di consigliarlo per il rapporto qualità-prezzo e la posizione centrale. Unico difetto è che non si capisce quale sia l'entrata, specialmente se siete reduci da 19 ore di volo più layover e tutto il resto.

Dopo una sana dormita, inizia quindi l'esplorazione della città, partendo appunto dal CBD

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Il capitano britannico Flinders, il primo a circumnavigare l'Australia. Sembra che da queste parti le statue dei personaggi di epoca coloniale siano ancora in piedi.

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Da appassionato di F1, la mia prima tappa è stata appunto Albert Park, che ospita un circuito (ovviamente non permanente) dove dal 1996 si disputa il Gran Premio di Australia.

Il circuito circonda l’omonimo lago, tuttavia nel parco sono presenti vari impianti dedicati a diversi sport, ad esempio il golf

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Purtroppo al momento le strutture del circuito sono interessate da lavori di riqualificazione quindi non mi potrò avvicinare più di tanto, tuttavia potrò almeno fare una passeggiata tra i cordoli e le curve del tracciato

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Mentre questa è l’immagine di Melbourne che ho visto tante volte in tv

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Ritorniamo verso il centro città, che a me ha ricordato per certi versi Manhattan (in versione più pulita). Questa scultura sembra confermare la mia prima impressione

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Non mancano però edifici storici

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Faccio tappa allo Shrine of Remembrance. Originariamente costruito per onorare le vittime della Prima Guerra Mondiale, è diventato un memoriale ai caduti australiani di tutte le guerre.

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Durante questo viaggio mi capiterà di visitare anche altri memoriali e musei dal carattere storico-militare che mi permetteranno di imparare qualcosa su una storia a me quasi del tutto sconosciuta. Scoprirò per esempio che Gallipoli, da queste parti, si riferisce non alla località balneare salentina ma a una campagna militare nell’omonima penisola turca.
Sicuramente consigliato agli appassionati di storia e in particolare di storia militare

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Bandiere australiana e neozelandese

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A me ha fatto un certo effetto vedere un planisfero con al centro l’Australia

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Dalla terrazza si può ammirare il panorama, anche se oggi non siamo particolarmente fortunati con il meteo

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Il memoriale delle vittime della Seconda Guerra Mondiale nel parco Kings Domain

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Proseguiamo il giro per la città. Stazione centrale (coperta da un centro commerciale)

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Biblioteca dello Stato di Victoria, la più antica in Australia nonché la più frequentata (anche da gente che non ha alcun intenzione di leggere e in effetti almeno io farei fatica a concentrarmi con il via vai di visitatori).

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Il complesso è stato progettato dall'architetto inglese Joseph Reed, autore di molti edifici di epoca vittoriana in questa città.

Si fa sera e diamo un'occhiata allo skyline notturno, qui visto dalla sponda sud del fiume Yarra

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Il giorno dopo visito il Melbourne Museum, situato nel bel parco Carlton Gardens.
Riporto qui un esempio di “land acknowledgement” all’ingresso del museo. Equivalenti di questa iscrizione saranno presenti in tutti i luoghi pubblici che ho visitato nel paese, nonché declamati all’esordio di tutte le visite guidate.

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Sostanzialmente i musei da queste parti affrontano 3 tematiche
  • Storia naturale dell’Australia;
  • Storia delle popolazioni native (First nations);
  • Storia dell’Australia moderna, dalle colonie in poi, con particolare attenzione ai conflitti che hanno interessato militari australiani.
Per quanto riguarda il primo punto, ecco uno dei primi abitanti del continente

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Mentre per quanto riguarda gli aborigeni, ho scoperto che l’opossum per loro era un po’ come il maiale per noi (non si buttava via niente). Mantello fatto con pelle di opossum

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Massicce sculture in legno

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Questo oggetto, se ho capito bene, era una sorta di telegramma dell’epoca: ognuna di queste bacchette di legno decorate corrispondeva a un messaggio preciso

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E, come ci si può aspettare, scudi

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Al di là della retorica, che pure in queste gallerie non manca, alcune opere fanno riflettere sulla difficile storia di questi popoli. Questa ad esempio rappresenta l’arrivo degli europei dal punto di vista delle popolazioni native.

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Saltiamo alla fine dell’800 con questa bella carrozza utilizzata per il servizio postale

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Veniamo quindi al 1901, anno in cui fu costituito il Commonwealth of Australia, lo stato australiano moderno. Lo stemma in realtà è del 1912 e raffigura il canguro, l’emù, lo scudo con i 6 stati australiani e la stella a 7 punte come i 7 territori. Spero di aver riportato tutto correttamente, se c’è qualcuno più esperto mi potrà correggere.

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Il canguro e l’emu qui presenti dovrebbero essere veri animali imbalsamati.

E’ presente anche una galleria dedicata alla città di Melbourne nel corso del 20esimo secolo. A me ha affascinato questa foto del 1970, immagino utilizzata per promuovere la vendita di case in nuovi quartieri che stavano nascendo all’epoca.

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All’interno del museo c’è anche un bel giardino che riproduce la flora dello stato di Victoria.

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Di fronte al museo, all’interno dei Carlton Gardens, c’è l’imponente palazzo delle esposizioni, realizzato nel 1880. Anche questo, come la biblioteca statale è opera di Joseph Reed

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Avendo una antica passione per le stazioni ferroviarie, faccio un salto alla stazione di Southern Cross. Nonostante la struttura moderna, il fatto che alcuni treni siano ancora a gasolio rende l’aria all’interno tutt’altro che piacevole da respirare.

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Accanto alla stazione c’è uno stadio da 56mila posti che ospita incontri di football australiano (AFL), uno degli sport più seguiti del paese, in particolare qui a Melbourne. Per certi versi sorprende come questa città così grande abbia quasi tutto a breve distanza (mi sono spostato quasi esclusivamente a piedi).

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Dopo qualche giorno nella capitale dello stato di Victoria, arriva il momento di visitare il Port Campbell National Park. Noleggio un’auto da Hertz e grazie al mio status Five Star ottengo un downgrade da Mazda anonima a Mazda ancora più anonima, molto bene.

Dopo circa 3 ore di strada arrivo al parco. Volendo, si può fare una strada panoramica (la Great Ocean Road) ma scelgo la strada interna più diretta, visto che (1) l’oceano lo potrò ammirare a destinazione e (2) le strade panoramiche sono anche le più tortuose e il solo dovermi ricordare di tenere la sinistra assorbe già la maggior parte delle mie capacità di guida. Peraltro anche questo itinerario si rivelerà suggestivo attraversando campagne e boschi senza traccia di presenza umana per molti chilometri.

Arrivo e mi fermo al primo parcheggio disponibile. Iniziamo finalmente ad assaporare l’Australia più al naturale

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Questo come qualsiasi altro cartello sarà in doppia lingua inglese - cinese.

Dopo una breve passeggiata è possibile apprezzare i famosi “12 apostoli”, ovvero delle formazioni di pietra calcarea nei pressi della costa. In realtà, nonostante il nome, si contano ad oggi 7 "faraglioni" ancora in piedi, più i resti di 2 crollati nel recente passato (dal 2005). Il nome 12 apostoli è attribuito al marketing turistico.

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A breve distanza c’è un piccolo eliporto dal quale partono tour panoramici del parco, tuttavia visto il meteo incerto rinuncio.

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Mi dirigo invece via terra verso un’altra attrazione del parco, il c.d. London Bridge. Qui incontrerò una famiglia di indiani che mi chiederà dov’è il “bridge”, in realtà è crollato decenni fa. Quello che resta ora è chiamato anche “London arch”.

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Questa targa certifica la brutta notizia per i miei colleghi di viaggio.

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La sera mi fermo nel placido villaggio di Port Campbell. Quasi nessuno in giro ma il luogo in se è molto gradevole

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Ci sono diversi motel, questo in particolare mi ha ricordato quello di Norman Bates

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Sono le 21 e non si sente volare una mosca.

Il mattino seguente vado a fare una passeggiata nel parco intorno a Port Campbell e anche qui non mancano i panorami sull’oceano.

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Sulla via del ritorno verso MEL mi fermo in una graziosa fattoria dove servono degli ottimi dolci artigianali.

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Mi rifaccio le tre ore di auto dell’andata e arrivo a MEL giusto in tempo per depositare il bagaglio del mio volo Jetstar.
 
QUEENSLAND Prima parte

La tappa successiva è stata Cairns, decisamente la più turistica fra le località che ho visitato. E’ stata anche quella nella quale ho sentito parlare in italiano per strada più che nelle altre.

Hotel Doubletree, classica struttura da località balneare, non male la vista se avete una camera che si affaccia sul lato orientale

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Mentre in cortile, anziché il canto dell'oceano, si sentiva la pallina da ping pong rimbalzare in continuazione.

Un'occhiata dal balcone, c'è anche l'insegna della birra XXXX che quando ero giovane era discretamente in voga

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Questo dovrebbe essere un Banyan, della famiglia dei ficus

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C’è una biblioteca di dimensioni non banali vista la limitata estensione della città

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La marea, che a me non avvezzo all’oceano fa sempre un certo effetto. Dopo un paio d'ore l'intera spiaggia sarebbe stata sommersa

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Ovviamente siamo in una città turistica e non mancano ristoranti e bar per tutti i gusti. Questo sembra ispirato ai film di Maccio Capatonda

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Ma veniamo all’attrazione principale della zona, il Great Barrier Reef, la grande barriera corallina.

Tornando momentaneamente in topic, per ammirarla dall'alto viaggerò a bordo di questo gioiellino

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Si tratta di un Cessna U206E con molte primavere sulle spalle ma che da queste parti viaggia ancora a meraviglia.

Interni. Le bocchette dell’aria condizionata (per così dire) il tocco di classe.

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Il volo dura circa 40 minuti e sorvola una porzione di Reef al largo di Cairns. In particolare sorvoleremo Green Island, Arlington Reef e Upolu Reef.

Si decolla

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Per fortuna il vento terrà lontane le nuvole, ma renderà il volo un po' movimentato.

Le acque poco profonde di questo tratto di oceano fanno emergere diversi isolotti, qui chiamati coral cays. Il più grande di questi è Green Island, l’unico con una presenza umana stabile. Al suo interno c’è infatti un resort. Evidentemente anche la tutela dell’ecosistema, che qui è una religione, ha trovato i suoi compromessi con il business.

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Per il resto reef, cays e un panorama fantastico

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E alla fine il blu profondo del Coral Sea

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Non ho foto dell’ultima parte del volo perchè le turbolenze stavano iniziando ad avere la meglio su di me. Il pilota dopo confermerà che era una giornata più ventosa del solito. In ogni caso un’esperienza che non dimenticherò.

Questo grafico spiega in modo più chiaro la morfologia del Reef. Super consigliata anche una visita al Cairns Aquarium, dal quale è tratto.

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Un'ultima occhiata alla baia di Cairns ed è già ora di ripartire

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QUEENSLAND Seconda parte

Come avevo raccontato nella parte aviation del TR, sono arrivato a Brisbane viaggiando nella business domestica di Qantas, popolata di simpatici umarell aussie. Fin troppo cortese peraltro la signora accanto al mio posto che, nonostante aspettasse l’assistenza per sbarcare, si è comunque spostata sull’altro lato del corridoio pensando che fossi troppo educato per scavalcarla.

I'll move so this gentleman can leave

In realtà stavo solo aspettando che la cabina si svuotasse per fare qualche foto.

BNE mi è sembrato l'aeroporto meglio collegato alla città fra quelli che ho visitato in quanto c'è un buon servizio ferroviario suburbano, unica pecca come dicevo non c'è spazio per i bagagli a bordo.

Veniamo alla città, il municipio di Brisbane

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Iniziativa lodevole della città di Brisbane è quella di offrire visite guidate gratuite del municipio e della torre.

La porta della casa (scozzese) di Sir Brisbane, colui che ha dato il nome alla città.

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Auditorium

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All'interno del palazzo c'è anche un piccolo museo (Museum of Brisbane). Interessante questa collezione di oggetti donati dal figlio di un pilota della storica Australian National Airways.

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Di fronte al municipio c'è una scultura che mette insieme coloni e canguri. Alle spalle Albert Street Church e palazzoni.

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Il giorno dopo faccio anche la visita alla torre dell'orologio. Salviamo l'orologio della torre! (cit.)
La cosa più interessante è questo ascensore del 1930 che funziona ancora a gettoni

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Dalla sommità si può ammirare il panorama della città e le varie fasi della sua urbanizzazione, dai palazzi di epoca vittoriana a quelli più moderni, peraltro la città è tuttora molto attiva dal punto di vista della costruzione di grattacieli.

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Auditorium dall'alto

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Passeggiata serale. Come dicevo non mancano gli edifici ultramoderni, solitamente con hall sfavillanti

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Il complesso del Queen's Wharf: negozi, ristoranti, palestre ecc. e una terrazza panoramica alla quale si può accedere liberamente

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concludiamo con il City Hall in notturna

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Dopo ormai tanti giorni in terra australiana, è arrivato il momento di incontrare un koala. Vado a visitare il Lone Pine Koala Sanctuary. Per la modica cifra di circa 50 euro (in aggiunta al biglietto di ingresso) si può passare un quarto d'ora in compagnia di un koala e accarezzarlo. La guida dice che i koala hanno un ottimo sindacato perchè lavorano al massimo 30 minuti al giorno e per massimo 3 giorni consecutivi, a seguire 2 giorni di riposo.

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ovviamente non sarebbe un TR australiano senza almeno un paio di canguri

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l'unica nota negativa è che in questo recinto bisognava scansare i ricordini per terra lasciati appunto dai canguri.

Sono presenti anche specie con cui è meglio non avere un incontro ravvicinato, come questo coccodrillo. Si tratta in realtà di un giovanotto della lunghezza di circa 3,5 metri. Da adulto può arrivare a 6.

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Anche con questi non avrei voluto avere un incontro a tu per tu. Ad ogni modo, fuori dal recinto (come per le altre specie qui presenti) sono indicati i parchi naturali dove si possono incontrare "into the wild", per chi lo volesse.

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Mi ha affascinato scoprire qualcosa sul vombate. Sono animali in prevalenza notturni quindi di giorno solitamente dormono, ma la cosa interessante è che hanno un didietro blindato che 1) gli permette di dormire dando le spalle all'esterno e 2) se qualche aggressore fosse all'interno della tana, verrebbe schiacciato contro le pareti dal suddetto didietro.

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Per concludere, nella struttura è presente anche una sala operatoria per koala

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Prima di prendere il treno per la successiva destinazione, faccio una passeggiata nel bel City Botanic Garden

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Dopo un viaggio di circa un'ora e mezzo fra treno e tram, arrivo nella località più rappresentativa della Gold Coast, Surfers Paradise. Citando la frase di un influencer australiano:

For those considering to move to Miami, but are afraid of the expensive lifestyle, come to the Gold Coast. We still got onlyfans models, streamers and drugs, so you'll still feel at home. But hey, you don't have to tip here!

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Per amalgamarmi allo stile locale, ho preso un appartamento in questo grattacielo, che sembra la casa di un chirurgo plastico degli anni 2000

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In realtà è una via di mezzo tra un hotel e un residence e fa parte della catena Accor. Come spesso accade in queste grandi strutture, l'apparenza c'è tutta ma alcuni aspetti sono un po' trascurati (ad esempio la manutenzione). La vista però è eccezionale.

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Facciamo una passeggiata in spiaggia

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Anche qui c'è un memoriale per l'ANZAC, il corpo costituito da militari australiani e neozelandesi che combatterono nella Prima Guerra Mondiale.

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Qui si può apprezzare, oltre alla cabina dei bagnini, questo pick-up super versatile che - con gli adattamenti del caso - in Australia viene utilizzato per tutto, dal trasporto di attrezzature di soccorso agli autospurghi.

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Poco distante c'è un sistema di canali e diverse ville che ci si affacciano direttamente. Anche qui sembra di essere in Florida.

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Ritorniamo al nostro buon vecchio 54esimo piano (semi-cit. da Ritorno al Futuro 2)

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Dopo questo tuffo nel glamour è il momento di ripartire per qualcosa di più culturale.
 
Solo uno taccagno come uno scozzese poteva portarsi la porta da casa (per risparmiare quei 30 dollari al Leroy Merlin aborigeno, immagino). Bel prosieguo, piacevoli anche i commenti sui trasporti di terra!

Del vombato io so solo che fanno la cacca cubica, gugolare per credere.
 
AUSTRALIAN CAPITAL TERRITORY (ACT)

Dopo un breve volo dal Gold Coast Airport raggiungo la capitale federale Canberra. A differenza di molte altre città australiane, che prendono il nome da qualche nobile britannico, la città di Canberra prende il nome dalla antica popolazione locale dei Ngambri (chiamati anche Canberry dai primi coloni britannici). E' una città "di fondazione", cioè interamente pianificata. Il sito infatti fu scelto nel 1908 come compromesso tra le due città principali del paese (Sydney e Melbourne) che, come si può intuire, non volevano che l'altra fosse la capitale. Fra i vari progetti presentati fu scelto quello dell'architetto americano Walter Burley Griffin, anche se poi durante la costruzione della città ci furono molte deviazioni dal piano originario. Ad esempio, l'area occupata dal parlamento nazionale, era originariamente destinata ad ospitare un "campidoglio" che contenesse gli archivi nazionali. Tuttavia si sa come vanno queste cose e dopo lunghi dibattiti nel 1974 si decise di destinare l'area al nuovo parlamento nazionale, in sostituzione dell'originale del 1927 che risultava ormai insufficiente, visto che, essendo il numero di rappresentanti proporzionale agli abitanti del paese, questo era notevolmente aumentato nel corso del ventesimo secolo. Il nuovo parlamento fu inaugurato nel 1988.

Prima di esplorare ulteriormente la democrazia australiana, faccio un giro per la città, incuriosito da quello che ho visto dal finestrino del taxi che mi portava in centro. La città mi è parsa sì ordinata e pulita ma al tempo stesso ho notato un po' più di graffiti e di accampamenti di quelli che mi sarei aspettato.

A causa dei cantieri per il prolungamento del tram, muoversi nel centro della città è un po' caotico. Districandomi fra transenne e marciapiedi chiusi riesco a salire su questa collinetta dove si può ammirare un po' dei dintorni

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Mi allontano un po' dal centro e trovo un quartiere residenziale tipo quelli dei film, manca solo un ragazzino in skateboard sul marciapiede

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Il mattino seguente vado a visitare l'opera di Romaldo Giurgola, l'architetto italoamericano che vinse il concorso per progettare la nuova sede del parlamento australiano. Le foto non rendono bene l'imponenza dell'edificio.

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L'ingresso a me ricorda quello del Sacro Ordine dei Tagliapietre di simpsoniana memoria.

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In realtà la guida, un signore di origine indiana super appassionato del suo lavoro, ci spiegherà il significato dei tanti elementi architettonici di questa sala come delle altre, che hanno tutte un legame con la storia e la natura dell'Australia. In questa sede non mi dilungo ma gli appassionati potranno approfondire.

Il Senato

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La Camera dei Rappresentanti

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La disposizione è quella di tipo britannico: governo da una parte e opposizione dall'altra. Al Senato c'è anche un trono per il Re o suo delegato.
I colori hanno una simbologia precisa anche qua, a quanto ci ha detto "Nemo", la guida, sarebbero i colori delle foglie di una pianta locale, nelle varie fasi della sua vita.

Suggestiva anche questa sala dove, per smorzare le voci dei parlamentari e/o funzionari che qui si trovano a discutere, è stata posizionata una sorta di fontana al centro.

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Dal tetto si possono ammirare: la bandiera australiana, a quanto ci dicono grande all'incirca quanto un autobus

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le vetrate posizionate sopra le aule parlamentari, in modo che dall'esterno si veda quando sono illuminate a testimoniare che i parlamentari sono al lavoro in aula in quel momento

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e uno degli assi lungo i quali Walter Burley Griffin disegnò la città di Canberra

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Al termine di questa visita guidata, ne so molto più di prima sulla storia politica dell'Australia. La consiglio anche agli appassionati di architettura.

E ora di ripartire per la prossima tappa, questa volta a bordo di un Flixbus (!).

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