Thread ITA Airways 2026


Che ci siano stati lunghi contatti e' pacifico, OK, ma alla fine cio' non toglie che - nel documento finale, quello che se viene violato si finisce in tribunale - non ci siano stati obblighi sull'acquisto di una flotta nuova di trinca. Ne' spiega perche', col limite massimo a 52 aerei ex-CAI, ITA ne abbia all'incirca la meta'; su questi due punti la decisione e' stata di ITA.
All'interno del documento della CE su ITA c'è quanto basta per comprendere la natura delle decisioni prese:

(c) Miglioramento dell’efficienza dei costi, in particolare per la flotta (cfr. sezione 3.2.3.2.3) e il personale (cfr. considerando (81));
(f) Sostenibilità ambientale attraverso una flotta di aeromobili di nuova generazione, più efficienti (cfr. sezione 3.2.3.2.3).

Per quanto riguarda la flotta, ITA prevede di acquisire 79 aeromobili di nuova generazione nel periodo 2021–2025. Nel 2025, su una flotta totale di 105 aeromobili, ITA prevede di operarne 79 di nuova generazione, mentre 26 saranno di vecchia generazione. ITA sostituirà quindi progressivamente una parte significativa dei 52 aeromobili che intende rilevare da Alitalia nell’ottobre 2021. Entro il 2025, ITA prevede di possedere tra il [30–40]% degli aeromobili della propria flotta, mentre i restanti saranno in leasing. Attraverso l’acquisizione di aeromobili di nuova generazione, ITA si attende tre tipologie di riduzione dei costi rispetto ad Alitalia nel 2019:
(a) costi del carburante, tramite una riduzione del consumo di carburante del [XX]% (in litri per block hour);
(b) costi di manutenzione, stimati inferiori del [XX]% (in USD per block hour);
(c) costi della flotta, grazie alle migliori condizioni del mercato aeronautico (ITA intende bloccare gli attuali prezzi favorevoli per consegne future e canoni di leasing).

L’acquisizione di una nuova flotta è cruciale per le riduzioni di costo previste da ITA. In primo luogo, la riduzione del [XX]% del costo della flotta per ASK nel 2025 rispetto ad Alitalia nel 2019 deriva dalle migliori condizioni di mercato, sia per i canoni di leasing sia per i prezzi di acquisto. In secondo luogo, insieme alle aspettative sul tasso di cambio EUR/USD e sul prezzo del carburante, i più efficienti aeromobili di nuova generazione porteranno a una riduzione del [XX]% dei costi del carburante. In terzo luogo, la combinazione tra aeromobili di nuova generazione ed aspettative sul cambio contribuirà alla riduzione del [XX]% dei costi di manutenzione, insieme alle cosiddette misure di “zero-based sizing”.

Inoltre, l’approvvigionamento degli aeromobili da un unico costruttore comporterebbe ulteriori risparmi di costo (ad esempio sulla manutenzione).
(Questo lo evidenzio per i fan degli Embraer.)

Di nuovo, questa roba non è frutto dei desiderata di ITA: sono impegni costruiti durante la fase di confronti informali e di pre-notifica per soddisfare le richieste della Commissione e arrivare a un business plan sostenibile. Un piano che è, di fatto, concepito a quattro mani — ITA e Commissione — e non definito unilateralmente dalla compagnia.

Senza questi (e altri) impegni, la Commissione Europea non avrebbe autorizzato la nascita stessa di ITA.
 
All'interno del documento della CE su ITA c'è quanto basta per comprendere la natura delle decisioni prese:



Di nuovo, questa roba non è frutto dei desiderata di ITA: sono impegni costruiti durante la fase di confronti informali e di pre-notifica per soddisfare le richieste della Commissione e arrivare a un business plan sostenibile. Un piano che è, di fatto, concepito a quattro mani — ITA e Commissione — e non definito unilateralmente dalla compagnia.

Senza questi (e altri) impegni, la Commissione Europea non avrebbe autorizzato la nascita stessa di ITA.

Quelli che citi non sono i commitments del governo italiano, se non erro. E, anche se fosse, non c'era un obbligo temporale di ridurre quella flotta di (max) 52 aerei a - metti - 40 entro il 2030, o quant'altro. In quella lista c'era anche il punto di avere una flotta al 40% di proprieta', cosa che non mi sembra sia successa.

Ormai è acqua passata, ma negare che sarebbe stato più logico non vedo perché ostinarsi.

Mai ammettere gli errori, mai! Meneggement 101.

Io però ho sempre fatto riferimento agli E175, anche nelle varie Regional più o meno affiliate alle major ormai tutto quanto con meno di 100 posti se ne sta andando. JE ha detto chiaramente che ITA non avrà una branca Regional e macchine sotto ai 100 posti. La scelta di ITA è stata chiara, no una piccola branca Regional e no i vecchi B772.

Io, nella discussione di qualche giorno fa, ho espressamente parlato del leasing di Germania (E90 per andare su LCY).
 
Ultima modifica:
Come ha spiegato anche JE non è nei programmi di ITA una flotta Regional. Per prendere quei 2-3 Embraer avrebbero dovuto rinunciare ad Airbus e prendere una linea in più ed equipaggi poi da poi passare su altre macchine dopo un anno.
Poi capisco che per chi volava quelle macchine era più facile essere assunto se le avessero tenute, ma non aveva senso come ha specificato JE.
Vabbè fai finta di non capire. Altro che 2-3 macchine, ne avevi a disposizione 20, da utilizzare per almeno i primi 2 o 3 anni. Chi sta in cabina non ha problemi a lavorar su più macchine, le conversioni si fanno in niente. C'era da convertire il cockpit? toh, ma guarda un po', è lo stesso che han dovuto fare con tutti per abilitarli al 220. Non cambiava nulla. Una soluzione cuscinetto che non è stata presa per motivi più di palazzina che altro per come la vedo io. Ormai a me frega niente, perché parliamo di roba di 5 anni fa, quel che è stato è stato, ma non neghiamo che avrebbe avuto senso per poi transitare man mano su 220.
 
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Quelli che citi non sono i commitments del governo italiano, se non erro. E, anche se fosse, non c'era un obbligo temporale di ridurre quella flotta di (max) 52 aerei a - metti - 40 entro il 2030, o quant'altro. In quella lista c'era anche il punto di avere una flotta al 40% di proprieta', cosa che non mi sembra sia successa.
Quelli che cito sono alcuni dei punti contenuti nella decisione SA.58173 Newco – ITA, nello specifico nella sezione relativa al Business plan: e un orizzonte temporale c’è eccome.

«Nel 2025, su una flotta totale di 105 aeromobili, ITA prevede di operarne 79 di nuova generazione, mentre 26 saranno di vecchia generazione. ITA sostituirà quindi progressivamente una parte significativa dei 52 aeromobili che intende rilevare da Alitalia nell’ottobre 2021.»

Il fatto che, all’atto pratico, non si sia riusciti ad avere il 40% della flotta di proprietà non significa che si possa stravolgere il piano concordato con la Commissione e da questa valutato, come emerge chiaramente nella sezione 7 (“Assessment of market economy operator principle”) del documento, sulla base della quale la Commissione ha stabilito che l’Italia potesse procedere all’avvio di ITA.

Quel piano, ribadisco, non è stato scritto unilateralmente da ITA: è il risultato dell’interlocuzione più volte citata ed è stato plasmato in funzione di ciò che la Commissione era disposta o meno ad autorizzare. A partire, ad esempio, dall’importo complessivo dell’investimento, che non coincide con quanto inizialmente previsto dallo Stato italiano, ma che nella Decisione viene poi rappresentato come se fosse una scelta autonoma di quest’ultimo.

In questo senso, l’intera Decisione è, nella sostanza, un grande commitment dell’Italia nei confronti della Commissione: il prezzo da pagare per ottenere quei due punti della sezione 8 (“Conclusions”) senza i quali ITA, semplicemente, non sarebbe mai nata.
 
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Vabbè fai finta di non capire. Altro che 2-3 macchine, ne avevi a disposizione 20, da utilizzare per almeno i primi 2 o 3 anni. Chi sta in cabina non ha problemi a lavorar su più macchine, le conversioni si fanno in niente. C'era da convertire il cockpit? toh, ma guarda un po', è lo stesso che han dovuto fare con tutti per abilitarli al 220. Non cambiava nulla. Una soluzione cuscinetto che non è stata presa per motivi più di palazzina che altro per come la vedo io. Ormai a me frega niente, perché parliamo di roba di 5 anni fa, quel che è stato è stato, ma non neghiamo che avrebbe avuto senso per poi transitare man mano su 220.
Fra l'altro stavo guardando e in ITA sono passate 61 macchine dell'ex AZ con alcuni A320 che si sono alternati, semplicemente ITA ha scelto A320 family e A332 fra quelli ammessi dall'accordo con l'UE.
Fra l'altro gli A220-100 dovevano arrivare prima e Airbus dovrebbe aver compensato il wet lease. Insomma, la discussione è sempre la stessa, perché gli A332 invece dei B772 o perché gli A319 o A320 invece di un paio di E190 (finiti tutti e 5 al prato definitivamente fra l'altro mentre gli E175 a parte un paio presi da LOT e da Marathon sono stati al prato per 3-4 anni prima di finire in Sud Africa per la maggior parte).
Hanno scelto le 2 famiglie dove hanno preso più macchine e dove hanno effettuato gli ordini maggiori aggiungendo poi A359 e A220 come espansione rispetto alle 52 macchine ammesse dalla UE.
 
Quelli che cito sono alcuni dei punti contenuti nella decisione SA.58173 Newco – ITA, nello specifico nella sezione relativa al Business plan: e un orizzonte temporale c’è eccome.

«Nel 2025, su una flotta totale di 105 aeromobili, ITA prevede di operarne 79 di nuova generazione, mentre 26 saranno di vecchia generazione. ITA sostituirà quindi progressivamente una parte significativa dei 52 aeromobili che intende rilevare da Alitalia nell’ottobre 2021.»

Il fatto che, all’atto pratico, non si sia riusciti ad avere il 40% della flotta di proprietà non significa che si possa stravolgere il piano concordato con la Commissione e da questa valutato, come emerge chiaramente nella sezione 7 (“Assessment of market economy operator principle”) del documento, sulla base della quale la Commissione ha stabilito che l’Italia potesse procedere all’avvio di ITA.

Quel piano, ribadisco, non è stato scritto unilateralmente da ITA: è il risultato dell’interlocuzione più volte citata ed è stato plasmato in funzione di ciò che la Commissione era disposta o meno ad autorizzare. A partire, ad esempio, dall’importo complessivo dell’investimento, che non coincide con quanto inizialmente previsto dallo Stato italiano, ma che nella Decisione viene poi rappresentato come se fosse una scelta autonoma di quest’ultimo.

In questo senso, l’intera Decisione è, nella sostanza, un grande commitment dell’Italia nei confronti della Commissione: il prezzo da pagare per ottenere quei due punti della sezione 8 (“Conclusions”) senza i quali ITA, semplicemente, non sarebbe mai nata.
Fra l'altro la questione delle macchine di proprietà si basava sulla richiesta di una dotazione di 3 miliardi poi ridotta dalla UE a 1,3 miliardi per essere sicuri che non venissero a certi politici idee stand alone e pretesero la riduzione del perimetro aziendale perché non fosse un semplice trasloco della parte volo a ITA.
 
Fra l'altro stavo guardando e in ITA sono passate 61 macchine dell'ex AZ con alcuni A320 che si sono alternati, semplicemente ITA ha scelto A320 family e A332 fra quelli ammessi dall'accordo con l'UE.
Fra l'altro gli A220-100 dovevano arrivare prima e Airbus dovrebbe aver compensato il wet lease. Insomma, la discussione è sempre la stessa, perché gli A332 invece dei B772 o perché gli A319 o A320 invece di un paio di E190 (finiti tutti e 5 al prato definitivamente fra l'altro mentre gli E175 a parte un paio presi da LOT e da Marathon sono stati al prato per 3-4 anni prima di finire in Sud Africa per la maggior parte).
Hanno scelto le 2 famiglie dove hanno preso più macchine e dove hanno effettuato gli ordini maggiori aggiungendo poi A359 e A220 come espansione rispetto alle 52 macchine ammesse dalla UE.
Te la canti e te la suoni come al solito, mentre non sai nemmeno di cosa parli. Ai matti si dà sempre ragione, quindi a posto così.