I furbetti della carrozzina: boom di finte assistenze per sfruttarne i vantaggi in aeroporto


E' vero. Ogni aeroporto ha un numero limitato di sedie, ambulift, ecc. Se le usi senza averne bisogno, le togli a quelli che hanno bisogno.
C'è una soluzione che taglierebbe il problema alla fonte, far pagare il servizio a prezzo di costo così da non scaricarne gli oneri sugli altri passeggeri. Il dilemma etico che così si fanno pagare pure i veri disabili è relativo, comunque il servizio ha un costo ed è giusto che lo sostenga chi ne usufruisce
Ho pensato bene prima di scrivere questo messaggio perché mi sento parte in causa (da persona che deve usufruirne). Il servizio non è gratuito: è pagato dalle compagnie aeree. È un servizio offerto ad un ristretto gruppo di passeggeri che altrimenti non viaggerebbero. È un po' come la lounge che è gratis per chi viaggia molto, o viaggia con biglietti più costosi. Se le Low Cost non te lo fanno pagare, un motivo ci sarà'.

Detto questo, non mi sembra il caso di auspicarsi una metaforica presa della Bastiglia contro un'élite di privilegiati perché ci sono abusi. Basterebbe un balzello, seppure piccolo, a chi non lo utilizza, sia in partenza sia in arrivo. Poi ci pensi tu a rispondere ai messaggi indignati di chi si sente chiedere €5 perché è stato miracolato all'atterraggio.

Detto questo, mi sembra che un articolo acchiappaclick durante la pausa natalizia sia stato discusso fino all'esaurimento, si potrebbe anche parlare d'altro.
 
  • Like
Reactions: Pelush and BrunoFLR
negli Stati uniti devo dire di avere notato un vero abuso da parte di persone di chiara provenienza regionale richiedenti assistenza. O siamo diventati un mondo di zoppi o trovare 20 carrozzine su un E190 è veramente troppo. tra quelle persone circola la voce di come approfittarsene per farsi servire e riverire, e magari scroccare una bibita o qualcosa gentilmente offerto dalla compagnia aerea ai passeggeri disabili.
Servirebbe qualche comandante che, causa rancio riuscito male, non li facesse salire a bordo.
Devo dire che anche le persone provenienti dal sud del continente asiatico si stiano attrezzando molto bene a fare i furbi. Fortunatamente all'aeroporto di Istanbul li trattano senza pietà. Ogni volta in cui bisogna affrontare una coda ci si imbatte in un personaggio di sesso, provenienza geografica ed età molto peculiari che cerca di fare il furbo se saltare la fila sostenendo di avere priorità (peccato essere finita in una coda riservata ai passeggeri platinum). Per fortuna la Polizia ad Istanbul è molto attenta e fa retrocedere i furbetti con tutta la famiglia al seguito in fondo alle code piu lente, ed , a volte, ho anche assistito al fermo di alcuni di essi.
 
Ho pensato bene prima di scrivere questo messaggio perché mi sento parte in causa (da persona che deve usufruirne). Il servizio non è gratuito: è pagato dalle compagnie aeree.

London, il problema è che i furbetti consumano risorse che servirebbero ad assistere chi, come te, ne avrebbe veramente diritto. Soprattutto quando questa cosa riguarda viene giustificata da un "io posso, e quindi sfrutto".
 
Scusate la domanda ingenua, ma il servizio può essere richiesto da chiunque? Non viene richiesto un certificato medico e/o dichiarazione di invalidità da parte dell'ente nazionale?
Certo sono certificati falsificabili da chi non ha scrupoli, ma per la maggior parte delle persone sensate, dovrebbe valere da deterrente il detto what goes around...
 
London, il problema è che i furbetti consumano risorse che servirebbero ad assistere chi, come te, ne avrebbe veramente diritto. Soprattutto quando questa cosa riguarda viene giustificata da un "io posso, e quindi sfrutto".
Chi ne abusa porta via risorse per altri (tradotto in parole povere, mi fa aspettare più a lungo in aereo 😇 ), il problema diventa come individuare i furbetti. Secondo me si potrebbero individuare all'arrivo, vale a dire quelli che non aspettano la sedia (siccome ci sono i dettagli della prenotazione e chi arriva con la sedia ha nome e cognome, rintracciarli e' facile).
 
Scusate la domanda ingenua, ma il servizio può essere richiesto da chiunque? Non viene richiesto un certificato medico e/o dichiarazione di invalidità da parte dell'ente nazionale?
Certo sono certificati falsificabili da chi non ha scrupoli, ma per la maggior parte delle persone sensate, dovrebbe valere da deterrente il detto what goes around...
In pratica, può essere richiesto da chiunque. Alcune linee aeree ti permettono di richiederla durante la prenotazione. Altre ti chiedono di passare dal call centre. Tu definisci l'aiuto di cui hai bisogno (C, S, o R). È un sistema molto rigido, per esempio una persona che cammina piano e prenotata su un VCE-FRA-SFO non ne avrebbe bisogno a VCE o SFO, ma diventa una necessità in quel labirinto che è FRA. Se la prenoti, la prenoti per tutto il viaggio.
A TLV ti chiedono il certificato medico anche per un'amputazione, a BLQ e VCE, se ti presenti al check-in da solo, ti chiedono che problemi hai e perché hai chiesto l'assistenza (la scusa è quella di darti la migliore assistenza possibile). A LHR è un casino (non c'è altra definizione possibile). La mia esperienza a BOS è stata interessante, e' l'unico aeroporto dove mi hanno chiesto se mi serviva anche all'arrivo. JFK dipende dal terminal che usi. s

In molti aeroporti, al check-in si comportano come se tutti fossero WCHC.
 
  • Like
Reactions: enryb and Jambock
Scusate la domanda ingenua, ma il servizio può essere richiesto da chiunque? Non viene richiesto un certificato medico e/o dichiarazione di invalidità da parte dell'ente nazionale?
Certo sono certificati falsificabili da chi non ha scrupoli, ma per la maggior parte delle persone sensate, dovrebbe valere da deterrente il detto what goes around...

Non serve nessun certificato.

Mia mamma, per esempio, ogni tanto chiede l'assistenza perché non sempre se la sente di dover camminare più di 1 km prima di prendere l'aereo.

In alcuni aeroporti le distanze da camminare all'arrivo sono minori, e l'assistenza non servirebbe, ma non sembra sia possibile chiederle solo per l'imbarco.
(almeno così mi hanno detto, due volte che ho chiesto io l'assistenza per lei)

[edit] la risposta di londonfog è molto più completa :)
 
  • Like
Reactions: enryb
Il problema e' un'altro. Non è un privilegio, altrimenti FR e compagnia bella te lo farebbero pagare. Ci sono abusi, ma come ha scritto @Jambock a volte non è una condizione medica, è semplicemente una questione di età e di aeroporti dove devi camminare chilometri per arrivare al gate. E questo, prima che uno consideri quelli che ci marciano perché, in effetti, salti le code. Quello che spinge la sedia a rotelle deve gestire tutto nel minor tempo possibile per aiutare qualcun altro.

Per semplicità (credo) è un sistema rigido di cui devi usufruire per tutto il viaggio.
 
  • Like
Reactions: enryb and Scarab
Non serve nessun certificato.

Mia mamma, per esempio, ogni tanto chiede l'assistenza perché non sempre se la sente di dover camminare più di 1 km prima di prendere l'aereo.

In alcuni aeroporti le distanze da camminare all'arrivo sono minori, e l'assistenza non servirebbe, ma non sembra sia possibile chiederle solo per l'imbarco.
(almeno così mi hanno detto, due volte che ho chiesto io l'assistenza per lei)

Bravo come sempre Jambock.

Il sistema è abusato, ma è anche un sistema pensato per "eliminare le barriere", e su questo thread sto leggendo dei commenti che sinceramente non mi piacciono, oltre a cose IMHO campate per aria. Per esempio, si può dire che chi usa i servizi PRM viene 'servito e riverito' solo se non li si è mai usati o visti (e le compagnie danno snack ai PRM?! Ma quando mai).

La realtà è che ci sono milioni di persone con disabilità. Otto milioni di persone, in UK, hanno problemi di deambulazione, e non è un paese fuori dagli schemi. I "furbetti", come dice quell'acchiappaclick del Lenny, sono una minoranza sparuta.
 
  • Like
Reactions: londonfog
Posso confermare che nessuno mi ha mai dato snack o bibite. Gli aeroporti che hanno 'zone di parcheggio' per chi ha sedie a rotelle, a volte, non hanno nemmeno l'acqua e sei fortunato se hanno il bagno per disabili.

Negli stati uniti ho visto sale apposite per i passeggeri richiedenti assistenza a SAN, SJC, CLE ed MCI per i passeggeri che, come me volavano con Delta. non vi era il lusso delle lounge, ma i passeggeri erano gestiti e qualcuno si prendeva cura di loro anche con qualche soft drink e cibo (magari ordinato) ma lo faceva. E ripeto, in Europa non non c'è nulla di paragonabile all'abuso che se ne fa negli stati uniti ad opera di certa gente. Tralaltro mi è capitato di vedere tante persone imbarcare da sole camminando con il bastone e rifiutando cordialmente ogni assistenza, ma provenivano da aree diverse. E ripeto anche, se imbarchi su un 190 e vedi oltre 20 carrozzine con a bordo persone normalissime, solo ultracinquantenari, la cosa ti da fastidio, e tanto. Se poi vedi anche quello che ha problemi a deambulare che imbarca da solo la carogna to monta di piu. Se poi la cosa avviane sempre, a tutti i voli, e se guardi intorno vedi la stessa scena a tutti gli imbarchi capisci che c'è qualcuno che sistematicamente ne approfitta.
Poi vai verso l'oriente e vedi sempre le stesse parsone ben identificabili tentare tutte tutte le volte di saltare la fila, farsi dare assistenza, entrare nella lounge abusivamente etc. etc... qualche stereotipo te lo fai? oppure no?
 
Negli stati uniti ho visto sale apposite per i passeggeri richiedenti assistenza a SAN, SJC, CLE ed MCI per i passeggeri che, come me volavano con Delta. non vi era il lusso delle lounge, ma i passeggeri erano gestiti e qualcuno si prendeva cura di loro anche con qualche soft drink e cibo (magari ordinato) ma lo faceva. E ripeto, in Europa non non c'è nulla di paragonabile all'abuso che se ne fa negli stati uniti ad opera di certa gente. Tralaltro mi è capitato di vedere tante persone imbarcare da sole camminando con il bastone e rifiutando cordialmente ogni assistenza, ma provenivano da aree diverse. E ripeto anche, se imbarchi su un 190 e vedi oltre 20 carrozzine con a bordo persone normalissime, solo ultracinquantenari, la cosa ti da fastidio, e tanto. Se poi vedi anche quello che ha problemi a deambulare che imbarca da solo la carogna to monta di piu. Se poi la cosa avviane sempre, a tutti i voli, e se guardi intorno vedi la stessa scena a tutti gli imbarchi capisci che c'è qualcuno che sistematicamente ne approfitta.
Poi vai verso l'oriente e vedi sempre le stesse parsone ben identificabili tentare tutte tutte le volte di saltare la fila, farsi dare assistenza, entrare nella lounge abusivamente etc. etc... qualche stereotipo te lo fai? oppure no?

Questa mi sa tanto di “Io non sono razzista ma…”
 
Ragazzi, siamo partiti dall'ennesimo articolo trash di Lenny. Un articolo che compare in questo periodo dell'anno quando "non si sa cosa scrivere". 53 messaggi dopo cominciamo a essere ripetitivi. Siamo alla caccia al presunto privilegio, con relativa indignazione e misure per limitare "i furbetti". Da qui escono fuori fantasie a go go (credetemi, io è da dodici anni che viaggio WCHS, ho visitato quattro continenti e non mi è mai stato offerto nulla).

A questo punto vi inviterei a parlare d'altro.

Primo avviso, al terzo chiudo il thread.
 
  • Like
Reactions: Scarab
Negli stati uniti ho visto sale apposite per i passeggeri richiedenti assistenza a SAN, SJC, CLE ed MCI per i passeggeri che, come me volavano con Delta. non vi era il lusso delle lounge, ma i passeggeri erano gestiti e qualcuno si prendeva cura di loro anche con qualche soft drink e cibo (magari ordinato) ma lo faceva. E ripeto, in Europa non non c'è nulla di paragonabile all'abuso che se ne fa negli stati uniti ad opera di certa gente. Tralaltro mi è capitato di vedere tante persone imbarcare da sole camminando con il bastone e rifiutando cordialmente ogni assistenza, ma provenivano da aree diverse. E ripeto anche, se imbarchi su un 190 e vedi oltre 20 carrozzine con a bordo persone normalissime, solo ultracinquantenari, la cosa ti da fastidio, e tanto. Se poi vedi anche quello che ha problemi a deambulare che imbarca da solo la carogna to monta di piu. Se poi la cosa avviane sempre, a tutti i voli, e se guardi intorno vedi la stessa scena a tutti gli imbarchi capisci che c'è qualcuno che sistematicamente ne approfitta.
Poi vai verso l'oriente e vedi sempre le stesse parsone ben identificabili tentare tutte tutte le volte di saltare la fila, farsi dare assistenza, entrare nella lounge abusivamente etc. etc... qualche stereotipo te lo fai? oppure no?
Quindi vedi un’assistenza con uno che deambula e ti fai salire la bile, ho capito bene?
Chiederti cosa minchia ne puoi sapere te di quell specifico caso è troppo?
Tieni conto che mi occupo di disability da 30 e più anni e che lavoro nel trasporto aereo, ti chiedo di essere molto, ma molto specifico nella tua risposta, grazie!
 
Ricapitoliamo.

Il numero di PRM per volo cresce. Principalmente perché l’età media aumenta. In parte, forse, probabilmente, anche per qualche vigliacco (non un “furbetto”) che se ne approfitta, anche se con numeri ignoti che a tratti sembrano dati per certi.

Chi subisce la situazione è il personale e, soprattutto, le persone a ridotta mobilità. Non solo attendono di più, ma possono anche doversi sottrarre allo sguardo di riprovazione di chi “nota cose”.

Impatto per tutti gli altri: marginale.

Problemi reali: gestire in sicurezza a bordo una percentuale sempre crescente di PRM e migliorare la qualità del servizio. Su questo sarei curioso di leggere proposte da chi affronta queste problematiche ogni giorno.

Problema principale, secondo questo thread: “dimostrami che zoppichi davvero”. Ovvero rendere più complicato l’esercizio di un diritto da parte di chi ne ha diritto.

Bonus track: assessment “visuale” della condizione medica, con o senza racial profiling.
 
Impatto per tutti gli altri: marginale.
Mi permetto però di aggiungere un commento sulla marginalità dell'impatto per i pax normali. Capita qualche volta che il volo faccia ritardo perhé stiamo aspettando i pax che hanno chiesto assistenza, quindi in realtà un disagio per i prm può anche trasformarsi in un disagio collettivo.
 
Mi permetto però di aggiungere un commento sulla marginalità dell'impatto per i pax normali. Capita qualche volta che il volo faccia ritardo perhé stiamo aspettando i pax che hanno chiesto assistenza, quindi in realtà un disagio per i prm può anche trasformarsi in un disagio collettivo.
In realtà quello è il risultato finale di un problema. Gli aeroporti decidono quanti ambulift avere in base al traffico medio della giornata. Nei momenti di punta, sei fregato. Tieni presente che un ambulift usato per una persona in arrivo può far aspettare sei persone in partenza.
Torniamo a una questione di soldi. Pochi aeroporti si dotano di attrezzature (essenzialmente ambulift, sedie a rotelle, e golf trolley) e personale per gestire i momenti di punta della giornata.
Da passeggero trovo molto difficile individuare la persona giusta per segnalare un disservizio. Generalmente la linea aerea ti risponde che non è un loro problema (ed è vero), ma non ti fornisce nessuna informazione su come raggiungere chi di dovere.