Aerolinee Siciliane rileva il COA di Air Connect da Aeroitalia


Pure il sole24ore si mette a scrivere

Nell’isola, alla luce anche dei rincari sui biglietti aerei, due progetti in campo: l’ultimo in ordine di tempo è quello lanciato dall’ex assessore Manlio Messina. Da anni va avanti l’iniziativa di Aerolinee Siciliane ispirata da Luigi Crispino, l’imprenditore che per primo ha rotto il monopolio di Alitalia con Air Sicilia, poi fallita
 
Pure il sole24ore si mette a scrivere

Nell’isola, alla luce anche dei rincari sui biglietti aerei, due progetti in campo: l’ultimo in ordine di tempo è quello lanciato dall’ex assessore Manlio Messina. Da anni va avanti l’iniziativa di Aerolinee Siciliane ispirata da Luigi Crispino, l’imprenditore che per primo ha rotto il monopolio di Alitalia con Air Sicilia, poi fallita
Tutti scrivono e rilanciano la notizia dei nobili obiettivi di coloro che vogliono fondare compagnie aeree per il bene dei cittadini dell'"estrema periferia del mondo" e non per un bieco tornaconto economico.

ma che ci fosse qualcuno che rilevasse che ne il club Crispino ne finora il gruppo di Messina ha fornito degli elementi per capire con che modello di business pensano di farlo.

Segreto industriale?

Perlomeno a Etna Sky essendo al primo annuncio.. possiamo concedere un po di tempo.



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E allora io mi domando: chi è l’aviopirla?
Ce semo tutti Dancré, vai cor tango!

“Da Torino a Catania? Servono 20 ore e si passa da Budapest”. “Io ho fatto scalo a Cracovia”. Il caro-voli e l’odissea di chi torna in Sicilia per le feste​

DI SAUL CAIA
Per raggiungere casa durante le feste comandate e in estate migliaia di siciliani sono costretti a girare l’Europa e l’Italia per evitare di spendere uno stipendio in cambio di un biglietto aereo.

Scali a Budapest, Tirana, La Valletta, ma anche a Roma e Napoli. Lunghe attese per coincidenze e ritardi. Voli ad orari improponibili. È l’odierna Odissea degli Ulisse siciliani che ogni anno per le feste comandate e in estate, per evitare di spendere uno stipendio in voli, sono costretti a girare l’Europa e l’Italia per tornare a casa. “Ho impiegato 20 ore per arrivare a Licata (Agrigento), mi sono imbarcato da Torino per Budapest, due ore di viaggio più altri 9 di attesa in Ungheria, tra lo scalo e il ritardo della coincidenza, e infine sono atterrato a Catania”, ci racconta Guglielmo Rizzo, 23 anni supplente di informatica e iscritto all’università a Torino. Ma una volta atterrato, il viaggio infinito è continuato. “In Sicilia ho dovuto prendere un bus per arrivare fino a casa. Non è la prima volta che faccio uno scalo. Spesso con Ita mi sono fermato a Roma. A settembre, per il rientro della scuola, ho fatto Catania-Barcellona, purtroppo però c’è stato un problema con la compagnia aerea e ho dovuto comprare un secondo biglietto per Torino, restando a dormire in aeroporto. Un salasso. Con me c’erano anche altri siciliani. Ormai tornare a casa è sempre più complicato, anche volendo comprare i biglietti prima, i prezzi sono sempre alti”.

“Catapultateci a Malta”, dice Salvo Ficarra nella serie tv “Sicilia Express”. Quella che sembrava solo una battuta comica, per molti siciliani ormai è diventata la triste realtà. “Sono anni che per tornare a casa faccio scalo in altre città – ci spiega Simona Maccagnano, insegnante 41enne a Torino -. Due anni fa ho preso un volo per Cracovia, sia questo che lo scorso anno invece per Malta. Parto alle 10 del mattino e arrivo a Catania alle 17”. Sebbene dall’aeroporto di Caselle a Fontanarossa ci vogliano solo due ore di volo, a causa dello scalo, l’attesa diventa molto più estenuante. “Ho acquistato due bigliettidifferenti, purtroppo la coincidenza non è rapida e quindi dovrò aspettare 5 ore a Malta prima di imbarcarmi. Tutto questo per risparmiare sui costi, solo per il biglietto di ritorno per Torino ho speso quasi 200 euro. In passato ho anche preso il treno dal Piemonte a Roma, e poi nella capitale un volo per Catania. Molti miei amici e colleghi preferiscono non tornare più per le feste, perché ogni anno è sempre peggio. I prezzi non sono alti solo nel weekend, ma anche durante la settimana”, aggiunge Simona.

Scalo all’italiana. Una routine consolidata quello dello scalo, anche con le città italiane. “Tre anni fa per lavoro mi sono trasferita a Milano, e tornare a casa è sempre più complicato – spiega Viviana Pepi, 34enne ispettrice del lavoro -. Quest’anno per partire ho dovuto prendere un giorno di ferie, ho acquistato per circa cento euro un biglietto solo per il volo dell’andata con Ita, alle 7 del mattino da Linate. Ho fatto scalo a Roma con la stessa compagnia, per poi atterrare a Catania. Di solito cerco di acquistare voli diretti, ma ormai i prezzi sono insostenibili”.

Per aggirare l’aumento dei costi, si tentano tutte le soluzione. “Sono anni che continuo a fare scali da un aeroporto all’altro, quest’anno ho preso un biglietto da Bergamo a Napoli, poi dalla Campania sono ripartita per Catania, sono riuscita a spendere un centinaio di euro a fronte delle 280 euro che sarebbe costato il diretto – racconta Paola Restuccia, 39enne insegnante a Bergamo -. Lo scorso anno, per le festività di Pasqua ho fatto scalo a Tirana”.

Storie di vita quotidiana che tanti siciliani ormai conoscono bene. “Ho acquistato un volo da Berlino, dove vivo per lavoro, per Catania a 400 euro, andata e ritorno, tra l’altro comprato ad ottobre e con il solo bagaglio a mano – racconta Valentina Calleri, 37enne senior operation Zalando -. Mio fratello partendo da Milano ha speso invece 200 euro per fare con Ita lo scalo a Roma, se avesse preso un volo diretto gli sarebbe costato quanto il mio dalla Germania”.

Protesta in aeroporto. La Regione guidata dal governatore Renato Schifani sta cercando di fronteggiare il caro voli con degli incentivi. Per garantire la “continuità territoriale”, chi è residente nell’isola può chiedere un rimborso del 25% sul singolo prezzo del biglietto oppure prenotare direttamente nei siti delle compagnie aeree che hanno aderito, Ita e Aeroitalia, ad una tariffa scontata se garantisce di vivere nell’isola. Ma spesso e volentieri, i siciliani che per lavoro o studio si sono trasferiti al Nord, hanno perso la residenza, oppure acquistando voli con lo scalo non possono comunque accedere al rimborso.

Un altro tentativo è stato il treno SiciliaExpress, finanziato dalla regione con ferrovie dello stato, che partendo da Torino attraversa tutta l’Italia per terminare la corsa a Palermo e Siracusa. Scelta però criticata da molti, perché la vendita è avvenuta solo a ridosso delle feste, il 16 dicembre, e i 2200 biglietti messi a disposizione sono stati polverizzati in poche ore.

Stamane all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo è stato organizzato da “Nun si parti”, Federconsumatori e Cgil un sit-in di protesta contro il caro voli. “È un problema reale che ha un grosso impatto sulla vita di tanti siciliani costretti per lavoro o studio a lasciare l’isola, e che nella maggior parte dei casi vivono in condizioni poco stabili, come gli studenti universitari nelle grandi città, ma anche giovani lavoratori e precari – spiega Anthony Graziano, portavoce di “Nun si parti” -. Non solo non si riesce a garantire un futuro ai siciliani nella propria terra, ma anche quando provano a tornare a casa per un breve periodo le compagnie ci speculano sopra; e la risposta delle istituzioni nazionali e regionali è di scaricare la responsabilità sulle compagnie low cost e sull’algoritmo. Oppure proponendo iniziative simboliche come il SiciliaExpress, un treno ogni sei mesi con un viaggio di ventiquattro ore, e lo scontro sui biglietti che però hanno rincari del 900 per cento, quindi non sortisce nessun effetto nel calmierare il prezzo del volo”.

Da: ilfattoquotidiano.it
 
In questo periodo non capita solo in Italia. Un'amica del Centro di Costo num.3 si fa LCY-AMS-EDI e risparmia 100 sterline sul biglietto del treno. Non aveva previsto di andare a casa per Natale, ma ha avuto un'emergenza in famiglia.
 
Altro forumista su altro thread si lamenta dei biglietti scontati per i dipendenti di compagnie aeree; qui il giornalista del caro voli nei periodi di domanda. Poerannoi, come si dice da queste parti.
Quella strana legge economica sulla domanda e sull'offerta e le correlazioni con il prezzo, nonché il fatto che non sia possibile allargare più di tanto l'offerta dei voli ... Un Torino-Palermo che parte pieno oggi può stare fermo a Palermo fino a dopo Capodanno per fare poi il ritorno pieno: sentita anche questa in radio.
E' ben noto che le competenze finanziarie e di economia degli italiani stanno tra lo zero ed il nulla. E' altrettando ben noto che la demagogia impera, anche da chi dovrebbe rifuggerne per il ruolo ricoperto ma preferisce comportarsi da capopopolo invece che da personalità di governo. Buon Natale!
 
Le compagnie di trasporto sono nel mercato per guadagnare e non per beneficenza. I prezzi sono tali perché i passeggeri sono disposti a pagare. Il ricatto morale delle feste comandate esiste solo per fare caciara. Lamentarsi anche per un volo con scalo dove il risparmio è notevole significa non avere il senso della realtà.
Non stiamo parlando di un bene di prima necessità dove l'aumento dei costi strangola le persone. Se "scendi" il 26 dicembre i tuoi parenti sono ancora lì
 

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Pensino loro che io ho pagato 500 euri per andare a Budapest. E come ricompensa mi sono preso una febbre dai nipoti che morbo di Marburg levati.