Sin dai vecchi, buoni tempi , in cui frequentavo la Danimarca, raggiungendola in treno, avevo avuto lo sghiribizzo, di fare un voletto su qualche civettuola compagnia locale, magari un sano Borholm Aalborg, che so, un Billund Orland, ma tantè , il tempo passa.
Poi, una uggiosa mattina di settembre : ( uggiosa, saranno i soli 36 deg. fuori), realizzo, guardando fuori dalla finestra, che la civettuola compagnia danese, mi sta decollando in testa, direzione Ancona !
Cosi, chiamo il capo e pianto una grana : "ma ad Ancora ma non fanno una mazza" ! è essenziale una mia prossima visita nelle marche, anzi è urgentissima. DAT : Velokmmen om bord.
Volo prenotato e via.
Sette minuti sono a LIN.
Mattina di fine settembre LIN è il solito ; ( signore Blasè, handling distratto, stupore perché non si toglie il PC ai controlli, business traveller incazzato per la fila ai controlli per LYC).
Al gate siedo davanti a una compagnia di anziane turiste danesi e penso che si, questo LIN AOI, potrebbe benissimo essere un proseguimento da Roskilde.
Come si individuano i turisti danesi ? ( parlano danese, ovvio, e hanno l’immancabile zainetto Fjall Raven).

La gentile addetta al gate mi informa che saremo dieci pax, che allegramente trotterellano al Cobus.


Dopo una decina di minuti fermi nel cobus, l’addetta ci informa che tocca aspettare, perché stanno rifornendo il frollino.
Finalmente partiamo, cerchiamo di non rovinare addosso a un G50 che probabilmente ha JLO e Anne Wintur a bordo e ci accostiamo al nostro Frollino, OY JRO di Danske Air Trasport , DAT per gli amici.



Un giovane ATR 42 ventiquattrenne, dalla storia interessante : consegnato al Governo polinesiano come aereo di stato, poi girato alle linee aeree del Buthan ( nome Great Lamou), quindi transitato in Slovenia (Amelia International) e quindi nelle terre biancorosse.
I dieci passeggeri vengono disposti nelle ultime tre file , la cosa disorienta palesemente la AV , a nome Viviana, che non sembra convinta.

Viviana richiama il dispatcher : “è sicuro del bilanciamento ? ha mandato il foglio di carico al comandante” ?
“Eh certo, via mail”.
“Via mail” ?
La cosa non convince Viviana, che dirige in cockpit.
Chiudiamo le porte, ma sembra insoddisfatta, manda un pax in prima fila, poi punta il dito verso di me, che sono seduto in fila 13 ; “ vada all’11 B”.
Vado.
Senonchè all’11 A siede un ometto con farfallino, che sull’11B ha già disposto : due giornali, Guerra e Pace di Tolvstoi e un plaid di lana vergine.
“ Ma vada da un’altra parte” , dice, infastidito.
Fortunatamente, il passeggero dell’11 C, mi offre il posto accanto.
Si decolla, corsa brevissima e a metà pista già godo del paesaggio dell’apron dell’ATA, pieno di G50, arrivati per la fashion week.


Ci salirò una volta ? ( penso mai).
Safety card DAT.

Rivista di bordo, con sponsor di livello mondiale, (Ristorante da Tommasino).


A metà volo , Viviana offre un frollino ( gustoso) e chiede se voglio da bere.

Rispondo no, perché avevo acquistato un acqua San Pellegrino al bar di Linate, al costo di una bottiglia di Champagne Extra Brut Grand Cru Jacques Selosse 2010.
Ciò si rivela un errore clamoroso, perché DAT offre da bere la cedrata !
Onubilato dall’errore, passo il resto del volo a rosicare.
A 20 dall’atterraggio interviene Charli, il copilota, che, con accento da ispettore Clauseau , ci informa del prossimo arrivo.
Il fullino lascia la terra e punta dritto sul mare.
Dopo qualche minuto, l’ometto col farfallino comincia ad agitarsi e già si vede fare la fine dell’ MH 380.
Niente paura, stretta virata, flaps a 25 e scendiamo.
Full flap prima dell’atterraggio.
Come faccio a saperlo ?
Facile.

Tocchiamo terra con un balzo e dirigiamo al terminal di Falconara, occhieggia solitario, ma è sempre un belvedere, un 757 di DHL.

Saluto Viviana, Charli e il frullino, esco dal terminal, mi districo dalla folla stile terminal 2 di JFK e dirigo verso la Pandina a noleggio.

NDR la mia innata pirgizia e ritrosia per le foto, rende impossibile il TR del ritorno , abbastanza uneventful : ( 14 pax e un Foxhound, per la cronaca, sempre Charly ai comandi, Viviana non c’era).
Tuttavia.
Ho accettato da bere.
Eccola in tutta la sua chiara bontà.

Poi, una uggiosa mattina di settembre : ( uggiosa, saranno i soli 36 deg. fuori), realizzo, guardando fuori dalla finestra, che la civettuola compagnia danese, mi sta decollando in testa, direzione Ancona !
Cosi, chiamo il capo e pianto una grana : "ma ad Ancora ma non fanno una mazza" ! è essenziale una mia prossima visita nelle marche, anzi è urgentissima. DAT : Velokmmen om bord.
Volo prenotato e via.
Sette minuti sono a LIN.
Mattina di fine settembre LIN è il solito ; ( signore Blasè, handling distratto, stupore perché non si toglie il PC ai controlli, business traveller incazzato per la fila ai controlli per LYC).
Al gate siedo davanti a una compagnia di anziane turiste danesi e penso che si, questo LIN AOI, potrebbe benissimo essere un proseguimento da Roskilde.
Come si individuano i turisti danesi ? ( parlano danese, ovvio, e hanno l’immancabile zainetto Fjall Raven).

La gentile addetta al gate mi informa che saremo dieci pax, che allegramente trotterellano al Cobus.


Dopo una decina di minuti fermi nel cobus, l’addetta ci informa che tocca aspettare, perché stanno rifornendo il frollino.
Finalmente partiamo, cerchiamo di non rovinare addosso a un G50 che probabilmente ha JLO e Anne Wintur a bordo e ci accostiamo al nostro Frollino, OY JRO di Danske Air Trasport , DAT per gli amici.



Un giovane ATR 42 ventiquattrenne, dalla storia interessante : consegnato al Governo polinesiano come aereo di stato, poi girato alle linee aeree del Buthan ( nome Great Lamou), quindi transitato in Slovenia (Amelia International) e quindi nelle terre biancorosse.
I dieci passeggeri vengono disposti nelle ultime tre file , la cosa disorienta palesemente la AV , a nome Viviana, che non sembra convinta.

Viviana richiama il dispatcher : “è sicuro del bilanciamento ? ha mandato il foglio di carico al comandante” ?
“Eh certo, via mail”.
“Via mail” ?
La cosa non convince Viviana, che dirige in cockpit.
Chiudiamo le porte, ma sembra insoddisfatta, manda un pax in prima fila, poi punta il dito verso di me, che sono seduto in fila 13 ; “ vada all’11 B”.
Vado.
Senonchè all’11 A siede un ometto con farfallino, che sull’11B ha già disposto : due giornali, Guerra e Pace di Tolvstoi e un plaid di lana vergine.
“ Ma vada da un’altra parte” , dice, infastidito.
Fortunatamente, il passeggero dell’11 C, mi offre il posto accanto.
Si decolla, corsa brevissima e a metà pista già godo del paesaggio dell’apron dell’ATA, pieno di G50, arrivati per la fashion week.


Ci salirò una volta ? ( penso mai).
Safety card DAT.

Rivista di bordo, con sponsor di livello mondiale, (Ristorante da Tommasino).


A metà volo , Viviana offre un frollino ( gustoso) e chiede se voglio da bere.

Rispondo no, perché avevo acquistato un acqua San Pellegrino al bar di Linate, al costo di una bottiglia di Champagne Extra Brut Grand Cru Jacques Selosse 2010.
Ciò si rivela un errore clamoroso, perché DAT offre da bere la cedrata !
Onubilato dall’errore, passo il resto del volo a rosicare.
A 20 dall’atterraggio interviene Charli, il copilota, che, con accento da ispettore Clauseau , ci informa del prossimo arrivo.
Il fullino lascia la terra e punta dritto sul mare.
Dopo qualche minuto, l’ometto col farfallino comincia ad agitarsi e già si vede fare la fine dell’ MH 380.
Niente paura, stretta virata, flaps a 25 e scendiamo.
Full flap prima dell’atterraggio.
Come faccio a saperlo ?
Facile.

Tocchiamo terra con un balzo e dirigiamo al terminal di Falconara, occhieggia solitario, ma è sempre un belvedere, un 757 di DHL.

Saluto Viviana, Charli e il frullino, esco dal terminal, mi districo dalla folla stile terminal 2 di JFK e dirigo verso la Pandina a noleggio.

NDR la mia innata pirgizia e ritrosia per le foto, rende impossibile il TR del ritorno , abbastanza uneventful : ( 14 pax e un Foxhound, per la cronaca, sempre Charly ai comandi, Viviana non c’era).
Tuttavia.
Ho accettato da bere.
Eccola in tutta la sua chiara bontà.
