Infine, questione successo. Il numero di passeggeri europei in arrivo in America non è tornato ancora ai livelli pre-Covid, anzi continua a diminuire. Il POS USA è molto più redditizio di quello EU/UK. Fino a quando gli americani continueranno a voler/poter inseguire il sogno "White Lotus" a Taormina? Perchè tutti questi voli sono pensati, e stanno in piedi, solo per il leisure traveller americano che brucia n-mila dollari per le sue due settimane annuali di vacanza. E non so per quanto tempo continueranno a farlo, vista l’inflazione che galoppa spinta dai dazi e dalla guerra iraniana del bomba… e mi domando cosa succederà quando - finalmente - la bolla AI scoppierà.
Su questa domanda vale la pena soffermarsi. Ho due pensieri contrastanti e numeri insufficienti alla mano per formare un’opinione netta, ma:
- Gli americani non sanno proprio essere parsimoniosi. Conosco decine di persone (età 25-45) che acquistano serenamente biglietti di Business Class per l’Europa a caro prezzo — la maggioranza di loro lo fa in uno di due modi: usando la linea di credito di una carta (“tanto poi il modo di pagare lo trovo, nonostante gli interessi del 20%”), oppure usando fino all’ultimo centesimo del proprio conto in banca. Vivere pay check to pay check è la norma, non sempre per scarso reddito, anzi: spesso di tratta di sovraconsumo. Molti dei 25-45enni americani di oggi, colletti bianchi con buoni redditi, si bruciano tutto, tutti i mesi, per la pigrizia di non cucinarsi mai niente a casa, di non posticipare mai la gratificazione di un acquisto, un pasto, una vacanza. Se questa è l’America, fra poco verrà giù tutto: i tassi d’interesse saliranno, l’economia rallenterà, e tanti di questi consumatori si troveranno a non avere materialmente più denaro da spendere. Aggiungi le varie crisi del debito — dal bilancio del governo federale alla somma degli studenti loan, e gli ingredienti per un inverno economico sono tutti allineati. Mi chiedo quando si comincerà a sentir parlare di spread anche in USA…
- L’altra faccia della medaglia la si scorge guardando alla ripartizione della ricchezza. La generazione dei Baby Boomer (che già oggi spende molto per visitare Taormina) ha in mano una ricchezza spaventosa. È la generazione che ha beneficiato maggiormente dell’indebitamento americano (tasse sul reddito e sulle plusvalenze relativamente basse per decenni mentre lo Stato e gli Stati si mantenevano col debito). Ebbene, questa generazione ha in mano, secondo le stime, 84.000 MILIARDI di dollari. E, nonostante la tendenza sia alla concentrazione sempre maggiore della ricchezza in poche mani, quegli 84.000 miliardi sono ancora relativamente ben distribuiti. Questa generazione inizia quest’anno a compiere 80 anni e sta iniziando a trasferire questa ricchezza alle generazioni successive. Non ho i numeri per orientarmi e capire quanto questo possa alterare la spesa media dei consumatori americani, ma con 84.000 miliardi si va lontano. Per dare termini di comparazione: le società dell’indice S&P 500 (incluse quindi Google, Amazon, Apple, varie linee aeree, e tante, tante altre) capitalizzano complessivamente circa 70.000 miliardi. Aggiungiamo a questo il fatto che il PIL pro capite americano è sei volte quello della Cina e si capisce che di sposi americani sul Lago di Como ne vedremo ancora molti.