TR - FCO-SOF-FCO, tra monasteri e la propaganda che fù


Seaking

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Socio AIAC 2026
1 Febbraio 2012
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Roma
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L'idea di questo viaggio nasce lo scorso marzo, quando Baby Boss mi si presenta con l'ennesimo case study su un viaggio lampo in orari comodi da weekend, venduto come viaggio a "poca spesa ed alta resa".

L'occasione è un weekend in cui mia moglie sarà assente per lavoro e Il Laureando sarà per l'appunto sotto esame (siamo a -3, a Iddio piacendo!).
La formazione è quindi limitata a me, Baby Boss e La Piccola.

La combinazione che mi viene proposta è un FCO-SOF-FCO operato da Wizzair, con partenza il venerdì sera ed il rientro domenica sera (un viaggio davvero lampo), alla modica cifra di circa 140 Euro a/r per tutti e tre. Mai stati in Bulgaria, Paese che mi interessa conoscere perché tutt'ora considerato il più malconcio d'europa nonostante gli oltre 20 anni dall'ingresso nella UE (e nella NATO).

Il viaggio si innesta in quel filone di viaggi in repubbliche dell'ex blocco sovietico che ci hanno già visto protagonisti di un indimenticabile viaggio a Erevan (https://www.aviazionecivile.it/thre...ticamente-non-ti-aspetti.144954/#post-2019198) e di uno molto bello a Danzica (https://www.aviazionecivile.it/thre...petti-e-che-ti-sorprende.144981/#post-2021048).

Troviamo su Booking un bell'appartamento da 150mq in zona moschea, in centro. Approfittando di un voucher Booking valido per le corse in taxi, decido di prendere anche questo servizio a/r che, al netto del voucher da 15 Euro, me ne costerà 17. Risolto anche il tema del trasporto da e per l'aeroporto.

Arriveremo a Sofia il venerdì alle 23:30, quindi avremo solo il sabato e buona parte della domenica per esplorare città e dintorni. Ce li faremo bastare.

Il sabato sarà dedicato ad una gita in giornata, già identificata dal nostro, al monastero di Rila (sito UNESCO che dista 120 km da Sofia), più altre fermate intermedie. Il tutto su GetYourGuide (app che trovo molto ben fatta e davvero molto utile) alla cifra di 20 Euro a testa.
La domenica la dedicheremo alla esplorazione della città e, cosa a mio avviso davvero molto interessante, alla visita del Museo dell'Arte Socialista, così chiamato nonostante il regime bulgaro fosse dichiaratamente comunista e non socialista, ma tant'é.
Il museo raccoglie varie statue di eroi della Rivoluzione rimosse alla fine del regime, più una buona serie di manifesti di propaganda, bulgari e non, che sono il mio vero obiettivo della visita.

La partenza, prevista a maggio, arriva molto velocemente e mi ritrovo qualche giorno prima ad acquistare il solito parcheggio AdR con l'utilissima modalità ticketless: paghi in anticipo, entri ed esci agli orari indicati con la sola lettura della targa. 68 Euro in tutto per poco più di 48 ore. speravo meno.

Arrivati a FCO, inizia la consueta caccia al posto auto al parcheggio B: solo all'ultimo piano scoperto riesco per miracolo a trovare un posto libero, nonostante il tabellone all'ingresso ne indicasse a bizzeffe come disponibili. Su questa cosa AdR deve davvero migliorare, magari iniziando col dimezzare l'area riservata ai veicoli elettrici, che è enorme e sempre semideserta perché è stata evidentemente sovrastimata.

Entrati al terminal, avendo solo bagaglio a mano andiamo direttamente ai controlli sicurezza utilizzando la fast track offerta da American Express ed in breve siamo airside.

La zona airside è stracolma di gente, roba che quando lavoravo in zona FCO, si vedeva solo a luglio ed agosto. Si fa davvero fatica a camminare e riesco a raggiungere la Prima Vista Lounge solo a colpi di machete.

Qui la prima sorpresa: c'è la coda per entrare (mai vista prima), ma alla fine scorre ed in 7-8 minuti siamo dentro dove la situazione è tenuta molto ben sotto controllo dagli addetti all'ingresso. Infatti non c'è un sensazione di affollamento e troviamo subito vari posti in cui sedere.

Questa foto rende bene l'idea.
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Dopo un paio di porzioni di buonissima parmigiana di melanzana e stuzzichini vari, mi affaccio fuori per vedere cosa c'è in giro.
Un bel A320neo di TAP
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Un solitario A319 di ITA si avvia alla partenza per LIN, forte dei suoi 22 anni di esperienza!
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E' ora di imbarcare e ci avviamo al gate A67. Il machete sempre nella mano destra ad aprire la strada.
L'imbarco è piuttosto ordinato ed avviene tramite Cobus. Nessuno ci chiede la carta di identità e basta passare la boarding pass sul lettore.

A portarci oggi sarà 9H-WNA, un 321neo di due anni di età.
Dentro è così. Notare i sedili ultra slim, ma tanto tanto ultra slim! Per fortuna sarà un volo corto...

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Ad accompagnarmi oggi la lettura di questo libro sulla famiglia Kristiansen che, grazie al capostipite Ole Kirk, creò negli anni 30 quella che oggi conosciamo come LEGO.
La storia arriva fino ai giorni nostri, passando per innumerevoli crisi e rinascite aziendali. Libro molto interessante per chi ama le storie aziendali di successo e le LEGO.

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Partiamo in orario, cabina piena ad occhio all'85%, atmosfera tranquilla senza fenomeni e maranza, molti bulgari e qualche italiano.
Il volo va via davvero veloce ed arriviamo con una ventina di minuti di anticipo.

A SOF è pieno di KC-135 americani rischierati qui per supportare le operazioni in Iran. Al ritorno ne conterò ben 12 parcheggiati sul piazzale!

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Qui il nostro aereo durante lo sbarco ai remoti del Terminal 1, che è davvero messo maluccio, per la verità.
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L'unico vantaggio che il T1 ha è che è piccolissimo e siamo fuori letteralmente in due minuti scarsi, dove ci aspetta la nostra simpatica driver: una signorotta di mezza età (quindi mia coetanea) che parla un ottimo inglese rovinato solo da una certa fiatella alcolica, sulla quale però non indago...

In 20 minuti siamo in centro, che alterna vie piuttosto signorili a traverse che invece avrebbero tanto bisogno di un bonus facciate degno del Conte 1 e del Conte 2!

Questo il nostro appartamento soppalcato, è oltre mezzanotte e ce ne andiamo a letto subito.
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Domani, quando Baby Boss avrà con comodo finito la sua corsa mattutina, partiremo per la gita al monastero.

--SEGUE--
 
Ma beati voi, io saranno 3 anni che non entro in una lounge PP a FCO, sempre trovato fila. Unica eccezione era la Plaza extra Schengen, ma non ci passo da piu di una anno
 
Buon inizio :)

Ero martedì scorso in connessione a FCO e ci sono rimasto anch'io... IAD, la sera prima, era semi-deserto a confronto.
La quantità di gente nel terminal è difficile da descrivere. Gente ovunque, bar e ristoranti dove si lotta per un tavolo o anche per una sedia…
Ma beati voi, io saranno 3 anni che non entro in una lounge PP a FCO, sempre trovato fila. Unica eccezione era la Plaza extra Schengen, ma non ci passo da piu di una anno
Per me è la prima volta che faccio la coda.
Baby Boss e' una risorsa incredibile. Aspetto il resto.
Ora che è in piena fase salutista/sportiva, non è facile da gestire, soprattutto a tavola!
Seaking, SOF e Wizzair: sicuro che non stavi andando/tornando da AUH e ti hanno fatto uno stop-over? :D
Quel volo è durato poco, veramente troppo stirato per il 321!
 
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Il mattino dopo giocoforza ci svegliamo presto, vuoi perché non ci sono le tende e la luce si fa vedere presto, vuoi perché Baby Boss, vestito come un ultrarunner, si aggira per la stanza già alle 6 del mattino: scarpe Adidas ultra leggere, completino in tessuto tecnico Nike, cappellino in testa e Garmin al polso perché "l'Apple Watch non va bene per chi corre" (sic).

L'indicazione che gli do è di tornare presto, perché alle 8:45 dobbiamo presentarci al punto di incontro da dove partire per la nostra escursione fuori Sofia. La corsa sarà quindi limitata a "soli" 7km, così mi promette.

La promessa viene mantenuta e riusciamo ad uscire di casa in tempo per arrivare al punto di incontro e magari mangiarci anche qualcosa prima di partire.

L'appuntamento è davanti all'ambasciata slovacca e strada facendo ci fermiamo davanti ad un negozietto che sforna Banitsa a nastro: si tratta di una torta salata sofficissima con ripieno di uova, yogurt e sirene (la versione bulgara della feta greca). Nella sua semplicità, davvero molto buono.

Qui una foto presa da internet che rende bene l'idea.

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Fatta questa piccola pausa, arriviamo sul posto dove scopro che, pur avendo prenotato la gita con guida in inglese, siamo invece tutti italiani, con una ragazza che ci fa da guida e che parla molto bene l'italiano, così bene da salutarci con "ciao raga"! :LOL:
Velislava, questo il suo nome, si rivelerà una fonte preziosa di informazioni, sia per quanto riguarda la zona che andremo a visitare, sia riguardo alle condizioni attuali in Bulgaria, tra passaggio all'euro, condizioni economico-sociali, prospettive future, ecc...

Saliamo sul bus, a spanne un classe 1980-90, dotato di sedili che hanno un pitch che Ryanair lévete proprio... viaggerò infatti con le gambe messe di traverso per tutto il giorno.

La prima tappa del nostro tour è la chiesa di Bojana, risalente al X secolo, e divenuta patrimonio UNESCO nel 1979 per l'eccezionalità dei suoi affreschi bizantini.

Per chi vuole sapere qualcosa in più: https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Bojana

La guida ci spiega infatti che, mentre nella pittura bizantina che possiamo trovare in Italia, le figure sono statiche e generalmente inespressive, in questa chiesa i maestri locali dell'epoca (gli affreschi risalgono al 1200), si presero alcune libertà quali donare espressività e movimento ai soggetti ritratti.

Purtroppo l'accesso alla chiesa è fortemente contingentato (10 persone alla volta per massimo 10 minuti) ed all'ingresso è presente la versione locale di frau Blucher, che dirige il traffico e la visita con indomita fermezza.
Avendo noi acquistato il tour solo il giorno prima, la disponibilità di biglietti per entrare nella chiesa era già terminata e ci siamo quindi dovuti accontentare di vedere l'esterno della chiesa ed il parco, comunque molto belli.

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Il giardino con un antico cimitero
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Tutti in fila pronti per passare sotto le forche caudine di frau Blucher...
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Qui un esempio preso da internet di un affresco della chiesa, che ritrae una imbarcazione in difficoltà. Da notare l'efficacia nel dipingere la strizza dei navigatori e la resa del mare in tempesta. Capolavoro assoluto.

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In breve ripartiamo alla volta del pezzo forte della giornata: il monastero di Rila.

Qui voglio essere chiaro: il monastero - da solo - vale il viaggio. Raramente mi è capitato di vedere in Europa un complesso così bello da provocare subito un vero e proprio "effetto wow".

Fondato prima dell'anno 1000, ha avuto il suo momento di gloria tra il XII ed il XIV secolo, per poi venire distrutto sotto la dominazione ottomana. Verrà poi ricostruito nell'800 fino a diventare sito UNESCO nel 1983. Lascio parlare le immagini.

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Qui il chioschetto che sfornava pane e frittelle a non finire, incassando soldi con la stessa velocità.
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Le raffigurazioni dell'inferno sono piuttosto truci (per l'epoca) e mi ricordano un po' Hieronymus Bosch.
Qui sotto il diavolo beve da una brocca di fronte al dannato assetato.
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Questi affreschi sono tutti all'aperto e la guida ci spiega che vengono spesso ritoccati perché il freddo invernale (che può arrivare a -15C° come niente) e il calore estivo non aiutano certo la conservazione.
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Facciamo anche una breve visita alla grotta di San Ivan, poco distante.
Si tratta di un pertugio molto stretto dal quale si esce salendo una scala a pioli ancora più stretta.

L'ingresso è accanto a questa chiesa.
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La grotta vista da dentro.
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Fuori dalla grotta l'immagine del santo. Tra le pietre è abitudine del posto lasciare bigliettini con le proprie preghiere/richieste. Ne lascio una riguardante un rapido ingresso di ITA in A++.
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Si è fatta l'ora del ritorno, che vede un'ultima tappa al parco delle campane, una sorta di parco-monumento ai piedi del monte Vitosha voluto dall'allora regime comunista per celebrare unità e pace tra i bambini di tutto il mondo. Ci sono circa 100 campane donate dai vari Paesi del mondo, tra le quali una italiana e una del Vaticano.

La nostra guida lo descrive come "una delle poche cose positive lasciate da quell'epoca".

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Fa un discreto freddo, tira vento e pioviggina... la visita dura quindi il minimo sindacale .

Sulla strada del ritorno passiamo da uno dei tanti quartieri popolari eredità del passato.
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La guida ci racconta di come negli anni '90 siano arrivati le immancabili Big4 della consulenza ad investire e di come ci sia stata una bolla speculativa al rialzo per le professioni tecniche più specializzate, che venivano pagate 2-3 volte lo stipendio medio.
Poi, come tutte le bolle, anche questa si è afflosciata generando non pochi disoccupati.

Arriviamo infine in città e salutiamo la nostra simpatica guida per poi tornare a casa e riposarci un po' (ho le gambe anchilosate dal viaggio).

In città alcune vie presentano un'alternanza di case semi-diroccate, case ben messe e case bizzarre come questa.

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La zona è quella della moschea.
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Dopo esserci riposati, la serata riprende con la cena in un ristorante indicatomi da @enrico e approvato anche da Baby Boss
Il posto si chiama Manastirska Magernitsa ed è uno dei più famosi ristoranti tradizionali della città. Lo trovate qui: https://maps.app.goo.gl/9Ef85vXCN83H8H9U8

Fuori è molto carino, ma avendo piovuto si mangia dentro.
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Finita le cena, siamo piuttosto stanchi e ce ne torniamo a casa.
Qui una foto della cattedrale di Santa Domenica, bellissima.

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In ultimo, una foto del mercato centrale coperto di Sofia.
La guida nel pomeriggio ci aveva raccontato di questo progetto di riqualificazione di un edificio storico per trasformarlo in un elegante mercato coperto. La cosa ha suscitato molte polemiche ma il risultato finale ha poi messo tutti d'accordo.
Bellissimo, secondo me.

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Torniamo finalmente a casa e crolliamo.
Per il giorno dopo è prevista la visita al museo dell'arte socialista, un ampio giro del centro per poi presentarsi alle 17 all'appuntamento col taxi che ci porterà in aeroporto.

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Ultima modifica:
Bravo Baby Boss, è già pronto per fare i Park Runs a Clapham Common nei weekend dopo aver fatto gli sghei al lavoro nella City! Se ha anche un gilet Patagonia allora è pronto.
 
Si fa l'alba del secondo ed ultimo giorno, che Baby Boss inizia con una corsa in una Sofia deserta (domenica all'alba chi vuoi che ci sia in giro?). Stavolta i km sono 12 e credo che abbia in testa di affrontare una mezza maratona già nel 2027, non appena maggiorenne.

Usciamo con calma dal nostro appartamento per andare a fare una buona colazione da Bloom Specialty Coffee (https://maps.app.goo.gl/SZUjhZjchEBecpTr8), scelta che si rivelerà azzeccatissima: un cappuccino così buono è davvero difficile da trovare all'estero. Segnatevelo come tappa obbligata se andate a Sofia.

Finita la colazione andiamo alla stazione di Serdika a prendere la metropolitana per raggiungere il museo dell'arte socialista, vera chicca della giornata.

La metro si rivela essere di tutto rispetto, frequente nelle corse e pulita negli spazi. Una abbondante spanna sopra rispetto alle linee A e B di Roma (non che ci voglia tanto, eh!).

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Dopo tre fermate è ora di scendere e fare un pezzo a piedi, tra palazzoni vecchi e complessi nuovissimi, come questo.

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Per arrivare al museo tagliamo dal parco Damyan Damyanov, che ospita un piccola chiesa ortodossa con un bellissimo tetto dorato.

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Arriviamo al museo, che si compone di un parco aperto a tutti dove sono custodite statue e altri oggetti rimossi quando è caduto il regime.

La stella rossa!
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Lenin, qui presente in diverse forme e dimensioni. Di baffone invece non c'è traccia tra le statue.
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Sguardo fiero verso il futuro e mento leggermente spostato in alto, secondo la più classica delle iconografie del tempo.
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La visione di insieme del parco e del museo, il cui stile architettonico si sposa perfettamente con la collezione che ospita.
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Entriamo dentro alla modica cifra di 8 euro in tutto.
Filmato d'epoca, una vera chicca con sottotitoli in inglese.
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Poi comincia la serie di manifesti propagandistici dell'epoca, mio vero obiettivo della visita. Sono bellissimi e provengono da vari Paesi del blocco.
La classe operaia incontra i contadini con - immagino io - i demoni del capitalismo che provano a separarli. Il manifesto è disegnato e colorato a mano.
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Un manifesto polacco, con una donna che guida fieramente un mezzo agricolo.
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Ecco baffone, su un manifesto russo.
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Quadro con Breznev e con l'immortale Zhivkov, leader della Bulgaria comunista dal 1954 al 1989. A questo periodo monopartitico dobbiamo l'espressione "percentuali bulgare". Il quadro, dipinto nel 1981, ha uno stile che mi rapisce. Lo trovo bellissimo.
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Un altro manifesto, questa volta albanese,
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Il museo di fatto si compone di un paio di stanze, quindi la visita è presto completata.
Nel nostro viaggio di ritorno, mi colpisce questo complesso residenziale moderno e molto occidentale.
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Torniamo in città e per mangiare qualcosa passiamo in uno dei posti suggeriti dalla tassista che ci aveva portato dall'aeroporto.
Locale davvero molto bizzarro, ma con la scusa di fare una foto agli arredi ritraggo anche il classico uomo del posto, in pieno slavic style. Come in Armenia, anche qui i ragazzi sono spesso poco curati e con aspetto quasi minaccioso, ma nella realtà ho trovato una città accogliente e mai un segnale che mi abbia fatto drizzare le antenne, cosa che ho apprezzato molto.
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Andiamo poi verso la zona più elegante della città, quella nella quale si trova la cattedrale di Aleksandr Nevskij.
Qui l'architettura è davvero molto bella.
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L'imponente cattedrale.
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Appena fuori si vendono le icone ortodosse, arte nella quale i Paesi slavi eccellono.
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Dentro la cattedrale riesco a rubare qualche foto.
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Tutto molto suggestivo.
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Si fa l'ora di tornare in aeroporto e ci dirigiamo quindi al nostro appartamento perché è lì che il nostro taxi ci aspetta.
Anche questa volta tempo 20 minuti e arriviamo al T1, il terminal vecchio e sfigato in uso alle low cost.

La torre di controllo, patriottica.
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I controlli vanno via rapidi e ci dirigiamo al gate. Niente lounge perché l'unica disponibile con Priority Pass è al T2.
La zona imbarco di Wizz.
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Il nostro aereo sta arrivando da Stoccarda ed atterra in orario. Il turnaround di Wizz, come visto altre volte, è superveloce ed imbarchiamo poco dopo. Oggi ci porta a casa HA-LGN, un 321neo di appena un anno di età.
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Partiamo con qualche minuto di ritardo, che recupereremo durante il volo. LF sull'85-90% e volo molto tranquillo.
Atterriamo in una Roma decisamente più calda, con sbarco al finger per chi sta davanti e con mix scaletta + risalita al finger via scale per chi sta seduto dietro.

Ultima foto del nostro, con luce da dietro a far da cornice al generoso bypass ratio.
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Per concludere, viaggio interessante in un Paese che deve fare ancora molta strada ma che ha grandi potenzialità da sfruttare (una su tutte, le acque termali, molto poco sfruttate). Siti UNESCO pazzeschi e sicurezza percepita sempre come molto alta.

Se avete qualche giorno libero e volete visitare un Paese in via di trasformazione, Sofia è quindi la mèta che fa per voi.
Grazie a tutti per la lettura.
 
Grazie per gli spunti di viaggio sempre molto interessanti. Spero di riuscire a sfruttarli prima o poi!
Mi permetto un consiglio sul parcheggio a Fiumicino. Per evitare la ricerca del parcheggio infinita dei Terminal A-B-C-D che spesso si conclude solo sul tetto volendo evitare navette/car valet io ormai parcheggio al Terminal Scoperto di AdR. A piedi è spesso più veloce arrivare al T1 che parcheggiando a B-C-D e volendo essere pigri o con molte valigie c'è la navetta che passa ogni 5 minuti e ti porta all'entrata del terminal in 2 minuti all'andata e in 5 al ritorno. Stessa modalità ticketless e prezzo che spesso è la metà.

La partenza, prevista a maggio, arriva molto velocemente e mi ritrovo qualche giorno prima ad acquistare il solito parcheggio AdR con l'utilissima modalità ticketless: paghi in anticipo, entri ed esci agli orari indicati con la sola lettura della targa. 68 Euro in tutto per poco più di 48 ore. speravo meno. Arrivati a FCO, inizia la consueta caccia al posto auto al parcheggio B: solo all'ultimo piano scoperto riesco per miracolo a trovare un posto libero, nonostante il tabellone all'ingresso ne indicasse a bizzeffe come disponibili.
 
Grazie per gli spunti di viaggio sempre molto interessanti. Spero di riuscire a sfruttarli prima o poi!
Mi permetto un consiglio sul parcheggio a Fiumicino. Per evitare la ricerca del parcheggio infinita dei Terminal A-B-C-D che spesso si conclude solo sul tetto volendo evitare navette/car valet io ormai parcheggio al Terminal Scoperto di AdR. A piedi è spesso più veloce arrivare al T1 che parcheggiando a B-C-D e volendo essere pigri o con molte valigie c'è la navetta che passa ogni 5 minuti e ti porta all'entrata del terminal in 2 minuti all'andata e in 5 al ritorno. Stessa modalità ticketless e prezzo che spesso è la metà.

L'unico difetto di quel parcheggio è che di fatto lasci la macchina proprio sulla strada, alla mercé di chiunque.
L'A o il B mi danno l'idea di essere un po' più protetti.
 
L'arte socialista e' sempre affascinante. Trovarsi in un qualche posto dietro la schiena di Dio, tipo Kyzyl-Orda in Kazakhstan o Osh in Kyrgyzstan, e trovarci i loro bravi murali con i cosmonauti, il lavoratore e quant'altro e' qualcosa di interessante. Da un certo punto di vista capisco la nostalgia: era arte dedicata non all'acquisto di beni di consumo, o a far vedere le tzinne di qualche procace coscialunga, ma educazione, progresso, avanguardia.

Ma, dall'altro - come mi fecero capire in Tajikistan - era tutta una finta. A Murghab c'e' un Lenin, il piu' "alto" del mondo, e c'erano anche affreschi del progresso e via dicendo, ma manca l'acqua corrente e l'elettricita'. A Kyzyl-Orda ci saranno pure state le statue dei cosmonauti, ma poco piu' in la' gli piovevano (e continuano a piovere) i booster delle Soyuz nella steppa. Senza contare alla fine che andavi a fare se ti capitava di dire, come Fantozzi, che il megapresidente era uno stronzo.
 
Molto bello! Mi hai fatto tornare voglia, e prenotato we per metà luglio!:)
Non avete visitato la Cattedrale Ortodossa di Santa Domenica?
 
Bel TR! Devo tornare a Sofia, prima e ultima volta nel 2015... immagino molte cose siano cambiate!

L'arte socialista e' sempre affascinante. Trovarsi in un qualche posto dietro la schiena di Dio, tipo Kyzyl-Orda in Kazakhstan o Osh in Kyrgyzstan, e trovarci i loro bravi murali con i cosmonauti, il lavoratore e quant'altro e' qualcosa di interessante. Da un certo punto di vista capisco la nostalgia: era arte dedicata non all'acquisto di beni di consumo, o a far vedere le tzinne di qualche procace coscialunga, ma educazione, progresso, avanguardia.

Ma, dall'altro - come mi fecero capire in Tajikistan - era tutta una finta. A Murghab c'e' un Lenin, il piu' "alto" del mondo, e c'erano anche affreschi del progresso e via dicendo, ma manca l'acqua corrente e l'elettricita'. A Kyzyl-Orda ci saranno pure state le statue dei cosmonauti, ma poco piu' in la' gli piovevano (e continuano a piovere) i booster delle Soyuz nella steppa. Senza contare alla fine che andavi a fare se ti capitava di dire, come Fantozzi, che il megapresidente era uno stronzo.

Entro poco tempo arrivera' TR su Karaganda. Kyzylorda in confronto e' New York.
 
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Bel TR! Devo tornare a Sofia, prima e ultima volta nel 2015... immagino molte cose siano cambiate!



Entro poco tempo arrivera' TR su Karaganda. Kyzylorda in confronto e' New York.

Gde? V Karagande!

C'ero andato in daytrip da Astana, che ricordi! Volevo andare a Temirtau ma mi son perso. Non vedo l'ora di leggere il tierre.
 
Mèta da mettere assolutamente in lista, non c'è che dire. Con questa doppietta di TR mi avete convinto!

Quando non parcheggio al remoto coperto, a FCO preferisco di gran lunga il C. Al B ho trovato posto solo una volta, durante il Covid.
 
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Mèta da mettere assolutamente in lista, non c'è che dire. Con questa doppietta di TR mi avete convinto!

Quando non parcheggio al remoto coperto, a FCO preferisco di gran lunga il C. Al B ho trovato posto solo una volta, durante il Covid.
Ma mi chiedo: se al B non trovo posto, avendolo pagato in anticipo in modalità ticketless, posso uscire e provare al C?
Comunque la prossima volta vado direttamente al C.
 
L'arte socialista e' sempre affascinante. Trovarsi in un qualche posto dietro la schiena di Dio, tipo Kyzyl-Orda in Kazakhstan o Osh in Kyrgyzstan, e trovarci i loro bravi murali con i cosmonauti, il lavoratore e quant'altro e' qualcosa di interessante. Da un certo punto di vista capisco la nostalgia: era arte dedicata non all'acquisto di beni di consumo, o a far vedere le tzinne di qualche procace coscialunga, ma educazione, progresso, avanguardia.

Ma, dall'altro - come mi fecero capire in Tajikistan - era tutta una finta. A Murghab c'e' un Lenin, il piu' "alto" del mondo, e c'erano anche affreschi del progresso e via dicendo, ma manca l'acqua corrente e l'elettricita'. A Kyzyl-Orda ci saranno pure state le statue dei cosmonauti, ma poco piu' in la' gli piovevano (e continuano a piovere) i booster delle Soyuz nella steppa. Senza contare alla fine che andavi a fare se ti capitava di dire, come Fantozzi, che il megapresidente era uno stronzo.
In Bulgaria hanno conservato tutto - giustamente - come memoria storica, ma è un'epoca di cui nessuno sotto i 40 anni sente la mancanza.
Come forma d'arte l'ho trovata estremamente interessante anche se non mi è chiaro perché il museo si chiami "dell'arte socialista" quando in realtà in Bulgaria c'è sempre e solo stato il comunismo nella sua forma più totalizzante (in percentuali bulgare, non a caso).