Quando lavoravo in una compagnia che forniva quel tipo di servizio (internet satellitare) la % di passeggeri che ne faceva uso era sotto al 20% del totale, ma di tanto.
Io ho lavorato in questo ambito (connessione satellitare per internet a bordo) nella seconda metà del primo decennio del 2000.
L'idea che mi sono fatto è che alla fine a quei tempi tra i vettori non ci ha mai davvero fatto i soldi nessuno, tranne forse JetBlue perché 1) possedeva la società che erogava il servizio e 2) il servizio era basato su stazioni a terra disseminate lungo gli USA (quindi molto meno caro del traffico satellitare).
Per il resto mi ricordo di vari cadaveri fumanti, anche tra i fornitori del servizio.
La vittima più illustre è sicuramente stata Connexion by Boeing, la cui cost baseline esplose mandando i conti in orbita stile Artemis II (che parte a breve). In LH, che aveva scommesso pesante su di loro, credo che il flop bruci tantissimo anche a distanza di 20 anni.
La seconda, infinitamente più piccola, si chiamava AsiQNet ed era una mini-azienda capitanata dal mitico Ron, un signorotto americano piuttosto anziano che prometteva bassi costi per l'installazione di un apparato che poteva stare in una cappelliera. Credo non abbia mai davvero venduto nulla, anche se durante i WAEA mi faceva le imboscate stile puma delle Ande.
Peccato che prima dell'avvento di Inmarsat SBB (che con i sui 432 kbps era già una Ferrari) si viaggiasse a soli 64kbps, a cui sommare vari problemi di latenza, che ai tempi erano davvero fastidiosi.
Morale? Alti investimenti, alti costi per il passeggero, servizio mediocre.
Serviva una rivoluzione, un qualcosa che abbassasse drasticamente i costi (ai tempi lanciare un pesante satellite Inmarsat-4 da 6 tonnellate costava decine di milioni) ed aumentasse enormemente le performance.
In pratica Starlink, mi duole ammetterlo.