Voli Australian Open


speedbird001

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Gli organizzatori degli Australian Open hanno noleggiato 18 aerei per portare i giocatori e i loro accompagnatori ( 2 a giocatore) a Melbourne per giocare gli AO in programma dal 31 gennaio.
I voli partiranno tra pochi giorni da Miami, Los Angeles, Abu Dabi, Doha, Dubai, Antalya e Singapore, ogni aereo avrà un massimo di 75 pax ( il 20% della capacità di ogni aereo dichiarano, visto che il 100% sarebbe 375 mi sembra eccessivo a meno non noleggino 18 A 380) e i giocatori dovranno sottostare a una quarantena di 14 giorni prima del torneo.
La cosa particolare è che ancora i giocatori non sanno chi e quanto pagherà per i voli.
A spanne , penso che , a chi paga, costerà parecchio.
 

Dancrane

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10 Febbraio 2008
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I 773 li portano 375 pax (anche di più), credo anche i 787-10. E si parla di 75 pax al massimo
 

Brendon

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Sarebbe interessante sapere se giocatori ed entourage ridurranno la capacità di ingresso (e relativo screening) delle migliaia di cittadini Australiani bloccati oltre confine ed in attesa da mesi.
 

speedbird001

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27 Febbraio 2014
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Sta venendo fuori un gran casino, ci sono positivi su almeno due voli arrivati a Melbourne, EY 8004 da Abu Dhabi e QR 7493 da LAX , si vocifera anche di un fitness training di Djokovic, tutti i pax dei due voli saranno chiusi in quarantena per 14 giorni , senza possibilità di allenarsi.
In totale 143 pax tra i quali 47 giocatori.
 
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13900

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uncomfortable

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Sarebbe interessante sapere se giocatori ed entourage ridurranno la capacità di ingresso (e relativo screening) delle migliaia di cittadini Australiani bloccati oltre confine ed in attesa da mesi.
I 1200 e passa che sono arrivati per l'Australian Open non fanno parte della quota, ma si tratta comunque di una deroga fatta per una manciata di stranieri mentre ci sono ancora 37.000 australiani in attesa di rientrare.
 

Casa

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I 1200 e passa che sono arrivati per l'Australian Open non fanno parte della quota, ma si tratta comunque di una deroga fatta per una manciata di stranieri mentre ci sono ancora 37.000 australiani in attesa di rientrare.
Non ci sono stati dei voli per far rientrare gli australiani come in Italia i suoi cittadini a Marzo/Aprile?
 

tiefpeck

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Non ci sono stati dei voli per far rientrare gli australiani come in Italia i suoi cittadini a Marzo/Aprile?
Certo: "The Australian Border Force reports that 280,560 Australian residents have returned by air between March 20, 2020, and January 10, 2021, including 5175 arriving in the first full week of January this year."

Fonte: https://www.traveller.com.au/austra...ines-are-deciding-who-gets-to-fly-home-h1tdne

Mi sembra che ci sia tanta voglia di far polemica su nulla. Anzi, su un governo che sta controllando l'epidemia.
 
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uncomfortable

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Mi sembra che ci sia tanta voglia di far polemica su nulla. Anzi, su un governo che sta controllando l'epidemia.
La polemica è su un governo che vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole proseguire sulla sua strada di controllo massimo del virus e rischio zero, ma allo stesso tempo vuole mantenere un evento internazionale che genera un indotto di quasi 300 milioni di dollari l'anno nei business nello stato di Victoria (ovviamente non quest'anno). Dire di no all'evento quest'anno avrebbe significato aprire la porta a un potenziale trasloco del torneo e dell'eventuale indotto. Ma per fare il torneo hanno bisogno dei giocatori, e per quello li hanno fatti entrare.

Nonostante tutte le precauzioni, ci sono stati diversi casi di positività all'arrivo a Melbourne e da qui il problema: in base al protocollo i "close contact" non si può pretendere che un atleta passi due settimane chiuso in camera senza fare niente e poi si metta a giocare un torneo fisicamente durissimo come l'Australian Open.

Hanno provato ad avere tutte e due le cose, ma per il momento si sono trovati serviti una mano terribile. Vediamo se le carte girano.

Chiedo scusa per l'OT.
 
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Flyfan

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Su questo puoi anche avere ragione, come sempre avranno tentato di fare qualcosa e non ci sono riusciti. Ma sul fatto che l'Australia rifiuti di rimpatriare i propri cittadini, mi pare si sia un po' esagerato.
ti linko solo uno degli articoli che inondano la rete sul problema degli australiani.


tu puoi argomentare in qualche modo la tua idea che si stia esagerando e che questo problema non esiste, o lo dici per pura simpatia verso il paese e i suoi governanti?
 
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tiefpeck

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ti linko solo uno degli articoli che inondano la rete sul problema degli australiani.


tu puoi argomentare in qualche modo la tua idea che si stia esagerando e che questo problema non esiste, o lo dici per pura simpatia verso il paese e i suoi governanti?
Ci provo, consapevole che comunque per qualche forumista sono un rettiliano, come dimostra il fatto che mi rifiuto di credere alle scie kimike.

Non ho detto che il problema non esiste, ho detto che si sta esagerando con le affermazioni che gli australiani non possono tornare a casa.

In Australia ci sono stati finora 909 morti di o con COVID, numero che purtroppo l'Italia raggiunge in un paio di giorni. Tutti casi degli ultimi mesi hanno avuto origine da immigrati in quarantena. In breve, la quarantena non è stata effettuata in modo abbastanza rigoroso.

Per monitorare meglio le quarantene ed evitare nuovi focolai, il governo australiano e quello dei vari stati e territori hanno introdotto dei limiti ai passeggeri in arrivo. A causa della nuova mutazione del virus, a partire da venerdì scorso questi limiti sono stati ridotti in NSW, Queensland e WA: in tutto, si possono accettare circa 5500 persone a settimana. Ad inizio febbraio i limiti potranno essere rivisti alla luce della effettiva contagiosità.

Poiché ci sono meno persone che possono arrivare, Emirates ha deciso di sospendere i voli verso l'Australia, cosa che naturalmente ha creato un incremento del prezzo dei biglietti disponibili sui rimanenti voli di linea.

Qantas offre anche charter e ne ha recentemente annunciati ulteriori 20.

Su questa situazione si è innestata la questione degli Open, dove è stata fatta una eccezione alle quote sugli ingressi per meriti sportivi ed interesse economico che ha innescato prevedibili polemiche. A quanto capisco, gli organizzatori degli Open hanno predisposto un percorso parallelo, autofinanziato ed autonomo.

Concludo dicendo che per gli australiani creare la travel bubble con Nuova Zelanda, isole varie del Pacifico e magari Singapore ed Hong Kong è una priorità, ma per fare questo devono prima spegnere i focolai in arrivo (apparentemente molti di quelli che vogliono rientrare dall'estero sono in India).

A me il governo australiano non sta particolarmente simpatico o antipatico ma mi pare che non se la stia cavando male con la gestione del COVID, aiutati anche dall'insularità. E per quanto capisca il disagio di chi vuole rientrare a casa e non può, mi sembra esagerato parlare di chiusura di frontiere quando si tratta di provvedimenti giustificabili e giustificati.
 

13900

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A me il governo australiano non sta particolarmente simpatico o antipatico ma mi pare che non se la stia cavando male con la gestione del COVID, aiutati anche dall'insularità. E per quanto capisca il disagio di chi vuole rientrare a casa e non può, mi sembra esagerato parlare di chiusura di frontiere quando si tratta di provvedimenti giustificabili e giustificati.
Secondo me cio' che e' moralmente reprensibile da parte del governo australiano sono i limiti agli ingressi dei propri cittadini e il far pagare (a prezzi molto elevati) la quarantena. Ci sono casi, li abbiamo letti tutti credo, di persone che hanno perso la morte dei genitori, o che letteralmente sono finiti senza tetto per via di questi limiti. Da un lato capisco il ban ai turisti: non e' il momento di andare in giro a vedere Uluru, o Sydney, o quello che in genere si fa in Australia. Ma, dall'altro trovo che sia un approccio inutilmente punitivo - tantopiu', come dici tu e come e' stato il caso dell'"outbreak" di Melbourne, che ci sono stati errori nella gestione delle quarantene. Il limite delle 5500 persone a settimana, poi, e' folle secondo me.
 
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Flyfan

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Ci provo, consapevole che comunque per qualche forumista sono un rettiliano, come dimostra il fatto che mi rifiuto di credere alle scie kimike.

Non ho detto che il problema non esiste, ho detto che si sta esagerando con le affermazioni che gli australiani non possono tornare a casa.

In Australia ci sono stati finora 909 morti di o con COVID, numero che purtroppo l'Italia raggiunge in un paio di giorni. Tutti casi degli ultimi mesi hanno avuto origine da immigrati in quarantena. In breve, la quarantena non è stata effettuata in modo abbastanza rigoroso.

Per monitorare meglio le quarantene ed evitare nuovi focolai, il governo australiano e quello dei vari stati e territori hanno introdotto dei limiti ai passeggeri in arrivo. A causa della nuova mutazione del virus, a partire da venerdì scorso questi limiti sono stati ridotti in NSW, Queensland e WA: in tutto, si possono accettare circa 5500 persone a settimana. Ad inizio febbraio i limiti potranno essere rivisti alla luce della effettiva contagiosità.

Poiché ci sono meno persone che possono arrivare, Emirates ha deciso di sospendere i voli verso l'Australia, cosa che naturalmente ha creato un incremento del prezzo dei biglietti disponibili sui rimanenti voli di linea.

Qantas offre anche charter e ne ha recentemente annunciati ulteriori 20.

Su questa situazione si è innestata la questione degli Open, dove è stata fatta una eccezione alle quote sugli ingressi per meriti sportivi ed interesse economico che ha innescato prevedibili polemiche. A quanto capisco, gli organizzatori degli Open hanno predisposto un percorso parallelo, autofinanziato ed autonomo.

Concludo dicendo che per gli australiani creare la travel bubble con Nuova Zelanda, isole varie del Pacifico e magari Singapore ed Hong Kong è una priorità, ma per fare questo devono prima spegnere i focolai in arrivo (apparentemente molti di quelli che vogliono rientrare dall'estero sono in India).

A me il governo australiano non sta particolarmente simpatico o antipatico ma mi pare che non se la stia cavando male con la gestione del COVID, aiutati anche dall'insularità. E per quanto capisca il disagio di chi vuole rientrare a casa e non può, mi sembra esagerato parlare di chiusura di frontiere quando si tratta di provvedimenti giustificabili e giustificati.
Ok, a me va bene pure così come hai spiegato tu, figurarsi. Quelli a cui proprio non entra in testa sono quei cocciuti di cittadini australiani bloccati fuori dal paese e che ancora non capiscono come e quando rientrare, e forse non capiscono neanche come le tasse che loro pagano anche da apolidi a questo punto, evidentemente non siano servite a mettere un letto di ospedale in più. Forse i sanitari australiani sono una lobby così forte che solo a pensare di doversi prendere il rischio di curare qualche decina di malati di covid in più, casca la corona.
Non so eh...non conosco benissimo la mentalità di questi isolani...cerco solo di capire mettendomi nei panni di quei disgraziati che il proprio stesso governo schifa da mesi.
 
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tiefpeck

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Secondo me cio' che e' moralmente reprensibile da parte del governo australiano sono i limiti agli ingressi dei propri cittadini e il far pagare (a prezzi molto elevati) la quarantena. Ci sono casi, li abbiamo letti tutti credo, di persone che hanno perso la morte dei genitori, o che letteralmente sono finiti senza tetto per via di questi limiti. Da un lato capisco il ban ai turisti: non e' il momento di andare in giro a vedere Uluru, o Sydney, o quello che in genere si fa in Australia. Ma, dall'altro trovo che sia un approccio inutilmente punitivo - tantopiu', come dici tu e come e' stato il caso dell'"outbreak" di Melbourne, che ci sono stati errori nella gestione delle quarantene. Il limite delle 5500 persone a settimana, poi, e' folle secondo me.
Rispetto il tuo punto di vista come tutti quelli ragionevoli. Non so come si sia arrivato al limite di 5500 persone, immagino ci sia un ragionamento dietro.

Riguardo al costo della quarantena, anche Corea del sud e Cina fanno pagare la quarantena in hotel (in Corea si può fare anche a casa con braccialetto elettronico virtuale).In Thailandia mi dicono che gli hotel per la quarantena, che sono obbligatori, siano piuttosto cari.

Poi certo ci sono sempre i casi umani, a cui si uniscono rapidamente la disperazione per "le criature", il trionfo di Karen, ecc.

Ma a te pongo una domanda molto più seria: ci salviamo con Nicola?
 

Casa

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Tennisticamente parlando: Tra proteste dei giocatori che non possono allenarsi e minacciano di boicottare il torneo, l'aumento dei positivi su questi beneamati voli; temo che questo AO farà la fine che ha fatto l'Adria Tour questa estate.

 

belumosi

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Non mi sembra che ci siano restrizioni folli e tantomeno che ai cittadini australiani (o ai residenti permanenti) sia proibito il rientro in patria.
E' evidente che la politica governativa sia quella di imporre un filtro all'ingresso molto stretto e di disincentivare palesemente i viaggi. Il premio sono stati i soli 4 morti per covid negli ultimi tre mesi. E per fortuna che loro sarebbero i coxlioni, mentre i ganzi brasiliani, che nello stesso periodo hanno contato oltre 55.000 cadaveri, sarebbero quelli che hanno capito tutto.

PS Non mi pare si parli del limite di 5.500 persone a settimana. Qualcuno ha ulteriori info?
 
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