[TR – Amarcord] BA 747.

13900

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Un abbraccio a te e un piccolo fiore per la signora Gianfi.

Per il resto grazie per come scrivi e racconti perché grazie a te anche noi piccoli appassionati veniamo messi a conoscenza delle dinamiche che intervengono nello svolgimento del tuo/vostro lavoro. Le tue parole mi hanno trasportato nei cubicoli del T3 e a bordo della Regina e ho quasi sentito il rumore e la spinta dei 4 motori.

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Grazie mille Reietto! troppo gentile.

Io non sono capace di raccontare come 13900, che ringrazio anche per aver condiviso ricordi anche così privati e dolorosi. Ma i suoi ricordi mi hanno fatto tornare indietro al mio primo intercontinentale nel '92, proprio con BA sulla LIN-LHR-ORD, per andare a trovare i parenti americani che gentilmente si erano offerti di ospitarmi. Ricordo ancora le emozioni di quei voli, prima su un 757 da LIN a LHR, e poi sul 747 per ORD, e il T4 avvicinarsi durante il trasferimento con lo shuttle, e tutti quei bestioni allineati al terminal. Ricordo ancora la sagoma del Concorde parcheggiato che ero riuscito a scorgere. Pura fantascienza per me, che ero abituato al massimo agli MD-80 locali, salire sul Jumbo per volare oltroceano, e all'arrivo le strane domande dell'immigrazione USA, dopo lunga fila, sull'eventuale trasporto di salami...ma che ne sapevo dei salami da non importare all'epoca, e che comunque non avevo, e poi tutto il resto... Quante emozioni, e quanto tornerei indietro.
Vedere il Concorde e saperlo in uso e' qualcosa che purtroppo non ho potuto vivere, beato te! Ma ti hanno chiesto solo dei salami? se portavi prosciutti o mortazze andava tutto li?

Bellissima tetimonianza, narrata egregiamente come al solito e con particolari sempre interessanti. Biella li, come si usa dre :)
Grazie a te e ai tuoi compari di Fairbanks!

Gennaio 1999. Era per me un volo speciale, BOS-LHR-BLQ. Ero stato per un un semestre di scambio dottorandi ad Harvard, ma li' mi chiesero di rimanere, poi un semestre diventarono 18 anni, prima ad Harvard, poi MIT ed infine Columbia a NY, per 15 anni. Tornavo in Italia per poche settimane per dirlo ai miei e per dire anche che mi ero fidanzato con una collega. Ero abbastanza ansioso per trovare le parole giuste a rendere la notizia meno traumatica, anche se poi venne accolta con grande entusiasmo (soprattutto per la prima notizia...). BA in quegli anni offriva biglietti fra BOS e l'Italia a prezzi molto bassi, AZ invece era sempre piu' cara, come anche LH, l'unica alternativa era Sabena, ma BA aveva piu' voli e poi, soprattutto, offriva il benefit del 747 (AZ lo mandava sporadicamente, il piu' delle volte era il 767 o MD-11) e spesso il 757 fra LHR e BLQ. Quella sera mi tocco' un 747-100 (fu anche l'ultima volta che ci volai), strapieno di passeggeri e fu uno dei voli piu' turbolenti della mia vita, con urla, pianti e vomiti e ripetuti messaggi dal cockpit tesi a tranquillizzarci (it's just a strong wind). Dal finestrino vedevo ali e motori ondulare con la loro tipica asincronia, sapevo che doveva essere cosi' e sapevo che comunque volavo sul 747. Mi ricordo inoltre il FO aprire una botola nel mezzo del corridoio ed ispezionarla con una pila, non ho idea per quale motivo. Arrivai a LHR stanchissimo, ma l'ansia era passata, avevo avuto l'ennesima prova di come l'uomo, attraverso la ricerca, avesse raggiunto traguardi tecnologici incredibili. Usai queste parole con i miei, e funziono'. Thanks queen of the sky.
Appero'! E io che credevo che l'unico letterato su questo forum fosse Falkux... Di cosa ti occupi se non sono indiscreto?

#13900

Come dicevano i Krankies, semplicemente fandabidozi. In assenza di uno dei soliti masterpieces da Caucaso e dintorni, questo è un vero treat.

Grazie F

G
Il non poter viaggiare e' una tortura, caro G. Mi sembra di essere nella rehab piu' lunga del mondo, a contare il numero di viaggi che mi sono andati nel pallone: Patagonia, Ladakh, Svalbard e' l'ultima in ordine di logica... Settimana prossima forse vado a Biella e l'idea di fare una scampagnata al Monte Camino mi sta eccitando da giorni. Suma propi bin ciapa', come dicono i saggi... grazie per leggere!

Mi hai fatto ricordare un volo JFK-FRA su un 747 Pan Am. Ero molto stanco e mi feci tutto un sonno, quando mi svegliai chiesi la colazione e la hostess mi rispose che io ero l'unico passeggero a non aver vomitato, o urlato, o pregato alla madonna.
La domanda che ci si pone e' ovviamente la seguente: quante bottiglie di sciambagn hanno contribuito alla tua stanchezza?

13900 condoglianze per la tua cara perdita🥀
Grazie Qantaslink!
 
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venexiano

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Grazie per i tuoi racconti, coinvolgenti come sempre e in questo caso anche molto toccanti.

Quanto al 747, BA ha un posto speciale fra i miei ricordi essendo stata la compagnia dei miei primi voli intercontinentali, da bambino.

Il primo in assoluto, il 3 agosto 1996, fu il 747-136 G-AWNP, battezzato "Hanningfield Water" e in servizio già da 22 anni. Ovviamente dell'età non me ne importava nulla: per me era già stato favoloso leggere il codice "741" sul biglietto cartaceo pieghevole con copia carbone che se per caso ti si apriva era un casino richiuderlo. Mi ricordo bene il volo da VCE a LHR, allora operato col 757, a volte addirittura col 767, e soprattutto il fascino di trovarsi in un grande aeroporto con aerei da ogni dove. A bordo mi colpì la larghezza della cabina e soprattutto la lunghezza: il mio 50K sembrava non arrivare mai. La sensazione di provare qualcosa di speciale veniva sottolineata proprio da quel particolare "odore di Boeing" di cui hai parlato tu e che non saprei descrivere nemmeno io (probabilmente un misto di cherosene, tessuti sintetici, solventi e chissà cos'altro) ma che da allora ho sempre associato al viaggiare.

Non meno memorabile, per un bambino di dieci anni, fu l'arrivo al Terminal 7 del Kennedy. Corridoi grigi e angusti, moquette dai colori (e odori) improbabili, e un immigration officer che in confronto il Sergente Hartman era Winnie the Pooh. Poi, una volta usciti dall'aerostazione, ho il ricordo netto della coda del Concorde nella livrea Landor: un'immagine quasi mistica, con quella sua forma così strana e diversa dagli altri aerei. Era vero, era lì, eppure nella sua tangibilità conservava la sua aura di leggendario e inarrivabile sogno.

Il ritorno tre settimane più tardi fu sul mio primo 747-400, G-BNLO. A questo volo associo principalmente la curiosità per le winglet, il 747 Landor gonfiabile acquistato a bordo (chissà dove sarà finito), e la borsa omaggio "British Airways Skyflyers", che conservo ancora.

IMG_2391.jpg

Sempre con BA nel 1998 provai anche l'ebbrezza dei miei primi voli in bìsnes, anzi, Club World, che detto così sembrava una cosa davvero speciale. Sarà che ero un bambino, sarà che erano altri tempi. All'andata mi portò di nuovo a JFK il 747-136 G-BBPU "City of Dundee", al ritorno da YYZ a LHR invece il fratello G-AWNL "Ennerdale Water". Ricordo bene il "cradle seat" della J di quegli anni e la vecchia uniforme degli assistenti di volo.

IMG_2389.jpg

Negli anni a seguire il 747 mi ha regalato altri bei ricordi, quasi tutti in barbon class, fra cui la visita nel cockpit durante il sorvolo notturno della Siberia fra HKG e FRA su un 747-400 CX; il mio primo soggiorno da solo in Australia a 16 anni, sempre con CX; un volo panoramico con il 747SP Iran Air; e l'esperienza dell'upper deck con VS.
 

londonfog

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Ognuno inserisce i propri ricordi, che bello.

@venexiano - Ai miei tempi non davano lo zainetto, nemmeno una borsa. C'era una specie di busta che conteneva matite colorate e cose da disegnare e un libro per bambini. E andava bene cosi'! :)
 

Jambock

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Ottimi racconti come sempre, 13900. Grazie!

A gennaio ho volato sul 747 BA per Vancouver. All'andata con G-CIVC, e per tornare G-CIVK.
Salire le scale per l'upper deck, la sinfonia degli RB211, guardare fuori dal finestrino e capire che sei seduto veramente in alto, la flessione dell'ala in volo... una esperienza emozionante!

Il sedile non era il massimo, il catering nei due voli non è stato dei migliori, ma gli assistenti di volo sono stati degni di nota!

Alcune foto di questi due voli (solo per testimonianza, scusate la qualità)




Off limits, purtroppo...



















 

Flyfan

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Grazie mille Reietto! troppo gentile.



Vedere il Concorde e saperlo in uso e' qualcosa che purtroppo non ho potuto vivere, beato te! Ma ti hanno chiesto solo dei salami? se portavi prosciutti o mortazze andava tutto li?
:D ma sai i loro “salami” spesso sono sbrigativamente i nostri salumi in generale.
Poi ho recuperato qualche anno dopo in altra visita. Ho spacciato un barattolo di pesto fatto in casa, che i miei parenti italiani in America , una volta sulla pasta, hanno provveduto a inondare di Parmesan Kraft già grattugiato versandolo direttamente dal classico TUBO DA UN CHILO! AAARRGGHHH ancora me lo ricordo :D
 
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13900

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L’antico vaso andava messo in salvo…

OK, abbiamo parlato di cose amene, e di cose un po’ piu’ tristi. Ora viene il momento di parlare di cosebbrutte: di quella volta che ho fatto da corriere (o meglio, da mulo) per Dancrane. Non ne vado fiero, eh, ma ognuno di noi ha un passato. (NdR: chiedo scusa per gli apostrofi invece degli accenti, purtroppo il laptop che uso non ha la tastiera italiana).

Antefatto: Dancrane aveva appena archiviato un viaggio il cui splendido Trip Report si concludeva con queste amene parole d’amore per il povero Dreamliner:

Caro Sokol, è sempre un piacere venirti a trovare e fare giri dell’oca pur di raggiungerti. Come hai visto, pur controvoglia, ho fatto, come mi hai chiesto, il TR del viaggio. Ora una cosa sola ti chiedo: BRUTTO STR@@@O RISPEDISCIMI LA VALIGIA!


Da cui verrebbe a pensare che il suddetto Dreamliner avesse giocato qualche tiro mancino all’aviopirla di Lambrate. Ma, e so di stupirvi, cosi’ non e’.

L’aviopirla, infatti, ha fatto tutto da solo. Mi spiego: come ho potuto scoprire a mia volta, i traghetti da Victoria (sull’isola di Vancouver, BC, Canada) a Tsawwassen (altrimenti nota come la Lampugnano di Vancouver) hanno un complice servizio di trasporto bagagli. In soldoni uno sale a bordo del panfilo e si trova di fronte a due nastri trasportatori, uno etichettato “Vancouver citta’” e l’altro “Vancouver aeroporto”. A prescindere dalla scelta la propria valigia verra’ messa sul bus che porta o in citta’ o all’aerostazione (esiste sempre la terza opzione, ossia tenersi il bagaglio). Un sistema semplice, funzionale, a prova di nutria.

Ma non di Dancrane, evidentemente. Lui vi tirera’ non so quante pippe per spiegarvi che, quel giorno, Giove era allineato con Saturno, c’era un piccione appollaiato sul cartello e aveva appena cambiato le lenti a contatto e c’era stato uno scambio di bus, il gomito faceva contatto col piede e chissa’ cos’altro... ma la cruda, crudissima realta’ e’ che ha sbagliato nastro. Insomma, la preziosa valigia di Dancrane era rimasta in Canada, per di piu’ nelle mani di Dreamliner dopo che la societa’ dei traghetti aveva chiesto all’aviopeerla 500 sacchi per spedirgliela a Lambrate. Immagino che Sokol gliene abbia chiesti 1000.

Tutta ‘sta pappardella per concludere che, saputo il problema, mi viene un’idea veramente da genio: scrivo a Dancrane per proporgli che per 300 sacchi britannici – il costo del biglietto in standby, non sono ladro – sarei andato io a prendergli l’agognato collo e che, poi, ci saremmo trovati per una complice birretta al caro, vecchio White Horse alla prima occasione. Non faccio a tempo a scrivergli che mi arrivano i suddetti 300 sacchi da un conto delle Cayman, di cui poi leggero’ nelle Panama Papers. Non voglio fare domande.

Il piano e’ diabolico: venerdi pomeriggio, 17h15, BA85 per YVR, arrivo previsto alle 19h00 locali. Un’oretta, un’oretta e mezza di connessione e poi saltafossi di Air Canada per Victoria. Appuntamento con Sokol, cena chez lui, ricongiungimento con la valigia, debito controllo della stessa per evitare di trovarci cose “strane”, notte, ritorno a Vancouver, sabato in citta’, decollo nel pomeriggio con Virgin e arrivo domenica a Londra alle 10h00 circa. E ovviamente non una parola ai frontalieri sul fatto che sto andando a recuperare una valigia non mia.

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Sbrigo la giornata lavorativa e, in men che non si dica sono al Terminal 3. Oddio, in men che non si dica. All’epoca seguivo un progetto in Engineering, per cui mi tocca uscire dal Technical Block C, perdere il bus navetta, camminare fino a Hatton X, prendere un bus (il 555) per Heathrow Central e, da li, finalmente, sono al 3.

Il volo e’ dato abbastanza pieno, ma stranamente ricevo subito un posto: mi chiedono pure se voglio finestrino o corridoio. Libidine! 45D per me, e la cosa migliore e’ che il 45E rimarra’ persino vuoto.

L’aereo a fare gli onori oggi e’ G-CIVN, uno dei Mid-J. Victor-November s’e’ fatto tutte e 12 le battaglie dell’Isonzo e si vede. Giusto qualche giorno prima 8200 s’e’ fatta un PHX-LHR e mi ha detto che soltanto il suo equipaggio ha dovuto riempire tre pagine di difetti nel tech log. A me, sinceramente, importa poco: e’ il 747, e a me garba.

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Saliamo a bordo in orario, malgrado il volo abbastanza pieno e, soprattutto, la clientela abbastanza attempata. Vancouver e’ – era – un porto importante per le crociere e, almeno qui in Inghilterra, chi fa – faceva – le crociere e’ coscritto di Matusalemme. Con l’esclusione di una ragazza al 45C sono l’unico, nella mia zona, a essere nato dopo la presidenza Reagan e mi tocca aiutare tutti – ma dico tutti – a metter via valigie e bastoni. Mi ricordo di aver messo via sette bastoni; in caso di evacuazione, mi dico, siamo fottuti.

Brutta notizia: congestione in aeroporto, abbiamo lo slot tra un’ora. Con i venti contrari, poi, pensiamo di ridurre il ritardo a mezz’ora se va bene. Mi sa che la mia connessione alle 20.15 e’ bella che andata, ma se non ricordo male ci sono altri due voli dopo. Vedremo. Nel frattempo arriva un assistente di volo, confabula con la ragazza al 45C, le chiede di seguirlo e lei sparisce, in avanti.

Decolliamo, inizia il servizio, prendo un triplo Southern Comfort e ginger ale per dormicchiare un po’, e passa la capocabina. Mi fa segno di seguirla in galley e, una volta li, mi fa “Ma tu che ci fai ancora qui in Traveller?” “Bevo”, rispondo io. La faccio breve: sono l’unico staffer a bordo e l’equipaggio, come spesso succede, aveva pensato bene di farmi un upgrade... se non fosse che l’uomo investito di tale ruolo ha capito roma per toma e ha deciso di spostare in First la ragazza seduta di fianco a me, che nulla sapeva e, soprattutto, per BA non lavorava. Segue attimo di panico e di ricerca di un posto libero “la’ davanti”. Nulla. First, piena. Traveller plus, piena. Ci sarebbe un sedile non-op in Club ma decido di passare e di tenermi i miei due sedili di Economy. Pazienza, e’ una missione di soccorso, questa, non una scampagnata.

Arriviamo a Vancouver in una serata veramente incredibile. Riesco a intravedere, dai finestrini, le montagne arrossate dal tramonto, la foresta dei grattacieli che brilla come quarzo di roccia, il mare che scintilla e il verde scuro delle foreste. Siamo pero’ in ritardo, porca la pupazza. Faccio qualcosa di cui mi vergono profondissimamente fin’ora, ossia scendo senza aiutare nessuno degli ultraottantenni a cui ho stivato le valigie. Corro a perdifiato, sorpassando cani e porci, schivando pecore e vacche, fino alla dogana. Ricordo di aver visto un’ampia sala moquettata, con tanti sportelli, ma anche una comitiva di asiatici in arrivo, con tanto di guida con la bandierina. Mi scaravento giu’ per le scale e passo davanti a tutti, trovandomi faccia a faccia con una solertissima e serissima doganiera di chiare origini coreane.

“Quanto tempo stai in Canada?”
“Due giorni”
“Affari?”
(Io mi rendo conto di non essermi inventato una storia. Vado a capella, cercando di non menzionare valigie)
“No, piacere”
“Per due giorni?”
“Eh si, lavoro per una compagnia aerea...” (sventolata di badge, sequenza di balle su concessions che scadono e balle varie).
“Indirizzo in Canada?” le indico quello di Sokol.
“E questo qui chi e’?”
“Un... amico”
“Come lo conosci?”
“Eh... da Internet”
“E tu vieni qui per vedere un amico che conosci su Internet per due giorni?” il messaggio tra le righe e’ eloquente. Non potevi trovare nessuno a Londra per trombare?
“Eh...”
Timbro, e via di corsa. Sono le otto meno venti, e arrivo al banco delle connessioni domestiche. Il personale di Air Canada e’ gentilissimo e mi lascia andare airside, ma mi annuncia che ho perso il mio volo delle 20.15. E che gli altri due dopo sono pieni. Sokol, via telefono, e’ gentilissimo. “Somaro dovevi venire prima ora xe te ciapa’” o cose simili. Ammazzo il tempo a guardare l’imbarco di voli per posti tipo Prince Rupert, Regina e Saskatoon, gonfi di omoni in camicie a quadri, pantaloni mimetici e cappelli con loghi di produttori di motoseghe. I dipendenti di Air Canada sono veramente d’oro, e fanno il tifo per me: ci sono un paio di connessioni corte da Winnipeg, dai che ce la fai. E invece ce la fanno i winnipeggari, o comesidice. ”Sorry bud” mi dicono, ma almeno ricevo la BP per il primo volo di domani, AC8055, alle 07.00. Sokol mi scrive che sono un mona, e quando provo a chiamare Dancrane la sua segretaria mi risponde che “l’hotel non rientra nel budget”. Panchina sara’.

Cammino per il terminal domestico, e scopro con orrore che il bar sta chiudendo. Compro due bottiglie di birra – limite massimo – e un panino indegno, e poi si fa il momento di dormire, come i barboni, su una panchina. Sono da solo nel terminal domestico, ma di tutti gli aeroporti dove m’e’ capitato di dover fare il barbone questo e’ di gran lunga il migliore.

Il mattino dopo sono all’imbarco per primo, e mi godo quei venti minuti di volo che sono, come diceva il nostro Dreamliner prima che si desse ai soli resort di lusso e grandi dormite in First, bellissimi. Ad attendermi all’aeroporto c’e’ nientedimeno che Lui, assieme ovviamente alla valigia e a quell’autobus che Dreamliner usa a mo’ di furgone. Passiamo grossomodo un’oretta insieme, di cui 45 minuti a percularmi, e poi navighiamo verso il terminal dei traghetti, dove mi aspetta il ferrybbboat per Tsawwassen. Non essendo Dancrane non ho problemi a spedire la valigia dove non devo.






Non puo' essere NW senza Alaska e senza il Berlusca in coda.

Il viaggio in traghetto e’ bellissimo. I panorami sono splendidi, la brezzolina una meraviglia, il fumo che ragazzi diretti a una partita di hockey si stanno fumando e’ di prim’ordine (dicono, io ignoro). Arrivo a Vancouver sono un sole splendido e giro un po’ per la citta’, limitato soltanto da quella palla al piede della valigia di Dancrane, abbinata pure a una specie di cartellino dell’Hard Rock Cafe in metallo che fa casino, tipo campanella antivipera. Per fortuna non c’e’ il tag da friquent flaier. Mi nascondo al Granville Market per una birra e un po’ di cibo per placare lo sbrano chimico, e poi e’ ora di tornare in aeroporto.






Arrivo, e com’e’ ovvio ci sono brutte notizie. Virgin, mi dice un amico che ha accesso ai loro sistemi facendo manutenzione per loro, ha qualche limitazione sul volo di oggi e stanno cercando volontari per offload; figurarsi se ci possono esser posti per gli staffer. Usando il mio Nokia 3310 d’ordinanza, al prezzo di bestemmie a denti stretti, riesco ad andare in Intranet, fare tutti i salti e pigiare tutte le caselle necessarie per prendere un biglietto in standby con BA, pagare ed avere l’e-ticket. Armato di tutto cio’ mi presento al check-in di BA.

Il buon uomo al banco deve esser sceso dal lato sbagliato del letto. ”You’re listed on the other flight. This is BA86. Go away”. Testuali parole, urlate con un accento singlish praticamente incomprensibile. Gli chiedo se, cortesemente, non potesse spostarmi su questo volo e la risposta e’ ”No. You do it”. Il pensiero va agli impiegati di Air Canada di ieri, e al fatto che questo qui non e’ un handler, ma collega mio. Esco dalla coda, ripesco il 3310, ri-bestemmio, cambio il volo da BA84 a BA86, rifaccio la fila, ripesco il nostro.
”You come back 45 minutes. When flight close” e’ l’annuncio mentre mi passa la BP standby. Gli chiedo ”Il volo non e’ oversold, puoi non farmi correre attraverso immigration per favore?”. La risposta e’ ”No. Go away. Come back 45 minutes”. Guardo la station manager per sincerarmi che sia normale parlare cosi a un collega, e quella piglia le sigarette, esce e se ne va a fumare. Bella gente.

Passo quella mezzoretta ad aspettare al di fuori dell’area check-in, direttamente davanti ai banchi di BA. Col tizio e i suoi – miei, all’epoca – colleghi che mi guardano e io che guardo loro. Nessuno piu’ cui fare check-in. Ovviamente nessuno mi chiama. A -50 entro nella fila, e arrivo in cima alla coda (inesistente). Con sospiri e spasmi, mi fanno cenno di appropinquarmi. Mi appropinquo. Sempre da lui, perche’ son masochista.

”I give you bulkhead”, mi fa. Non e’ una richiesta, e’ un dato di fatto. Bel middle seat, 40F. Poi mi prende lo zainetto, ci mette la targetta gialla, e mi fa ”This, under seat!”. So riconoscere una battaglia persa, ma la combattiamo lo stesso; non per niente tifo Toro. “Ma pezzo d’asino caro amico, dove lo trovo un sedile se sono al bulkhead?”. Fiato sprecato. ”This! Under seat!”. Vabbe’.

Corro verso i controlli di sicurezza, con la valigia di Dancrane che fa clang-clang-clang. Trovo la solita fila di gente che, evidentemente, appare solo e soltanto quando sono di fretta io; venti minuti dopo riesco ad uscire dai controlli, dal duty free e via dicendo. Il BA86 e’ dato come “closing”. Corro corro corro e arrivo al gate che nemmeno hanno iniziato l’imbarco. Dalle finestre si vede il 747, G-CIVU che, come il biplano rosso della pubblicita’ dell’amaro da cui prendo il titolo di questo post, sembra dirmi “dai su che tu e la valigia ce l’avete fatta”.

Gli aerei di questa volta sono G-CIVN, Mid-J in configurazione 14F52J36W235M, in storage a Kemble e dismesso a marzo 2020:


e, per il ritorno, G-CIVU, in storage a Cardiff.
 

13900

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Ottimi racconti come sempre, 13900. Grazie!

A gennaio ho volato sul 747 BA per Vancouver. All'andata con G-CIVC, e per tornare G-CIVK.
Salire le scale per l'upper deck, la sinfonia degli RB211, guardare fuori dal finestrino e capire che sei seduto veramente in alto, la flessione dell'ala in volo... una esperienza emozionante!

Il sedile non era il massimo, il catering nei due voli non è stato dei migliori, ma gli assistenti di volo sono stati degni di nota!

Alcune foto di questi due voli (solo per testimonianza, scusate la qualità)
Grazie Jambock! Certo, t'e' capitato il 747 sgrauso... pero' Upper Deck e' sempre UD. Tra l'altro ho appena postato una storiella su YVR!
 

vipero

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ma tu prendi appunti, quando viaggi?
Io manco me ricordo dov'ero seduto a tavola ieri sera...
 

londonfog

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Il ricordo piu' bello in assoluto che ho associato ad un volo con un BA 747 e' un Sydney-Singapore, la vista di Uluru al tramonto non me la dimentichero' mai.
 
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in_attivo

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Di norma applaudo silenzioso alle fatiche letterarie dei vari forumer, ma questa volta il regalo di 13900 esige il giusto (alto) apprezzamento.
Bravo F!

Ne approfitto per raccontare il mio ultimo passaggio con la Regina taggata BA, un GRU - LHR comprato in fretta e furia qualche anno fa per traslocare una parte del guardaroba (logicamente non mio) da una residenza estera ad un altra (logicamente non nel medesimo Paese) nello spazio di un WE sudamericano, con partenza il venerdi sera e rientro il lunedi mattina direttamente in ufficio.

Ricordo un aereo magnifico, premium economy deserta (con relativa dormita per larga parte del volo) e un delizioso siparietto a LHR, dove una coppia di colombiani mi ha sequestrato per fare loro da traduttore con le algide ex-colleghe di 13900. L'oggetto del contendere era un extra-bagaglio ammontante ad oltre 200 USD, che naturalmente la coppia sudamericana non aveva, e che ero arrivato a offrirmi di pagare in cambio di una restituzione a Bogotà il mese seguente (detto cosi, difficile pensare ad un gesto benevolo, ma di questo si trattava!).

Conclusione della storia: talmente scocciate dalla questione, le ex-colleghe consentono finalmente ai 2 di imbarcare il bagaglio in eccesso FoC, lasciandomi libero di correre alla mia connessione, non prima di un paio di chiamate intercontinentali dai figli della coppia, evangelici convinti, che durante la negoziazione hanno contribuito con alcuni notevoli sermoni.
 

Dancrane

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Sorvolando sulla simpatica lettera che il mio avvocato sta scrivendo a 13900 (e sempre che riesca a scrivere, da tanto sto ridendo... meno male che sono solo in ufficio!), le mie avventure sul 747 sono, ahimè, limitate a pochi voli, anche se tra queste posso annoverare l'esperienza in upper deck su BA.
Il ricordo indelebile, però, è legato alla mia primissima esperienza dall'altra parte dell'Atlantico con KL, anno del Signore 1991.
Prima di usare l'aereo come un autobus, ero letteralmente terrorizzato dal poggiare le terga su qualcosa di non ancorato al suolo, e agli amici che chiedevano "Ti capitasse di andare negli USA che faresti, rinunceresti?", la risposta era sempre la stessa: "Esistono le navi".
Poi, tra il 22mo ed il 23mo genetliaco, l'occasione arriva: complice un infruttuoso tentativo di broccolamento di un'amica che stava terminando l'anno all'estero in Canada, mi organizzo e metto in cantiere il primo di quella che sarebbe poi diventata una lunghissima serie di viaggi in giro per il mondo, un lunghissimo coast to coast canadese di 45 giorni (bello essere studenti!), con arzigogolatissimo tour da NYC a Vancouver via Montreal, Toronto, Edmonton, Vancouver, Seattle e rientro, andata quasi tutta via terra (ad eccezione del JFK/YUL, chè la paura dell'aereo era passata), tra autobus e autostop, ritorno più complicato in aereo sulla YVR/YYZ e poi santa Greyhound via Niagara Falls e Buffalo, già che c'eravamo.
In partenza dal JFK, eravamo già tutti a bordo del 747 quando l'aereo prende una botta solenne: portellone cargo semidistrutto, tutti giù e andare al banco per la riprotezione. Da bravo incompetente, mi faccio beatamente gli affari miei, lascio che le 429 persone prima di me sbolognino le loro pratiche, rifiuto l'alternativa più breve su Milano e mi impunto nel volere proseguire con KL secondo l'itinerario originario (per evitare la separazione dalla valigia, che in effetti è poi arrivata con me), con un ritardo di una giornata sul programma, e col palmares di avere preso 6 voli su 4 modelli diversi (733,747, DC9 e, unica esperienza sul mezzo, L1011 Tristar di Air Transat), avere superata la paura di volare già sul LIN/AMS senza attacchi di panico, ed avere inaugurato una lunga carriera volatoria! Il ricordo poi va all'attempatissima addetta al banco KL, che aveva appena sorriso con un Thank You al passeggero che la aveva riempita di vaffanculi declinati in tutte le lingue, alla quale, buon ultimo passeggero riprotetto, avevo augurato un meritato riposo.
 

Senator

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Con il 747/200 Alitalia ho avuto il mio 'battesimo' ... MXP-CCS nel lontano 1983.
Con British solo un LHR- GRU e un EZE-GRU-LHR nell'upperdeck...
Altre esperienze con lufthansa (anche 748), Korean (748), KLM, e PanAm.... God save the Queen!
 
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13900

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606
Minchia che animali i tuoi ex colleghi canadesi...
Parecchio. Sono poi diventato amico di uno di loro, che si e' aggiunto al progetto di FLY e ha successivamente cambiato dipartimento, ma gli altri dovrebbero andare a fare i provodnik su un treno della Transiberiana.

Di norma applaudo silenzioso alle fatiche letterarie dei vari forumer, ma questa volta il regalo di 13900 esige il giusto (alto) apprezzamento.
Bravo F!
Grazie! :)

Ne approfitto per raccontare il mio ultimo passaggio con la Regina taggata BA, un GRU - LHR comprato in fretta e furia qualche anno fa per traslocare una parte del guardaroba (logicamente non mio) da una residenza estera ad un altra (logicamente non nel medesimo Paese) nello spazio di un WE sudamericano, con partenza il venerdi sera e rientro il lunedi mattina direttamente in ufficio.

Ricordo un aereo magnifico, premium economy deserta (con relativa dormita per larga parte del volo) e un delizioso siparietto a LHR, dove una coppia di colombiani mi ha sequestrato per fare loro da traduttore con le algide ex-colleghe di 13900. L'oggetto del contendere era un extra-bagaglio ammontante ad oltre 200 USD, che naturalmente la coppia sudamericana non aveva, e che ero arrivato a offrirmi di pagare in cambio di una restituzione a Bogotà il mese seguente (detto cosi, difficile pensare ad un gesto benevolo, ma di questo si trattava!).

Conclusione della storia: talmente scocciate dalla questione, le ex-colleghe consentono finalmente ai 2 di imbarcare il bagaglio in eccesso FoC, lasciandomi libero di correre alla mia connessione, non prima di un paio di chiamate intercontinentali dai figli della coppia, evangelici convinti, che durante la negoziazione hanno contribuito con alcuni notevoli sermoni.
Bellissimo, che ricordi che non mi hai portato! Ready to Fly, il punto delle connessioni a T5, prima dell'automatizzazione era un circo equestre a piu' piste. In 12 settimane li dentro ne ho viste di ogni, incluse cose simili alla tua esperienza... un po' mi manca!

Questo TR sta diventando un vero e proprio tributo al 747. Grazie ancora 13900!
Ma grazie a te!

Sorvolando sulla simpatica lettera che il mio avvocato sta scrivendo a 13900 (e sempre che riesca a scrivere, da tanto sto ridendo... meno male che sono solo in ufficio!), le mie avventure sul 747 sono, ahimè, limitate a pochi voli, anche se tra queste posso annoverare l'esperienza in upper deck su BA.
Ti ricordo che dovrei ancora farti da corriere per cose che compri in giro (e che tra l'altro ancora non sono arrivate).

Il ricordo indelebile, però, è legato alla mia primissima esperienza dall'altra parte dell'Atlantico con KL, anno del Signore 1991.
Prima di usare l'aereo come un autobus, ero letteralmente terrorizzato dal poggiare le terga su qualcosa di non ancorato al suolo, e agli amici che chiedevano "Ti capitasse di andare negli USA che faresti, rinunceresti?", la risposta era sempre la stessa: "Esistono le navi".
Poi, tra il 22mo ed il 23mo genetliaco, l'occasione arriva: complice un infruttuoso tentativo di broccolamento di un'amica che stava terminando l'anno all'estero in Canada, mi organizzo e metto in cantiere il primo di quella che sarebbe poi diventata una lunghissima serie di viaggi in giro per il mondo, un lunghissimo coast to coast canadese di 45 giorni (bello essere studenti!), con arzigogolatissimo tour da NYC a Vancouver via Montreal, Toronto, Edmonton, Vancouver, Seattle e rientro, andata quasi tutta via terra (ad eccezione del JFK/YUL, chè la paura dell'aereo era passata), tra autobus e autostop, ritorno più complicato in aereo sulla YVR/YYZ e poi santa Greyhound via Niagara Falls e Buffalo, già che c'eravamo.
In partenza dal JFK, eravamo già tutti a bordo del 747 quando l'aereo prende una botta solenne: portellone cargo semidistrutto, tutti giù e andare al banco per la riprotezione. Da bravo incompetente, mi faccio beatamente gli affari miei, lascio che le 429 persone prima di me sbolognino le loro pratiche, rifiuto l'alternativa più breve su Milano e mi impunto nel volere proseguire con KL secondo l'itinerario originario (per evitare la separazione dalla valigia, che in effetti è poi arrivata con me), con un ritardo di una giornata sul programma, e col palmares di avere preso 6 voli su 4 modelli diversi (733,747, DC9 e, unica esperienza sul mezzo, L1011 Tristar di Air Transat), avere superata la paura di volare già sul LIN/AMS senza attacchi di panico, ed avere inaugurato una lunga carriera volatoria! Il ricordo poi va all'attempatissima addetta al banco KL, che aveva appena sorriso con un Thank You al passeggero che la aveva riempita di vaffanculi declinati in tutte le lingue, alla quale, buon ultimo passeggero riprotetto, avevo augurato un meritato riposo.
Io di tutta questa storia ho capito che l'amica non c'e' stata e tu hai rotto un 747.

Con il 747/200 ho avuto il mio 'battesimo' ... MXP-CCS nel lontano 1983.
Con British solo un LHR- GRU e un EZE-GRU-LHR nell'upperdeck...
Altre esperienze con lufthansa (anche 748), Korean (748), KLM, PanAm e TWA.... God save the Queen!
Appero'! il 748 vorrei provarlo anche io, se KE lo rimettesse su LHR!
 

puntogg

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25 Agosto 2017
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Un thread che sta facendo disidratare di lacrime e nostalgia chiunque lo legga.

Provo a dare un piccolo contributo anche io.
Volare sul 747 era un sogno che avevo fin da bambino, ma quei sogni puri, che sai difficilmente si tramuteranno prima o poi in realtà. Poi crescendo la passione di volare ha preso piede e ho trascinato dentro questo "tunnel" anche la mia famigliola, ma vi assicuro che avendo 4 figli (dai 17 ai 5 anni) si è presto tramutata in una maniera agile di far fuori ogni anno buona parte dei risparmi accumulati di mese in mese :)

Insomma, ad Agosto 2019 decidiamo con la mugliera di far fuori un bel po' di punti Membership Rewards AMEX e facendoci ingolosire da delle ottime promozioni buttate fuori da BA per volare su Miami in periodi poco "battuti" finiamo per decidere che il "viaggione" del 2020 sarebbe stato un bel giro della Vice City con annessa settimana ad Orlando tra i parchi Universal e WDW tra fine Gennaio ed inizio Febbraio, biglietto A/R pagato (tolti un bel po' di AVIOS) 198€ a cranio, andata MXP-LHR-MIA operato da BA e ritorno MIA-MXP operato su triplo7 AA.
Stimato un budget complessivo per 6 persone che somigliava tanto all'agognata finanziaria in corso di discussione parlamentare, a quel punto prendo le redini in mano, e con un savoir faire diplomatico misto tra Kissinger e Boutros-Ghali riesco a convincere la moglie che "la migliore soluzione è prendere il BA209 delle 14:15, che CASUALMENTE viene proprio operato con una bella reginetta 747-400 che ha già festeggiato il suo primo giubileo. Ho la sagacia di omettere che:
- la coincidenza a LHR la dobbiamo prendere con un MXP-LHR sempre BA che arriva al T5 alle 12:40
- l'allegra brigata dovrà correre non poco per riuscire a cambiare dal T5 al T3 con 1 ora e mezza scarsa
- avrei avute pronte le carte per il divorzio se per qualsiasi motivo non fossi riuscito a mettere i nostri 6 culi su quel 747

Nei vari mesi che si susseguono, tramite simpatici tutorial trovati su Youtube, convinco i 5 a fare prove di spostamento simulando T3 e T5 in quel del giardino fuori casa, con trolley e senza trolley, vestiti e imbacuccati da Malpensa a fine gennaio. Alla fine ce la sentiamo caldissima, i tempi simulati sono ottimi, NESSUNO riuscirà a farci perdere la coincidenza, e quel cazzo di sogno dovrà volente o nolente diventare realtà.

La mattina del 26 gennaio ci imbarchiamo rapidamente a MXP, scelgo in anticipo i posti più vicini possibili al portellone e lo faccio con la mano infilata nel doppio petto neanche avessi ribaltato Waterloo.
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A LHR arriviamo con 20 minuti di anticipo, ma il Capitano è così carino che il T5 se lo gira proprio tutto, rulliamo per almeno 15 minuti cercando parcheggio, anche in doppia fila alla peggio, e alla fine quando attacchiamo al finger abbiamo perso tutto l'anticipo con cui eravamo atterrati. La sagace scelta di aver rinunciato ai trolley e aver portato solo zaini (ma dai cazzo, andiamo a Miami e Orlando, non a Rovaniemi!) è pagante, riusciamo a zigzagare come Alberto Tomba dei tempi d'oro, ci imbuchiamo nel trenino e seguiamo il tragitto pedestre che abbiamo imparato a memoria nei video di youtube fatti dai Friquenflaier che bazzicano LHR, i ragazzini si comportano come i giocatori del Foggia di Zeman, girano, scendono e salgono senza neanche guardare dove vanno, e finiamo sullo shuttle che come Caronte porta le anime fortunate e più meritevoli dal terminal sfigato a quello degli intercontinentali. Passiamo in mezzo a decine e decine di 747, ho la bava che scende, quasi ormai anche i bimbi capiscono la fortuna che sta per compiersi, sono completamente rapiti anche loro dalla bellezza di questo immenso sfoggio di 747 tutti in linea, tutti ordinati, tutti bianco-rosso-blu. Per me è il paradiso in Terra.

Alla fine dobbiamo correre anche nel Terminal per arrivare alla mega hall dove si aprono i diversi gate verso gli USA. Attraverso le vetrate almeno 3 o 4 musoni di Regina ci scrutano e osservano, come se fossimo degli insetti curiosi, e la proporzione percepita, dal di qua, è proprio questa. Loro bestioni, noi insignificanti esserini pronti a farsi coccolare.

Entrando sbirciano tutto lo sbirciabile, la scaletta verso l'upper deck, i corridoi infiniti, non si vede la fine della Economy. Nonostante l'immensa larghezza (prima avevamo volato solo su A330 come wb) essendo in 6 riusciamo ad impadronirci di quasi tutta la fila 34.
Le hostess di BA sono le persone più professionali, conviviali e cortesi che abbiamo mai incontrato su un volo (e ne facciamo parecchi l'anno, avendo questa deleteria passione), trattano subito con i guanti i due più piccoli (il maschietto di 5 anni e la signorina di 7) che peraltro creano quasi un incidente diplomatico, quando sfoderano dallo zaino le cuffiette anni 80 rimediate l'anno scorso sul FCO-ORD di AZ. Appurato che quelle di BA sono decisamente meglio, le ripongono per future necessità, sai mai che la new-co di bandiera inizi i tagli proprio dalle cuffiette a bordo..
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Mentre conquistiamo l'ok al decollo, sfilano dietro di noi altre stupende Regine e qualche scartina simile a A350 e affini, carucci eh, ma da quassù sembrano tutti sudditi della stessa padrona dei cieli, c'è poco da fare.
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Lo so non si fa, ma col senno di poi, questo Safety On Board smangiucchiato e vissuto me lo sarei fregato e portato a casa per imperitura memoria :(

Le assistenti di volo passeranno almeno 20 volte durante il volo, facendo scoprire a me e mia moglie un side effect della cortesia e della generosità di BA: l'alcolismo. Ci avranno allungato una decina di bottiglietta di Gin, Vodka, birra.. Al terzo gin tonic ho avuto la reale sensazione che addirittura il pranzo fosse ottimo. Ma forse era proprio così.
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Il volo è stato sereno, ho dormito poco perchè proprio non ce la facevo a sprecare il tempo e non andare in giro a osservare, memorizzare, materializzare quell'idealizzazione che mi ero da sempre fatto di cosa volesse dire volare su un 747.
Mi sono sentito per 9 ore Dio in cielo, padrone anche io dell'aria a 33mila piedi di altezza, come se a passare sopra l'Atlantico, sopra i territori ruvidi e non civilizzati del Canada del nord, sopra tutta la costa est degli USA, città dopo città, l'aero volesse dire ai passeggeri "beh, per oggi considerate vostro tutto ciò che state osservando, oggi questo spettacolo ve lo offro io, a buon rendere".
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Quando abbiamo poggiato il carrello a terra si è rinnovato in me il mistero di come sia possibile che un bestione tale sia tanto agile, leggiadro, elegantissimo nei suoi movimenti, ma subito è salita una botta incredibile di nostalgia per qualcosa che in quel momento era ahinoi finito.

Scendere da quel volo è stato come portare via un bambino da una stanza piena di Lego. Ricordo sicuramente una lacrima che mi è scesa.
Il ritorno in 777 non ha fatto altro che acuire il dolore per qualcosa che non sarà, forse, più.
Mi è tornata la mente a quando l'anno prima siamo stati in pellegrinaggio ad Everett, ad aver sbrodolato stupore dentro i mega hangar della Boeing a vedere come dal nulla questi bestioni diventassero realtà.
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Se ripenso ora a quei momenti, al fatto che MAI avrei pensato ad Agosto scorso che sarebbe davvero forse stata la prima ed unica volta che sarei salito su un 747, che sarebbe diventato un utopia anche tornare semplicemente a volare come prima di lì a pochi mesi.. mi prende un groppo in gola. Mi chiedo che culo che abbiamo avuto ad averlo potuto fare questo viaggio, quando ancora non sembrava stesse succedendo nulla di anomalo nel resto del Mondo. Ripenso spessissimo come forse quel volo di quella Regina e di tante altre sia stato il loro canto del cigno, di come quasi in sordina si stia appurando che sì, nel prossimissimo futuro avremo un mondo in cui si è deciso di fare a meno del 747, una cosa di cui fatico davvero a capacitarmene, vorrei svegliarmi domattina e scoprire che sia tutto uno scherzo e che anche l'anno prossimo potrò stamparmi una BP di un 747 verso chissà quale meta lontana e remota.

Credo di aver avuto una grande fortuna di aver volato su un 747 BA neanche 6 mesi fa, l'unica cosa che possiamo fare è tramandare i ricordi, le memorie e la memorabili come state facendo in questo thread.

Lunga vita alla Regina.

BA209 LHR-MIA 26-Jan-2020
G-CIVC
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Dep: 14:13 Arr: 19:06
Model: B747-436 (B744)
First Flight: Feb 1994 (26 years ago)

Seat Configuration: 337 seats
14 First 52 Business 36 Eco+ 235 Economy
 
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