Easyjet rifiuta un'offerta per l'acquisizione da parte di Wizzair


flyingclam

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21 Luglio 2019
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Penso che se non sarà Wizzair sarà qualcun altro ad acquisire Easyjet è solo questione di tempo. Easyjet non ha piu' una strategia e un posizionamento chiaro sul mercato, una volta era una low cost con molti plus rispetto alle altre, nei bagagli, nella gestione dei voli ecc. mentre ultimamente hanno tolto e messo a pagamento tutto quello che finora era compreso, in questo modo hanno peggiorato nettamente il servizio e si sono messe allo stesso livello delle ultra low cost come Ryanair e Wizzair. Inoltre Easyjet sta attraversando anche molti problemi societari e il principale azionista Stelios è spesso in conflitto col management, se arrivasse una offerta con una buona valutazione della compagnia credo non aspetti altro che vendere.
Stelios ha gia detto di non voler partecipare all’aumento di capitale, e dopo la seconda diluizione in due anni la sua quota non è piu così significativa da poter dettare legge, per cui può anche vendere, ma conta fino a un certo punto.
 

Jil.10

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16 Febbraio 2013
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Non voleva BA creare una "associata" low cost da basare a Gatwick? Magari IAG potrebbe essere interessata proprio per questo...
 

13900

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BA sta semplicemente esternalizzando a una sua controllata il resto di Gatwick SH, dopo aver fatto lo stesso con ground services below the wing e above. In soldoni una BA Cityflyer con i contratti ancora più all'osso in particolar modo per i piloti. Da qui a comprare EZY ce ne vuole... Senza dimenticare che IAG dovrebbe trovare parecchi miliardi - che non ha, al momento - e l'antitrust dovrebbe dire qualcosa, e dubito che ci si metterebbe.

Gli slots a LGW non sono così difficili da trovare e, da qui all'anno prossimo, secondo me ce ne saranno parecchi in uscita, vedi per esempio Norwegian che se n'è andata...
 

Cesare.Caldi

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N/D
EasyJet-Wizz Air, così è saltato il matrimonio low cost nei cieli europei
di Leonard Berberi16 set 2021

Èil maggio 2021. Con la stagione estiva alle porte e la speranza di una ripresa del traffico migliore di quella di un anno prima, l’amministratore delegato della compagnia ultra low cost ungherese Wizz Air, József Váradi, pensa sia il momento giusto per provare il colpo del decennio che rivoluzionerebbe i cieli d’Europa: bussare alla britannica easyJet — la seconda società a basso costo del continente prima del Covid — e proporre l’acquisizione per creare un unico, grande rivale con una flotta tutta Airbus contro Ryanair (che si affida a Boeing). Nel 2019, senza la pandemia, il vettore irlandese ha trasportato 152 milioni di passeggeri, nove in più di quanti imbarcati assieme da easyJet (103 milioni) e Wizz Air (40).

Il progetto
Il piano di Váradi prevede una due diligence subito dopo l’estate così da concludere la trattativa entro gennaio 2022, avere quanto prima i via libera dell’antitrust Ue su alcuni mercati specifici e poi iniziare a vendere i biglietti della stagione estiva (che nel trasporto aereo parte a fine marzo e termina gli ultimi giorni di ottobre). Ma quell’offerta è stata respinta in modo plateale dal Consiglio di amministrazione di easyJet alcuni giorni fa con un po’ di irritazione non soltanto per il valore attribuito al vettore britannico, ma anche per la forma, come ricostruisce il Corriere della Sera attraverso sette diverse fonti industriali sparse in Europa. Tutte chiedono l’anonimato perché non autorizzate a parlarne pubblicamente o per timore di ripercussioni sul lavoro. E perché c’è una particolarità: ufficialmente per quest’operazione non è mai stato fatto il nome di Wizz Air.

EasyJet-Wizz Air, così è saltato il matrimonio low cost nei cieli europei


Il mercato europeo
Váradi da tempo vuole espandersi a ovest, proseguono le fonti. Non solo perché è un mercato più ricco di quello orientale, ma anche perché ci sono più aeroporti «pregiati», dove è più facile intercettare una clientela alto-spendente capace di consentire margini di guadagno decisamente superiori tenendo i costi operativi bassi. Ma questi scali — ad esempio quelli di Parigi, di Ginevra, di Milano Linate, di Londra Gatwick — sono anche abbastanza «intasati». L’acquisizione di easyJet (o la fusione) avrebbe consentito di accedere direttamente a quel portafoglio di slot senza mettersi nella lista d’attesa che in alcune parti — come a Linate — è lunghissima.

La posizione di Ryanair
Il momento, secondo l’amministratore delegato ungherese, è quello giusto: Wizz Air è in una fase di espansione, easyJet no, Wizz Air ha in questi giorni una capitalizzazione di mercato di 5,67 miliardi di euro, easyJet di meno della metà (2,6 miliardi). «Penso che le fusioni o le acquisizioni anche tra le low cost in Europa siano inevitabili entro i prossimi cinque anni», spiega al Corriere Michael O’Leary, patron di Ryanair, che ritiene il «matrimonio» tra easyJet e Wizz Air quasi una soluzione naturale. La sua compagnia non punta né al vettore britannico né a quello dell’Europa centrale perché — ironizza O’Leary — con loro ridurremmo la nostra profittabilità e aumenteremmo i costi». L’ad però non si dice preoccupato dell’eventuale unione: Ryanair, secondo lui, resterebbe ancora la migliore compagnia nel segmento low cost.

EasyJet-Wizz Air, così è saltato il matrimonio low cost nei cieli europei


Le voci sulla mossa
La voce dell’interesse di Wizz Air nei confronti di easyJet inizia a girare a giugno tra gli ambienti finanziari e industriali europei. Diverse società di consulenza si preparano nella speranza di essere ingaggiate dall’una e dall’altra parte per una due diligence con parcelle milionarie. Qualche ufficio legale inizia a ragionare sulle conseguenze pratiche dell’unione tra i due vettori in ottica Antitrust Ue. Alle 18:08 del 15 giugno il Corriere invia un messaggio WhatsApp a un portavoce di Wizz Air per provare a capire qualcosa di più. «Non posso commentare», è la replica secca alle 18:16. Non è una conferma. Ma nemmeno una smentita. E proprio per questo, cinque minuti dopo, ecco l’ulteriore chiarimento: «Questa voce è priva di credibilità». In realtà i preparativi sono in corso. Secondo le diverse fonti l’offerta formale a easyJet sarebbe stata fatta alla fine di luglio. Ma dal quartier generale britannico non forniscono dettagli, nemmeno nomi. «L’offerta è arrivata di recente e non possiamo rivelare da parte di chi», spiega via e-mail al Corriere una portavoce di easyJet.

La reazione di easyJet
Nel rifiutare la proposta, easyJet ha approvato un aumento di capitale da 1,2 miliardi di sterline (1,4 miliardi di euro) e concordato una nuova linea di credito di quattro anni di 400 milioni di dollari (340 milioni di euro). L’intera operazione «non solo rafforza il nostro bilancio permettendoci di accelerare il recupero post Covid — spiega nella nota Lundgren —, ma ci posizionerà anche per la crescita in modo da poter trarre vantaggio dalle opportunità di investimento strategico che si prevede sorgeranno man mano che l’industria aeronautica europea emergerà dalla pandemia». Il vettore britannico è convinto di poter approfittare del periodo per guadagnare fette di mercato. Ma dal momento che non si vede nella categoria «low cost», ma «ibrido» — spiegano due delle fonti — l’obiettivo è semmai di avere sinergie con Air France o British Airways, compagnie forti su Parigi e Londra, città dove ha una sua presenza importante pure easyJet.

Le prospettive dei britannici
Con Air France — è la ricostruzione — ci sono stati in passato dei contatti. La linea diretta non si è mai del tutto interrotta, ma non si è nemmeno andati oltre, per ora. Del resto Air France deve fare i conti anche con la presenza dell’olandese Klm, l’altra metà del gruppo che in proporzione genera maggiori profitti dei francesi. È uno scenario che gli analisti non escludono. Così come non ritengono illogica una fusione di easyJet con British Airways per blindare i mercati principali da/per il Regno Unito: la Spagna (dove ci sono pure Iberia e Vueling, della stessa holding di British), la Francia, l’Italia. Con una easyJet dentro a qualche gruppo «tradizionale» Wizz Air potrebbe guardare a Lufthansa che non ha mai disdegnato proprio l’Est Europa.

Un esercito di oltre mille aerei
Si tratterebbe di scenari quasi rivoluzionari per il continente. E che riguardano realtà con centinaia di aerei. EasyJet, per esempio, prevede entro settembre 2024 di salire a 331 aerei, ne ha ordinati altri 101 e opzionati 20. Ryanair e Wizz Air sono ancora più aggressive. La low cost irlandese arriverà a circa 600 velivoli (tutti Boeing 737, tradizionali o Max) nei prossimi anni dai 451 di fine giugno, Wizz Air a 246 Airbus A320 e A321 entro il 2026 (dagli attuali 141), ma si dovrebbe preparare a chiederne un altro centinaio. Tra gli azionisti della low cost ungherese ci sono sia l’ad (con l’1,5% delle quote), sia l’americana Indigo Partners che possiede azioni anche in altre low cost come Frontier (negli Usa), JetSmart (Cile) e Volaris (Messico).

EasyJet-Wizz Air, così è saltato il matrimonio low cost nei cieli europei


Gli analisti
Gli esperti sono divisi. Secondo Iba a livello operativo ci sono differenze evidenti. «I voli di easyJet si concentrano sulle città dell’Europa centrale e occidentale e gli slot assegnati sono negli aeroporti primari, i collegamenti di Wizz Air sono di più nella parte centro-orientale del continente e gli slot negli scali secondari», ragionano gli addetti ai lavori. Anche l’utilizzo dei velivoli, prese le prime quindici rotte per numero di posti e frequenze, è diverso: una media di 1,2 ore per tratta per easyJet, quasi il doppio (2,2 ore) per Wizz Air. «Il network e il tasso di penetrazione di easyJet assieme alla gestione low cost di Wizz Air sarebbero una combinazione vincente e un grande cambiamento nel cieli europei», scrive Daniel Roeska, analista di Sanford C. Bernstein. Che però evidenzia come l’arrivo degli ungheresi «sarebbe probabilmente accolto con riserve culturali significative» da parte dei britannici. Un report di Bank of America aggiunge che easyJet «è in una posizione più forte per beneficiare della ripresa robusta dei viaggi turistici nell’estate 2022 in Europa».

L’andamento in Borsa
In easyJet sanno che non potranno andare avanti da soli a lungo. Così anche in Wizz Air. Il mercato per ora premia soprattutto gli ungheresi. Dal 1° gennaio 2020 — cioè alla vigila della pandemia — fino al 15 settembre 2021 il valore delle azioni di Wizz Air è aumentato del 18,5%, easyJet ha perso il 60,4%. In mezzo Ryanair con +3,5%. Ma se si allarga l’orizzonte temporale agli ultimi cinque anni il vettore britannico ha quasi dimezzato il valore alla Borsa di Londra (-47,1%), Ryanair l’ha incrementato del 18,6%, poco in confronto a Wizz Air che segna +192,6%. Gli investitori, insomma, tra easyJet e Wizz Air hanno deciso da che parte schierarsi. Per ora.

 
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