Covid-19: chi è andato e chi (forse) torna.


flapane

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Mi risulta una discreta comunità di ucraini ebrei, con molti che hanno colto la palla al balzo e sono scappati da un paese allo sfascio economico e sociale. Partire con un 2xd, però...

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Charter2017

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3 Agosto 2017
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Da maggio addirittura 14 voli a settimana per Tel Aviv da Kiev, c'è una grande comunità ebraica un ucraina o cosa?
Leggiti questo articolo dal Jerusalem Post, è datato (2016) ma spiega come, dal 2015, da Russia e Ucraina, più che dagli altri paesi, è iniziato un vero e proprio esodo verso Israele (nel 2015 il 53% degli ingressi permanenti).
C'è però anche un altro fattore: in Ucraina sono nate molte compagnie aeree charter/leisure (Yanair, Wind Rose, SkyUP , Air Azur Ukraine, AtlasGlobal Ukraine poi fallita) e la stessa Ukraine International ha una grossa vocazione "holiday"; gli Ucraini che possono permetterselo viaggiano molto e Tel Aviv, (come Istanbul con ben 21 voli a settimana) sono mete turistiche molto in voga.
 
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Charter2017

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3 Agosto 2017
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GulliVair, compagnia aerea Bulgara, ha iniziato voli da Sofia verso la Repubblica Dominicana e le Maldive con un A330-200.
In futuro voli verso JFK e YYZ.
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Cesare.Caldi

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14 Novembre 2005
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N/D
l conto della pandemia
Da Ernest e Air Italy fino a Palestinian, il lungo elenco di vettori chiusi nel terribile 2020

Sono state 23 in totale le compagnie aeree mondiali che hanno lasciato la scena nel corso dell'anno, con una concentrazione in particolare nei mesi di aprile, maggio e giugno.

Statisticamente il mese peggiore è stato quello di aprile, seguito da giugno e maggio. Ma non è un caso. Sono infatti i mesi in cui lo tsunami della pandemia si è abbattuto sul mondo e improvvisamente gli spostamenti si sono fermati, gli aerei sono stati messi a terra, a parte rimpatri e cargo, e il mondo del trasporto aereo ha iniziato a fare i conti con una situazione senza precedenti. E proprio ad aprile, maggio e giugno si sono verificati il numero maggiore di chiusure di compagnie aeree, incapaci di reggere l'urto di uno stop così improvviso e totale.
Sono 23 in totale i vettori che lo scorso anno sono usciti dalla scena, un numero impressionante che da solo testimonia come la pandemia abbia minato nelle fondamenta il comparto, fatto di grandi e solide realtà che hanno saputo attraversare i momenti più bui anche grazie ai contributi arrivati dai Governi, ma anche di aziende probabilmente già con difficoltà pregresse in una realtà in forte cambiamento.

INIZIO ANNO
Non tutte le compagnie aeree in elenco sono state vittime del Covid. Gennaio e febbraio infatti presentavano già il conto con due realtà italiane vittime di due situazioni differenti. A inizio anno infatti la prima a mettere gli aerei a terra era stata Ernest Airlines, da tempo a corto di liquidità e con un business model che non sembrava più adatto al momento attuale. E poi il caso più clamoroso se vogliamo, ovvero Air Italy: a febbraio i due investitori di riferimento, la Akfed dell'Aga Khan e Qatar Airways, le cui grandi ambizioni si erano andate progressivamente spegnendo, decidevano di staccare la spina definitivamente. E oggi a un anno di distanza ancora non si conosce con certezza quale sarà il destino dei dipendenti.
In mezzo ai due vettori italiani c'è anche la parentesi della turca AtlasGlobal, poi marzo si apre con un altro evento sensazionale: lascia la scena il più grande vettore regional del Vecchio Continente, Flybe, che chiude dopo alcuni tentativi di rilancio andati a vuoto (ancora oggi si parla di un ritorno sulle scene con nuovi investitori e c'è la concreta possibilità che la ripresa possa fare tornare in volo lo storico brand).

GLI STATI UNITI

Sono gli Stati Uniti il terreno dove ad aprile inizia la raffica di chiusure. Nomi poco noti dalle nostre parti, come PenAir, Shorelines o Trans States più altri che fanno capire però la portata dell'evento. In Europa il Gruppo Lufthansa taglia anche l'ultima traccia di Germanwings nella prima operazione di taglio costi e finisce anche la lunga avventura di Lgw.

NUOVE AREE COLPITE
Tra maggio e giugno le difficoltà si estendono e raggiungono anche altri continenti che fino ad allora erano stati coinvolti solo in modo marginale.
Chiude Avianca Perù, Latam Argentina, NokScoot in Thailandia e TigerAir in Australia, mentre in Europa è la volta di Jet Time, SunExpress Germany (anch'essa nell'orbita di Lufthansa) e la low cost lungo raggio di Iag Level.

FINE STAGIONE
Il trimestre dell'alta stagione estiva dà un attimo di tregua in concomitanza con la temporanea ripresa dei viaggi e le cadute si arrestano. Poi in autunno il problema si ripresenta a partire dal continente asiatico dove chiudono in sequenza AirAsia Japan e AirAsia X Indonesia, vittime del piano di ristrutturazione del gruppo.
Insieme a loro a Hong Kong sospende le operazioni anche la Cathay Dragon. Chiuderanno poi la lista tra i mesi di novembre e dicembre Austral e Flyest in Argentina insieme a Montenegro Airlines e Palestinian, ultima chiusura dell'annus horribilis.

 

fiducioso

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11 Febbraio 2013
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mi hanno girato sta roba senza fonte...è attendibile?

EMIRATES AIRWAYS grounds 38 A380s and cancels all orders for the Boeing 777x (150 aircraft, the largest order for this type). They "invite" all employees over 56 to retire

ETIHAD AIRWAYS cancels 18 orders for A350, grounds 10 A380 and 10 Boeing 787. Lays off 720 staff!

LUFTHANSA AIRLINES plans to ground 72 aircraft!
(in 2 instalments).

THAI AIRWAYS files for bankruptcy.

SOUTH AFRICAN AIRWAYS files for Bankruptcy!

FINN AIR returns 12 planes and lays off 2,400 people!

FIJI AIRWAYS lays off more than 7OO employees, including pilots.

VIRGIN AIRWAYS fires more than 3,000 people including 600 Pilots!

VIRGIN AUSTRALIA files for Bankruptcy!

SAS returns 14 planes and fires 520 pilots.
The SCANDINAVIAN states are studying a plan to liquidate NORWEGIAN AIRLINES and SAS to rebuild a new company from their ashes.

NORWEGIAN AIRLINES completely stops its long-haul activity!!!
The 787s are returned to the lessors!

BRUSSELS AIRLINE reduces its fleet by 50% (and associated redundancies).

AIR MAURITIUS goes into Administration.

IAG (BRITISH AIRWAYS) grounds 34 planes. Everyone over 58 to retire

IAG (BRITISH AIRWAYS parent company) abandons plan to takeover AIR EUROPA and will pay €40 million as compensation for that.

IAG (IBERIA) grounded 56 planes.

LUXAIR reduces its fleet by 50% (and associated redundancies)

CSA abolishes its long-haul sector and keeps only 5 medium haul aircrafts.

YOU grounds 22 planes and fires 4,100 people!

RYANAIR grounds 113 planes and gets rid of 900 pilots for the moment, 450 more in the coming months!

WIZZAIR returns 32 A320s and lays off 1,200 people, including 200 pilots, another wave of 430 layoffs planned in the coming months. Remaining employees will see their wages reduced by 30%!

EUROWINGS goes into Bankruptcy

HOP is studying the possibility of reducing fleet and staff by 50%.

Currently, *60 new aircraft stored
 

B787

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8 Settembre 2007
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VCE
Ad occhio si notano subito alcune imprecisioni:

-Con “returns” alcuni sono sell and lease back (AY),
-Emirates ha convertito alcuni ordini da 77 a 78,
-IAG non mi pare abbia abbandonato l’idea di UX ma se la porterà a casa probabilmente ancora a meno,
-molte riduzioni sono ancora temporanee durante l’emergenza, le definitive per la ripartenza nessuno ancora le sa per certo..
 

13900

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Virgin ha licenziato il doppio del numero menzionato. Non ci sono pensionamenti forzati in IAG (conosco gente di 60 anni che ancora lavora).
 

Charter2017

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3 Agosto 2017
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Qualche forumista (non ricordo chi) aveva anticipato dei problemi di CSA: ora è ufficiale l'istanza di fallimento.
Vorrei ricordare che CSA è stata fondata il 6 Ottobre del 1923 a Praga, ovvero 98 anni fa!
Dal sito planespotters risulta tutta la flotta a terra tranne l'A319 OK-REQ e l'ATR-72 OK-NFV.
R.I.P. CSA

Czech Airlines (Csa), la compagnia di bandiera della Repubblica Ceca, con 97 anni di storia alle spalle, ha presentato istanza di fallimento e riorganizzazione presso il tribunale municipale di Praga, in conformità con la legge sull’insolvenza del Paese. La domanda è stata fatta “dopo aver esaurito tutti i modi possibili per risolvere la difficile situazione finanziaria causata dalla crisi globale dell’aviazione derivante dalla pandemia di Covid-19,” ha spiegato il vettore in un comunicato, sottolienado che l’obiettivo del processo è quello di salvare la società e optare per la soluzione migliore per i creditori.
I rappresentanti della compagnia aerea sottolineano che, prima della pandemia, Csa era una compagnia redditizia. “Come risultato della pandemia e delle restrizioni di viaggio straordinarie, attuate dai governi di tutto il mondo, la sua capacità economica è stata significativamente impattata”.
La nota evidenzia che, nonostante le raccomandazioni della Commissione Europea e della Iata, Csa non ha ricevuto alcun sostegno finanziario dal governo, a differenza dei suoi diretti concorrenti che quindi hanno messo in pista”una concorrenza iniqua e sleale”.
Lo Stato ceco ha rifiutato di partecipare al salvataggio di Csa, nonostante questa sia la quinta compagnia aerea più vecchia del mondo e nonostante il fatto che gli azionisti avessero dichiarato la loro volontà di ricevere tale sostegno finanziario.
Dal 28 agosto 2020, Czech Airlines e la sua società madre Smartwings, hanno chiesto al governo ceco di attuare il programma di compensazione “Covid-Air transport”, così come altri programmi governativi come “Covid-Bus”, “Covid-Accommodation” o “Covid-Tourism”. Si è anche chiesto un sostegno finanziario per coprire 7.198 voli cancellati durante lo stato di emergenza stabilito tra il 14 marzo 2020 e il 24 maggio 2020, il periodo durante il quale Csa è stato costretta a sospendere le sue operazioni.
“La proposta di riorganizzazione è l’ultima opzione per salvare l’azienda, a meno che il governo della Repubblica Ceca non riconsideri il suo approccio”, spiega il vettore. A causa della crisi, Csa e Smartwings hanno dovuto rescindere più di 600 contratti di lavoro e attuato diverse misure di ristrutturazione.
Prima della pandemia, Csa aveva pianificato un’espansione entro la fine del 2020 che includeva nuovi aerei Airbus, destinazioni e operazioni a lungo raggio. Tuttavia, come risultato dello stato di emergenza dichiarato e delle misure straordinarie attuate a causa della diffusione del Coronavirus, ha subito una perdita di 1,57 miliardi di Czk (60,1 milioni di euro) e un calo senza precedenti delle entrate di circa il 20% rispetto all’anno precedente
 
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Dopo 30 anni torna a volare il B737 con Singapore Airlines.
Infatti lo scorso 4 Marzo 2021 il primo B737-800WL ex Silk Air ha volato da Singapore a Phuket. SIA avrà in flotta 12 B737-800WL (tutti ex Silk Air) e 1 B737 MAX8.
Singapore Airlines ha già avuto 5 B737-100 in flotta dal 1972 al 1980 e un B737-300 dal 1992 al 1996.
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E non solo Singapore Airlines, ma anche Cathay Pacific (compagnia notoriamente all widebodies) comincerà a volare con 6 narrowbodies: sono 4 A321-200 e 2 A321neo, aerei originariamente ordinati e operati dalla defunta Cathay Dragon.
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Smartwings, Rep. Ceca, si è assicurata circa 76 milioni di euro a scopo di ristruturazione e rilancio; inoltre sta cercando di riorganizzare anche la defunta (per bancarotta) CSA, una volta compagnia di bandiera Cecoslovacca prima, e della repubblica Ceca dopo.
Smartwings ha 35 aerei in flotta: 7 B737 MAX8, 2 B737-700, 26 B737-800.
 

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Air Premia, low cost della Corea del Sud, sta per ricevere i primi due dei tre B787-9 ordinati: HL8387 e HL8388.
Qui HL8387 a Paine Field (mentre l'HL8388 è parcheggiato a Charleston AFB, già con la,livrea completa): livrea essenziale ma abbastanza elegante sullo stupendo B787-9.
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TUI Group vende Corsair. Notizia già del 2019 ma ora si devono trovare investitori per salvarla
La aggiungo qui, direttamente da Airbus: Corsair ha preso in consegna il primo A330-900neo, il primo di cinque in ordine.
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Mr. Braathens ci riprova con Flyr Airlines, compagnia regionale Norvegese che opererà voli domestici e tratte intra-Europee dalla prima metà del 2021
Mi autoquoto: Flyr Airlines parte dal 30 Giugno con la rotta Oslo - Tromso.
Livrea, secondo me, non propriamente bella, ma andrebbe vista sul vero aereo.
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Flyr (Oslo), the new Norwegian carrier, has announced it will launch scheduled passengers in Norway on June 30, 2021.
The first route will be between Oslo and Tromsø with Boeing 737-800s.
The new airline has issued an image of their livery (top).
The new airline issued this statement:
The airline Flyr will start selling airline tickets in late May and the company’s very first flight will go to Tromsø on June 30th. The start-up date is adapted to the government’s plan for reopening Norwegian society.
“A concrete plan for the reopening of Norway gives us in Flyr the predictability we need to be able to start ticket sales. In order not to get into a situation with significant changes in the route program and subsequent rebookings that will be unfortunate for customers, our start-up is adapted to the Government’s plan for the reopening of Norway. We experience that employees and partners are very eager to get started, and not least we experience great interest from people who want to go out and travel. We look forward to welcoming you on board for our first flight from Oslo to Tromsø and for future trips to other cities in Norway and well-known and beloved destinations in Europe”, says CEO Tonje Wikstrøm Frislid in Flyr.
Busy months ahead
Flyr will serve a number of Norwegian cities, as well as a selection of well-known and beloved destinations in Europe, including Malaga, Alicante and Nice. The company will expand the number of aircraft and destinations in line with demand, and in the long term the plan is a fleet of 28-30 aircraft.
Flyr’s first aircraft of the type Boeing 737-800 will be delivered in May, additional aircraft will arrive in June, and the fleet will be expanded through the autumn. At the same time, pilots and cabin crew are on their way in to spend time on training and service courses. The first courses are fully subscribed, and there is a great demand from skilled people with long aviation experience who want to work for Flyr. The company now has 45 employees with solid experience from Norwegian aviation and will have about 350 employees by the end of the year.
The new entity explains its strategy:
Flyr is created for travelers in Norway and built up with Norwegian jobs. Our mission is to create an airline that is more sustainable for the economy, society, and the environment. It should feel good to fly with Flyr.
Flyr is the Norwegian word for flying and it embodies us perfectly. It is simple, to the point, and challenges traditional conventions of air travel – which is exactly what we aim to do. We are starting a new airline in Norway from scratch and we get to think of all the ways we can make air travel easier, more environmentally friendly, and more enjoyable for our passengers.
The goal of Flyr is to deliver the simplest flight, in a more sustainable way. We will accomplish this by creating a purely digital product based on the needs of the passengers, and fly fewer, smarter flights to places and at times people need to travel. We build the company from the ground up, free from complex systems and cumbersome organizations, in order to run an efficient and customer-friendly aircraft operation.
Flyr was started by enthusiastic aviation industry experts with extensive experience in companies including SAS, Norwegian, Widerøe, and Braathens. Since the company was launched in the autumn of 2020, we have grown rapidly, and now have a team of 30, working full-time to get Flyr in the air.
We will fly between Norwegian cities and to popular destinations in Europe.