Alitalia: cambia tutto?

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belumosi

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Per quel poco che so trovo poco difficile immaginare un'AZ Handling, o un'Atitech, che non siano in grado di andare in attivo. AZ Handling è migliorata parecchio, così come è migliorato FCO; fossi una compagnia tipo Dnata, Swissport o chittepare non mi spiacerebbe averla. Vorrebbe dire controllare FCO.

Di Atitech, e di Alitalia Line Maintenance, ho sempre e solo sentito parlare un gran bene. Ho conosciuto meccanici ex Alitalia ed erano tutti di primo livello, gente che aveva iniziato con gli F-104 e poi era passata al "civile". Con la penuria di engineers che c'è nel mondo è difficile che finiscano in mezzo a una strada. Che rimangano le strutture è diverso; un hangar nuovo e con infrastrutture al passo coi tempi ha ben più valore, ovviamente, di uno che è da rifare in toto.

La parte di volo... e l'HQ... altro paio di maniche.
Anche con lo spezzatino, il problema principale resta la libertà di movimento concessa al manovratore.
Non credo che gli attuali commissari siano dei cogxioni (e tanto meno lo penso di Gubitosi), ma è evidente che se ti fanno combattere con una mano e mezza legata dietro la schiena, non è facile portare a casa dei risultati.
 

East End Ave

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13 Agosto 2013
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su e giu' sull'atlantico...
Intanto domani non si trova di meglio che scioperare e peggiorare la situazione: 140 circa i voli cancellati, con danno che si aggiunge al danno. Saranno contenti i pax; io intanto volevo procedere all'acquisto di voli AZ ma ho dirottato su altro vettore, temo che nel prossimo futuro sara' un'ondata di scioperi, se non peggio.

Lo sciopero: 137 voli cancellati
Alitalia ha annunciato che terrà al suolo 137 voli per lo sciopero del trasporto aereo proclamato da diverse sigle sindacali. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Uglta in particolare incrociano le braccia per quattro ore (dalle 13 alle 17) in Enav (con i controllori di volo) e in Air Italy. Lo sciopero è stato ridotto a 4 ore (dalle 24 ore iniziali) dal ministero dei Trasporti. Ast-Confsal, Cub Trasporti/AirCrowCommittee, protestano invece in Alitalia. Un altro sciopero dell'intero settore aereo è stato già proclamato per il 13 dicembre da Filt-Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.
 

nonflier

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19 Luglio 2018
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Ci sono voluti 2 anni e mezzo di AS per capire che a nessuno (che sia libero di decidere se investire o meno) interessa AZ così come è (ma davvero ?). Adesso via alla ristrutturazione (per la quale non bastava l'AS con un nuovo mandato ? Ci vuole per forza un nuovo commissario + esperto ?). Immagino già con quanto "entusiasmo" sarà accolta la ristrutturazione (dalle "parti sociali" e certi politici), se effettivamente verrà effettuata.
 

Paolo_61

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Anche con lo spezzatino, il problema principale resta la libertà di movimento concessa al manovratore.
Non credo che gli attuali commissari siano dei cogxioni (e tanto meno lo penso di Gubitosi), ma è evidente che se ti fanno combattere con una mano e mezza legata dietro la schiena, non è facile portare a casa dei risultati.
Ma infatti io ce l’ho con la politica che dopo un bando demente ha proseguito nel folle proposito di salvare l’intero perimetro quando era evidentemente dente gin da subito che spacchettata AZ sarebbe stata più appetibile.
 

lollomz

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17 Febbraio 2006
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Monza, Lombardia.
Speriamo che questa comatosa compagnia possa trovare un futuro.... certo gli scioperi non aiutano in primis gli stessi lavoratori. Sperem!
 

leerit

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Lo stallo

Ancora più confuso il dossier Alitalia. Oggi i commissari straordinari (Daniele Discepolo, Enrico Laghi e Stefano Paleari) dovranno decidere con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli come proseguire. Ferrovie — la capo cordata per rilanciare il vettore — non ha chiesto un’altra proroga dopo l’indisponibilità di Atlantia, potenziale socia, ad aderire perché non sarebbe stato ancora individuato il partner industriale. Partner che secondo Ferrovie sarebbe l’americana Delta Air Lines disposta a investire subito 100 milioni di euro. Al contrario di Lufthansa che propone un accordo in due tempi: prima la partnership commerciale, poi l’ingresso in Alitalia da far seguire a una importante cura dimagrante. Ora è tutto da rifare, spiegano due fonti al Corriere, anche per lo stop del Dipartimento Usa dei trasporti alla corsia preferenziale per Alitalia nella nuova joint venture transatlantica.


L’altro piano

Mise e commissari — a quanto si apprende — cercheranno di sondare questa settimana la disponibilità di Lufthansa a lavorare con Ferrovie. Ma senza la presenza di Atlantia la cui quota — circa 330 milioni — dovrebbe aggiungersi all’investimento dei tedeschi che si ritroverebbe ad avere almeno la metà delle quote. In cambio il governo si impegnerebbe a stravolgere l’organizzazione di Alitalia nominando un direttore generale che faccia la maggior parte dei sacrifici così da renderla interessante per Lufthansa. Secondo MF quel dg sarebbe Michael Kraus (ex capo di Air Dolomiti, che appartiene al gruppo tedesco), mentre fonti al Corriere dicono che tra i candidati c’è Giancarlo Zeni, ad di Blue Panorama.


Corriere.it
 

East End Ave

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su e giu' sull'atlantico...
Lo stallo

Ancora più confuso il dossier Alitalia. Oggi i commissari straordinari (Daniele Discepolo, Enrico Laghi e Stefano Paleari) dovranno decidere con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli come proseguire. Ferrovie — la capo cordata per rilanciare il vettore — non ha chiesto un’altra proroga dopo l’indisponibilità di Atlantia, potenziale socia, ad aderire perché non sarebbe stato ancora individuato il partner industriale. Partner che secondo Ferrovie sarebbe l’americana Delta Air Lines disposta a investire subito 100 milioni di euro. Al contrario di Lufthansa che propone un accordo in due tempi: prima la partnership commerciale, poi l’ingresso in Alitalia da far seguire a una importante cura dimagrante. Ora è tutto da rifare, spiegano due fonti al Corriere, anche per lo stop del Dipartimento Usa dei trasporti alla corsia preferenziale per Alitalia nella nuova joint venture transatlantica.


L’altro piano

Mise e commissari — a quanto si apprende — cercheranno di sondare questa settimana la disponibilità di Lufthansa a lavorare con Ferrovie. Ma senza la presenza di Atlantia la cui quota — circa 330 milioni — dovrebbe aggiungersi all’investimento dei tedeschi che si ritroverebbe ad avere almeno la metà delle quote. In cambio il governo si impegnerebbe a stravolgere l’organizzazione di Alitalia nominando un direttore generale che faccia la maggior parte dei sacrifici così da renderla interessante per Lufthansa. Secondo MF quel dg sarebbe Michael Kraus (ex capo di Air Dolomiti, che appartiene al gruppo tedesco), mentre fonti al Corriere dicono che tra i candidati c’è Giancarlo Zeni, ad di Blue Panorama.


Corriere.it
A parte il prendere ormai con le pinze ogni notizia diffusa dai nostri media, in combutta comunicativa con il sistema, se davvero ora i magnifici tre sono col cappello in mano a Francoforte, dopo che lo stesso sistema cui appartengono aveva sdegnosamente respinto le richieste tedesche, è qualcosa che mette in mano a LH ulteriore potere di dettare condizioni ancora più restrittive.
E Conte dovrebbe fare “moral suasion” con la Merkel? Pure!
 

aa/vv??

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Up in the air
Alitalia in profondo rosso: 600 milioni di perdite nel 2019
Nessun bilancio: i rumors indicano 100 milioni di perdite in più del 2018. Verso un’altra proroga di due settimane per la gara. Conte:«Piano di mercato»

https://www.ilsole24ore.com/art/alitalia-vola-profondo-rosso-600-milioni-perdite-2019-ACvTQp0
Quindi con mille e rotti dipendenti in cassa integrazione e con aerei in meno nella flotta i conti sono peggiorati. Eppure poi tuti i progetti partono sempre e solo dal numero di teste e aerei da tagliare.
 

jgoggi

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Quindi con mille e rotti dipendenti in cassa integrazione e con aerei in meno nella flotta i conti sono peggiorati. Eppure poi tuti i progetti partono sempre e solo dal numero di teste e aerei da tagliare.
Questo la dice lunga sull'influenza che ha il taglio del personale sui conti...
 

Paolo_61

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Quindi con mille e rotti dipendenti in cassa integrazione e con aerei in meno nella flotta i conti sono peggiorati. Eppure poi tuti i progetti partono sempre e solo dal numero di teste e aerei da tagliare.
Senza bilanci è assolutamente inutile commentare, perché non è possibile stabilire se la notizia è vera (in questo momento ci sono mille interessi a mettere in giro voci non controllabilli) ed eventualmente quale sia l'origine della perdita.
 

leerit

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Alitalia riparte da zero. Anzi da quattro. Tante sono le soluzioni allo studio del governo. La prima, la più gradita ai 5Stelle, prevede il matrimonio con Lufthansa dopo una sostanziosa cura dimagrante a carico dello Stato, con esuberi da collocare in una società ad hoc con nuovi ammortizzatori sociali, e una newco snella in cui inserire la parte volo e una piccola porzione dei dipendenti di terra. Scure invece sui dirigenti. Una nuova Alitalia ripulita di almeno 3-4 mila dipendenti, che sarebbero comunque tutelati attraverso Cig e altre soluzioni provvisorie per accompagnare alla pensione il maggior numero di hostess e piloti.
Tutto questo, secondo fonti sindacali, dovrebbe essere gestito da un commissario ad hoc con pieni poteri. Una ipotesi che al Mise stanno vagliando visto che Delta non dà le garanzie richieste sul fronte dei futuri ritorni reddituali. E, soprattutto, che Atlantia è disposta a ritornare sui propri passi solo se il colosso tedesco, che tra l'altro vuole valorizzare Fiumicino facendolo diventare il terzo hub del gruppo, sarà della partita. Difficile capire se questa idea abbia dei margini per potere viaggiare rapidamente visto che ristrutturare la compagnia di bandiera, azzerare i commissari attuali e impostare tutta l'operazione richiede tempo e una serie di via libera politici.

LA RISPOSTA
Di certo oggi i commissari guidati da Enrico Laghi si aspettano dal Mise una risposta su come procedere. Visto che i termini per la presentazione dell'offerta vincolante sono scaduti e il prestito da 400 milioni è legato indissolubilmente alla creazione del consorzio. Ieri c'è stata una call tra i tre commissari guidati da Enrico Laghi per definire la strategia e mettere in guarda il governo dai rischi che si corrono in questa fase. Senza il consorzio, svanito con il no di Atlantia, c'è il rischio concreto che la Ue accenda un faro sul prestito da 400 milioni, accusando il governo di aiuti di Stato. Non è un mistero che i commissari siano molto irritati per come la situazione si sta evolvendo. E che alla fine, in mancanza di una soluzione giuridicamente sostenibile, decidano di portare i libri in tribunale. O comunque di spingere l'esecutivo a decidere. Se la prima ipotesi è quella di consegnare Alitalia ai tedeschi dopo la ristrutturazione, la seconda opzione prevede la liquidazione tout court.

Nel mezzo ci sono altre due strade. Meno traumatiche delle prime due, difficilmente sostenibili per l'impatto sociale che avrebbero dopo le promesse fatte dal governo rosso giallo sul fronte occupazionale. Ovvero una proroga più lunga dei 15-20 giorni previsti. Per riportare al tavolo Atlantia e convincere Delta a fare qualcosa di più sul fronte delle rotte nord americane. L'ipotesi Lufthansa escluderebbe infatti altri partner, affidando tutta Alitalia al colosso tedesco. Ovviamente sul tavolo del Mise ci sono anche altre varie articolazioni della possibile alleanze, tutte richiedono però negoziati non certo rapidi, autorizzazioni governative, il varo di decreti ad hoc. Insomma, una partita complessa, quasi inestricabile che si gioca sulla pelle di oltre 11 mila dipendenti diretti (circa 30 mila con l'indotto). A Palazzo Chigi, soprattutto dopo l'incontro con la Merkel si tifa per la soluzione tedesca. Se non altro perché è l'unica che farebbe tornare in pista Atlantia e darebbe una prospettiva industriale seria. Soprattutto toglierebbe ogni alibi alla holding dei Benetton che non ha mai visto di buon occhio Delta, troppo attenta ai propri interessi e poco disposta a cedere rotte e profitti al consorzio. Ora, come detto, la palla passa al Mise. C'è tempo fino a marzo, poi i soldi in cassa finiranno e lo spettro del fallimento diventerà concreto. Per la verità, e i commissari lo riferiranno all'esecutivo, una soluzione va trovata entro la fine dell'anno. Perché mettere a punto la nuova alleanza richiede molti passaggi burocratici, il consenso del sindacato, l'ok della Ue e, soprattutto, la fattibilità industriale dell'operazione.

https://www.ilmessaggero.it/economia/news/alitalia_news_lufthansa_atlantia-4884367.html
 

leerit

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Oggi il ministero dello Sviluppo dovrebbe indicare la scadenza della nuova proroga, l'ottava, per la presentazione di offerte dopo che anche quella del 21 novembre è stata superata senza dare risultati concreti.
Il ministro dello Sviluppo Patuanelli dovrebbe ricevere i commissari per definire la nuova scadenza, probabile un'altra proroga di due settimane.
Tra le ipotesi, secondo fonti sindacali, potrebbe riaprirsi il discorso con la tedesca Lufthansa che però comprenderebbe anche tagli del personale.
Oggi problemi per chi vola per uno sciopero dei controllori di volo previsto tra le 13 e le 17.

Quale è lo stato dell'arte della trattativa su Alitalia?
Archiviata la scadenza del 21 novembre e con la cordata Fs-Atlantia ancora incompleta, per Alitalia si potrebbe ripartire da zero. I rapporti tra il governo e la holding dei Benetton sembrano ancora tesi, anche per la partita giocata in parallelo sulle concessioni autostradali e su cui il premier Giuseppe Conte ha ribadito di non voler fare sconti a nessuno. E così indiscrezioni che finora nessuno ha smentito indicano per la compagnia il possibile ricorso a un piano totalmente nuovo.

In attesa che i commissari scrivano al Mise per manifestare lo stato dell'arte, l'idea comparsa in questi giorni sulla stampa sarebbe quella di un nuovo commissariamento, affidato ad un unico amministratore, e non agli attuali tre, e non più finalizzato alla cessione quanto alla ristrutturazione dell'azienda. In questo modo l'ultima tranche di prestito ponte da 400 milioni che sarebbe altrimenti a rischio potrebbe essere concessa e allo stesso tempo si potrebbe di fatto venire incontro a ciò che Lufthansa chiede da tempo.

Come precondizione per un ingresso in Alitalia, i tedeschi hanno infatti sempre posto proprio una riorganizzazione profonda del vettore, da sottoporre preventivamente ad una cura dimagrante che comprenda taglio dei costi e riduzione del personale. Lufthansa punta a 5.500 esuberi e a una riduzione degli aeromobili a quota 75-85 dai 118 attuali. Numeri alti, politicamente difficili da digerire per il governo e impossibili da accettare per i sindacati, ma che potrebbero essere ridimensionati in fase di trattativa, considerando che anche Delta ritiene comunque necessario sfoltire gli 11 mila dipendenti di Alitalia di circa 2.500-2.800 unità.

Sarebbe invece escluso uno spezzatino del vettore, ipotizzato dalle indiscrezioni in tre parti, ma che al Ministero dello Sviluppo economico, a quanto si apprende, non si starebbe nemmeno valutando. In ogni caso ogni approfondimento sarebbe rimandato in attesa della lettera dei commissari.

Che si concretizzino o meno, le notizie delle ultime ore hanno comunque scatenato l'allarme dei sindacati, già in allerta per l'ennesima chiamata a vuoto di giovedì scorso. "Il trasporto aereo è allo sbando ed ha più che mai bisogno di essere riformato e che gli impegni più volte assunti e ribaditi siano mantenuti", denuncia la Uiltrasporti chiedendo al governo una immediata convocazione del sindacato. Richiesta condivisa anche dai piloti dell'Anp, secondo cui "non è più possibile perdere tempo".

https://tg.la7.it/economia/alitalia...i-di-volo-tra-le-13-e-le-17-25-11-2019-144699
 

dario abbece

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milano
...c'era una volta alitalia e la colpa delle perdite era il ..doppio hub...

....c'era una volta alitalia e la colpa delle perdite era...i contributi alle low cost....

...c'era una volta alitalia e la colpa delle perdite era...incapacità del management ...

...c'era una volta alitalia e la colpa delle perdite era....i contratti del personale di volo....

...c'era una volta alitalia e la colpa delle perdite era...i contratti del personale di terra....

...c'era una volta alitalia e la colpa delle perdite era.....la flotta sbagliata....

...c'era una volta alitalia e la colpa delle perdite era....le rotte sbagliate..

...c'era una volta alitalia e la colpa delle perdite era....
 

Paolo_61

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In questa situazione possibile che non ci sia nessuno che presenta un'istanza di fallimento ?

O nessuno ha semplicemente il coraggio ?
In questo momento la società è di fatto solvibile, paga regolarmente (con i nostri soldi, ma questo è un particolare "secondario") i propri debiti a scadenza. Anche perché la rinuncia del MIT al credito da 900 mio nei fatti costituisce una ricapitalizzazione (sulla cui legalità la UE potrebbe avere da ridire, ma fino a prova contraria ad oggi i soldi sono in cassa).
Sic stantibus rebus solo i Commissari possono portare i libri in Tribunale per la liquidazione nel momento in cui dovessero riscontrare che il piano di risanamento previsto per l'AS non è attuabile. Si riaprirebbe quindi la vecchia procedura concorsuale di cui di fatto la AS rappresenta soltanto una parte teoricamente "in bonis".
 

straniero

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a me però pare una soluzione decente, o sbaglio? tutti fuori dalle palle, e una compagnia seria (LH) che prende in mano le redini.
nonostante i miei 7 anni di CFP e i soli 3 anni che mi mancano al CFP per sempre, da cittadino sarei comunque contento.

...cmq scioperare proprio ora è da c***ni
 

AZ209

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Londra.
Gli unici ad essere stati felici di questi ultimi anni sono stati i pennivendoli che continuano a scrivere tutto e il contrario di tutto quando la realta' era evidente ai piu'.
Nessun complotto, nessun tranello, nessuna trama sofisticata.
 
Stato
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