Nuovo sistema europeo Entry-exit System dal 12 ottobre 2025

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A Lisbona hanno sospeso l'EES per 3 mesi a causa delle code infinite ai controlli di frontiera.

Siamo solo a Gennaio ... pensate a Giugno/Luglio/Agosto quando le frotte di Inglesi, con i 450 bambini appresso, che viaggiano una volta all'anno per le rinomate destinazioni del Portogallo e della Spagna (non menziono la Grecia solo perché sono gentile) che non hanno la più pallida idea di cosa sia l'EES e che ci metteranno 25 minuti a passaporto bloccando i chioschetti per un'ora a famiglia.
E quelli con due passaporti che passano, guardano, e sorridono 😇 😇 😇:cool:
 
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Questo EES è stato pensato male e applicato peggio, è stato creato in pratica per copiare quanto fatto degli USA con l'ESTA ma il tutto gestito in maniera pessima. Per me dovrebbe essere ripensato eliminando le macchinette in aeroporto e rendendo obbligatoria la registrazione online prima del viaggio su un sito o un app dedicata in modo da non intasare gli aeroporti.
 
Questo EES è stato pensato male e applicato peggio, è stato creato in pratica per copiare quanto fatto degli USA con l'ESTA ma il tutto gestito in maniera pessima. Per me dovrebbe essere ripensato eliminando le macchinette in aeroporto e rendendo obbligatoria la registrazione online prima del viaggio su un sito o un app dedicata in modo da non intasare gli aeroporti.

Oppure... si potrebbe eliminare completamente la pre-registrazione.

Qual e' lo scopo di questo sistema? Quello di condividere i dati di chi entra ed esce dall'UE tra tutti gli stati membri.

Bene, lo si faccia. A meno che non sia tutta una finta, chi entra da extra-Schengen oggi, in un qualsiasi paese europeo, lascia i suoi dati all'ingresso (usando un e-gate o una postazione con un poliziotto). Quei dati vengono immagazzinati dalla polizia francese, italiana, estone, quello che e'. Bene, che si condividano le banche dati.

La pre-registrazione, in Europa come in America come in Australia, e' una fregnaccia. Gia' le compagnie aeree mandano gli APIS alle autorita'. Che serve farlo una seconda volta? E per chi non viene da un visa-free country, quelli hanno gia' dovuto applicare per lo stramaledetto visto.

Quindi, a che serve questa pantomima? A niente.
 
Guardiamo le cose non solo lato trasporto aereo, dove nel 99,99% c'è un vettore che ha già i dati del passeggero (il rimanente è l'aviazione generale).
La preregistrazione può avere un senso laddove non ci sia un vettore che registri già i dati del passegggero (numero di visto/autorizzazione di viaggio inclusa + numero documento) e li trasmetta alle autorità in ingresso della comunità. Quindi per i viaggiatori individuali di cielo terra e mar, treno e bus inclusi. In ferrovia solo quei <beep> di Trenitalia hanno biglietti nominativi anche sui regionali, ma con esclusione dell'Eurostar per Londra non vengono raccolti i dati necessari per un APIS - PNR. Chiaro che questi dati dovrebbero valere come preregistrazione, sgravando così il passeggere di Leopardiana memoria da simili adempimenti E ciò indipendentemente dalla modalità di trasporto.

Ma il problema può stare nei dati richiesti dall' APIS - PRN che possono non essere tutti quelli richiesti dalla preregistrazione. Per uscirne, non resta altra strada che obbligare il vettore a richiedere al pax i dati mancanti. Mi sembra meno praticabile l'alternativa, il passeggero deve preregistrarsi e dare il numero di preregistrazione al vettore sotto pena di mandato imbarco.
 
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L'unica ragione per la pre-registrazione e' che potrebbero impedirti di viaggiare, molto piu' semplice di negarti l'ingresso all'arrivo.

Per gli USA questo non e' vero. Le compagnie mandano la prima lista di APIS a DHS/CBP 72h prima della partenza, a flight create. Poi un'altra a flight closure. Quando ho visto Homeland intervenire per un controllo dei passeggeri (hanno/avevano personale a LHR) era in base agli APIS. ESTA non contava una beneamata mazza.

 
Sarà l'età, ma non ci trovo niente di strano nel fatto che l'Unione europea obblighi a fare una cosa inutile, spendendo un sacco di soldi, facendola partire con grande ritardo, e poi non funziona.

Nel merito, se c'è un categoria di viaggiatori che va controllata particolarmente con cura sono proprio i bambini extracomunitari, visti gli immondi traffici. Benissimo sveltire i controlli dei passeggeri adulti frequenti per dare più risorse a loro.
 
Questo EES è stato pensato male e applicato peggio, è stato creato in pratica per copiare quanto fatto degli USA con l'ESTA ma il tutto gestito in maniera pessima. Per me dovrebbe essere ripensato eliminando le macchinette in aeroporto e rendendo obbligatoria la registrazione online prima del viaggio su un sito o un app dedicata in modo da non intasare gli aeroporti.
EES ed ETIAS sono due cose differenti.

La seconda è una fotocopia dell'ESTA americano ed entrerà in vigore a Ottobre 2026 (salvo ritardi). Avrà validità di tre anni, e permetterà di negare il viaggio (con qualsiasi metodo: aereo, nave, treno, bus, auto privata o persino a piedi) a coloro che presentano rischi migratori o di sicurezza.
Permetterà all'UE di controllare a fondo determinate categorie di visitatori a rischio (paesi dell'Est Europa, del Sudamerica, passaporti CBI) con verifiche manuali pur mantenendo il regime di esenzione del visto per soggiorni brevi.

Un sistema ETIAS che funziona bene e una raccolta di dati APIS efficiente da parte delle compagnie aeree eliminerebbe qualsiasi ulteriore pre-registrazione prima dell'imbarco o all'arrivo. I dati biometrici possono tranquillamente essere registrati tramite eGate o direttamente al desk, come fa il resto del mondo fatta eccezione per l'Australia e il Canada.

Bene, lo si faccia. A meno che non sia tutta una finta, chi entra da extra-Schengen oggi, in un qualsiasi paese europeo, lascia i suoi dati all'ingresso (usando un e-gate o una postazione con un poliziotto). Quei dati vengono immagazzinati dalla polizia francese, italiana, estone, quello che e'. Bene, che si condividano le banche dati.
L'idea di fondo (sbagliata) è che sarebbe stato più difficile armonizzare trenta singoli database piuttosto che crearne uno singolo. Ci sono paesi come la Svezia che cancellano i dati dell'attraversamento dopo sole otto ore dall'attraversamento di frontiera, altri come l'Italia che li archiviano per vent'anni (questo in realtà vale per qualsiasi controllo di polizia). Inoltre, nessuna banca dati nazionale ha mai previsto l'archiviazione di dati biometrici per i semplici visitatori.
 
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Oppure... si potrebbe eliminare completamente la pre-registrazione.

Qual e' lo scopo di questo sistema? Quello di condividere i dati di chi entra ed esce dall'UE tra tutti gli stati membri.

Bene, lo si faccia. A meno che non sia tutta una finta, chi entra da extra-Schengen oggi, in un qualsiasi paese europeo, lascia i suoi dati all'ingresso (usando un e-gate o una postazione con un poliziotto). Quei dati vengono immagazzinati dalla polizia francese, italiana, estone, quello che e'. Bene, che si condividano le banche dati.

La pre-registrazione, in Europa come in America come in Australia, e' una fregnaccia. Gia' le compagnie aeree mandano gli APIS alle autorita'. Che serve farlo una seconda volta? E per chi non viene da un visa-free country, quelli hanno gia' dovuto applicare per lo stramaledetto visto.

Quindi, a che serve questa pantomima? A niente.

Qui il grande problema, che negli USA non c'è, ma, ad esempio, c'è in Giappone (e non comparo minimamente questa schifezza dell'EES con Visit Japan) sono queste fesserie di macchinette che chiedono informazioni ridondanti e che non vengono verificate. Ripeto, ho risposto no a parecchio domande quando l'ho provato, e non sono stato inviato a nessun controllo secondario.. Fallo negli USA dove rispondi che non hai prenotato un alloggio o che non hai un volo di rientro e vediamo cosa fanno.
 
L'idea di fondo (sbagliata) è che sarebbe stato più difficile armonizzare trenta singoli database piuttosto che crearne uno singolo. Ci sono paesi come la Svezia che cancellano i dati dell'attraversamento dopo sole otto ore dall'attraversamento di frontiera, altri come l'Italia che li archiviano per vent'anni (questo in realtà vale per qualsiasi controllo di polizia). Inoltre, nessuna banca dati nazionale ha mai previsto l'archiviazione di dati biometrici per i semplici visitatori.
Aggiungo anche che se avessero armonizzato i singoli database nazionali, ogni Paese avrebbe dovuto occuparsi dei propri costi di gestione. Mentre, ora è stato centralizzato e affidato ad eu-LISA, che già gestisce altri database come: SIS (Schengen Information System), Eurodac (European Union's centralised biometric database), VIS (Visa Information System), ECRIS-TCN (European Criminal Records Information System Third Country Nationals) e avranno in gestione anche ETIAS.

Qui il grande problema, che negli USA non c'è, ma, ad esempio, c'è in Giappone (e non comparo minimamente questa schifezza dell'EES con Visit Japan) sono queste fesserie di macchinette che chiedono informazioni ridondanti e che non vengono verificate. Ripeto, ho risposto no a parecchio domande quando l'ho provato, e non sono stato inviato a nessun controllo secondario.. Fallo negli USA dove rispondi che non hai prenotato un alloggio o che non hai un volo di rientro e vediamo cosa fanno.
EES, ufficialmente, è in "avvio progressivo", cioè è in beta; sarà pienamente operativo solo dal 10 aprile. C'è da augurarsi che in questi 6 mesi si siano resi conto delle criticità e abilitino l'app, "Travel to Europe" utilizzata in Svezia, in tutti gli altri Paesi quanto prima.
 
Ultima modifica:
o che non hai un volo di rientro e vediamo cosa fanno

Dipende dal culo... c'è una persona che conosco che viaggia con B1/B2, con genitori cittadini (e bene o male tutta la famiglia negli USA), passaporto di paese del terzo mondo, senza un lavoro fisso (è un consulente), con pending green card quindi, agli occhi di un immigration officer, è un enorme rischio che sia una persona che cerca di vivere con il tipo di visto sbagliato... eppure sono tre volte nel giro di pochi mesi che entra senza biglietto di ritorno.

Secondo me è solo questione di tempo ma mi è caduta una cosa che credevo fosse un caposaldo.
 
Dipende dal culo... c'è una persona che conosco che viaggia con B1/B2, con genitori cittadini (e bene o male tutta la famiglia negli USA), passaporto di paese del terzo mondo, senza un lavoro fisso (è un consulente), con pending green card quindi, agli occhi di un immigration officer, è un enorme rischio che sia una persona che cerca di vivere con il tipo di visto sbagliato... eppure sono tre volte nel giro di pochi mesi che entra senza biglietto di ritorno.

Secondo me è solo questione di tempo ma mi è caduta una cosa che credevo fosse un caposaldo.

Con il B1/B2 non hai bisogno di return ticket