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Pakistan Sells Majority Stake in PIA for US$482M
Pakistan sells its flag carrier to Arif Habib Group after the latter submitted the highest bid of US$482 million.www.airwaysmag.com
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Giusto per ridere un po'. Vorrei però riprendere una domanda dei commenti: secondo voi quanto potrebbero aver speso per un volo privato da Bari a Palermo?
Buon anno a tutti.
Hanno utilizzato un Embraer Legacy 650 (D-AZUR) di VistaJet, decollato alle 21:51 da BRI e atterrato alle 22:38 a PMO.Dipende dall'aereo (e da dove si posiziona). direi comunque un range tra i 5 e i 10k pbh.
Il sesso in aereo tra flirt, trucchi, app per incontri e contenuti per OnlyFans: cosa succede davvero in volo
A bordo su oltre 500 voli (in 10 anni) e per un milione di chilometri. Cosa succede in alta quota, i racconti dei membri del «club» e degli assistenti di volo
di Leonard Berberi
È una sera di aprile del 2015. L’avviso di messaggio compare all’improvviso mentre sto guardando un film. L’aereo viaggia a 12 mila metri di quota, sopra l’Oceano Atlantico, con destinazione l’Europa. Intorno, in cabina, è buio. Le persone stanno quasi tutte dormendo: buona parte dei voli dagli Usa verso il Vecchio Continente decolla dal tardo pomeriggio in avanti, così da atterrare all’alba. Il personale di cabina non si fa vedere da diverso tempo. «Ciao, che fai?», si legge nel messaggio sul monitor dell’intrattenimento di bordo.
A scrivere è «A», di cui non si conosce nulla, se non che è un passeggero a bordo e che è seduto al posto 45K: siamo entrambi in classe Economy, ma in mezzo a noi ci sono i bagni, qualche parete e l’angolo cucina. «Sto guardando un film. Chi sei?», rispondo. «Ti ho visto prima, sei molto bello», replica. La lingua utilizzata, l’inglese, all’inizio non aiuta a notare subito lo scambio di genere e di persona. «Sono quello che al gate ti ha fatto ridere quando ho detto che alle donne belle come te andrebbe dato un upgrade gratuito in Business — prosegue, chiarendo lo scambio di persona —. Mi chiedevo se ti andava di vederci nel bagno a metà aereo: non guarda nessuno; se vuoi ti dico anche come aprire la porta da fuori, anche se è chiusa».
Poco prima del decollo avevo proposto a una trentenne di cambiare posto così da farla sedere vicino alla sua amica. Ma 45K ne era ignaro. Di certo non era la prima volta che inviava quella richiesta usando il sistema di messaggistica dell’aereo (che negli anni successivi diversi vettori hanno disattivato per alcuni casi di utilizzo «improprio»), come ha confermato lui stesso. Esponente del famoso «Mile high club», l’etichetta che si attribuisce a chi ha avuto rapporti sessuali a bordo di un aereo durante il volo, in bagno o altrove. Persino nelle cuccette usate dagli assistenti di volo per riposarsi durante i collegamenti intercontinentali, come ha potuto ricostruire il Corriere in questi dieci anni di indagine sul fenomeno.
IN VOLO PER UN MILIONE DI CHILOMETRI
Per raccogliere testimonianze e quante più prove possibile sono stati sfruttati gli spostamenti su circa 500 aerei — a corridoio singolo e doppio, a uno e due piani — su 250 rotte nazionali, internazionali e intercontinentali. Si è volato per poco meno di 1.500 ore e per un milione di chilometri (circa 26 giri attorno alla Terra), con 61 compagnie aeree (tradizionali, low cost, ibride), in 42 Paesi dalla Nuova Zelanda al Canada occidentale, passando per Asia, Medio Oriente, Europa e Sudamerica. Una quarantina di «iscritti» al club hanno raccontato le loro storie e i trucchi; altri trenta, tra assistenti di volo e piloti, hanno fornito le versioni di chi, spesso (e malvolentieri), si trova a dover intervenire. Oppure a chiudere un occhio per evitare conseguenze impreviste.
Il fenomeno è cambiato (e si è accentuato) nel tempo, anche grazie alla tecnologia. Un ruolo fondamentale, raccontano alcuni degli «iscritti», lo hanno giocato sia una maggiore presenza del Wi-Fi (sempre più gratuito e veloce) a bordo dei velivoli, sia il proliferare delle applicazioni per conoscersi. Dall’approccio virtuale sul telefonino si passa alla pratica poco dopo il decollo. Molti dei membri attivi raccontano che sui profili nelle app di dating inseriscono quasi sempre il codice del volo e qualche volta il gate d’imbarco. Se ci si piace e, allo stesso tempo, si è sullo stesso aereo, «allora s’è fatto bingo».
Tutto questo con una doppia novità negli ultimi anni, come segnalano diversi assistenti di volo consultati: da un lato una nuova generazione di viaggiatori «più disinibiti» e dall’altro l’esistenza di OnlyFans, la piattaforma dove buona parte dei profili pubblica contenuti video e foto per adulti, anche per racimolare qualche soldo extra. «Molti passeggeri li sorprendiamo mentre si stanno filmando durante atti sessuali in volo», conferma il personale di cabina. «E quando chiediamo loro cosa stiano facendo, la risposta in quei casi è quasi sempre “produciamo contenuti”». «Al di fuori di questo mondo non c’è una vera percezione di quante persone facciano sesso a bordo, spesso anche di fianco ad altri viaggiatori ignari che magari stanno dormendo», confermano quasi tutti.
LE (POCHE) STATISTICHE
Si tratta, in ogni caso, di un fenomeno limitato rispetto ai 5 miliardi di passeggeri imbarcati sugli aerei. Limitato a livello geografico, con una maggiore «propensione» sui voli europei, tra Europa e Usa, tra Usa e Oceania. Limitato anche a seconda del tipo di viaggio e del velivolo: con la maggioranza delle prestazioni sessuali — stando ai dati raccolti — che si verifica sulle tratte notturne e sugli aerei più grandi (come gli Airbus A330, A350, A380, i Boeing 767, 777 e 787) e in particolare sui vettori occidentali, ma anche su alcuni, di alto livello, mediorientali, nonostante le norme rigide dei Paesi di cui battono bandiera.
Non esistono statistiche reali. Un sondaggio online del 2018 su oltre 11 mila utilizzatori di app per rimorchiare ha calcolato che il 5% ha fatto sesso in aereo. Nel decennio in alta quota il Corriere — incrociando le testimonianze e le stime degli assistenti di volo — stima che quel dato sia attorno allo 0,05% su tutti i passeggeri, cioè circa 2,5 milioni di passeggeri imbarcati. O, per renderlo ancora più semplice, e considerando che bisogna essere in due, significa che un decollo ogni trentina c’è una coppia che fa sesso. Al netto di quei casi, rarissimi, in cui in bagno si sono infilati in tre: come quel volo Madrid-Miami poco prima dello scoppio della pandemia, racconta un’assistente di volo che ha visto in prima persona la scena, ma non è intervenuta «per non creare trambusto». «Bisogna oggettivamente essere dei contorsionisti», scherza.
«Non ci vedo nulla di male, francamente: non diamo fastidio a nessuno, siamo all’interno di un bagno», racconta «A» dopo l’atterraggio. «È come fare sesso nel wc di una discoteca o di un pub, succede tutti i giorni e nessuno si scandalizza». Il problema — sottolinea più di un assistente di volo — è che non sempre i servizi vengono lasciati puliti, ed è anche una questione di salute pubblica. «A volte i passeggeri che entrano dopo ci segnalano la presenza di preservativi o di liquido seminale anche sul lavandino. E tracce si ritrovano anche sui sedili».
Esistono numerose prove fotografiche e video che circolano nelle chat degli assistenti di volo ed è stato possibile visionarle in questi anni. Alcune sono così disgustose che in più di un’occasione hostess e steward hanno dovuto rendere inaccessibile il bagno per tutta la durata del viaggio: le condizioni — sul water, sul lavandino, persino sulle pareti — erano critiche. E questo, soprattutto sugli aerei affollati e più piccoli, può portare a dirottare altrove. In un caso, per esempio, il sesso ad alta quota ha portato addirittura alla rottura di uno specchio. Il Corriere ha contattato i vettori interessati per una versione del fenomeno, ma nessuno ha voluto commentare in via ufficiale, per il timore, in particolare, di diventare il «vettore di riferimento» questi amanti a 40 mila piedi.
LE APP, IL WI-FI, GLI SCHERMI A BORDO
Gli «associati» al club del sesso in alta quota si possono distinguere in due grandi categorie. La prima: quella dei fidanzati o coniugi. La seconda: quella di chi si avventura nell’incontro occasionale. Nel primo caso — stando alle testimonianze raccolte — si tratta soprattutto di coppie recidive. Nel secondo caso è quasi un appuntamento fisso. E qui entrano in gioco le app per gli incontri e la presenza della connessione Wi-Fi a bordo.
L’approccio avviene quasi sempre in aeroporto, tra lounge (per chi vola in Business) e gate d’imbarco. «Sei lì che aspetti il tuo volo, magari sei arrivato due o tre ore prima, e per ammazzare il tempo apri Tinder», racconta un ragazzo 25enne. «Nella descrizione di solito inserisco il numero del volo e anche il posto», sottolinea. Questo da un lato intercetta eventuali giovani interessate. Dall’altro, una volta a bordo, aiuta a chattare usando il cellulare o persino lo schermo dell’intrattenimento. «Nella sezione giochi c’è l’opzione di sfidare qualcuno che è sul tuo stesso volo con lo spazio per scriversi», racconta un altro membro del club.
Ma con i vettori che dismettono questa funzionalità — ci sono state diverse contestazioni da parte di viaggiatori con figli a bordo — e con la presenza della connessione internet, negli ultimi anni sempre più persone sono passate a usare le app per conoscersi anche durante il volo. «Funziona, se c’è qualcun altro in aereo, quando si sorvola il mare, perché nei dintorni non c’è nessun altro», sottolineano in diversi. «Ma quando il jet è sopra la terraferma è un po’ problematico perché la geolocalizzazione “pesca” anche chi si trova sotto e nella griglia è difficile individuare quelli sul volo», racconta un ragazzo.
Per non parlare degli errori di posizionamento del Wi-Fi. Il Corriere lo ha potuto verificare su un volo tra Las Vegas e Seattle. «Guardi qui, per il gps del cellulare siamo all’aeroporto “Bush” di Houston, ma in realtà non ci siamo nemmeno passati sopra», mostra un giovane che, seduto di fianco a noi, all’interno di un Boeing 717 — aereo non proprio grande — sta usando Grindr, app per gli incontri gay. La griglia di profili, in effetti, mostra gli utenti che si trovano all’aeroporto di Houston o nei dintorni. «Stavolta va male, bisogna aspettare l’atterraggio», commenta.
LA «LOGISTICA» DEL RAPPORTO
L’alcol (gratuito sui voli lunghi delle compagnie tradizionali) di certo aiuta. Riduce le inibizioni, altera il giudizio, «rimuove alcuni blocchi morali», confermano in tanti. C’è anche chi sostiene che il rumore costante dei motori e le vibrazioni in cabina possano giocare un ruolo nel cercare momenti di intimità. «Il rumore a bordo aiuta anche a coprire certi suoni inconfondibili», aggiungono gli assistenti di volo. Che indicano anche il momento in cui scattano le manovre per «appartarsi» sui voli intercontinentali: un paio d’ore dopo il decollo, quando i pasti sono già serviti, le persone iniziano a dormire, le luci in cabina si spengono e intorno c’è buio.
Il posto dove fare sesso richiede una conoscenza delle dinamiche interne all’aereo. Il luogo migliore è, ovviamente, il bagno, dove c’è la massima privacy (non proprio la massima igiene) quando si viaggia in Economy. La poltrona della classe Business o Prima ormai è sempre più «protetta» da pareti e porte scorrevoli. Per decidere in quale bagno sia meglio farlo serve comunque strategia, confermano i praticanti del sesso in alta quota. «Sarebbe meglio sceglierne uno il più lontano possibile dagli strapuntini degli assistenti di volo», dicono. «E possibilmente in una zona dove ci sono più bagni raggruppati». Cosa facile sugli aerei a doppio corridoio come gli Airbus A330 o A350 (per non parlare dell’A380, a due piani) o i Boeing 777 e 787; molto meno sui jet a corridoio singolo (come gli Airbus A320 o i Boeing 737). Anche se sui social è pieno di video di coppie scoperte a fare sesso sui voli low cost europei.
Ma come ci si incontra in bagno? E qui, dicono in tanti, servono diversi passaggi. Il primo: «Uno dei due deve andare in bagno, entrare e chiudersi». Il secondo: «L’altro, dopo aver studiato la situazione attorno, apre la porta del bagno dall’esterno ed entra subito». Su questo punto — anche su richiesta dei vettori, «per motivi di sicurezza» — il Corriere evita di spiegare come si possa tecnicamente fare. I servizi igienici degli aerei non sono notoriamente spazi ampi. «Sono scomodissimi e strettissimi: una mezza mossa sbagliata e si va a sbattere contro qualcosa», confermano i praticanti. «Ma poi è questione di abitudine e si impara in fretta come stare». Turbolenze permettendo.
Il vero passaggio delicato è alla fine. «Spesso non c’è nessuno in attesa fuori», raccontano. «Quando c’è, o si va dritti verso il sedile senza dire nulla, oppure si simula una qualche forma di emergenza sanitaria per cui la presenza di un’altra persona è richiesta per somministrare gocce o fare una puntura». E poi ci sono quelli che, tutto sommato, non si curano di quello che potrebbe pensare chi li incrocia fuori. «Del resto sono problemi di chi deve entrare dopo», commenta sarcastico più di un assistente di volo.
IL RUOLO DI ONLYFANS
A sentire proprio assistenti di volo e piloti si può persino compilare una sorta di «tabella». Comportamenti intimi avvengono soprattutto negli spazi più riservati dell’aereo (a partire dai bagni, ovviamente). In classe Business la maggiore privacy li rende più frequenti, mentre in Economy si cerca di nasconderli con coperte o altri accorgimenti. «Stavo lavorando su un volo da Dubai a Mosca quando un signore stava ricevendo sesso orale da una ragazza», racconta un assistente di volo che, come tutti gli altri consultati, non ha voluto fornire il proprio nome perché non autorizzato dal vettore presso il quale lavora. «Me ne sono accorto perché, quando sono passato con il carrello del duty free, il passeggero ha dato un colpetto alla coperta e lei è letteralmente uscita da sotto come fosse un coniglio dal cilindro», ride. «Diciamo che dai movimenti era facile intuire cosa stesse succedendo». Non ha fatto nulla. Anche perché i clienti erano in classe Business. Altri segnalano che «attraversando la cabina di Prima classe si vedono coppie dormire insieme nella stessa suite, cosa che non è consentita».
Poi ci sono i casi in cui il personale di cabina è protagonista. «Un assistente di volo e un supervisore sono stati scoperti a fare sesso in bagno», dice un pilota. «Sono stati entrambi licenziati». In qualche caso — ma anche qui a forte rischio licenziamento — c’è chi si rinchiude nei compartimenti di riposo dell’equipaggio, gli ambienti che di solito si trovano nella parte posteriore dei velivoli di lungo raggio. Molti ricordano il caso del cabin crew licenziato dopo essersi «appartato con un pornoattore». Non se ne sono accorti subito, ma quando il pornoattore ha pubblicato il video e i datori di lavoro hanno riconosciuto la divisa.
E qui si tocca il tema di quelli che lo fanno per «lavoro»: produrre contenuti video per le piattaforme per adulti come OnlyFans. «I casi sono in notevole aumento e quando vengono scoperti non sono imbarazzati», sostengono hostess e steward. «Basta andare sui siti di video a luci rosse per notarlo». Lo abbiamo fatto, inserendo alcune parole chiave, anche criptiche, suggerite proprio dagli assistenti di volo. In effetti è pieno. E la cosa forse più particolare — e delicata — è che quando le persone si filmano, sullo sfondo si vedono altri passeggeri seduti e ignari di tutto. In alcuni casi i volti sono nascosti, in altri no.
«UN FENOMENO IN AUMENTO»
Il personale navigante ammette che spesso non si interviene per interrompere il tutto «per evitare che la situazione degeneri, arrivando fino alla rissa. Non sempre siamo sicuri che si tratti di persone davvero a posto: ogni tanto ci sembra che qualcuno sia sotto effetto di alcol o stupefacenti». Poi c’è anche il problema del dover gestire la questione con la polizia una volta atterrati, cosa che fa perdere tempo. «C’è anche il fatto che il personale non fa il controllo toilette», dicono alcuni comandanti e primi ufficiali. «Non fa molti passaggi in corridoio dopo i pasti e così è un po’ il liberi tutti quando si abbassano le luci».
Molte delle compagnie aeree sentite in questi mesi confermano l’aumento del trend. Ammettono anche le difficoltà nel gestire i casi, in particolare per quelle che effettuano voli intercontinentali e toccano Paesi dove il sesso, soprattutto se tra persone non sposate, può portare a condanne e addirittura al carcere. La Convenzione di Chicago stabilisce che le leggi del Paese di immatricolazione dell’aeromobile si applicano agli atti commessi a bordo. Diversi dei casi raccolti sono avvenuti su velivoli registrati in nazioni musulmane. Non esiste una legge specifica, in Occidente, che vieti i rapporti sessuali su un volo di linea. Ma possono subentrare le norme che riguardano il sesso e la nudità in pubblico. Il rischio principale, secondo i vettori, è quello di venire multati o banditi dalla compagnia aerea.
A Leoná, metti un po’ er gomito cosí…..come ha potuto ricostruire il Corriere in questi dieci anni di indagine sul fenomeno.
Articolo Gran Riserva, da pubblicare quando non hai altro da dire ma devi affrontare economicamente l'anticipo IVA di fine anno...Il nostro Leonard in grande spolvero per il 2026.
https://www.corriere.it/economia/trasporti/aerei/26_gennaio_04/il-sesso-in-aereo-tra-flirt-trucchi-app-per-incontri-e-contenuti-per-onlyfans-cosa-succede-davvero-in-volo
Nazionalità? Local?Ma ieri due pax di first (una coppia) dopo essere stati nello stesso sedile per un po, sono finiti insieme in bagno…….OPS!
La cabin crew mentre gli faceva il letto aveva trovato un vibra…e nel sedile….OPS!
Credo che, per come siano concepite le griglie di aerazione, ci potrebbe stare che, non essendo ben fissate, un oggetto relativamente sottile possa scivolarci verticalmente dentro.Ora io di voli ne ho presi a centinaia in vita mia - ed alcuni anche su degli autentici scassoni - ma non riesco nemmeno ad immaginare un aereo che sia conciato così male da permettere ad un laptop di scivolare addirittura nello spazio tra fusoliera e pavimento della cabina per finire nel vano cargo.