Velivoli senza pilota potranno far risparmiare $35 miliardi alle compagnie aeree


indaco1

Utente Registrato
30 Settembre 2007
3,215
3
.
Non vendo cocco, mi occupo di computer.

Dall'alto di questa esperienza posso sbilanciarmi e affermare che i computer tendono a diventare piu' avanzati con il tempo, quindi visto che il titolo del 3d e' al futuro...

Una delle differenze tra l'uomo e la macchina che dureranno piu' a lungo, comunque e' capire l'ironia (1:0 per l'uomo, non tutti) e non essere soggetti a controproducenti reazioni emotive come rabbia ecc.. (1:1 palla al centro).
 

james95

Utente Registrato
17 Luglio 2014
34
0
Se Sully fosse stato un computer invece che un lento e inefficiente umano
Lento, inefficiente e costoso quanto vuoi, ma per fortuna dotato di capacità critica e speculativa di cui i calcolatori ne sono privi.

avrebbe potuto fare un assessment in pochi secondi constatando che poteva tornare all'aereoporto la Guardia invece che fare un bagnetto nell'Hudson River mettendo a rischio vite e buttando nel cesso un jet del valore di molti milioni di dollari.
Oppure molto più probabilmente non avrebbe fatto nulla in quanto non dispone di istruzioni che gli dicano come affrontare casi estremamente rari come questi né avrebbe potuto inventarseli (a meno che non stiamo parlando del HAL9000 :D)
 

OneShot

Utente Registrato
31 Dicembre 2015
2,275
298
Paris
Lento, inefficiente e costoso quanto vuoi, ma per fortuna dotato di capacità critica e speculativa di cui i calcolatori ne sono privi.



Oppure molto più probabilmente non avrebbe fatto nulla in quanto non dispone di istruzioni che gli dicano come affrontare casi estremamente rari come questi né avrebbe potuto inventarseli (a meno che non stiamo parlando del HAL9000 :D)
+1
Mi sono astenuto dal commentare tale commento in quanto ho pensato: Signore: perdonalo, non sa Quel che dice! Poi ho aggiunto alla mia preghiera: fai in modo che un domani indaco1 non si trovi su un aereo autopilotato da soli computer se capita qualcosa di storto che il computer non aveva previsto...
 

LH243

Utente Registrato
2 Ottobre 2016
897
0
EDDF, LIRF, LIVD
Discussione molto interessante e sicuramente applicabile al futuro che caratterizzerá, volenti o nolenti, il settore dell´aviazione nei prossimi anni.

L´automazione e l´alto livello tecnologico sono da sempre stati un parametro importante nel nostro settore, come di tutti quelli ad alto grado di rischio come ad esempio quello medico-chirurgico e nel militare. É indubbio che l´automazione aumenterá sempre piú, rendendo molte processi e sistemi indipendenti dall´attivitá dell´uomo. Basti pensare all´auto TCAS mode recentemente introdotto da Airbus.
Peró basare la discussione sull´interpretazione che la tecnologia possa sostituire il pilota nell´aeromobile, credo che sia fuorviante. La tecnologia ha sicuramente reso molto piú sicuro ed efficiente il trasporto aereo, ma questo aumento di sicurezza si é sempre basato sull´interfacciare l´assistenza tecnologica all´esperienza del personale di condotta ed alla loro capacitá di interpretazione e discrezione nei confronti delle informazioni disponibili.
Non credo che, per quanti infiniti logaritmi si possano sviluppare, l´automazione possa sostituire in toto il ruolo di due persone in un ambiente altamento dinamico e, soprattutto, difficilmente replicabile e prevedibile nei sistemi informatici.
É indubbio, un computer grazie alla sua marea di dati processabili in millisecondi riuscirá sicuramente ad effettuare manovre piú velocemente di un essere umano o, se si preferisce, ad atterrare un aeromobile esattamente sul 1000 feet point in ogni condizione (anche se qui ancora oggi vedo i grandi limiti della macchina..).
La discussione riguardo lo sviluppo tecnologico ed automatico secondo me non si dovrá basare sulla capacitá di pilotare unicamente un mezzo. Questo sviluppo dovrá essere indirizzato verso l´aumento della qualitá, non solo quantitá, di informazioni che i piloti ricevono per potere decidere per il meglio.
Forse questo significherá che il ruolo del pilota, in futuro, sará sempre piú quello di un "manager" del cieli, ossia un gestore del volo e, forse, un giorno effettivamente gli aerei potranno decolllare ed atterrare senza piú l íntervento umano. Ma escludere da queste manovre l´intervento umano non significa eliminare dal sistema la figura del pilota necessaria ad interpretare e gestire le informazioni, in base ad esperienza e discrezionalitá che, IMHO, solo un essere umano puó avere.
Un esempio tra tanti che si potrebbero fare é un evento avvenuto tempo fa in Lufthansa su un volo da Bilbao a Monaco di Baviera. Il 321 in salita ha attraversato condizioni metereologiche che hanno portato ad un contemporaneo "congelamento" di 2 dei 3 sensori dell´angolo di attacco in una posizione quasi uguale. Fornendo al sistema questi due sensori due dati uguali ed uno "sbagliato" (quello del terzo sensore che in realtá era l´unico a non essere congelato e quindi a fornire ancora dati congrui), il sistema ha escluso automaticamente il valore "out of the average". Questo ha portato ad una attivazione del sistema di protezione dell´angolo di attacco non necessaria, forzando improvvisamente il naso dell´aeromobile verso il basso e cominciando una discesca del velivolo. Se non ci fossero stati due piloti di fronte che hanno disinserito la protezione automatica gestendo il volo manualmente, il sistema non sarebbe riuscito a capire che stava reagendo ad informazioni sbagliate, creando una situazione di pericolo per il velivolo tramite l´attivazione delle sue protezioni.
A questo singolo esempio di errata attivazione degli automatismi, potrei citare tanti altri dove invece gli automatismi hanno consentito di risolvere la situazione a bordo.
Nuovamente credo che automatismi ed interfaccia umana nell´aviazione, a causa della sua dinamicitá e complessitá, non possano fare l´uno a meno dell´altro. Senza considerare il mondo dell ínterfaccia personale a bordo con il crew, la gestione di irregularities, il controllo e gestione del flusso del traffico aereo con l´ATC che non ho nemmeno citato.
Inoltre permettetimi di fornire un commento personale. Paragonare il volo di un aeromobile ad un treno senza conduttore credo sia eccessivamente riduttivo e superficiale. Partendo dal considerare i termini di velocitá e di spazio in cui un aeromobile si muove, all´alta influenza di fattori esterni come quelli metereologici, alla complessitá di opzioni e decisioni da dover prendere, credo il paragono regga unicamente in una discussione che sfiora la superficie dell´argomento trattato.
Un saluto a tutti
 

belumosi

Socio AIAC
Utente Registrato
10 Dicembre 2007
13,500
315
Discussione molto interessante e sicuramente applicabile al futuro che caratterizzerá, volenti o nolenti, il settore dell´aviazione nei prossimi anni.

L´automazione e l´alto livello tecnologico sono da sempre stati un parametro importante nel nostro settore, come di tutti quelli ad alto grado di rischio come ad esempio quello medico-chirurgico e nel militare. É indubbio che l´automazione aumenterá sempre piú, rendendo molte processi e sistemi indipendenti dall´attivitá dell´uomo. Basti pensare all´auto TCAS mode recentemente introdotto da Airbus.
Peró basare la discussione sull´interpretazione che la tecnologia possa sostituire il pilota nell´aeromobile, credo che sia fuorviante. La tecnologia ha sicuramente reso molto piú sicuro ed efficiente il trasporto aereo, ma questo aumento di sicurezza si é sempre basato sull´interfacciare l´assistenza tecnologica all´esperienza del personale di condotta ed alla loro capacitá di interpretazione e discrezione nei confronti delle informazioni disponibili.
Non credo che, per quanti infiniti logaritmi si possano sviluppare, l´automazione possa sostituire in toto il ruolo di due persone in un ambiente altamento dinamico e, soprattutto, difficilmente replicabile e prevedibile nei sistemi informatici.
É indubbio, un computer grazie alla sua marea di dati processabili in millisecondi riuscirá sicuramente ad effettuare manovre piú velocemente di un essere umano o, se si preferisce, ad atterrare un aeromobile esattamente sul 1000 feet point in ogni condizione (anche se qui ancora oggi vedo i grandi limiti della macchina..).
La discussione riguardo lo sviluppo tecnologico ed automatico secondo me non si dovrá basare sulla capacitá di pilotare unicamente un mezzo. Questo sviluppo dovrá essere indirizzato verso l´aumento della qualitá, non solo quantitá, di informazioni che i piloti ricevono per potere decidere per il meglio.
Forse questo significherá che il ruolo del pilota, in futuro, sará sempre piú quello di un "manager" del cieli, ossia un gestore del volo e, forse, un giorno effettivamente gli aerei potranno decolllare ed atterrare senza piú l íntervento umano. Ma escludere da queste manovre l´intervento umano non significa eliminare dal sistema la figura del pilota necessaria ad interpretare e gestire le informazioni, in base ad esperienza e discrezionalitá che, IMHO, solo un essere umano puó avere.
Un esempio tra tanti che si potrebbero fare é un evento avvenuto tempo fa in Lufthansa su un volo da Bilbao a Monaco di Baviera. Il 321 in salita ha attraversato condizioni metereologiche che hanno portato ad un contemporaneo "congelamento" di 2 dei 3 sensori dell´angolo di attacco in una posizione quasi uguale. Fornendo al sistema questi due sensori due dati uguali ed uno "sbagliato" (quello del terzo sensore che in realtá era l´unico a non essere congelato e quindi a fornire ancora dati congrui), il sistema ha escluso automaticamente il valore "out of the average". Questo ha portato ad una attivazione del sistema di protezione dell´angolo di attacco non necessaria, forzando improvvisamente il naso dell´aeromobile verso il basso e cominciando una discesca del velivolo. Se non ci fossero stati due piloti di fronte che hanno disinserito la protezione automatica gestendo il volo manualmente, il sistema non sarebbe riuscito a capire che stava reagendo ad informazioni sbagliate, creando una situazione di pericolo per il velivolo tramite l´attivazione delle sue protezioni.
A questo singolo esempio di errata attivazione degli automatismi, potrei citare tanti altri dove invece gli automatismi hanno consentito di risolvere la situazione a bordo.
Nuovamente credo che automatismi ed interfaccia umana nell´aviazione, a causa della sua dinamicitá e complessitá, non possano fare l´uno a meno dell´altro. Senza considerare il mondo dell ínterfaccia personale a bordo con il crew, la gestione di irregularities, il controllo e gestione del flusso del traffico aereo con l´ATC che non ho nemmeno citato.
Inoltre permettetimi di fornire un commento personale. Paragonare il volo di un aeromobile ad un treno senza conduttore credo sia eccessivamente riduttivo e superficiale. Partendo dal considerare i termini di velocitá e di spazio in cui un aeromobile si muove, all´alta influenza di fattori esterni come quelli metereologici, alla complessitá di opzioni e decisioni da dover prendere, credo il paragono regga unicamente in una discussione che sfiora la superficie dell´argomento trattato.
Un saluto a tutti
Quoto quest'ottimo intervento e aggiungo che diversamente dai mezzi di trasporto "terrestri", ad un aereo in volo non si può impartire un semplice comando di arresto in caso di problemi.
 

OneShot

Utente Registrato
31 Dicembre 2015
2,275
298
Paris
Discussione molto interessante e sicuramente applicabile al futuro che caratterizzerá, volenti o nolenti, il settore dell´aviazione nei prossimi anni.

L´automazione e l´alto livello tecnologico sono da sempre stati un parametro importante nel nostro settore, come di tutti quelli ad alto grado di rischio come ad esempio quello medico-chirurgico e nel militare. É indubbio che l´automazione aumenterá sempre piú, rendendo molte processi e sistemi indipendenti dall´attivitá dell´uomo. Basti pensare all´auto TCAS mode recentemente introdotto da Airbus.
Peró basare la discussione sull´interpretazione che la tecnologia possa sostituire il pilota nell´aeromobile, credo che sia fuorviante. La tecnologia ha sicuramente reso molto piú sicuro ed efficiente il trasporto aereo, ma questo aumento di sicurezza si é sempre basato sull´interfacciare l´assistenza tecnologica all´esperienza del personale di condotta ed alla loro capacitá di interpretazione e discrezione nei confronti delle informazioni disponibili.
Non credo che, per quanti infiniti logaritmi si possano sviluppare, l´automazione possa sostituire in toto il ruolo di due persone in un ambiente altamento dinamico e, soprattutto, difficilmente replicabile e prevedibile nei sistemi informatici.
É indubbio, un computer grazie alla sua marea di dati processabili in millisecondi riuscirá sicuramente ad effettuare manovre piú velocemente di un essere umano o, se si preferisce, ad atterrare un aeromobile esattamente sul 1000 feet point in ogni condizione (anche se qui ancora oggi vedo i grandi limiti della macchina..).
La discussione riguardo lo sviluppo tecnologico ed automatico secondo me non si dovrá basare sulla capacitá di pilotare unicamente un mezzo. Questo sviluppo dovrá essere indirizzato verso l´aumento della qualitá, non solo quantitá, di informazioni che i piloti ricevono per potere decidere per il meglio.
Forse questo significherá che il ruolo del pilota, in futuro, sará sempre piú quello di un "manager" del cieli, ossia un gestore del volo e, forse, un giorno effettivamente gli aerei potranno decolllare ed atterrare senza piú l íntervento umano. Ma escludere da queste manovre l´intervento umano non significa eliminare dal sistema la figura del pilota necessaria ad interpretare e gestire le informazioni, in base ad esperienza e discrezionalitá che, IMHO, solo un essere umano puó avere.
Un esempio tra tanti che si potrebbero fare é un evento avvenuto tempo fa in Lufthansa su un volo da Bilbao a Monaco di Baviera. Il 321 in salita ha attraversato condizioni metereologiche che hanno portato ad un contemporaneo "congelamento" di 2 dei 3 sensori dell´angolo di attacco in una posizione quasi uguale. Fornendo al sistema questi due sensori due dati uguali ed uno "sbagliato" (quello del terzo sensore che in realtá era l´unico a non essere congelato e quindi a fornire ancora dati congrui), il sistema ha escluso automaticamente il valore "out of the average". Questo ha portato ad una attivazione del sistema di protezione dell´angolo di attacco non necessaria, forzando improvvisamente il naso dell´aeromobile verso il basso e cominciando una discesca del velivolo. Se non ci fossero stati due piloti di fronte che hanno disinserito la protezione automatica gestendo il volo manualmente, il sistema non sarebbe riuscito a capire che stava reagendo ad informazioni sbagliate, creando una situazione di pericolo per il velivolo tramite l´attivazione delle sue protezioni.
A questo singolo esempio di errata attivazione degli automatismi, potrei citare tanti altri dove invece gli automatismi hanno consentito di risolvere la situazione a bordo.
Nuovamente credo che automatismi ed interfaccia umana nell´aviazione, a causa della sua dinamicitá e complessitá, non possano fare l´uno a meno dell´altro. Senza considerare il mondo dell ínterfaccia personale a bordo con il crew, la gestione di irregularities, il controllo e gestione del flusso del traffico aereo con l´ATC che non ho nemmeno citato.
Inoltre permettetimi di fornire un commento personale. Paragonare il volo di un aeromobile ad un treno senza conduttore credo sia eccessivamente riduttivo e superficiale. Partendo dal considerare i termini di velocitá e di spazio in cui un aeromobile si muove, all´alta influenza di fattori esterni come quelli metereologici, alla complessitá di opzioni e decisioni da dover prendere, credo il paragono regga unicamente in una discussione che sfiora la superficie dell´argomento trattato.
Un saluto a tutti
Grazie LH243. Il tue esempio di frozen AOA calza a pennello: l'ha fatta anche troppo semplice e filosofica in quanto i due colleghi li davanti non ci hanno messo poco a riguadagnRe il controllo del velivolo e avevano la "protezione" che chiamava uun molto accentuato pitch down coi motori a manetta (poi scollegata per fortuna) che avrebbe potuto portare in pochi secondi ad un incidente fatale. Chissà se Indaco1 avrebbe voluto provare il brivido...

Quoto quest'ottimo intervento e aggiungo che diversamente dai mezzi di trasporto "terrestri", ad un aereo in volo non si può impartire un semplice comando di arresto in caso di problemi.
Ah no? E glielo avete detto a indaco1?
Ma non c'è neanche il paracadute? Ok: ironic mode off...
 

belumosi

Socio AIAC
Utente Registrato
10 Dicembre 2007
13,500
315
Ma non c'è neanche il paracadute? Ok: ironic mode off...
Eh, io sono all'antica. Siccome senza pilota e senza motore di norma un aereo va poco lontano, io ne voglio almeno un paio di entrambe le categorie. Fatto questo, ben vengano i computer sempre più raffinati per ottimizzare tutto il possibile. :)
 

atlantique

Utente Registrato
4 Ottobre 2008
2,669
5
Nel caso descritto dall'utente LH243, il computer ha fatto quello che qualunque procedura abnormal dice di fare, laddove ci siano 2 dati su 3 congruenti con un terzo sbagliato.
La procedura e il computer escludono il dato "diverso" perche' appunto gli altri due sono uguali e vengono per tanto ritenuti corretti.
Nella fattispecie pero' erano proprio i due dati, seppur uguali tra loro o quasi, a essere sbagliati in quanto frutto di un avaria simile se non uguale del relativo sensore, mentre il dato escluso era quello corretto.
La capacita' di pensiero umana dei due piloti la' davanti ha fatto la differenza, capendo che il computer stava sbagliando e riportando il velivolo in linea di volo corretta.
Di esempi come e' questo ne e' piena l'aviazione,ma anche altri settori.
Quando l'intelligenza artificiale sara' in grado di pensare in maniera infinita, che non vuol dire veloce(la velocita' di pensiero di un Pc e' gia oggi superiore e di molto a quella umana), bensi "out of the box", ovvero ancora,semplificando,in grado di pensare oltre le situazioni per cui e' stato programmato e avere la stessa creativita' dell'uomo, allora assisteremo forse agli aerei di linea senza piloti.
Ma oltre a cio' bisognera' cambiare anche la cultura dell'utente per fare in modo che egli si fidi. Direi che tra una cosa e l'altra ne riparliamo tra duecento anni seduti in paradiso.
 

setIRSposition

Moderatore
6 Novembre 2005
11,485
16
Occhio, indaco1, che l'NTSB non ha detto esattamente quello che vuoi far passare tu. A meno che fossi provocatoriamente ironico, ma non mi pare.

Anche volendo considerare le simulazioni come rappresentative di condizioni estremamente realistiche (spoiler: non lo sono, MAI, e chi dice il contrario è un emerito scienziato del senno di poi), l'agenzia di sicurezza ha affermato che only seven of the thirteen simulated returns to La Guardia succeeded, and only one of the two to Teterboro. Quindi, in soldoni, un tentativo di ritorno a LGA o a TEB sarebbe andato incontro al 50% di probabilità di schiantarsi prima della soglia pista, con ciò che ne consegue a livello di vittime e danni al suolo.

C'è poi un discorso concettuale da fare: tu affermi che un computer avrebbe fatto un "veloce assessment". Su quali basi? Su quali dati storici? Su quali dati di performance degradata? Un assessment veloce, ma quanto veloce? Se all'NTSB, solamente dopo 13 simulazioni durate ore ed ore, hanno capito che il volo 1549 avrebbe comunque avuto il 50% di probabilità di schiantarsi, non credi che la tua affermazione sia un tantinello ottimistica?

L'automazione è inevitabile ed è assolutamente benvenuta (sia sempre lodato l'inventore del TCAS, per dirne uno), ma va gestita, implementata secondo i criteri dello human factor e non va vista, in modo ciecamente ingegneristico, come il proiettile d'argento che tutto risolve.
 

Max737

Utente Registrato
7 Febbraio 2017
171
0
Leggendo articoli come questo non si può non citare Keynes, ne hanno discusso anche sul sole 24 ore qualche giorno fa:

Siamo colpiti da un nuovo malessere (…): la disoccupazione tecnologica. Una forma di disoccupazione causata dal fatto che scopriamo nuovi modi per risparmiare lavoro a una velocità superiore di quella alla quale scopriamo nuovi modi per impiegare il lavoro. Ma è soltanto un disallineamento temporaneo».
John M. Keynes, Possibilità economiche per i nostri nipoti, 1930.
Comunque ho notato che nel report di UBS puntano anche sul fatto che, secondo loro, gli aerei senza pilota sarebbero molto più sicuri in quanto circa l'80% degli incidenti sono imputabili ad errori umani. Una conclusione forse un po' sbrigativa ma inizio a pensare che le compagnie aeree inizieranno a spingere in questa direzione in un futuro non troppo lontano...
 

indaco1

Utente Registrato
30 Settembre 2007
3,215
3
.
Mi ero ripromesso di non partecipare piu' a questo 3d, anche se ci sarebbero parecchi argomenti interessanti. Infrago il mio proposito.

Premetto che secondo me hanno sbagliato e abbiamo sbagliato a porre come primo obiettivo quello di risparmiare sull'equipaggio. E' proprio sbagliato. Ed ha inquinato la conversazione. Non e' certo il maggior beneficio (ammesso che si possa parlare di beneficio) e probabilmente non e' neanche il maggior possibile risparmio che la tecnologia potrebbe rendere possibile. E' forse meno fantasiosioso ipotizzare che ausili teconogici potrebbero portare a risparmi di carburante, design piu' radicali dei mezzi e minore separazione e maggior capacita' delle infrastrutture, tutti vantaggi che, a naso, surclassano il vantaggio di risparmiare lo stipendio del FO. I vantaggi principali di una eventuale maggiore automazione sono l'aumento della sicurezza, il risparmio energetico e di infrastrutture, il miglioramento delle performance e dell'efficienza... non certo licenziare i piloti.

Seconda premessa: certo che ero ironico. Mi pareva che si capisse, mi pareva di averlo ribadito dicendo che un ipotetico test classico per identificare una intelligenza artificiale e' capire l'ìronia (assolutamente vero, c'e' pure una pagina di wikipedia sul tema: https://en.wikipedia.org/wiki/Computational_humor ).

Comunque, a scanso di equivoci per chi avesse difficolta' con lo humor, si, certo che scherzavo. Hanno fatto perfino un film, trasmesso in tv qualche giorno fa, in cui una gag ricorrente era il protagonista che sminuiva il ruolo di "Sully" creando scandalo negli interlocutori che lo mitizzavano (un film da quattro soldi con Justin Timberlake come protagonista, il che e' tutto dire e la cosa e' citata nella pagina Wikipedia di Sullenberger https://en.wikipedia.org/wiki/Chesley_Sullenberger#In_popular_culture ). Ho pensato di inserirmi nel solco dell'ironia, pensado fosse sottinteso, dato che la cosa e' diventata una specie di fenomeno di costume, non pensavo di scatenare il branco. Ero ironico, ma concedetemi almeno questo da inesperto che puo' parlare a vanvera: un po' di cuxo Sully lo ha avuto, dai. Che poi il cuxo e' uno degli skill piu' importanti, nella vita. :-D

Al tempo stesso, sempre da inesperto di volo, la situazione limite di una avaria a bassa quota e' esattamente uno dei case che a naso mi sembrano piu' significativi per analizzare in che modo sistemi automatici in grado di simulare rotte e fare calcoli velocemente potrebbero aiutare. Si dice che i sistemi automatici sono veloci ma stupidi, ed e' abbastanza vero per quanto impreciso. So benissimo che probabilmente non esiste o non esisteva un computer e un algoritmo in grado di fare quel calcolo, tanto e' vero che hanno dovuto usare il simulatore.

Ora per favore non tirate fuori dal contesto pezzi del mio post, e' un forum, frequentato da professionisti ma anche da semplici passeggeri come il sottoscritto, l'argomento e' molto speculativo e poco fondato su certezze pubblicate e accessibili al pubblico, e' tipicamente un argomento "fanta", sappiamo solo che la Boeing e la Nasa ci stanno investendo un po', ma non molto di piu' e non sappiamo cosa potrebbe funzionare. Possiamo sopravvivere al post di qualche vaccata, riserverei le reazioni rabbiose e il bashing per situazioni che lo giustificano e non voglio fare da controparte, e' nella logica delle cose e dell'evoluzione tecnologica che vengano esplorate queste strade, non dipende certo da me.

D'altronde posso confermavi che finora ho evitato accuratamente di comprare automobili con il cambio automatico, al massimo le noleggio, ma non voglio disimparare a guidare. Inoltre vi confermo che il sensore di retromarcia anche su modelli noti per la sicurezza non funziona bene, un bambino o una vecchietta non li vede bene come vede un muro, anche se sarebbe utile non investire le vecchiette in retromarcia. Anche il Brake Assistant System si attiva alla caxxo se fai il pelo all cuxo delle altre auto immettendoti in una rotonda, l'ho sperimentato personalmente. Inoltre e' risaputo che un pilota bravo, su un terreno con scarsa aderenza, puo' far meglio di un ABS anche di ultima generazione (ma non la stragrande maggioranza degli automobilisti). Non so nulla di pioltaggio di jet, ma posso supporre che ci siano molte piu' situazioni in cui un cervello umano con adeguato sale in zucca ed esperienza e' "piuttosto indispensabile". Peronalmente sono anche convinto che siano un po' troppo ottimisti sulla futura introduzione di veicoli a guida automatica.

Peraltro quando ho scritto in un precedente post che un comandante dovra' comandare di piu' e pilotare un po' di meno non mi sembrava un insulto o un destino infausto, volevo solo dire che comunque di cose per cui un umano e' indispensabile ce ne sono in abbondanza, altri hanno scritto cose simili ricevendo consensi.

Inoltre c'e' tutta una categoria di ausili tecnologici che non sostituiscono in nessun modo il pilota, ma offrono un supporto e funzioni in piu'. Tirando a indovinare penso che gli aerei prima o poi avranno una connessione dati permanente con terra. Se invece di loggare su una scatola nera trasmetti tutta la telemetria a terra non solo potresti evitare misteri e ritardi nei soccorsi come per i voli AF447 e MH370, ma in linea di principio potresti addirittura prevenire certe tipologie di incidenti. E una connessione con terra potrebbe permettere a un pilota esperto di subentrare da remoto o in qualche modo dare una mano in una situazione che lo richiede. GLi UAV esistono eccome. Probabilmente molti tipi di tecnologia avrebbero potuto prevenire il disastro di LIN di 16 anni fa (sono sicuro che qualcosa e' stato introdotto nel frattempo, non lo so, non e' il mio campo).

Un altro esempio che potrebbe essere significativo: un campo in cui si parla di intervento da remoto e' la chirugia. La probabilita' di successo di un intervento e' strettamente legata all'esperienza del chirurgo su quel tipo di interventi. Se devi essere operato alla cistifellea in una localita' remota o anche solo in un piccolo ospedale di provincia, e' molto probabile che chi ti opera di cistifellee ne abbia viste ben poche in precedenza, il che e' poco sano per il paziente. Qualcuno e' arrivato a teorizzare che per ogni intervento verra' ingaggiato da remoto, con modalita' su cui si puo' solo speculare, un chiururgo iperspecializzato in quella particolare tipologia, cosa possibile solo grazie alla telepresenza e alla tecnologia ... ma anche questa e' una fantasticheria. D'altronde per lavorare il metallo le macchine sono molto piu' precise di qualunque mano umana quindi qualcuno teorizza che il chirurgo sara' un robot controllato da remoto, ma bisogna dire che per operare su materiali e tessuti molli e flessibili, le macchine sono ancora parecchio indietro.

Comunque sono solo esempi buttati li a caso, ma a naso la automazione e la tecnologia impattera' ulteriormente su tutti i mestieri e le attivita' non certo solo sul pilotaggio di aerei, quindi ci dovremmo incaxxare tutti, non solo i piloti.
 

Fabio46

Utente Registrato
Giusto! Risparmiare sull'equipaggio! Così ci troviamo tutti i piloti del mondo senza lavoro, le compagnie risparmiano 35mld e milioni di piloti? Poi si lamentano che non ci sono posti di lavoro... per non parlare della sicurezza.. un computer è un computer ed è a rischio hackeraggio come hanno già detto.. secondo me non ha senso, si va ad uccidere anche il settore che vanta tra i più posti di lavoro e poi di tratta di passione. Eliminare i piloti vuol dire uccidere una passione... ci sarebbero tanti altri motivi facilmente comprensibili.. e non dimentichiamo che i piloti spendono 60 mila euro (circa) per fare la scuola di volo. Mi immagino la protesta se rimangono senza lavoro.. l'idea di inserire questo sistema solo ed esclusivamente per i cargo è una buona idea.. ma probabilmente la mente umana non si accontenterebbe
 

Paolo_61

Socio AIAC
Utente Registrato
2 Febbraio 2012
6,484
70
Giusto! Risparmiare sull'equipaggio! Così ci troviamo tutti i piloti del mondo senza lavoro, le compagnie risparmiano 35mld e milioni di piloti? Poi si lamentano che non ci sono posti di lavoro... per non parlare della sicurezza.. un computer è un computer ed è a rischio hackeraggio come hanno già detto.. secondo me non ha senso, si va ad uccidere anche il settore che vanta tra i più posti di lavoro e poi di tratta di passione. Eliminare i piloti vuol dire uccidere una passione... ci sarebbero tanti altri motivi facilmente comprensibili.. e non dimentichiamo che i piloti spendono 60 mila euro (circa) per fare la scuola di volo. Mi immagino la protesta se rimangono senza lavoro.. l'idea di inserire questo sistema solo ed esclusivamente per i cargo è una buona idea.. ma probabilmente la mente umana non si accontenterebbe
Seguendo,il,tuo ragionamento mi immagino che tu sia pronto a guidare la rivolta dei maniscalchi, rimasti senza lavoro a causa della nascita delle automobili
 

Paolo_61

Socio AIAC
Utente Registrato
2 Febbraio 2012
6,484
70
Non esagerare, io se fossi pilota non sarei contento di essere rimpiazzato da un computer, soprattutto dopo quello che ho dovuto fare per diventarlo
Anche i maniscalchi non erano felici, così come prima di loro i forgiatori di armature.