[TR] Round the world, ANA cicciobus e tanto altro.

jetboy

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3 Luglio 2008
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Uno si deve porre degli obiettivi chiari nella propria vita. Che siano ambiziosi, ma anche raggiungibili. Che ti diano la possibilità di sentirti un essere umano realizzato e che ti diano forza ed entusiasmo per stabilire i successivi. Ebbene, scorrendo rapidamente le varie aree della mia vita a cui poter deidicare tempo al raggiungimento di qualche metà, mi sono reso conto che avrei avuto qualche possibilità con gli aeroplani. E così mi son messo a buttare giù qualche idea. Ecco la prima. Volare con almeno un 380 di ciascuna compagnia che lo opera. Facile no? Sì, ma a condizione che ci si muova, che si scelgano tratte furbe, possibilmente scevre da insidiosissimi cambi macchina, e che ci si metta il cuore in pace su questioni di budget. Quest’ultima fino a un certo punto, e lo capirete subito. Il mio obiettivo sembrava raggiunto nel 2018 con uno degli ultimi voli di MH da Londra, ora tragicamente convertiti al 350. Quand’ecco che si aggiunge ANA come ultima nella fila esigua degli operatori del cicciobus. Praticamente destinato quasi esclusivamente sulla NRT HNL. Il che pone due problemi: programmare un viaggio alle Hawaii, non proprio dietro l’angolo specie se ci arrivi dal Giappone, e prevedere un’emorragia di denaro dato che i biglietti per i voli in questione costano come l’operazione per farti togliere l’occhio dalla testa. Il caso mi viene in soccorso e grazie ad una spremitura di miglia da tutte le risorse disponibili mi compro un posto sulla NH182 a poco più di 150 euro. Altro 150 euro di volo per Tokyo sempre preso*con le miglia. Poi l’insabbiatura a HNL, in quanto per rientrare in Italia servirebbero minimo 800 euro. Rapido scan di tutte le possibilità e finalmente trovo la soluzione. Hawaiian da Hilo a LAX, pagato con i punti di un altro programma, Air Tahiti Nui da LAX a CDG per poco meno di 300 verdoni e infine un Easyjet da Parigi a Milano. Vista la relativa poca spesa, mi regalo un paio di giornate sulle giostre con JAL per provare il loro nuovissimo A350 in servizio sulle tratte domestiche. LIN FRA HND CTS HIJ NRT HND FUK KUM KOJ ITM HND NRT HNL ITO HNL LAX CDG MXP la rotta. LH, NH, JL e sue associate, IJ, HA, T9 e U2 quelli che mi porteranno in giro. TSO la ‘destinazione’ a cui vorrebbero sottopormi amici, colleghi e parenti. Tant’è... Così è deciso, la seduta è tolta, si parte.*
Quattro e mezza di un giovedì pre black friday. Mi alzo facendo leva sull’incudine che ho piantata nel cranio. Denti, vestiti, valigie, taxi, check-in, sicurezza, colazione in rapidissima sequenza. Meno di 45 minuti. Ahhh la bellezza di vivere vicino ad un aeroporto!

A quest’ora sembra che non abbiano ancora detto alla gente che Linate ha riaperto



In effetti i messaggi non sono proprio chiarissimi



La mia corsa è già là fuori a prender freddo



Sfiliamo via durante il taxi davanti ad una parata di Embraer e Airbus di AZ che lentamente si animano. Tiriamo dritti per la testata della appena rifatta 36R. Nessuno ci precede né ci segue. Proviamo sta pista, vah.



Gira un video su youtube di un tizio che si filma al decollo dicendo ‘wow, sembra un’autostrada con questo asfalto nuovo’. Mi vien da sorridere, ma ammetto che la sensazione è quella di rotolare su un tavolo di marmo, noi palla di bigliardo. Via, veloci prima che il traffico in tangenziale ci paralizzi.



In crociera capisco che dopo tutte queste piogge il sole si è anche scocciato di sorgere. Rimarrà basso e nascosto per tutti e 50 minuti di volo



Sotto, montagne bianche si stagliano appena dal nero profondo del resto. Il volo è una parabola, il culmine pochi minuti. Già ora di scendere.



A Francoforte il tempo è teso e atterriamo a delfino.



Ci parcheggiano ai ‘remoti prossimi’ che non sono un tempo verbale ma quei parcheggi che a FRA si trovano in mezzo ai gates. Noto che quasi tutti gli aerei in arrivo hanno il rudder voltato dalla stessa parte. Mi dico che il vento traverso ha fatto piegare le orecchie a tutti. Mi stringo la mano per l’intuizione e poi penso che no, non sono a posto.



Il transito a FRA è come previsto. Quasi tutti i pax in transito partiranno dai gates B e il bus ci porta all’area A. Fosse stato il contrario, con molta probabilità sarebbe stato l'inverso anche per l’interpista. E ve lo dico per esperienza. *Pace. Mi farò il tunnel sotterraneo a piedi così da muovere un po’ il sangue negli arti inferiori, ormai a rischio di DVT. Colazione numero due alla lounge di LH, e poi giù al gate dove questo infante di 4 anni è quasi pronto









Qui a FRA hanno risparmiato sul materiale per costruire i fingers, che sono a quanto pare molto corti. Quindi gli aerei stanno appiccicati al termina, come quei cani curiosi che si col nasone attaccato al vetro cercando di guardar dentro. Intanto si fa l’ora. Partenza ore 11.30, imbarco ore 11.00. È così. ANA riesce a caricarti un 773 full in 30 minuti esatti. Biman, beh Biman... A bordo tutto come previsto. Pulitissimo, inodore o sobriamente profumato, sedili intonsi del tipo slim e mille inchini da parte di tutto il personale, rigorosamente femminile. Do una rapida occhiata alla tasca, piena di ciarpame cartaceo straconsumato. Ne tiro fuori la safety card, blu polizia



E due mini-guide su Spagna/Portogallo e Italia. L’editore occulto- Feltrinelli, riconoscibile dalla banda zebrata in alto- prepara lo sbarco di NH nei due paesi.



Trenta minuti spaccati chiudiamo le porte ci muoviamo dando la precedenza al Dreamliner mascherato arrivato qui di fianco.



Air Canada si sarebbe dovuta dotare di flotta Airbus dell’ultima generazione, così avrebbe evitato quella applicazione grossolana di Kajal attorno ai parabrezza della sua intera flotta. Orrendo. La messa in**moto sul 777 è sempre emozionante. Credo che gli ingegneri abbiano progettato apposta uno startup così rumoroso. Forse pre scacciare gli spiriti maligni che albergano nei motori. Passiamo a ovest di un 380 di SIA che sta ingollando passeggeri diretti a Singapore. Ne catturo la parte migliore convincendomi che a l’è propri brūtt...



Il taxi è rapidissimo. Siamo i numero tre. Due, tre, quattro, cinque chimes ci dicono che tocca a noi. Decolliamo verso ovest a caccia delle nuvole più sugose. Sotto un ultimo sguardo al traffico.



U turn e saliamo veloci al nostro *FL310 iniziale, bucando finalmente lo spesso strato di nubi





Aggiustiamo la prua che non ci è venuta bene l’inversione e siamo a posto.




Dentro servono lo snack. Salatini occidentali impreziositi da inserti di alga nori e bevande a scelta, molta devo dire.



Mi prendo un vino rosso. Mi aiuterà a prendere in contropiede il fuso. Intanto do un occhiata ai contenuti video e qui il primo disappunto. Poca la scelta di programmi Tv e film. Trovo come titolo 8 e 1/2, pellicola assai inusuale.*



Per il resto una caterva di film Disney/ Pixar e poco altro. Anche i programmi TV sono ridotti al minimo. Una puntata di Modern Family e qualche altra serie incompleta. Nella sezione documentari, molti titoli sono dedicati alle Hawaii.



Ora del pranzo/ cena. Qui distribuiscono un menu sul quale indicare la propria scelta. Il bollino *con la scelta dello chef e la faccina che ride mi fa già sentire in Giappone.



Ecco il pranzo. Ottimo. L’argenteria è un plus.



La compressione del tempo mi trova impreparato all’ora del sonno. Sono circa le 23 e 30 a Tokyo e sarebbe ora di dormire. Preparo la cuccia, e qui il secondo disappunto. Questi sedili non si reclinano. La seduta semplicemente trasla in avanti. Lo schienale non cambia posizione. Risultato, scomodissimo!



L’unico vantaggio è che non reclinandosi anche quello davanti, non hai il rischio di trovartelo in bocca come spesso capita. Me ne faccio una ragione e dormo. Come un ghiro fino a quando passiamo al FL350. Nel dormiveglia mi immagino che stiamo staccando l’ultimo stadio del Saturn per entrare in orbita geostazionaria. In effetti il rombo si placa e i motori tornano silenziosi. Dormo un altro po’ fino a quando le luci si fanno tiepide per il risveglio. Stiamo sorvolando*Khabarovsk e puntiamo decisi verso sud. Colazione servita. Solito metodo, menu plastificato, due scelte, consigli dello chef. Ed ecco servito.



Intanto faccio la solita scena con l’av dicendo che ANA è una delle mie favorite. Lei si prodiga in mille ringraziamenti a mani giunte e mi porta un tris di assi e una penna.



Mancano due ore e cerco di ingannare il tempo con l’entertainment. Mi imbatto in questo strampalato docu-viaggio in Italia. Surreale.



Passo ai consigli utili per i turisti e scopro che il Giappone è bello anche FUORI dagli aeroporti. Prossimo giro...



Si fa luce e iniziamo la discesa



Haneda già in vista



In finale, mi godo il sole che sorge





Atterriamo perfetti, nonostante il vento parecchio teso



Due signore fanno salotto prima di andare al lavoro...



Lui esce dalla nursery



Dernier virage con uno sguardo alla concorrenza



E ci sistemiamo a fianco di un 787 bagnati dal primo sole



Scendiamo dalla prima porta, così lancio uno sguardo alla business.



questo aereo è configurato, mai vista la sezione posteriore così ‘povera’ di economy. Solo l’ultima sezione dietro la quarta porta è pure economy. Il resto premium o business. Ultimo ciao al triplo.





Dato che è prestissimo, decido di passare un po’ della mattinata ad Haneda. Shopping compulsivi nei due negozi di ANA e JAL nei rispettivi terminal, colazione e spotting sulla terrazza. In ordine inverso. Prima fuori, al 4º piano del terminal 2. E subito mi sento a casa.



Il traffico mattutino nel terminal di ANA è un carosello di wide bodies diretti in ogni angolo del Paese.



Fuori però il freddo è insopportabile. 4 gradi e vento. Meglio stare al chiuso, dove la vista è comunque fantastica e il silenzio è accompagnato da una discreta musica di sottofondo.



Scendo, passo nel negozio di ANA, piccolo paradiso del merchandising, e poi dritto al terminal 1, dove il negozio di JAL regala altrettanti piaceri. Novità del mese, una collana della De Agostini (?!?) dedicata alla flotta di Japan Airlines. Me ne prendo 4, e dichiaro già scacco matto al bagaglio. Da ANA infatti mi sono regalato il modello in scala 1:200 del flying Honshu, uno dei tre A380 in flotta (per ora due ricevuti). Tra scatola e modello ne viene fuori un collo degno di un piccolo mobile di IKEA. E così, carico come il somaro che sono me ne vado in hotel. E succede che essendo presto la camera non è pronta. Quindi mollo i volumi e via di corsa all’ufficio del turismo. Mi dicono, ma che ci fai a Tokyo per l’ennesima volta?!? Piuttosto prenditi un treno e vai in un onsen a rilassarti. I fumi del jetlag si fanno sentire. Fatico a mettere insieme due pensieri, più o meno alla cieca scelgo una meta: Eichigo (ma no, lì è triste-mi fa l’addetta. Guarda, va bene così- dico io), prendo e vado. Sempre più ubriaco di sonno, incontro Garibaldi che mi invita a girare i tacchi. Lo ignoro e tiro dritto al mio binario, dove il mio MAX Tanigawa è già pronto a partire.



Al solito, inavvertitamente, mi piazzo davanti a tutti i passeggeri in fila davanti alla riga gialla. Sono ancora le prime ore del primo giorno, devo ancora riabituarmi.



Tempo do sedermi, vedere sfilare la stazione e piombo nel sonno. Mi sveglio che siamo quasi al capolinea. Quando scendo, mi rendo conto di essere finito un’altra volta nel posto dove non vuole andar nessuno. Oppure non è stagione. O forse entrambe le cose. Fatto è che esco, faccio un breve giro e rientro sconsolato chiedendo di tornare con il primo treno disponibile. Di andare in un Onsen non ne ho voglia, di farmi un pediluvio pubblico, nemmeno...



Finisco in una degustazione di sake. 500 ¥, cinque gettoni, un bicchierino e tanti aromi da provare. Dopo il primo sento già i primi ragionamenti senza senso affiorare dalle buche del cervello. Con grande senso di responsabilità porto a termine il compito assaggiando l’ultimo ed esiziale bicchierino. Una sorsata di liquore di riso extra dry con un retrogusto di formaggio affumicato, questo dice l’etichetta.





Meglio tornare, finché le gambe reggono. Arriva il papero, salgo e pianto una seconda sonora dormita.



Mi concedo il tempo di fare una breve puntata ad Akihabara a fare due compere e torno dritto in hotel. Spacchetto, sistemo e risistemo il bagaglio e siamo già in sovrappeso (lo siamo in due), e fuori dimensioni consentite. Sono già preoccupato per i prossimi voli, poi vedo lui da vicino e mi passa tutto.



Diventerà il mio altare pagano a cui rivolgerò preghiere disperate affinché non cambino macchina all’ultimo minuto. Il mio volo oer HNL infatti è stato riprogrammato su 77W, tranne il giorno in cui volerò io. Per ora il 380 pare ancora confermato. Speremm.

Giorno due e giorno di ruote bucate. Nel senso che oggi non si vola e si va a vedere che faccia vicino sto monte Fuji tanto fotografato dal cielo. Sveglia comoda ma non comodissima per prendere il limited express da Shinjuku. *Prima la insostituibile Yamanote line,



Poi questa specie di mutazione del Narita Express



Nuovissimo e, manco a dirlo, pulitissimo. Bizzarra l’indicazione dei posti occupati, prenotati. Se la luce è VERDE il posto è OCCUPATO e viceversa. Il giallo indica che il posto è stato prenotato dalla stazione successiva, quindi se ti siedi in un posto ROSSO, ovvero LIBERO, ti devi alzare. Mah...



Oggi è una giornata bellissima, una delle poche finestre di cielo limpido tra una perturbazione e l’altra. E infatti ci siamo proprio tutti a stipare questo treno che, separandosi a Otzuki, diventa corto corto e denso. Poi si arriva alla stazione finale e finalmente lui...



Purtroppo oggi i tour per la base del vulcano sono sospesi. La ragione non è chiara. C”è chi dice per via della neve, chi per i danni del tifone che ancora rendono inagibili parecchie strade. La soluzione rimane salire con la funivia fino ad un piccolo belvedere e godersi il panorama.





Vederlo così, un cono di più di 3000 metri piantato nel bel mezzo della pianura fa certo un bell’effetto. Torno indietro e invece di seguire la massa, mi perdo nelle strade deserte del paese di.... in riva all’omonimo lago.



Già lo dissi, per me il Giappone è anche questo. Il bello della grazia che percepisci guardando anche cose francamente bruttine. Faccio un rapido calcolo e considerata la massa di turisti che dovranno pur tornare a Tokyo e la scarsità di treni non riservati, giro i tacchi e vado veloce alla stazione a prendere una delle pochissime opzioni disponibili per non rischiare di fare il viaggio in piedi. Accanto al mio treno, nuovo come quello dell’andata, questo locale, un po’ vecchiotto ma tenuto perfettamente.



Il ritorno mi catapulta ad Akihabara dove perdo circa due ore a comprare roba su commissione, principalmente penne, matite, cancelleria varia. Non sono sano di mente io, non lo sono nemmeno gli amici miei. Poi mi faccio un regalo che, vedrete, renderà le foto ancor più belle e infine mi tratto bene offrendomi una cena nel mio posto di ramen preferito.



A questo punto la torre di controllo mi ricorda che domani sarà una sveglia drammatica e mi ordina di andare a letto.

Il giorno tre inizia nella primissima mattinata. O avrei da dire nella seconda nottata. Sveglia alle 5, barba e bidet, e via a prendere la monorail per HND. Oggi al banco di prova il nuovo A350 che JAL impiega su Sapporo e Fukuoka. Ed è la prima destinazione ad uscire estratta alla ruota della fortuna. La tombola della sfiga invece piazza le rotazioni con Zorro ad ore orribili, tipo partenza alle 7-30. Va detto che ci sarebbero altre opzioni, nessuna però si confà al giro che voglio fare. Oggi infatti sarà HND CTS e CTS HIJ con JAL e poi HIJ NRT con Spring Japan. Con quest’ultima ho un conto in sospeso dall’ultimo giro a fine aprile. I passeggeri in transito ad Hamatsucho sulla monorail vengono accolti dai migliori pezzi di artiglieria di entrambe le major, A350 per JAL, 787-X per ANA. JAL inoltre pubblicizza un po’ dappertutto il nuovo volo per Vladivostok



JAL è refrattaria alla tecnologia. Per ottenere la carta di imbarco, devi stamparti la ricevuta con l’opzione touch and go, poi scannerizzi il QR code alle macchnette e ti stampano la ricevuta. Ai controlli usi di nuovo il QR code e a questo punto ti danno la carta di imbarco. La tizia me la trancia a metà, non accorgendosi che ho due voli sulla stessa striscia, Già rido per domani...



Zorro è già fuori che aspetta









Faccio un giro per il terminal deserto a caccia di anticaglia. Questo 767 va a Komatsu









Triplo e 767 on stage



Torno al mio gate giusto per vedere Zorro prendere a ceffoni un povero 777 di ANA



Ora di andare. Imbarco 20 minuti prima della partenza





Entro tra i primi. Va da sé che gli interni sono immacolati









Winglets rosse in dissolvenza out-in



The crane.



Sa di vintage ed è questo il suo bello. Ricordo quando cambiarono la livrea nei primi duemila per poi far di corsa marcia indietro. A pensarci e dopo esserci stato parecchie volte, il Giappone è un po’ anche questo. Dare dignità a oggetti, forme e design ormai sorpassati. I taxi ne sono un eccellente esempio. Nuovissimi, pulitissimi e di fatto riproduzioni delle vecchie FIAT 131.
Qui a fianco un 738 per Hiroshima sfila via



Intanto attaccano il secondo 350 che andrà a Fukuoka. Servito con 772, da oggi il JL307 torna ad essere operato da zorro. E ci rivedremo domani...



Saluti e inchini accompagnano da rituale il primo avanzamento delle manette



Questi sono in revisione alla manutenzione, visitabile gratuitamente (ancora una volta ve la consiglio)



Decolliamo puntuali come uno Shinkansen





Virata a destra sopra la zona industriale e puntiamo dritti a nord ovest





Questa come tante altre macchine monta due camere, una in coda e una sotto in prossimità del carrello anteriore. Nuovo l’aereo, nitidissime le immagini.



Haneda laggiù



Buchiamo parecchi strati di nubi e finalmente siamo fuori



Vado in bagno, giusto per vedere come sono. Non mi convincono le paratie rosso fegato (ancora?!?) ma gli interni dei servizi sono davvero di pregio





Intanto abbiamo raggiunto FL410, ovvero una Tokyo tower sopra FL400 come spiegato nella rivista di bordo alla voce ‘separazione verticale’.





La ragguardevole quota mi dà alla testa e scatto foto come fossi un astronauta.



Safety card fresca di copisteria



La pagina della rivista di bordo dedicata alla flotta ha un titolo che è un po’ la sintesi di quello che faccio: airplane collection.



Curiosità dello shopping a bordo: vendono pure la carne. (!)



Servizio, ovvero una bevanda calda o fredda e una caramella al controllo pre atterraggio



Fuori si fa inverno e ci avviciniamo all’Hokkaido sotto un cielo che promette grane



Volteggiamo con i panni stesi in uno squarcio di blu...



...per poi piombare nel grigio 8/8





Come ho fatto a fare quest’ultima foto? Semplice, sono uscito un secondo facendo attenzione a non volar via. E vi assicuro che la domanda mi è stata fatta SUL SERIO da un collega che vide una foto analoga sul mio Facebook. Laggiù si intravede la neve







Carrello giù



Flaps giù



Due bianche, due rosse



And touch down!





I padroni di casa.



Chissà se un giorno metteranno in pensione i 767. Macchine peraltro tenute benissimo. Un po’ di feticismo...



...prima di salutare zorro con un arrivederci.



Avrò una sosta a CTS di circa 5 ore. Che fare? Di andare a Sapporo non se ne parla visto che diluvia. Opto per il piano B (in effetti mai considerato il piano A) e passerò tutto il tempo in aeroporto. Del resto, e lo conosco molto bene, è un vero e proprio centro commerciale.



Ortolano



Pescheria



Salgo alla terrazza, che d’inverno è chiusa nella sua parte esterna. Quindi terrazza un bel niente. La versione invernale è un salone enorme con ampie vetrate a picco sui finger. Di fatto nessuna differenza rispetto all’esterno, con il grande vantaggio del riscaldamento e del cibo a portata di mano (alle spalle c’è una capace food court). Fuori wide bodies senza soluzione di continuità. Lui va ad Haneda



Lui arriva



Lui felice



Padroni di casa...



[DIGRESSIONE] Piccola digressione sulla livrea di questi signori. Onestamente... bruttina. Eppure c’è così tanto Giappone che mi viene da farci un pensiero sopra. Non il massimo, si diceva. Però a guardarla da vicino, considerando anche il resto degli elementi del brand (l’orsetto e i vari pupazzetti suoi compari) è di rara delicatezza. Questo è il paradigma di molte cose in Giappone. Non necessariamente belle a un primo sguardo, sorprendenti se ti avvicini e cominci a capire. [FINE DIGRESSIONE]
Estar Jet da Seoul



Zorro torna ad Haneda









Lui rimane fermo, poi viene trasferito in manutenzione



Un altro arrivo bagnato da Haneda



Prima o poi rivolerò con questi



starei ore a fotografare, nel caldo della 'terrazza', ma lo stomaco e la bocca pestano i piedi. Celebro così il mio graditissimo ritorno a CTS



e prometto che da ora in poi non mangerò altro che non sia servito così



Dopo bocca e stomaco, è il mio volo per Hiroshima a chiamare. Semplice da ricordare, alle 15.00 dal gate 15



alla fine imbarcano alle 14.45 e in 10 minuti, volo quasi pieno, siamo tutti seduti.



Comincio a pensare che i pax abbiano piccole calamite per farli attaccare prima ai propri posti. Un fiammante 737-800 mi porterà nella città tristemente famosa per altri aerei e fatti



decolliamo in un tempo infame, che però lascia intravedere una speranza all'orizzonte.





siamo stabili per il servizio. Caldi serviti con la cautela del lid per evitare indesiderate ustioni. Questo da considerarsi come un altro piccolo tocco di attenzione giapponese



Tempo di scendere per trovare altro tempo infame ad HIJ





Atterriamo che ormai è buio. Niente da fotografare, nemmeno dall'inevitabile terrazza, addobbata a tema come fossimo a Las Vegas.





All'interno del terminal, altra inevitabile presenza di 'hardware' pedagogico.







Qui arriva l'ora del check-in e scopro che Spring mi ha tirato un brutto scherzo. Senza avvisi di sorta, cambiano l'orario del mio volo, posticipandolo di mezz'ora. Ad esser onesti, ho prenotato via CTrip, quindi qualcosa potrebbe essersi perso.



Il volo è pure in ritardo di altri 30 minuti, il che fa in totale che perderò l'ultimo Narita Express diretto a Tokyo. Già penso al conto milionario della corsa in taxi. Meglio distrarsi all'edicola, dove tra le altre cose, scopro questo grossolano accostamento



Tempo di passare i controlli, sempre velocissimi almeno sul domestico, e di dirigersi al gate. Piccolo teatrino delle addette con il 'tabellone a palette mobili'. Le tessere dei minuti vengono cambiate due o tre volte, per poi fermarsi alle 20.25. Come nei tabelloni meccanici di antica memoria.



Finalmente arriva lui



Volo senza storia. Cabin lights impostate su 'fate dormire i polli'



Mi addormento sognando tartarughe giganti



all'arrivo mi attende la solita pista di atletica del T3. Corsie bianche su Tartan rosso segnano la via agli sventurati passeggeri costretti alle più improbabili corse



Seguendo astutamente una coppia di giapponesi che stacca il gruppo, approdo all'ultimo bus per la Tokyo station. Un po' come arrivare a BGY dopo le 0.00, che se perdi l'ultimo Autostradale diventi facile preda. Il tuo portafogli, soprattutto.
Altra corsa per prendere uno degli ultimi treni della Yamanote line e in poco più di un'ora e mezza tocco base, camera e letto.
Giorno 4 della mia vacanza. Oggi mi dedicherò ben cinque tratte. Motivo? Collezionare gli ultimi arei di JAL con cui non ho volato. E dato che quel che rimane appartiene a Japan Air Commuter, questo giro toccherà alcuni aeroporti minori in località 'esotiche'. Dovete sapere che sul sito di JAL quando prenoti un volo interno, al momento della finalizzazione della prenotazione ti viene chiesto se vuoi aggiungere un'altra tratta. E poi ancora e ancora finché durano le ore del giorno. Un po' come un all-you-can-eat. Da una parte vai e vieni dal buffet, dall'altra aggiungi tratte a non finire. Da una parte riempi lo stomaco, dall'altra svuoti il portafogli. Ne viene fuori un HND FUK KUM KOJ ITM HND che un'altra volta pare il codice fiscale di qualche famiglio nippo.
Sveglia prima del gallo. E' un lunedì speciale, il primo di dicembre. Per l'occasione mi travesto da cyber monday.



Corazzato, mi dirigo ad Hamamatsuchō a prendere la monorail per Haneda. Qui JAL e ANA mostrano i muscoli con i loro ultimi arrivi, A350 da una parte 787-10 dall'altra





Scopro anche che il terzo 350 di JAL è dedicato ad una boyband locale.



Ad Haneda solita fauna locale. Un 767 per Itami



Il mio arriva dalla nursery, mentre attaccato al finger accanto c'è già il suddetto 'Arashi thanks Jet'





Zorro vs Topolino



Salgo tra i primi e scatto questa dell'economy, pulita ma accogliente come lo studio di un dentista



Push back e via per la 05





Line up e via!





Ai colleghi che mi chiederanno come ho fatto a fare queste foto, dirò che mi sono coperto bene per non prender freddo. Haneda è talmente bello che ci passiamo sopra per vederlo bene



volo molto tranquillo. Nulla da segnalare in crociera se non il fatto che una hostess mi riconosce e mi chiede 'ma lei era sul volo di ieri per Sapporo?' Affermativo... bene, lei si produce in una serie di esclamazioni di sorpresa, espressioni contenenti tante vocali, specialmente o e i. Poi scompare e ricompare con un dono per me. Ed è subito amore e migliore amicizia.





Tempo di ricomporre il pacco ed è ora di scendere



Qui l'aria umida mi arriccia i capelli, lo dirò ai miei colleghi raccontando dei guai del viaggiare sul tetto





Le bellissime isole al largo di Fukuoka



apporaching



facendo attenzione a non volare giù, striscio fino alla pancia dell'aereo.



Finalmente vediamo la pista





...e tocuh down!





L'av viene a salutarmi e mi invita a fotografare la business.





Ringrazio, quasi commosso, lei fa l'occhiolino alla rampa che mi molla altri collectibles.



Vi amo ragazzi, davvero. Terminal, scale, terrazza, freddo umido. Tutto perfetto per stare fuori a scattare qualche foto. La scala per l'accesso non è proprio facile da trovare



Fuori tira vento, e i lavori di rimodernamento rendono lo spotting particolarmente acrobatico. Qualche scatto dalla terrazza...









Lui ritorna ad Haneda











Special livery per Tokyo 2020



Bene, tempo di rientrare lato aria per il mio prossimo volo: JAC3671 per Yakushima.



Imbarco via bus, testa a testa con un triplo.



Ci attende ai remoti questo fiammante ATR-42 di JAC, all'apparenza nuovo di fabbrica.





Interni color Ferrari, mancano il tachimetro e il cambio col pomello in radica.







In primo piano lo scontrino delle mie prossime carte d'imbarco, lungo quanto lo scontrino del super a inizio mese. L'aereo è pure famoso, salito alla ribalta del jet set per il suo ruolo di coprotagonista nel fumetto della rivista di bordo



safety card



Taxi breve, pause lunghe. Come dal medico, chiediamo chi è l'ultimo, per scoprire che siamo i numeri 6. Diamo la precedenza praticamente a tutto, l'ultimo in ordine, un 737 di Jeju Air in partenza per l'omonima città



Non ancora, arriva un 737 di Jin Air.



Finalmente tocca a noi, stacchiamo poco prima dello svincolo per Fukuoka



scorci del terminal internazionale, aeroporto praticamente incapsulato come un corpo estraneo del tessuto urbano



sopra, il cielo blu.



Sarà, ma quando prendo posto all'altezza delle eliche mi sento come quelle signorine al circo che fanno il numero del lanciatore di coltelli. Dovesse succedere, speriamo prendano bene la mira.
L'aereo e vuoto per metà. Mi permetto di fotografare fuori di dritto e di rovescio





Faccio coming out con la hostess e lei subito mi molla il regalo di rito.



Giro una delle cartoline e quasi mi commuovo al pensiero di lei che abbandona il carrello per sedersi al jump seat per disegnare pazientemente questo per me.



giuro che ho controllato se fosse inchiostro vero, scritto di pugno dalla nostra, per poi darmi del cretino al solo averlo pensato. Intanto fuori il comandante precipita verso Yakushima, dove ci attende un tempo interessante.







L'aeroporto di Yakushima è un segmento di uno dei lati del pentagono di cui l'isola ha vagamente le sembianze. Stretto tra mare e monti, è nella posizione perfetta per avvicinamenti sportivi. Come il nostro. Purtroppo ho sbagliato clamorosamente lato, quindi non riesco a fotografare la pista. il vento incalza a raffiche, noi atterriamo come un albatro, tutto fuori e zampe ben distese a toccar terra prima possibile. O almeno così ha percepito il mio fondoschiena. Usiamo tutta la pista e facciamo backtrack.



Benvenuti a Yakushima



La star si fa fotografare un'ultima volta sul red carpet







Dentro tutto sembra essersi fermato ad un'epoca indefinita. Il ritiro bagagli avviene direttamente dal carrello che arriva da sotto bordo



Aerostazione



Esco e dalla rete riesco a riprendere, tra vento forte e pioggia a rovesci, la mia corsa che riparte.







Poi arriva la mia prossima per Kagoshima





Per non esser da meno della star di prima, mi si presenta con l'adesivo del 1500esimo



Volo dentro, passo i controlli ed accedo nella minuscola area gates (in numero di 1) dove in poco tempo mettono 'on air' un messaggio registrato che recita più o meno così: 'gentili passeggeri, a causa del maltempo il vostro volo potrebbe essere piuttosto turbolento. Ciò non compromette minimamente la vostra sicurezza. Vi chiediamo in ogni caso di mantenere le cinture allacciate per tutta la durata del volo' e poi, tante grazie, scuse, e grazie di nuovo come da protocollo. Annamo bene. Mi chiedo a che tipo di shackerata verremo sottoposti se devono fare un annuncio addirittura prima dell'imbarco. I piloti non hanno il coraggio di dirlo a bordo? Hanno una fifa blu? La hostess sta ancora rimettendo dal volo precedente e non può dare la cattiva notizia senza scoppiare in singhiozzi? Lascio dietro di me i cattivi pensieri, testa alta passo il gate per primo e mi dirigo sicuro verso la mia vomit comet.



speremm...



Ne viene che il decollo è molto tranquillo, la salita pure e la crociera così poco turbolenta da far pensare che il messaggio diramato a terra fosse uno scherzo senza senso. Avrebbero dovuto coniugare i verbi al passato, visto che l'arrivo è stato molto ma molto più agitato. Fuori un tramonto spettacolare.





Atterraggio in perfetto orario a Kagoshima. Ultimo scatto per lui



Poi scatto io ai transiti che ho il mio prossimo volo in cottura. Terminal deserto, con qualche addensamento solo in corrispondenza del mio gate.





Fuori, il mio E190 di J-Air pronto.



Safety card e Skyward



Volo decisamente senza storia, su un aeroplano che non è proprio il mio favorito. Scendiamo nell'oscurità tesa dal vento sorvolando una densissima e luminosa Osaka di sera







Breve sosta ad Itami, giusto per mangiare un boccone talmente al volo che si esaurisce prima di un doppio crampo agli arti inferiori



Gate quasi deserto...



...volo pieno a tappo.



Vien da pensare che i passeggeri Giapponesi siano solo comparse e che ogni volo non si altro che un flash mob. Volo serale, mood lights da lounge bar. Peccato che non servano gin tonic



Fuori usciamo dalle nubi ed è bellissimo



Anche questo volo si concluderà senza storie di sorta. Atterriamo che è tardi. Saluto un'ultima volta il Flight Shop e volo a nanna che domani è giornata piuttosto impegnativa. Almeno per la tensione di un volo che, prenotato mesi fa, potrebbe far perdere di senso tutto questo viaggio. Sempre che un senso l'abbia mai avuto.
Sì perché dovete sapere che questo viaggio è nato intorno alla volontà di volare sull'A380 di ANA, ultimo pezzo mancante alla mia collezione di A380 'volati'. Il caso vuole che NH ha ben due voli serali da Narita a Honolulu operati con il cicciobus, ma che uno dei due è stato recentemente 'declassato' al 777. Indovinate quale dei due ho prenotato? Bene, l'NH182 (il mio) a dicembre viene operato dal triplo e solo saltuariamente, senza apparenti logiche, assegnato al 380. Il volo precedente (solo un'ora di differenza), opera regolarmente con il megadonte. Ne viene un certo nervosismo da parte mia. Interrogo costantemente Flightradar24 per vedere quale destino mi toccherà e con mia grande sorpresa oggi, giorno del mio volo, hanno assegnato quello che speravo. Ieri, il giorno prima, domani e i giorni seguenti, triplo seven. Ne va che passo tutto il giorno nervoso come alla maturità. Finché non lo vedrò al gate, non ci crederò.
Il volo sarà intorno alle 21. Passo la giornata a Tokyo a sbrigare le ultime cose e, visto che non riesco a tenermi lontano dagli aeroporti, approfitto della bella giornata per fare un salto ad Haneda. Qualche scatto. Lui uno dei miei preferiti





Con loro ci vorrei volare ancora



Dettagli





Icona nel distretto di ANA



Lui stacca e se ne va a MUC, seguendo il 748 suo compare appena decollato dalla parallela per FRA





La sera quando si è nervosi non arriva mai. Finisce che prendo il Narita Express nel tardo pomeriggio per arrivate a NRT in largo anticipo. Una rapida ed ultima occhiata a FR24 dà ancora il 380 assegnato al mio volo. Arrivato a destinazione, mi precipito sulle scale mobili per arrivare al piano check-in (se non sbaglio ci sono 6 o 8 rampe in tutto. Al banco chiedo un'ultima conferma, e sì, la NH182 oggi sarà operato dal cicciobus. Contengo le mie espressioni di giubilo per evitare che l'addetta di turno pigi il bottone rosso con scritto 'guardie'. Veloce giro lato terra, che non regala grandi cose a parte un'appendìce del museum shop vicino a Narita. Poi passo al lato aria, dando un'ultima occhiata alle partenze



La calma prima delle partenze serali. Le due tartarughe giganti già in posizione.

https://live.staticflickr.com/65535/49529019421_2b987cae7c_6k.jpg[/img

Al gate 45 riposa la tartaruga verde, che si occuperà dell'NH184, di fianco, meno visibile, la tartaruga azzurra che si prenderà carico del resto, incluso il sottoscritto.

[img]https://live.staticflickr.com/65535/49529114221_6fd1d220bb_6k.jpg



Questa foto è stata fatta dall'angolo dei bambini, uno spazietto dedicato ai più piccoli ma che per l'occasione è affollato da diversamente infanti in religioso e umido di sbavature, silenzio. NH184, pieno a tappo, imbarca in poco più di mezzora. In Giappone Ryanair potrebbe permettere all'equipaggio una pennica inter rotazione ché probabile che riempiano i loro 737 in meno di cinque minuti. Eccolo che parte



Sul mio, anch'esso pieno come si deve, una moltidudine di scolaresche. Fico andare in gita alle Hawaii.



Quando ero piccolo ci mandavano a Pietra Ligure, d'inverno, oppure sul lago d'Orta a novembre. Noi protodepressi dati in pasto agli analisti in età adulta. Sono il primo della prima fila dopo le priority. Scalcio come un cavallo al palio di Siena in attesa che la mossiera abbassi il canape, e quando arriva il momento, parto al galoppo. Purtroppo la suddetta mossiera alza la paletta e mi fa accostare. Esibisca l'ESTA mi dice. Ma porc! Con tutto il tempo che ha avuto, proprio ora?!?!? Tiro fuori una manciata di carta ed esibisco il lasciapassare. Parto come un cavallo scosso ed entro nonostante tutto, tra i primi. Ecco Lani, il primo A380 nei colori di ANA



Dentro l'atmosfera è quella di uno studio di varietà degli anni '80, nel momento del balletto della Carrà di turno. Tra il cartoon, l'onirico e il soft porno di certi canali dopo la mezzanotte.







Spazio!



legroom generosissimo, e spazio laterale sovrabbondante come in tutti i 380, tanto che per appoggiarsi al finestrino viene comodo lo spessore del cuscino



Safety card



L'IFE è come d'obbligo touch screen, in più c'è un piccolo telecomando dotato di mousepad. Giusto se qualcuno volesse utilizzarlo invece di massacrare la testa del passeggero davanti quando si gioca a tetris.



Video sicurezza in stile, viene chiesto alle gentili signore di rimuovere quei graziosissimi zoccoletti Hawaiiani prima di scivolare dolcemente sui toboga



Mappe. Ci segnalano che siamo sospesi in quota sopra Narita



Taxi qb e siamo in coda dietro la coda di un 777 di LH cargo



Decollo senza storia né foto. Passo in rassegna gli striminziti contenuti video (ahimè). Arriva la cena, direi generosa



Gelato estratto dalle cave di Carrara, ci metterò 20 minuti prima di ridurlo in pomata



Brindo con un buon caffè al faccione arancio di 'Americano Tlump' come lo chiamano nei telegiornali



Poi passo ad amene letture rigorosamente in giapponese



Mi addormento e sogno altalene, roller coasters, skydive, e martini shakerati e non agitati. Poi scopro che forse abbiamo attraversato più di un 'air pocket'



Arriva la colazione. Al sacco, direi





Manca ancora un tòcco, e gli oscuranti bollenti denunciano un sole già bello alto



Mi diverto a fotografare dall'alto 'Lani'. Dirò poi ai colleghi che pagando un piccolo extra ANA ti fa uscire per 15 minuti attaccato ad una corda







Finalmente tolgono il divieto di aprire gli oscuranti. I miei occhi sono pieni di ala





Arriva il regalo di ordinanza, questa volta sollecitato dall'attrezzatura audio/foto/video al seguito del sottoscritto che malcelava un'evidente interesse per l'aeroplano etc







Abbiamo volato a FL270?!?!? Ci abbassiamo, poi ancora, poi usciamo gli stracci e disegniamo una riga dritta parallela alla spiaggia



Centrati perfetti, planiamo su una fradicia 8L.



Fuori tutto come alle svendite ed è un carnevale di spruzzi



Sarebbe stato bello fotografarsi da fuori. Cerchiamo la via al gate, ci allineiamo, spegniamo tutto e aspettiamo che il nostro predecessore liberi. Un po' come quel gioco delle 15 tessere, qui è tutto un togli sposta e metti







aaaaaand... STOOOOOP!



Scendiamo e ancora mezzo surgelato dalle temperature siderali a bordo percorro il cammino verso l'immigration. Coda inverosimile e per ogni metro percorso, una spremuta di sali minerali. Eliminato velocemente l'eccesso di abbigliamento, non resta che sopportare questa lunga coda nell'afa mattutina del terminal. E sì, gran parte dei passaggi sono all'aperto. Almeno la vista lato apron non è oscurata.



laggiù riposa Lani



La coda si fa lunga e controllare quasi 500 persone in blocco non è cosa veloce. Ci metterò un'ora e mezza tra tutto. Ormai in bermuda e canottiera esco sudatissimo in cerca di un taxi. Corsa verso la città, dove giace il mio bel giaciglio. No, non uno di quei mega albergoni che abbondano a Waiki. E qui un piccolo OT.
Bello il contrasto tra il clima decisamente estivo e l'atmosfera natalizia.







Qui e tutto ANA o JAL (qui, ancora ebbro del 380, thumbs up per NH)



Giorno dopo, tempo mediocre, tempo di lasciare Waiki per dirigersi a Hilo, nell'isola di Hawaii o Big Island. Il volo sarà nel primo pomeriggio, quindi mi godo ancora una mezza giornata di mare nonostante le nuvole. E sempre a caccia di volatili...





Me ne vado in aeroporto verso l'ora di pranzo, proprio perchè mi mancano tantissimo i pasti consumati sulle panchine dei terminal. Self check-in immediato con la scansione della carta d'imbarco su Apple wallet



Lato aria è tutto un tripudio di 717







Le partenze intra insulari sono frequentissime. Quasi tutte operate dal baby Boeing, alcune da ATR-42 di OHANA by Hawaiian. Stando al gate mentre mangio un panino che pare un B2 pieno di bombe, osservo le operazioni di carico e scarico. Turn over degni di Ryan, i 717 in partenza vengono letteralmente sparati via dai gates al push back. Gli 'accostamenti' ai fingers sono altrettanto sportivi, facendo a volte temere che ai piloti scappi il freno. Intanto la mia corsa arriva







e ha la faccia scura, successo qualcosa?



C'è tempo di fare altri scatti anche se il panorama è piuttosto monotono. La butto in poesia pensando che quello che vedo là fuori potrebbe essere un aeroplano atterrato per errore tra quei palazzi di periferia dove sono cresciuto. Sarebbe stato bello neh?



Imbarchiamo, salgo tra i primi dei pochi pax che siamo. Sulla porta una bandiera che francamente non conoscevo



Saluto la hostess e lei mi ignora ostentatamente. Saluto quello dietro che mi risponde 'Okay', con un tono che vorrebbe dire 'Okay, but now you take your seat'. La cabina è la quintessenza della spartanità



Safety card e ben due numeri di Hana Hou!





Decolliamo dalla 8R che si trova laggiù in mezzo al mar





Manca solo la flebo, per il resto è ospedale totale, inclusi i colori. Niente semolino però che il volo è corto



L'avvicinamento a ITO compensa il freddo squallore della cabina. Ecco il Mauna Kea





Atterriamo dando il cambio ad un altro 717 che ha appena liberato il gate. Fuori la tranquillità irreale (è bassa stagione) mette quasi paura. Meno male che c'è Lani



Ho noleggiato un'auto. La tizia mi chiede se sono sicuro di confermare la scelta, visto che si tratta di un'auto molto piccola, dice lei. Confermo. Ed ecco l'auto molto piccola



Terzo giorno in mezzo all'oceano. Qui parte un OT dedicato al parco del Kilauea. L'eruzione del 2018 ha fatto collassare completamente il cratere principale, che ora si presenta così



E' ora possibile camminare all'interno di un cratere secondario. Ci sono stato a settembre 2018 in un altro RTW ed era chiuso, riaperto da poco è ancora fumante





Laddove non c'è lava, la natura esprime il suo massimo nei colori









Camminare dentro al cratere fa veramente impressione. Ed è ancora più impressionante per il fatto che non c'è anima viva





La natura si ostina contro se stessa



Risalgo la china e tra le frasche sbuca un voluminoso gallinaceo. Ci spaventiamo in due. Poi ci studiamo un po', poi ognuno per la propria strada





Altra location, altri alieni



Rientro in auto. E' tardo pomeriggio. Non ho pranzato e cerco una sosta. Questo è tutto ciò che vedo, tanto per dare l'idea della desolazione. E vi assicuro, non la trovo affatto spiacevole



Rientro che ormai è quasi sera. Sosta al mall per comprare una cena sana. Incontro solo locali, molti dei quali ubriachi, tanti disadattati, la quasi totalità obesi. Mi ritiro rapidamente nelle stanze del mio squallido motel e mi godo Food Network e le sue improbabili ricette.
Giorno quattro. Altra desolazione. Piove a dirotto e decido di percorrere la costa a sud est dell'isola, punto dove è arrivata la colata più recente. La strada è stata riaperta creando un varco tra la lava che in alcuni punti fuma ancora





Addentrandosi, nuovamente la natura (quella verde) prevale





Mi dirigo verso est, dove su una spianata generata dalla colata del 2010 e precedenti sorge un piccolo villaggio di case sparse occupate da gente che ha deciso di vivere senza nulla, a stretto contatto con il vulcano









Saluto l'isola e il suo rumoroso oceano, in perfetta solitudine.





Torno sui miei passi con comodo, sgancio l'auto, faccio check in e mi avvio alle partenze in un terminal pressoché deserto



Lato aria, la corsa prima della mia vola a HNL





La mia arriva cattiva da HNL



Imbarco, stesso reparto, stesso ospedale



Nella noia del breve volo, provo a fotografarmi riflesso nelle cromature là fuori





Piano si scende verso HNL





Atterrare sulla 8L da est è uno spettacolo. Praticamente si vira in finale come al vecchio Kai Tak (più o meno).
Sbarco, transito e sono già pronto per una meritatissima cena da Burger King. Prima però qualche scatto notturno da quella pseudo terrazza che è l'area gates di HNL. Lui va a Houston





Loro vanno da qualche parte negli USA continentali



La mia corsa è quasi pronta.



Siamo alla fase finale del mio viaggio. Il rientro sul pianeta terra prevede una prima tappa a LAX con HA. Da qui proseguirò per Parigi con Air Tahiti Nui e infine la bretella CDG MXP con Easyjet. Costo totale circa 400 euro (il LAX CDG mi è costato 250€), molto meno del prezzo meno caro trovato facendo tutto con United, circa 800 EU. Certo, sbattimenti a parte e rischi di perdita delle varie connessioni, soprattutto quella di LAX. Per ora tutto va come dovrebbe. Lui è già fuori che aspetta



Dentro stesso sapore di pochezza



Safety card



Decolliamo dalla 8R, sul mare, vista Waiki. Arriva lo snack pre cena



Ah no, questo è l'unico servizio... pazienza, tanto le fritture di Burger King stanno ancora galleggiando nel mio stomaco. Decido di cimentarmi nella fotografia notturna delle stelle. Mi avvolgo bene bene nella coperta di servizio e tento lo scatto dell'anno. Giudicate voi i risultati. Sappiate che sono diventato più di una volta blu per aver tenuto il respiro.













Poi mi addormento e mi sveglio che siamo quasi arrivati



Luci crepuscolari che si fanno giorno, niente servizio, fuori la notte, o meglio le prime ore del nuovo giorno.



Arriviamo in ultra anticipo, alle 5,30, in una LAX praticamente addormentata



Ho tutto il tempo per raccogliere il mio bagaglio, cambiare terminal con molta calma e attendere paziente l'apertura del check in.



Fatto, mollato 100$ di bagaglio extra, mi dirigo alleggerito alle partenze. Il mio coloratissimo 787 non tarda a comparire all'orizzonte







Close up







Mi scappa la mano e giro per il terminal a caccia di altri musi. Vediamo se li riconoscete



Lui inconfondibile





Un classico



Intanto fuori si mette al brutto



Tempo di imbarcare. La maggior parte dei passeggeri è in transito da Papeete. Solo una manciata gli originanti da LAX. Combo seat e safety card



Aspettiamo il push back prima di Korean e del suo A380, poi di Asiana e quell'altro A380



Arriva lui da Nadi. Preso l'anno scorso in un viaggio mai raccontato...





Taxi interminabile causa sovra afollamento dell'ora di punta. Stacchiamo comunque in perfetto orario



Piano piano sbuchiamo dall'uggia e baciamo il sole



E via che si procede verso est



Stats del volo



Arriva l'aperitivo, e gia si ciuccia



Poi la portata principale, già vista troppe volte su altri volatili



Scorro l'offerta video e, ohibò, guarda cosa ti trovo!



Fuori venti che non sanno dove andare fanno impazzire le superfici mobili





Fuori scie chimiche, dentro la noia.



poi si fa sera, tento di nuovo il colpaccio ma con meno fortuna



Chiudo gli occhi e quando li riapro siamo quasi a buon punto. Almeno per la colazione



https://live.staticflickr.com/65535/49529250972_0dd34b39f1_6k.jpg[/img

Inizia la discesa, poi circuitiamo un po' in attesa del nostro turno e di nuovo puntuali tocchiamo suolo

[img]https://live.staticflickr.com/65535/49529023491_e9b20944e8_6k.jpg



E' l'alba, io sono cotto e l'idea di aspettare il mio volo che sarà alle 15 semplicemente mi uccide. Sbarchiamo ai remoti nel gelo dell'alba parigina. L'ultima la dedico a lui



La coda all'immigrazione è quanto mai lenta, causa pochi addetti in orari ultramattiniero. Varcato tutto il varcabile, mi dirigo con le pive nel sacco verso la mia lunga attesa al 2D. Tenterò in tutti i modi di anticipare il volo, tentando anche la mandrakata delle miglia. nulla da fare, o costa troppo o non c'è posto, o mi tocca fare scalo a Roma per arrivare ben oltre l'orario del mio volo. Mi metto il cuore in pace, faccio pace anche con lo stomaco e attendo paziente. Di Easyjet non vi racconto nulla. Arrivo a casa in serata, stanco e felice nella mia fusione di fusi e date. E' l'8 dicembre. L'ufficio di domani è un gatto arrabbiato che mi attende fuori dalla porta. Le vacanze di Natale un miraggio, una consolazione. E parlando di consolazioni, mi metto subito all'opera nell'organizzare la mia prossima avventura. Che ovviamente non mancherò di raccontare.

A presto!


 

kenadams

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13 Agosto 2007
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Di passioni e gusti sarebbe meglio non discutere - soprattutto in presenza di un TR fatto molto bene - ma mi unisco al coro di coloro che raccomandano un TR a TSO. :)
 

bamby69

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Un TR superbo non saprei come definirlo aspetto il prossimo mi ha fatto iniziare bene la giornata! Una piccola curiosità( parli giapponese?).Vorrei sapere come hai trovato un biglietto a così poco OW sul LAX/CDG. Grazie.
 

13900

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Idolo. Me l’aspettavo dal tuo primo tease, il TR sulla balena e non hai deluso.

Ma la musichina d’imbarco sul 380 ANA è degli Scissor Sister? Con quelle luci ci starebbe a fagiolo.
 

I-DAVE

Moderatore
Morirei a fare una roba del genere, ma complimenti per la tenacia :D

TR divertentissimo. L'assetto cyber-monday mi ha fatto morire!

Concordo sull'estetica giapponese in generale, riescono a far sembrare bello pure una stazione ferroviaria di periferia. Spettacolai le foto dalle Hawaii.

Aspettiamo la prossima pazzia, ma se volessi nel frattempo raccontare anche di quel 380 Asiana...

DaV
 

Betha23

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Superbo! è quasi come il RW che vorrei fare io.

Ma scusa la domanda eri da solo?
 

marksimon

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Cameri (NO)
Complimenti per il coraggio di fare ciò che io non sarei nemmeno in grado di pensare!
Grazie per averlo raccontato così bene.

Ciao
Marco
 

jetboy

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3 Luglio 2008
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Grazie a tutti per i commenti e per la pazienza che ci avete messo a leggere questa sbrodolata. Rispondo ad alcuni dei vostri graditissimi...

Di passioni e gusti sarebbe meglio non discutere - soprattutto in presenza di un TR fatto molto bene - ma mi unisco al coro di coloro che raccomandano un TR a TSO. :)
Per ora ho in programma TSA. Vedremo se cambia l'ultima lettera.

Un TR superbo non saprei come definirlo aspetto il prossimo mi ha fatto iniziare bene la giornata! Una piccola curiosità( parli giapponese?).Vorrei sapere come hai trovato un biglietto a così poco OW sul LAX/CDG. Grazie.
Grazie! No, capisco quel poco e so solo rispondere ai grazie, oltre che dirlo. Comunque, nonostante la barriera della lingua, si viaggia perfettamente in Giappone. Qualche piccola difficoltà si risolve sempre con un po' di pazienza. Per l'OW, e in generale per tutti i voli, do sempre uno sguardo a flightconnections.com. Poi da lì guardo sui siti delle compagnie che operano la tratta specifica. Di solito punto sui grossi hub EU (CDG, FRA, MAD, LHR...) che offrono più scelta, poi mi arrangio in autonomia con le 'bretelle'

Idolo. Me l’aspettavo dal tuo primo tease, il TR sulla balena e non hai deluso.

Ma la musichina d’imbarco sul 380 ANA è degli Scissor Sister? Con quelle luci ci starebbe a fagiolo.
Grazie 13900! Ha ha. Ti pensavo. Comunque nonostante si prestasse a YMCA e altra musica camp, l'imbarco è stato accompagnato dalla solita nenia di ANA, che a me fa sempre Natale.

Morirei a fare una roba del genere, ma complimenti per la tenacia :D

TR divertentissimo. L'assetto cyber-monday mi ha fatto morire!

Concordo sull'estetica giapponese in generale, riescono a far sembrare bello pure una stazione ferroviaria di periferia. Spettacolai le foto dalle Hawaii.

Aspettiamo la prossima pazzia, ma se volessi nel frattempo raccontare anche di quel 380 Asiana...

DaV
Grazie Dav! Pazzia già in cottura, e tu ben sai... Ho tanti TR da fare, tantissimi viaggi folli da raccontare. Devo solo trovare il tempo di sistemare il materiale. Ci proverò.

Superbo! è quasi come il RW che vorrei fare io.

Ma scusa la domanda eri da solo?
Grazie Betha. Yes, sempre da solo. Del resto, chi mi seguirebbe in viaggi così assurdi?
 

venexiano

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Berlino
Stupendo, stupendo, stupendo. Grazie per la condivisione!

La "mutazione" del Narita Express sembra un Transformer :)

Per quanto riguarda le foto in notturna attraverso i finestrini, ho provato più per curiosità che per vera necessità questo accessorio: https://www.ultimatelenshood.com/ Esiste in diverse misure e a mio avviso funziona discretamente bene, abbinato alla coperta sopra la testa penso possa fornire buoni risultati.
 

Dancrane

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10 Febbraio 2008
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Ho impiegato 3 giorni a finirlo, ma ne valeva la pena!
Detto questo, quando vai a TSO fammelo sapere, che magari organizziamo un charter...
 

Nickee

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27 Febbraio 2017
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Complimenti! Ma come mai tutta l'imbragatura? Fai per caso anche video?

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