[TR] In principio era lo Junkers


Dancrane

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Torniamo seri, che è meglio.

A Fredrichquellacosalà ci sono due musei da visitare: quello della Dornier e, naturalmente, quello della Zeppelin. Scuciti i nove euro di ingresso (che, per inciso, pare sia la tariffa standard dei musei, costano tutti uguali) ci facciamo un giro in quello della Zeppelin. Per la verità abbiamo visto prima quello della Dornier, ma dal momento che stiamo parlando di dirigibili è meglio raccontare prima il secondo.

Quanto è grande lo Zeppelin sul quale abbiamo volato? Beh, che ci crediate o meno, è più lungo di un A380!





Ma quanto era grande il più famoso dirigibile costruito dalla Zeppelin, l'LZ129 Hindenburg? Era un colosso!



Della sua storia sapevo, ed ho visto diverse volte anche il film, ma non ne ricordavo dimensioni e numero di passeggeri trasportati. Motivo per il quale, l'impressione che fa vedere una (piccola) porzione ricostruita nel museo è qualcosa che lascia a bocca aperta!

Oltre 1.000 (mille!) le persone che prendevano posto a bordo



La sezione rende meglio l'idea di come era strutturato





Due piani tra cabine, saloni, ristorante, cucine, bagni, docce e, roba da non credere, anche un salone fumatori!



Il tutto, sostanzialmente nella parte "bassa" del pallone, perchè la navicella era dedicata al solo equipaggio di condotta. La ricostruzione degli interni rende meglio l'idea. Saliamo a bordo



La struttura interna (la vedrete meglio anche dopo)











L'organizzazione degli spazi ricalcava quella delle navi da crociera, e l'Hindenburg era in sostanza un transatlantico volante (ci impiegava circa 85 ore per andare sino a Rio de Janeiro, giusto per citare un dato)





La vetrata che affaccia sull'esterno (una parte)





Le cabine







L'esposizione raccoglie anche una serie di materiali e residuati dell'LZ129 dopo l'incidente che ne ha comportata la distruzione











In questa foto (fa schifo, lo so...), la manutenzione di una delle eliche, giusto per rendere un'idea delle dimensioni dei propulsori



Porzione di telaio



Il modellino rende bene le proporzioni di pallone e navicella



La struttura con, sullo sfondo, la ricostruzione di uno dei saloni. I barili che si vedono in basso a destra sono i serbatoi del carburante



Una delle vetrine con modellini e memorabilia dell'epoca



La vista dall'esterno della vetrata ripresa prima dall'interno



Vale proprio la pena visitare questo museo, ben organizzato e certamente ricco di storia e di reperti.
 

nicolap

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Letto così il TR sembra quasi che sia una persona di cultura, che gira per musei. In realtà non aveva idea nemmeno di dove fosse Friedrichshafen.
 

kenadams

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Molto interessante. Non pensavo volassero un migliaio di persone - mi pare che al momento dell'incidente dell'Hindernburg ci fossero in tutto un centinaio di persone a bordo.
 

nicolap

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Molto interessante. Non pensavo volassero un migliaio di persone - mi pare che al momento dell'incidente dell'Hindernburg ci fossero in tutto un centinaio di persone a bordo.
Ma anche tu che leggi quello che scrive Gian ...
Le indicazioni del museo dicevano che a fronte di un numero massimo di 50 passeggeri, l'equipaggio variava tra i 50 e i 60 componenti. Per un totale massimo di 110 occupanti.
 

Dancrane

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Io ricordo un 1083 scritto accanto al modello... e ricordo anche un grasso, molto grasso soggetto, che era meravigliato
 

Dancrane

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Wikipedia parla di 72 passeggeri e 61 membri dell'equipaggio, effettivamente. Ma allora il 1083 a che si riferiva?
 

Dancrane

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Riprendiamo il giro dei musei. Quello della Dornier non è grandissimo, ma ha il pregio di essere accanto all'aeroporto e di essere decisamente interessante.
All'ingresso si viene accolti dal gate guardian, il DO 31 E1 a decollo verticale



Qualche particolare del mezzo













All'interno, una volta scuciti i soliti 9 euro, si ha modo di ammirare le sale con la storia della Dornier. L'allestimento è curato molto ma molto bene, e ripecorre la storia dell'azienda dai primi modelli sino all'ultima produzione, con tanto di copie dei disegni tecnici, pezzi degli aerei, ed una invidiabile collezione dei diversi modellini











Una ricostruzione degli interni dei tempi che furono













All'interno, l'esposizione di alcuni pezzi in mostra statica, con un mix (discutibile, a mio avviso) di aeronautica ed "arte spaziale"











All'esterno, affacciati sulla pista, due spazi espositivi con mezzi in mostra statica esplorabili









Tra un giro e l'altro, c'è il tempo di osservare l'attività instancaile dei giri panoramici dello Zeppelin



e la, modesta, attività dello scalo



Il tutto comodamente seduti al tavoli del piccolo punto di ristoro interno



Sull'altro lato, altri mezzi in mostra statica: per la prima volta, riesco a salire a bordo di un DO328Jet









Vista abbastanza deludente, è un peccato che abbiano mantenuto 3 file originali e ricostruito con una gigantografia l'altra parte della cabina



Cockpit





Anche codesto mezzo era esplorabile. Essendo la materia di competenza del prof. nicolap, lascio a lui l'incombenza di spiegarvi gli utilizzi ai quali era preposto



Vano di carico armamenti (credo)









Saliamo a bordo









Cockpit e particolari dello stesso









Dotazione di sicurezza. Chiedo conferma all'esperto del fatto che, tra i vari utilizzi dell'attrezzo, ci fosse anche quello di distruzione di tutta l'apparecchiatura qualora l'aereo fosse caduto in mano nemica



Terminato anche il Museo della Dornier, non ci resta che tornare a Stoccarda, restituire la macchina, andare in terno sino a Karlsruhe, da qui a Baden Baden, ritirare la seconda auto, tornare a Karlsruhe per riposarci e, l'indomani, andare a vedere l'ultimo museo.
 

Dancrane

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Liberato l'albergo a Karlsruhe, prendiamo il potente mezzo automobilistico e ci rechiamo verso la verdissima regione della Renania-Palatinato, per l'esattezza ad un museo semisconosciuto nella località di Hermeskeil, vicino Ramstein, il Flugausstellung P. Junior Museum. Che ci accoglie con questo



E' bene dire che non è un originale, ma una volgarissima replica, adattata a cafè. E' sufficiente entrare per rendersene conto



La fusoliera è ben più larga dell'originale, ed i divanetti non sono certo le poltrone nè di AF, nè di BA



La nota positiva, è che la torta di mele ed il caffè sono molto buoni, invece.

Detto questo, alla cassa paghiamo il biglietto (devo specificarlo, 9,00€, o ve lo ricordate?) e cominciamo a girare il museo. Che, per inciso, è molto ben fornito, pure di pezzi rari, ma completamente illogico come esposizione e descrizione del bendiddio che custodisce. Il che è veramente un peccato.
Il perchè siamo venuti qua ve lo illustro dopo, per il momento gustatevi il primo pezzo, uno dei 4 esemplari di Super Constellation appartenuti a LH, l'esemplare con matricola D-ALIN



il carrello del quale avrebbe bisogno di una regolata alla convergenza





Adoro la coda col triplice timone





Alcuni degli aerei sono accessibili (definirli visitabili è ben diverso): di fatto, in quello che è lo spazio immediatamente dietro il portellone anteriore, sono installati pannelli di plexiglass, che non vedono uno straccio per le pulizie da prima che inventassero i pannelli, il che, sommato alla manifesta incapacità del sottoscritto di fare fotografie decenti, consente poche e squallide riprese degli interni. Cockpit, per cominciare







Della cabina, questo è stato il massimo ottenibile







Come detto, i mezzi sono tanti, per lo più militari. Ora, io di questi ultimi non me ne intendo per nulla, ma il preparatissimo prof. nicolap me li ha spiegati uno ad uno per filo e per segno. Solo che non ho preso appunti e mi presento, quindi, impreparato alla lezione. Se volete sapere che mezzi sono, chiedete pure a lui e, se volete un consiglio spassionato, dovesse mai chiedervi se siete a conoscenza del rumore dei motori, rispondete di sì e cominciate ad allontanarvi (di corsa) da lui...











Questo so che è un Draken, coi suoi caratteristici motori ovali





Quest'altro, invece, è noto per il cockpit completamente disassato rispetto alla fusoliera





'Sto coso qui, invece, oltre che la forma sgraziata nel complesso, ed il simbolo sul timone che mi ricordava molto la defunta airbee, aveva la particolarità della doppia elica controrotante





Tra un caccia e l'altro, non mancano anche gli esemplari civili



Le care vecchie marche della DDR!









Il MIL fa impressione per quanto è grosso!











Di questo Dakota, della Jordanian Air Force,



m'ha colpito particolarmente l'avviso posto sulla porta del cesso:



Noi, però, avevamo messo in programma la visita perchè 'o professore ci aveva abbindolati dicendo che questo è l'unico museo nel quale si trova un esemplare visitabile internamente di questo mezzo



Naturalmente, non essendoci la scaletta, il Comet non era visitabile...



I finestrini erano già stati modificati, e non più squadrati, visto che saltavano ed hanno fatto esplodere in volo un paio di esemplari









Accessibile, invece, era questo stupendo Vickers VC10 della United Arab Emirates, antesignana dell'odierna Etihad









Questo il massimo che sono riuscito ad ottenere del cockpit e della cabina







Il museo si completa con 4 piccole sale con altri pezzi, tutti in rigoroso disordine logico





E la testimonianza ultima di quelli che sono i tesori nascosti di questo posto, abbandonati a sè stessi senza uno straccio di indicazione che descriva la loro storia e la loro importanza aeronautica, è rappresentata da quest'ultima immagine



di questo esemplare di aliante, tristemente appeso al soffitto senza alcun cartello esplicativo di cosa si tratti, del quale lascio volentieri a nicolap descrivere la storia e l'importanza che ricopre nell'ambito aeronautico.

E con questo, ho terminato di tediarvi con racconto e fotografie. Statemi bbbuoni.

UPDATE: riceviamo e volentieri - si fa per dire - pubblichiamo (con preghiera di sorvolare sulla didascalia della foto 42)

nicolap ha detto:
Animale puzzolente, le didascalie che devi mettere sono:

Foto 15: Mig 23ML
Foto 16: RF-84F
Foto 17: F-10G Belgium Air Force
Foto 18: Mil Mi-8 Luftwaffe
Foto 19: Mirage III C Armée de l’Air
Foto 20: Saab Draken Svedese
Foto 22: English Electric Canberra RAF
Foto 23: idem
Foto 24: Fairey Gannet AS 4 Royal Navy
Foto 25: idem
Foto 26: Tu-134A Interflug
Foto 27: idem
Foto 28: idem
Foto 29: idem
Foto 30: idem
Foto 31: Mil Mi 6
Foto 32: idem
Foto 33: idem
Foto 34: Vickers Viscount Lufthansa
Foto 35: Nord N 2500 Noratlas
Foto 38 e a seguire: DH 106 Comet 4C, la foto dei motori è: i motori RR Avon Mk 452
Foto 42: ragnatele, come nelle mutande di Dancrane
Foto 51: F-100 Super Sabre USAF, Dh112 Venom svisserotto e Ju 52 Luftwaffe
Foto 39: Bell 205 soccorso tedesco
Foto 40: aliante sperimentale Horten XVc, da cui venne sviluppato l’Horten 229, primo caccia tutto ala a reazione.
 
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venexiano

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Bellissimo report!

Wikipedia parla di 72 passeggeri e 61 membri dell'equipaggio, effettivamente. Ma allora il 1083 a che si riferiva?
Dovrebbe riferirsi al numero di passeggeri trasportati nel primo anno di esercizio, vedi questa pagina sulla storia dell'aeroporto di Francoforte: https://www.frankfurt.de/sixcms/detail.php?id=7109158&_ffmpar[_id_inhalt]=8242032

Bereits am 14. Mai 1936 erreichte die LZ 129 „Hindenburg“ unter der Leitung ihres prominenten Kapitäns Hugo Eckener nach einer Nordamerikafahrt ihren neuen Heimathafen in Frankfurt. Mit der Landung des Zeppelins, die Tausende von Schaulustigen angelockt hatte, war der Flughafen inoffiziell eröffnet. Eckener, der wegen seines internationalen Ansehens und seiner regimekritischen Haltung nicht ins erwünschte Bild passte, sollte auf Anordnung des Reichspropagandaministeriums nicht als Ehrengast der Eröffnung des neuen Luftschiffhafens in der Presse erwähnt werden. Spätestens als der berühmte Zeppelinführer sich in das Goldene Buch der Stadt eintrug, war die Geheimhaltung jedoch nicht mehr durchzuziehen. Zwei Monate später geriet die offizielle Eröffnung des „Flug- und Luftschiffhafens Rhein-Main“ zum perfekten Propagandaakt des nationalsozialistischen Staates. Der neue „Weltflughafen“ in Frankfurt war in aller Munde. Im ersten Geschäftsjahr wies die Bilanz insgesamt 5.270 Starts, 58.010 Fluggäste, 796 Tonnen Post sowie 801 Tonnen Fracht und Gepäck aus; zudem waren per Luftschiff 1.083 Personen, 9,3 Tonnen Post und 9,2 Tonnen Fracht nach Südamerika sowie 2.656 Personen, 8,3 Tonnen Post und 9 Tonnen Fracht nach Nordamerika befördert worden.
Traduzione dell'ultima frase: "Nel primo anno di esercizio [1936] il bilancio fu di 5.270 partenze, 58.010 passeggeri, 796 tonnellate di posta e 801 tonnellate fra merci e bagagli; inoltre, via dirigibile vennero trasportate 1.083 persone, 9,3 tonnellate di posta e 9,2 tonnellate di merci verso il Sudamerica nonché 2.656 persone, 8,3 tonnellate di posta e 9 tonnellate di merci verso il Nordamerica."

Prendendo per buona l'ipotesi che di dirigibile ce ne fosse uno, questa potrebbe essere la risposta...
 

londonfog

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Gran belle foto. La Dan-Air usava una delle ultime versioni del Comet (la II-B mi sembra), nata con i finestrini rotondi. Mi sembra di ricordare che anche BOAC avesse poi la versione con i finestrini rotondi, ma i miei genitori continuarono a non fidarsi del Comet e volare sui DC.6B AZ!

Vorrei anche aggiungere che penso che il VC.10 di United Arab Emirate fosse una versione VIP. Illo tempore esisteva Gulf Air, poi gli emiri volevano i loro giocattoli e nacquero Emirates, Etihad e Oman Air e Gulf Air si ridusse al solo Bahrain. (Forse mi sbaglio, sto andando a memoria).
 

vipero

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Pensa se mettessero un dirigibile a Volandia.
Museo, lago, aeroporto...
'nce manca gnente.
 

Siligio

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Sul Dornier 328 volai in uno spaventoso DRS-ZRH con la ormai defunta Cirrus Airlines. Partenza da DRS innevata, arrivo a Zurigo con una pioggia senza fine. Però ricordo bene la configurazione 2+1 e il simpatico poco spazio a bordo