[TR – Amarcord] BA 747.

13900

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Apro questo thread per raccogliere pensieri, idee, ricordi sui 747 di British Airways. È un TR a episodi, un po’ come quei film di Verdone, e aperto a tutti: chiunque voglia unirsi è ben accetto.

Da parte mia penso di scrivere un paio di ‘avventure’, corredate da foto non sempre relative ai viaggi in questione. Purtroppo, avendo cambiato 5 cellulari in 10 anni (BA dava telefoni aziendali della Madonna!) ho perso un sacco di foto, ma spero che quelle che rimangono saranno tutto sommato gradite. Ho anche pensato di fare una scappata a Hatton X a fotografare ciò che rimane da quelle parti, ma credo che mi verrebbe troppa malinconia.

Il 747 è stato, per me, un aereo iconico. E non solo per me; per chiunque abbia lavorato, o lavori, in BA (ce ne sono diversi su questo forum, credo). Era l’aereo per definizione. Se dovevi infilare un aereo da qualche parte – in una presentazione, o in un business case, ovunque – quell’aereo era per forza di cose il 747 a meno che non fosse necessario usare qualcos’altro. Tutte le visite in rampa che ho fatto culminavano col pushback di un 747, con i motori che si accendono e la bestia che se ne va. Certo, era sorpassato dai tempi, oramai sul viale del tramonto, quello che vi pare. Ma per noi era l’aereo, il prototipo, l’idea stessa di macchina volante. Non vedere più le gobbe al T5 sarà veramente strano.

Vabbè, iniziamo.
 
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13900

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Il primo volo

Mento. Il primo volo su un 744, anzi il primo intercontinentale in assoluto, fu con JAL. JL418, MXP-NRT, quando JAL metteva l’economy sull’upper deck, l’IFE in loop a cassetta con 10 canali. Ricordo le assistenti di volo che portavano birra Sapporo come non ci fosse un domani… ma divago.

Uno dei privilegi dell’essere stato graduate in BA è l’aver fatto l’assistente di volo volontario. (O meglio, l’esser stato offerto volontario). Quel VCC, Volunteer Cabin Crew, creato all’epoca degli scioperi del 2009/10 e rinominato iCSP, in-Flight Customer Support Programme. Il Vostro l’ha fatto agli inizi di Mixed Fleet, quando quelli di Worldwide avevano ancora la carogna addosso per ciò che era successo qualche mese prima il mio arrivo. Al mio arrivo al Crew Report Centre piazzato al T5, un piano sopra l’Arrivals Lounge, ero abbastanza trepidante. Ricordo di essere stato il primo ad avere un volo in roster, nel nostro gruppo di graduates, con tutti che mi avevano chiesto di fargli sapere come sarebbe andata.

Vestito a puntino nella mia divisa nuova nuova, scarpe lucide e borsa con l’occorrente (camicia di riserva, gilet, night stop kit in caso succeda qualcosa di strano), entro nel CRC, passo il badge nel lettore che fa da “timbra-cartellino” e combino il primo casino. Ho due badges, uno da assistente di volo (giallo, bianco e blu, a righe) e uno con l’airside pass (bianco e blu). Ovviamente striscio quello sbagliato, e la macchinetta fa un rumore tipo R2D2 che rutta. Penso al Commissario Auricchio di Fracchia la Belva Umana, rimedio all’errore, accedo al computer che mi aggiorna sugli ultimi OMNs e consulto lo schermo che mi dice dove devo andare. BA233, LHR-DME, briefing room numero 5.

Sono, devo ammetterlo, abbastanza contento di aver pescato il BA233. LHR-DME-LHR, un “there-and-back” dato che la Russia chiede il visto agli assistenti di volo britannici. È una fatica, report alle 7:30 e fine giornata verso le 18:30, ma almeno sarà breve nel caso ci sia gente non proprio gentile. E l’inizio non è dei migliori.

Le briefing rooms al T5 sono dei cubotti ciechi, muri in cartongesso e, se va bene, una parete vetrata ma con una pellicola che rende invisibile ciò che sta fuori (ossia il caos organizzato del CRC). Ci metto un po’ a trovare la stanza, vado a sbattere dentro ai piloti che stanno stampando cose ai computer appena fuori la stanza, ed entro.

Dentro ci sono già cinque persone, e l’atmosfera è glaciale. Due donne – le prototipiche assistenti di volo Worldwide, cinquantenni inglesi – leggono il Daily Mail. Due uomini parlano di swaps, del tal Cabin Service Director e di un IBM – Inflight Business Manager. L’ultimo è un tizio che sta giocherellando col portachiavi del sindacato, BASSA. Poco a poco arrivano tutti, ultimo il CSD, e quello che gioca col sindacato dice ad alta voce ”Thank God management has come back to their senses and have put 15 people back on the 74!”. Siamo in quindici (io sono in sovrannumero) e, nel 2009, pare che abbiano ridotto i complementi a 14 per ridurre i costi. Poi si gira verso di me e fa ”Unless we’ve got another amateur”. Tutti mi guardano e il CSD commenta ”Ah sure, I forgot. We’ve got a volunteer here” e indica il sottoscritto.

Iniziamo bene.

Comunque, facciamo il briefing, mi introduco, domande di rito (a tutti viene fatta una domanda sulle procedure mediche/di sicurezza), arrivano i piloti, dicono due parole, si assegnano le posizioni (io vengo piazzato sull’upper deck, in compagnia di altre due signore, anche se dovrò aprire e chiudere le porte del main deck come da regolamento per completare la mia qualifica), e poi si va all’aereo.

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I 747, e credo anche i 777, hanno un odore specifico. 8200, che ne sa più di me lavorandoci su sul serio, la chiama “puzza di Boeing”. Non so come descriverla: è una specie di misto – cibo, detergenti, odori più o meno misteriosi – che pervade gli ultimi metri della jetway. Non c’è sugli Airbus, nemmeno sui 787. È qualcosa di profondamente British Airways, veramente Boeing. A quei tempi era un odore nuovo per me, e non l’avrei nemmeno notato se Carmen, una delle due colleghe dell’upper deck, non mi avesse dato di gomito e mi avesse detto “Lo senti quest’odore? Non lo leverai mai dall’uniforme, mai”.

Il boarding passa in fretta, chiudo la porta senza fare casini e prendo posto di sopra. Fatta la demo, rulliamo verso la pista, pronti al decollo; lí arriva la chiamata dal cockpit ”13900 please come over to the flight deck”. Mi sono dimenticato che, per il mio primo volo, decollo e atterraggio saranno in cockpit. Le due colleghe mi dicono che, su questo 747 (G-BYGG) devo dare una bella spinta alla porta per aprirla. ’’Give it a good kicking, love’ è la raccomandazione. Mi fiondo alla porta, pigio il codice, guardo nella telecamera, sento la porta che si apre e, come suggerito, la apro alla Terence Hill. Funziona.

Il cockpit del 747 è un capolavoro di vista e di beige. Quattro poltrone beige; pannelli di metallo, beige. Un sacco di pulsanti, manopole, switches e lucine costellano il soffitto e, in mezzo, la console centrale. Prendo posto sul quarto sedile, dietro al primo ufficiale. A sinistra c’è il Capitano, una signora sulla cinquantina estremamente gentile.

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C’è qualcosa di strano, penso mentre mi metto le cuffie. Sono stato sul cockpit 747 solo una volta in precedenza, per la visita in hangar. Mi guardo intorno mentre sento in frequenza il ciacolio della torre; la botola di emergenza è sempre lì, con le sue quattro maniglie frenanti; il pertugio per la toilette privata dei piloti e il crew rest è dove deve essere. Dopo un po’ mi viene in mente. “C’è un sacco di spazio, qui”, noto. Effettivamente tra il sedile del capitano e quello immediatamente dietro c’è un oceano di spazio. La Capitano(a?) fa una risata e commenta che, per toccare i pedali, deve praticamente spostare il sedile completamente in avanti. L’FO, che è alto un metro e novanta, siede un bel po’ più indietro.

La vista è incredibile. Siamo in coda dietro ad altri aerei, in marcia verso 27L. Davanti a noi c’è un filotto di lesser aircrafts, così definiti dall’FO, e noi siamo più in alto di tutti. Le finestre ci avvolgono quasi interamente. Intorno a noi è una classica giornata di giugno in Inghilterra: nuvole basse, vento forte e pioggia. Sento il 74 ondeggiare sotto le raffiche di vento. Il rumore dei motori, quando finalmente accendiamo tutti e quattro gli RB211, è remoto ma presente, una sensazione che pervade il deretano e si irradia su per la schiena.

La Capitana è in carico del decollo. Tutto è pronto, siamo a bordo pista, in attesa che la turbolenza di scia di un aereo precedente si levi. Lei indica lo schermo del weather radar, quasi interamente dipinto di giallo e con una grossa macchia rossa proprio in mezzo. “Ecco, io vorrei cercare di evitare quell’affare”.

Arriva il momento, possiamo partire. Capitana e FO spingono insieme le manette e Golf Golf reagisce. Per prima cosa noto le cifre del consumo di carburante che impazziscono e, poi, il rumore. L’aereo vibra, si scuote, scricchiola e, poco a poco, inizia a muoversi. Corriamo lungo la pista a velocità sempre più forte, anche se da quassù sembra quasi non importare, sembra di essere solo spettatori. Poi sento la parola magica, ”Rotate”, e iniziamo a salire. Il muso si alza, tutto l’aereo dietro, e siamo in aria. La sensazione è di estrema facilità, quasi come se GG fosse un animale che ha deciso di portarci in aria perché ne ha voglia e non perché gliel’abbiamo ordinato noi. Fendiamo le nuvole con sicumera, senza magari la rabbia di un 777-300ER ma con molta più regalità. Non per niente è la Regina, questa.

Usciamo dalle nuvole e s’è fatta ora di guadagnarsi la pagnotta. L’FO mi chiede se voglio venire per l’arrivo a Londra, che farà lui, e promette un approccio sulla città. Non vedo l’ora.

Il servizio passa in fretta, con tanto di nobildonne russe con labbra e seni pompati a 500 atmosfere che, avendo ordinato il solo fruit platter come piatto speciale, pretendono di avere la bistecca e poi cercano di entrare in First. Atterriamo a Mosca in orario e ci raduniamo in First, avendo avuto cura di portarci dietro tutti i nostri averi. ”If it’s not nailed to the walls the Domodedovo cleaners will nick it” è il commento di uno dei colleghi. L’ambiente è più rilassato, ora, e non sono più ‘il nemico’. Meno di un’ora dopo lo sbarco siamo pronti per ritornare in aria.

Sul volo di ritorno l’Upper Deck è pieno di businessmen inglesi dall’aria oltremodo incazzuta, ma sbrighiamo il servizio in quattro e quattr’otto; quasi tutti vogliono solo o alcol o caffè, i laptop sono tutti accesi e, in cabina, si sente solo il pigiare furioso di decine di dita sulle tastiere. Quando mancano venti minuti all’atterraggio mettiamo in sicurezza la cabina, ripetiamo almeno 15 volte che i laptop vanno messi via, e arriva il momento di atterrare.

Il tempo a Londra è migliorato: c’è lo stesso vento dell’andata, ma almeno le nuvole si sono allontanate e c’è un po’ di sole. Arriviamo da nord-est dopo un po’ di holding prima di girare sopra al parco olimpico – le Olimpiadi sono ancora lontane, vediamo i lavori intorno allo stadio – e poi ci allineiamo verso la pista.

La visuale di sotto non è delle migliori, almeno dove sono io, ma da davanti è epica. Possiamo vedere altri due aerei davanti a noi, un 77W asiatico e un 77E dell’azienda. In radio si sente dire qualcosa sulle velocità del vento, rischio di wind shear. L’FO e la Capitana notano che siamo davvero ai limiti. Il 77W davanti a noi è molto angolato e arriva verso la pista a un angolo di quasi 20 gradi rispetto alla 27L (da cui, peraltro, siamo decollati la mattina). Non ho mai visto niente del genere e sono letteralmente incollato allo spettacolo. Balliamo discretamente e, mi rendo conto, stiamo arrivando anche noi veramente angolati.

La Capitana dice all’FO di aspettarsi un bel po’ di vento di traverso a poche centinaia di metri dal threshold. Entrambi sono così tranquilli e rilassati che lo sono anche io. Passiamo sopra a Hatton X e prendiamo uno scossone mica da ridere. La Capitana dice all’FO ”It’s your call” e lui fa qualcosa tipo “ce l’ho”. Posiamo il main gear, poi reverse e nose gear e siamo fuori dalla pista in un attimo. Il mio primo – e al momento ultimo – atterraggio in cockpit è andato.



G-BYGG è uno dei super Hi-J con nuovi interni e IFE Panasonic eX3. Al momento è parcheggiato a LHR, in attesa - purtroppo - della sua dismissione.
 

fabrizio72

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Grazie 13900,
Bellissima testimonianza.
Interessante sapere che i Graduates in BA fanno esperienza anche in cabina, devo dire che è un approccio molto britannico (lo riconosco in quanto anche io lavoro per un'azienda britannica).
Aspettimao altre testimonianze.
Ciao
 

Seaking

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1 Febbraio 2012
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No vabbè, solo ora tiri fuori sto racconto?
Bellissima testimonianza non solo della tua esperienza personale ma anche di come seriamente venisse presa la formazione dei Graduate in BA anni fa.
Mi auguro sia ancora su livelli decenti.

Comunque il tuo stile di scrittura mi fa morire dal ridere, a tratti sembri uscito da una striscia di Rat-Man!

Extremely well done, as usual!
 

londonfog

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8 Luglio 2012
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Londra
Grande. Io posso parlare di cose storiche.

Da liceale andavo un mese all'anno in Inghilterra. Di solito l'andata era un BLQ-xxx-LHR Itavia+BEA, il ritorno lo cambiavo regolarmente per usare una delle tante (allora) quinte liberta' in Europa e provare un aereo nuovo (per me) o una linea aerea nuova. Un'anno avevo trovato una soluzione quasi epica LHR-ZRH-FCO con BA (nel senso di BOAC) con un 747 fino a ZRH e Swissair (prima volta) con un DC.9/30 (Credo)fino a Roma.

Non ricordo piu' se il B.747 della BOAC fosse serie 100 o 200, i miei "nonni onorari" inglesi mi accompagnano a Heathrow e mi scaricano al Terminal 3, baci e abbracci e vado a cercare il check-in in quella bolgia che era il Terminal 3 all'epoca (tutti i voli intercontinentali da LHR partivano da li). Coda per il check-in, il volo finiva in Australia dopo una lunga serie di scali, consegno la valigia e rispondo allo sguardo stupito dell'addetta al check-in dicendo che volevo provare il 747 BOAC, l'addetta molto materna mi dice che mi ha messo la nota 'suitable for upgrade', se riesce mi fara' trovare la nuova carta d'imbarco al gate.

Avevo gia' volato su un B.747 Air India (LHR-GVA, credo sia in uno dei miei TR Amarcord) ma alla domanda se era la prima volta su un B747 non dissi di no (dopo tutto era la prima volta su un B.747 BOAC). Prima che inizi l'imbarco sento chiamare il mio nome, mi presento e... sono al posto 1A. Un'upgrade galattico! Il posto era prenotato da Zurigo, non so se io ispirassi un senso materno o se avessero pieta' di questo pazzo che andava a Roma passando da Zurigo solo per volare su un 747.

L'aereo si muove, non c'erano le code interminabili degli anni 90 ma comunque aspettiamo un po' prima di decollare. Io sono praticamente incollato al finestrino, mi godo il decollo dal posto 1A, quasi la stessa visuale orrizzontale del pilota (Fabrizio, lo so che non e' proprio cosi' ma era quello che pensavo allora! :) ). I motori mi sembrano molto silenziosi e, comunque, vedere il decollo da una posizione nuova era fantastico. Probabilmente avevo un sorriso che andava da un'orecchio all'altro.

Volo breve, non mi ricordo se ci fosse stato un servizio di bordo, ricordo l'atterraggio a Zurigo con vista semi-frontale. Parcheggiamo ai remoti, ero l'unico a scendere. Con le hostess che mi chiedevano se mi fosse piaciuto. L'unico passeggero che scende dalla scala interminabile del 747! Interpista solo per me, passo ai transiti e vado a prendere la carta d'imbarco per Roma. Mentre aspetto di salire sul DC.9/30 Swissair vedo decollare il B.747. Per la prima volta in vita mia sono stupito dall'impressione di leggerezza di quell'aereo cosi' grande. Dico la prima volta perche' e' una sensazione che ho sempre avuto ogni volta che ho visto decollare la regina.

In tutto, sono stato su 747 Air India, BOAC, British Airways, KLM, Swissair, Air France, Pan Am, TWA, Varig, MAS, Virgin Atlantic, Qantas
 

sducati

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25 Ottobre 2011
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...”13900 please come over to the flight deck”....

Che figata di storia.

Scusa la mia ignoranza ma sul serio ti hanno chiamato con 13900?


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13900

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Il regalo che non t’aspettavi

Veniamo a una storia un po’ più triste. È il 2014, agosto per essere precisi, e mia mamma è mancata da circa una settimana. Tra le mille cose da fare mi rendo conto che non ho ancora cancellato i voli di Emirates.

Che c’entra Emirates con il 747? Un momento, un momento che ci arrivo. Mia mamma ha sempre volato poco: il lavoro, mia nonna che non stava bene, questo e quello… ma le sarebbe sempre piaciuto “provare un aereo grosso”, come diceva lei. E, di ‘grossi’, c’è l’A380! Per cui pianifichiamo una sorpresa: andata e ritorno sul 380, da Malpensa a Dubai, un paio di notti in un grattacielo, ritorno. Volo comprato a febbraio; a quel tempo sembrava tutto a posto, il tumore per cui aveva fatto sei cicli di chemio in remissione. Poi però… una visita di controllo cambia tutto e, prima di Ferragosto, mia mamma muore a 62 anni e senza essere salita su un A380.

Chiamo il call centre di Emirates e il suo volo viene cancellato in quattro e quattr’otto, con tanto di scuse e condoglianze. Il mio, invece, non va. A quanto pare ho comprato andata e ritorno separati – come, non lo so. Rimane l’andata, a cancellarla ci guadagnerei si e no 30 euro. Decido di tenerla e, sbrigato tutto quello che si può sbrigare, parto e vado a Malpensa.

Il volo su EK è completamente dimenticabile. Il tanto annunciato 380 è diventato un 777-300, nemmeno ER, e a Dubai non so cosa fare. Vedo un amico, beviamo una birra in un hotel, e decido di tornare a Londra prima. Apro il PC, vado su staff travel, prendo il secondo BA della serata, BA106 dell’01:55. Decido di provare a prendere anche Royal Brunei e Qantas, tanto per. L’umore non è dei migliori.

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Vado all’aeroporto, e le cose vanno di male in peggio. Qantas è piena; non succede mai, mi dicono, ma tant’è. Di Royal Brunei non c’è traccia da nessuna parte, al T1. Gira e rigira e finisco in una specie di sottoscala, dove trovo l’ufficio del caposcalo. Il quale mi vede, fa ”Ours?”. Capisco che mi chiede se sono collega suo. Dico di no. Lui risponde ”You listed?” Non faccio in tempo a dirgli di no, e se per cortesia non può listarmi lui, che mi fa ”Go away, fly another day”. Grazie, gentilissimo.

Il volo BA è pieno. Tre quarti di inglesi che tornano dalle ferie – mai capirò cosa spinga la gente a venire qui – e il resto somali di Acton che, giuro, volavano Daallo Airlines per Hargeisa e Mogadiscio. A quanto pare ci sono agenti di viaggio che riescono a creare interlines con BA. Mai saputo. Sta di fatto che mi danno un posto, uno splendido 33E in Traveller, pure middle seat. Inizio a dirmi che forse mi conveniva prendere il BA581.

Passo i controlli e vado verso i gate. Cerco un bar, o un posto tranquillo e non trovo né uno né l’altro. Alla fine giunge il momento di andare al gate, che è un affare alla Terminal 3, con una specie di podio all’ingresso, un’area di attesa con un centinaio di sedie e, in fondo, la porta che dà verso l’aereo. La zona straripa di gente, bambini che urlano, cose che volano. Mi appropinquo al gate, sbologno carta d’imbarco e passaporto, e aspetto con pazienza bovina. È quasi l’una di notte, sono abbastanza stanco. Al punto da non rendermi conto del ‘biiiiip’ rosso sul lettore, del fatto che l’addetta sta ristampandomi la carta d’imbarco. Arraffo il malloppo e mi metto in piedi in un angolo. Solo in quel momento mi decido a guardare la nuova carta d’imbarco. Magari mi hanno messo in un posto corridoio, si sa mai.

No, finestrino. 13K.

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Un momento… 13K? Non può essere. Club?! A me? Riguardo il biglietto, casomai avessi sbagliato qualcosa – esiste il premium standby, magari ho sbagliato a comprare? No, la priorità è sempre quella, M. Non dovrebbe succedere, non è mai successo, a rigor di logica (e di business rules, che sto tra l’altro lavorando a risistemare in quei giorni) non dovrebbe succedere. Prima si fa upgrade ai paganti, poi ai barboni. E al massimo potrei salire a Traveller Plus. Mi giro intorno tipo John Travolta in quella scena del film di Tarantino che è diventata un meme, e decido di stare zitto.

Salgo a bordo, e mi spaparanzo nel mio cubicolo. Partiamo, e nessuno cena. Sono quasi le due di notte. Abbasso il sedile e, per un po’, sto lì così, ad occhi aperti, a guardare fuori dai finestrini che ho lasciato ancora aperti. Non si vedono stelle, se non qualcosina ogni tanto. Le luci stroboscopiche della winglet si riflettono nelle cornice degli oblò. Mi piace pensare che questa botta di c*lo sia successa per un motivo, che – da qualche parte, al centro della singolarità o oltre l’event horizon – ci sia la Gianfi, mia mamma, sul divano assieme al cane, un pacco di compiti in classe da correggere, le lenti bifocali e l’espressione che usava per darmi del somaro.

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L'aereo di questa storia era G-BNLE, un 'giovanotto' del 1989 in configurazione Hi-J (14F 70J 30W 177M), dismesso, se non erro, nel 2016 e ora a riposo a Victorville.
 
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Grazie 13900,
Bellissima testimonianza.
Interessante sapere che i Graduates in BA fanno esperienza anche in cabina, devo dire che è un approccio molto britannico (lo riconosco in quanto anche io lavoro per un'azienda britannica).
Aspettimao altre testimonianze.
Ciao
Grazie a te omonimo! Concordo, è un'ottima cosa da farsi, come training.

No vabbè, solo ora tiri fuori sto racconto?
Bellissima testimonianza non solo della tua esperienza personale ma anche di come seriamente venisse presa la formazione dei Graduate in BA anni fa.
Mi auguro sia ancora su livelli decenti.

Comunque il tuo stile di scrittura mi fa morire dal ridere, a tratti sembri uscito da una striscia di Rat-Man!

Extremely well done, as usual!
Grazie Seaking. Ti dirò, per il "mio" grad programme, quello in general business, la regola è e rimane quella di fare sempre customer service. Sia a terra che in volo.

:) Racconto meraviglioso!
Grazie per leggere!

L'aereo si muove, non c'erano le code interminabili degli anni 90 ma comunque aspettiamo un po' prima di decollare. Io sono praticamente incollato al finestrino, mi godo il decollo dal posto 1A, quasi la stessa visuale orrizzontale del pilota (Fabrizio, lo so che non e' proprio cosi' ma era quello che pensavo allora! :) ). I motori mi sembrano molto silenziosi e, comunque, vedere il decollo da una posizione nuova era fantastico. Probabilmente avevo un sorriso che andava da un'orecchio all'altro.

Volo breve, non mi ricordo se ci fosse stato un servizio di bordo, ricordo l'atterraggio a Zurigo con vista semi-frontale. Parcheggiamo ai remoti, ero l'unico a scendere. Con le hostess che mi chiedevano se mi fosse piaciuto. L'unico passeggero che scende dalla scala interminabile del 747! Interpista solo per me, passo ai transiti e vado a prendere la carta d'imbarco per Roma. Mentre aspetto di salire sul DC.9/30 Swissair vedo decollare il B.747. Per la prima volta in vita mia sono stupito dall'impressione di leggerezza di quell'aereo cosi' grande. Dico la prima volta perche' e' una sensazione che ho sempre avuto ogni volta che ho visto decollare la regina.

In tutto, sono stato su 747 Air India, BOAC, British Airways, KLM, Swissair, Air France, Pan Am, TWA, Varig, MAS, Virgin Atlantic, Qantas
Chebbotta di c*lo! Certo che fare un volo europeo sul 747 è una gran cosa...

...”13900 please come over to the flight deck”....

Che figata di storia.

Scusa la mia ignoranza ma sul serio ti hanno chiamato con 13900?


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Ciao sducati! No, hanno demolito il mio nome... Comunque col "telefono" di bordo.
 

Viking

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Il regalo che non t’aspettavi

Veniamo a una storia un po’ più triste. È il 2014, agosto per essere precisi, e mia mamma è mancata da circa una settimana. Tra le mille cose da fare mi rendo conto che non ho ancora cancellato i voli di Emirates.

Che c’entra Emirates con il 747? Un momento, un momento che ci arrivo. Mia mamma ha sempre volato poco: il lavoro, mia nonna che non stava bene, questo e quello… ma le sarebbe sempre piaciuto “provare un aereo grosso”, come diceva lei. E, di ‘grossi’, c’è l’A380! Per cui pianifichiamo una sorpresa: andata e ritorno sul 380, da Malpensa a Dubai, un paio di notti in un grattacielo, ritorno. Volo comprato a febbraio; a quel tempo sembrava tutto a posto, il tumore per cui aveva fatto sei cicli di chemio in remissione. Poi però… una visita di controllo cambia tutto e, prima di Ferragosto, mia mamma muore a 62 anni e senza essere salita su un A380.

Chiamo il call centre di Emirates e il suo volo viene cancellato in quattro e quattr’otto, con tanto di scuse e condoglianze. Il mio, invece, non va. A quanto pare ho comprato andata e ritorno separati – come, non lo so. Rimane l’andata, a cancellarla ci guadagnerei si e no 30 euro. Decido di tenerla e, sbrigato tutto quello che si può sbrigare, parto e vado a Malpensa.

Il volo su EK è completamente dimenticabile. Il tanto annunciato 380 è diventato un 777-300, nemmeno ER, e a Dubai non so cosa fare. Vedo un amico, beviamo una birra in un hotel, e decido di tornare a Londra prima. Apro il PC, vado su staff travel, prendo il secondo BA della serata, BA106 dell’01:55. Decido di provare a prendere anche Royal Brunei e Qantas, tanto per. L’umore non è dei migliori.

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Vado all’aeroporto, e le cose vanno di male in peggio. Qantas è piena; non succede mai, mi dicono, ma tant’è. Di Royal Brunei non c’è traccia da nessuna parte, al T1. Gira e rigira e finisco in una specie di sottoscala, dove trovo l’ufficio del caposcalo. Il quale mi vede, fa ”Ours?”. Capisco che mi chiede se sono collega suo. Dico di no. Lui risponde ”You listed?” Non faccio in tempo a dirgli di no, e se per cortesia non può listarmi lui, che mi fa ”Go away, fly another day”. Grazie, gentilissimo.

Il volo BA è pieno. Tre quarti di inglesi che tornano dalle ferie – mai capirò cosa spinga la gente a venire qui – e il resto somali di Acton che, giuro, volavano Daallo Airlines per Hargeisa e Mogadiscio. A quanto pare ci sono agenti di viaggio che riescono a creare interlines con BA. Mai saputo. Sta di fatto che mi danno un posto, uno splendido 33E in Traveller, pure middle seat. Inizio a dirmi che forse mi conveniva prendere il BA581.

Passo i controlli e vado verso i gate. Cerco un bar, o un posto tranquillo e non trovo né uno né l’altro. Alla fine giunge il momento di andare al gate, che è un affare alla Terminal 3, con una specie di podio all’ingresso, un’area di attesa con un centinaio di sedie e, in fondo, la porta che dà verso l’aereo. La zona straripa di gente, bambini che urlano, cose che volano. Mi appropinquo al gate, sbologno carta d’imbarco e passaporto, e aspetto con pazienza bovina. È quasi l’una di notte, sono abbastanza stanco. Al punto da non rendermi conto del ‘biiiiip’ rosso sul lettore, del fatto che l’addetta sta ristampandomi la carta d’imbarco. Arraffo il malloppo e mi metto in piedi in un angolo. Solo in quel momento mi decido a guardare la nuova carta d’imbarco. Magari mi hanno messo in un posto corridoio, si sa mai.

No, finestrino. 13K.

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Un momento… 13K? Non può essere. Club?! A me? Riguardo il biglietto, casomai avessi sbagliato qualcosa – esiste il premium standby, magari ho sbagliato a comprare? No, la priorità è sempre quella, M. Non dovrebbe succedere, non è mai successo, a rigor di logica (e di business rules, che sto tra l’altro lavorando a risistemare in quei giorni) non dovrebbe succedere. Prima si fa upgrade ai paganti, poi ai barboni. E al massimo potrei salire a Traveller Plus. Mi giro intorno tipo John Travolta in quella scena del film di Tarantino che è diventata un meme, e decido di stare zitto.

Salgo a bordo, e mi spaparanzo nel mio cubicolo. Partiamo, e nessuno cena. Sono quasi le due di notte. Abbasso il sedile e, per un po’, sto lì così, ad occhi aperti, a guardare fuori dai finestrini che ho lasciato ancora aperti. Non si vedono stelle, se non qualcosina ogni tanto. Le luci stroboscopiche della winglet si riflettono nelle cornice degli oblò. Mi piace pensare che questa botta di c*lo sia successa per un motivo, che – da qualche parte, al centro della singolarità o oltre l’event horizon – ci sia la Gianfi, mia mamma, sul divano assieme al cane, un pacco di compiti in classe da correggere, le lenti bifocali e l’espressione che usava per darmi del somaro.

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L'aereo di questa storia era G-BNLE, un 'giovanotto' del 1989 in configurazione Hi-J (14F 70J 30W 177M), dismesso, se non erro, nel 2016 e ora a riposo a Victorville.
Fabri, mi dispiace molto per tua madre.
 

13900

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Fabri, mi dispiace molto per tua madre.
Grazie! Già che ne parliamo, mia mamma è morta di un tumore al seno, un tumore che - se preso per tempo - sarebbe stato curabile, ma lei non ha mai fatto controlli. Se avete madri/mogli/zie/cugine/suocere di una certa età, raccomandate loro di fare dei controlli.

A prescindere da ciò che è successo, coglierei l'occasione per dire di nuovo grazie (e l'ho fatto di persona) il personale dell'ASL di Biella, del reparto di Oncologia e del team per le cure palliative, sempre di Biella, oltre che i volontari del fondo Edo Tempia. Mia mamma ha convissuto per sei anni con un tumore che non poteva essere curato del tutto, ma ha vissuto con ottimi standard di vita, facendo ciò che voleva fare (insegnare), il tutto a costo praticamente zero per noi. Ricordo che, per esempio, seguì un ciclo di cure con un nuovo tipo di farmaco; parlandone al lavoro, una collega mi disse che sua sorella era morta da qualche tempo di cancro al seno; l'NHS di Ealing, e così anche quelli del resto di Londra ovest, non lo passavano per motivi finanziari. Biella... si. Mi ha dato di sicuro da pensare.
 
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edag75

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Grazie! Già che ne parliamo, mia mamma è morta di un tumore al seno, un tumore che - se preso per tempo - sarebbe stato curabile, ma lei non ha mai fatto controlli. Se avete madri/mogli/zie/cugine/suocere di una certa età, raccomandatele (?) di fare dei controlli.

A prescindere da ciò che è successo, coglierei l'occasione per dire di nuovo grazie (e l'ho fatto di persona) il personale dell'ASL di Biella, del reparto di Oncologia e del team per le cure palliative, sempre di Biella, oltre che i volontari del fondo Edo Tempia. Mia mamma ha convissuto per sei anni con un tumore che non poteva essere curato del tutto, ma ha vissuto con ottimi standard di vita, facendo ciò che voleva fare (insegnare), il tutto a costo praticamente zero per noi. Ricordo che, per esempio, seguì un ciclo di cure con un nuovo tipo di farmaco; parlandone al lavoro, una collega mi disse che sua sorella era morta da qualche tempo di cancro al seno; l'NHS di Ealing, e così anche quelli del resto di Londra ovest, non lo passavano per motivi finanziari. Biella... si. Mi ha dato di sicuro da pensare.
Questa riflessione, oltre i racconti meravigliosi che ci stai condividendo, ti rendono una persona speciale, e anche se non ho il piacere di conoscerti personalmente, sono convinto sia così.
 

13900

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Questa riflessione, oltre i racconti meravigliosi che ci stai condividendo, ti rendono una persona speciale, e anche se non ho il piacere di conoscerti personalmente, sono convinto sia così.
Troppo gentile! :)
 

Reietto

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a 9 km da Cag
Un abbraccio a te e un piccolo fiore per la signora Gianfi.

Per il resto grazie per come scrivi e racconti perché grazie a te anche noi piccoli appassionati veniamo messi a conoscenza delle dinamiche che intervengono nello svolgimento del tuo/vostro lavoro. Le tue parole mi hanno trasportato nei cubicoli del T3 e a bordo della Regina e ho quasi sentito il rumore e la spinta dei 4 motori.

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Flyfan

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Io non sono capace di raccontare come 13900, che ringrazio anche per aver condiviso ricordi anche così privati e dolorosi. Ma i suoi ricordi mi hanno fatto tornare indietro al mio primo intercontinentale nel '92, proprio con BA sulla LIN-LHR-ORD, per andare a trovare i parenti americani che gentilmente si erano offerti di ospitarmi. Ricordo ancora le emozioni di quei voli, prima su un 757 da LIN a LHR, e poi sul 747 per ORD, e il T4 avvicinarsi durante il trasferimento con lo shuttle, e tutti quei bestioni allineati al terminal. Ricordo ancora la sagoma del Concorde parcheggiato che ero riuscito a scorgere. Pura fantascienza per me, che ero abituato al massimo agli MD-80 locali, salire sul Jumbo per volare oltroceano, e all'arrivo le strane domande dell'immigrazione USA, dopo lunga fila, sull'eventuale trasporto di salami...ma che ne sapevo dei salami da non importare all'epoca, e che comunque non avevo, e poi tutto il resto... Quante emozioni, e quanto tornerei indietro.
 
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aamilan

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Bellissima tetimonianza, narrata egregiamente come al solito e con particolari sempre interessanti. Biella li, come si usa dre :)
 

foxtrot bravo

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Gennaio 1999. Era per me un volo speciale, BOS-LHR-BLQ. Ero stato per un un semestre di scambio dottorandi ad Harvard, ma li' mi chiesero di rimanere, poi un semestre diventarono 18 anni, prima ad Harvard, poi MIT ed infine Columbia a NY, per 15 anni. Tornavo in Italia per poche settimane per dirlo ai miei e per dire anche che mi ero fidanzato con una collega. Ero abbastanza ansioso per trovare le parole giuste a rendere la notizia meno traumatica, anche se poi venne accolta con grande entusiasmo (soprattutto per la prima notizia...). BA in quegli anni offriva biglietti fra BOS e l'Italia a prezzi molto bassi, AZ invece era sempre piu' cara, come anche LH, l'unica alternativa era Sabena, ma BA aveva piu' voli e poi, soprattutto, offriva il benefit del 747 (AZ lo mandava sporadicamente, il piu' delle volte era il 767 o MD-11) e spesso il 757 fra LHR e BLQ. Quella sera mi tocco' un 747-100 (fu anche l'ultima volta che ci volai), strapieno di passeggeri e fu uno dei voli piu' turbolenti della mia vita, con urla, pianti e vomiti e ripetuti messaggi dal cockpit tesi a tranquillizzarci (it's just a strong wind). Dal finestrino vedevo ali e motori ondulare con la loro tipica asincronia, sapevo che doveva essere cosi' e sapevo che comunque volavo sul 747. Mi ricordo inoltre il FO aprire una botola nel mezzo del corridoio ed ispezionarla con una pila, non ho idea per quale motivo. Arrivai a LHR stanchissimo, ma l'ansia era passata, avevo avuto l'ennesima prova di come l'uomo, attraverso la ricerca, avesse raggiunto traguardi tecnologici incredibili. Usai queste parole con i miei, e funziono'. Thanks queen of the sky.
 
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#13900

Come dicevano i Krankies, semplicemente fandabidozi. In assenza di uno dei soliti masterpieces da Caucaso e dintorni, questo è un vero treat.

Grazie F

G
 

londonfog

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Londra
Gennaio 1999. Era per me un volo speciale, BOS-LHR-BLQ. Ero stato per un un semestre di scambio dottorandi ad Harvard, ma li' mi chiesero di rimanere, poi un semestre diventarono 18 anni, prima ad Harvard, poi MIT ed infine Columbia a NY, per 15 anni. Tornavo in Italia per poche settimane per dirlo ai miei e per dire anche che mi ero fidanzato con una collega. Ero abbastanza ansioso per trovare le parole giuste a rendere la notizia meno traumatica, anche se poi venne accolta con grande entusiasmo (soprattutto per la prima notizia...). BA in quegli anni offriva biglietti fra BOS e l'Italia a prezzi molto bassi, AZ invece era sempre piu' cara, come anche LH, l'unica alternativa era Sabena, ma BA aveva piu' voli e poi, soprattutto, offriva il benefit del 747 (AZ lo mandava sporadicamente, il piu' delle volte era il 767 o MD-11) e spesso il 757 fra LHR e BLQ. Quella sera mi tocco' un 747-100 (fu anche l'ultima volta che ci volai), strapieno di passeggeri e fu uno dei voli piu' turbolenti della mia vita, con urla, pianti e vomiti e ripetuti messaggi dal cockpit tesi a tranquillizzarci (it's just a strong wind). Dal finestrino vedevo ali e motori ondulare con la loro tipica asincronia, sapevo che doveva essere cosi' e sapevo che comunque volavo sul 747. Mi ricordo inoltre il FO aprire una botola nel mezzo del corridoio ed ispezionarla con una pila, non ho idea per quale motivo. Arrivai a LHR stanchissimo, ma l'ansia era passata, avevo avuto l'ennesima prova di come l'uomo, attraverso la ricerca, avesse raggiunto traguardi tecnologici incredibili. Usai queste parole con i miei, e funziono'. Thanks queen of the sky.
Mi hai fatto ricordare un volo JFK-FRA su un 747 Pan Am. Ero molto stanco e mi feci tutto un sonno, quando mi svegliai chiesi la colazione e la hostess mi rispose che io ero l'unico passeggero a non aver vomitato, o urlato, o pregato alla madonna.
 
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