Thread ITA Airways giugno 2022


Paolì

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Cioè, una persona mente alla propria azienda da e la colpa è di quest’ultima?!? Ho capito bene il tuo/vostro ragionamento?
Se così il mondo ha finito di cappottarsi.
Non è esattamente così, la colpa è di entrambe le parti. Soltanto che mentre col dipendente la questione è finita con il licenziamento, in ITA rimane il problema, che anzi si accentua, di avere un ambiente in cui i propri dipendenti avendo paura di ritorsioni preferiscono mentire piuttosto che ammettere gli errori. Ti faccio un esempio successo nella mia compagnia precedente. Un av ha aperto la porta di un 320 e ha dispiegato lo scivolo perché si era dimenticato di controllare che la porta fosse stata disarmata. Dato che in questa compagnia tutto sommato c'è una cultura molto buona sul come comportarsi di fronte a un errore umano (sia dal lato della compagnia sia dal lato del lavoratore), il dipendente in questione ha spiegato per filo e per segno i motivi che lo hanno portato a commettere questo errore, ed essendo stato lui in prima persona, il rapporto ricevuto è stato molto più accurato di quanto avrebbe potuto scrivere un testimone. È venuto fuori che questa persona era molto stanca per dei turni che nonostante fossero in linea con le FTL erano umanamente molto pesanti da sopportare e che era necessaria una rinfrescata alle procedure specialmente nei casi in cui la porta viene riaperta prima del volo per qualche motivo dopo essere stata chiusa e armata. In tutto ciò, nonostante diverse migliaia di euro di danni il dipendente non è stato punito, perché anzi ha fatto venir fuori degli spunti su cui imparare tutti.
In poche parole, tu come compagnia aerea devi incoraggiare i tuoi equipaggi a segnalare ogni anomalia assicurando loro che non ci saranno conseguenze disciplinari, perché la maggior parte degli incidenti aerei avvengono per fattori umani, e avere un clima aziendale in cui c'è paura di essere sospesi o licenziati per aver fatto errori involontari riduce moltissimo la capacità di imparare dagli errori e migliorare la sicurezza e il benessere di tutti. Un Comandante prima di mentire su questioni tecniche e far partire le investigazioni del caso deve essere veramente terrorizzato dall'idea di ammettere di essersi addormentato, e in una compagnia aerea che ci tiene alla sicurezza, questo non dovrebbe neanche passare per la testa di un dipendente. Un comandante poi, ha sicuramente molta più esperienza e capacità di valutare la situazione di un cadetto appena uscito da un simulatore che magari per paura mente, quindi tutto ciò appare molto molto sospetto.
In 2 delle 3 compagnie dove ho lavorato si parla di just culture in ogni addestramento:
 
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B77W

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28 Novembre 2011
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Tutto corretto quanto scritto sopra su CRM e just culture, un unico tassello manca al mio personalissimo puzzle: dove è scritto che il pilota abbia mentito per paura di ritorsioni? E' una nostra deduzione, spesso e volentieri legittima conoscendo l'ambiente, ma sostanzialmente resta una deduzione.
Lasciamo perdere per un attimo la questione Villeneuve: in Alitalia gli unici di cui bisognava aver paura erano sindacati e certi "colleghi" dei piani alti ai quali le briciole di potere lasciate dai manager davano prontamente alla testa. Naviganti che commettevano errori se ne trovavano a decine, come in qualunque compagnia: nessuno è mai stato licenziato. Nessuno. Il clima era disteso e la just culture veniva prontamente applicata, difatti mi sembra che la sicurezza reale e percepita fossero ancora marchi di fabbrica della compagnia nonostante una situazione economica disastrosa.
Sinceramente la storiella che Altavilla & Co. (di cui ho stima pari a -20, per quel che vale) ora facciano gli sceriffi contro i naviganti, no, non la bevo. Fermo restando che magari il collega avrà mentito davvero per paura.
 
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Fewwy

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Tutto corretto quanto scritto sopra su CRM e just culture, un unico tassello manca al mio personalissimo puzzle: dove è scritto che il pilota abbia mentito per paura di ritorsioni?
Quoto.

Senza avere certezze – come nessuno di noi, d'altronde – io la vedo molto più come una menzogna di orgoglio (caratteristica assente nei piloti, mi dicono): vuoi l'essere stato appena promosso sul lungo raggio e non voler sfigurare, vuoi l'età che avanza (presumo, perché in AZ non assumono dal 1957) e il non voler ammettere che non sei più un ragazzino con la forza di vincere le botte di sonno, ha mentito.

Conoscendomi, l'avrei fatto anch'io... non lo posso escludere con certezza.

E non avrei contestato il licenziamento, ma sarei bruciato nella vergogna per il resto della mia vita.
 

East End Ave

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su e giu' sull'atlantico...
Il solo fatto di aver mentito su qualcosa che si sarebbe verificato in meno di un minuto la dice lunga sulla qualità professionale e intellettiva di costui, cose che facevo anche io. Ma avevo 10 anni.
 

londonfog

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Cioè, una persona mente alla propria azienda da e la colpa è di quest’ultima?!? Ho capito bene il tuo/vostro ragionamento?
Se così il mondo ha finito di cappottarsi.
Credo che il problema sia leggermente diverso. Da quel che mi ricordo io (ma come sapete sono uscito dalla cabina di pilotaggio quarant'anni fa), in aviazione quando succede qualcosa lo spieghi tranquillamente perche' il motivo principale e' quello di capire cosa sia successo e cercare di capire come evitarlo la volta successiva. Questo dovrebbe valere per qualsiasi cosa capiti, da una spia che non si accende ad un apparente errore umano. Non si raccontano fandonie per salvare il posto, magari il posto si perde dopo che il fatto e' stato analizzato e sono chiarite eventuali responsabilità'. Se qualcuno racconta fandonie per scansare le responsabilità e', forse, il segnale di una cultura sbagliata. Detto questo, il raccontare fandonie in un incident report (scritto o orale che sia) e' di per se' una cosa grave, tanto grave da giustificare un inchiesta sul perche' sia successo. In ogni caso mentire in queste circostanze non può' essere condonato.
 

Viking

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Attendo di leggere il ricorso assolutamente legittimo - perché previsti dall’ordinamento - e i suoi sviluppi.
Da mero uomo della strada ho capito questo:
- chi doveva prestare servizio non l’ha fatto
- il soggetto ha potenzialmente messo in pericolo la vita dei passeggeri
- il soggetto ha fatto una dichiarazione non suffragata da analisi oggettive (svolte internamente e da advisor esterni)
- l’azienda ha terminato il il contratto di lavoro con il soggetto perché è venuto meno il rapporto fiduciario.

Penso che fin in qui siam tutti d’accordo: è oggettivamente un fatto estremamente grave.

Poi si parla del “lato oscuro”: perché il soggetto ha mentito?
Le tesi sono che la colpa sia della cultura aziendale: un ambiente che posso definire tossico in cui non ti viene perdonato nulla senza invece considerare i fattori umani che possono aver causato l’incidente. Quindi si mente per paura di ritorsioni.
Però mi vien da dire: tu comandante esperto, che sai bene quanto sia ESTREMAMENTE tecnologica l’industria in cui lavori, quanto pensi avrebbero retto le tue menzogne? Ma soprattutto, con quale stato d’animo hai eventualmente pilotato in attesa del report finale che avrebbe dichiarato che non c’era stato nessun problema tecnico? Ma qui chiedo agli esperti se dopo l’incident il comandante sia stato messo a terra o meno e quale sia la prassi.
 
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East End Ave

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Attendo di leggere il ricorso assolutamente legittimo - perché previsti dall’ordinamento - e i suoi sviluppi.
Da mero uomo della strada ho capito questo:
- chi doveva prestare servizio non l’ha fatto
- il soggetto ha potenzialmente messo in pericolo la vita dei passeggeri
- il soggetto ha fatto una dichiarazione non suffragata da analisi oggettive (svolte internamente e da advisor esterni)
- l’azienda ha terminato il il contratto di lavoro con il soggetto perché è venuto meno il rapporto fiduciario.

Penso che fin in qui siam tutti d’accordo: è oggettivamente un fatto estremamente grave.

Poi si parla del “lato oscuro”: perché il soggetto ha mentito?
Le tesi sono che la colpa sia della cultura aziendale: un ambiente che posso definire tossico in cui non ti viene perdonato nulla senza invece considerare i fattori umani che possono aver causato l’incidente. Quindi si mente per paura di ritorsioni.
Però mi vien da dire: tu comandante esperto, che sai bene quanto sia ESTREMAMENTE tecnologia l’industria in cui lavori, quanto pensi avrebbero retto le tue menzogne? Ma soprattutto, con quale stato d’animo hai eventualmente pilotato in attesa del report finale che avrebbe dichiarato che non c’era stato nessun problema tecnico? Ma qui chiedo agli esperti se dopo l’incident il comandante sia stato messo a terra o meno e quale sia la prassi.
Appunto, tale la banalita' della bugia che tanto sarebbe stato sanzionato comunque; il rapporto di fiducia si e' rotto per questa causa e non per l'incidente di per se', o almeno questo e' cio' che ha consentito ad AZ di essere totalmente nel giusto.
 
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londonfog

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Appunto, tale la banalita' della bugia che tanto sarebbe stato sanzionato comunque; il rapporto di fiducia si e' rotto per questa causa e non per l'incidente di per se', o almeno questo e' cio' che ha consentito ad AZ di essere totalmente nel giusto.
Su questo siamo pienamente d'accordo. Non conoscendo la persona non posso fare commenti sulle ragioni delle sue azioni. Pero', in linea generale, la cultura aeronautica che conoscevo io non spingeva a mentire su un incidente per pararsi il c*lo; se fosse un sintomo di una cultura aziendale sarebbe un sintomo molto preoccupante
 
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OneShot

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Questa, cari forumisti, è una bellissima discussione di CRM e human factor, tale da essere usata come study case nei recurrent. Tutti i vostri post sono di altissimo valore.
@East End Ave lo scopo dei miei post era proprio quello di non fare cadere l'argomento semplicemente come "ha mentito, licenziamento giusto, avanti un altro";
@Fewwy sarei sprofondato anch'io nella vergogna;
@londonfog 40 anni fa', dov'eri tu, c'era già una certa cultura che a latitudini più basse ed in realtà minori ci ha messo decenni a prendere piede. E non sono sicuro che sia avvenuto completamente;
@Viking totalmente condivisibile, stiamo a vedere come si concluderà la vicenda...
@Paolì troppo generoso verso il sottoscritto! Hai mai pensato di fare il facilitatore CRM?
 

Paolì

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5 Dicembre 2014
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Questa, cari forumisti, è una bellissima discussione di CRM e human factor, tale da essere usata come study case nei recurrent. Tutti i vostri post sono di altissimo valore.
@East End Ave lo scopo dei miei post era proprio quello di non fare cadere l'argomento semplicemente come "ha mentito, licenziamento giusto, avanti un altro";
@Fewwy sarei sprofondato anch'io nella vergogna;
@londonfog 40 anni fa', dov'eri tu, c'era già una certa cultura che a latitudini più basse ed in realtà minori ci ha messo decenni a prendere piede. E non sono sicuro che sia avvenuto completamente;
@Viking totalmente condivisibile, stiamo a vedere come si concluderà la vicenda...
@Paolì troppo generoso verso il sottoscritto! Hai mai pensato di fare il facilitatore CRM?
Molto interessante davvero, anche io ho pensato che questa vicenda potesse essere usata nei recurrent invece che parlare del solito disastro di tenerife 😅
 

Marco Clemente

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8 Febbraio 2016
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ROMA - Piccolo colpo di freno nella privatizzazione di Ita Airways. Entrambi gli aspiranti compratori hanno chiesto che la compagnia aerea, oggi proprietà del ministero dell'Economia al 100 percento, fornisse un supplemento di informazioni sul suo Piano industriale e anche sulle prospettive di sviluppo.

Le cordate in campo sono due: la prima vede insieme il gruppo Msc della famiglia Aponte e Lufthansa, mentre la seconda unisce il fondo Certares ad Air France e Delta Airlines. Ed entrambe le cordate vogliono conoscere più a fondo Ita Airways, il vettore in vendita, prima di scoprire del tutto le loro carte.

Ita rivede il ruolo dei suoi consulenti, saranno pagati di meno

di Aldo Fontanarosa
02 Giugno 2022

Il caso è nato da una richiesta dei due consulenti (Gianni&Origoni ed Equita) che assistono il ministero dell'Economia nella trattativa con le cordate in campo.

I due consulenti del ministero si sono accorti che nessuna delle due cordate ha scritto una cifra secca per Ita Airways (parliamo del 23 maggio, giorno ultimo per depositare le offerte). Abili negoziatori, gli aspiranti compratori hanno proposto delle cifre variabili, con una specie di forbice. Possiamo pagare - hanno scritto le cordate - da questa cifra a questa cifra.

Richieste di precisare l'offerta economica, entrambe le cordate hanno messo le mani avanti. Lo faremo - hanno spiegato - soltanto quando avremo ricevuto tutte le notizie che richiediamo su Ita Airways, il suo Piano industriale, il suo business plan.

Le cordate hanno lamentato che la data room di Ita Airways, dove sono custoditi tutti i documenti riservati della compagnia in vendita, è stata aperta ai loro consulenti per un periodo troppo breve (solo 20 giorni, dal 3 al 23 maggio). Entrambe hanno annunciato decine e decine di domande supplementari su Ita.

Fare queste domande era nel loro diritto perché le due cordate hanno presentato al ministero dell'Economia delle offerte condizionate per Ita. E si sono riservate, in una di queste condizioni, di richiedere informazioni supplementari.


A questo punto, sia il ministero e sia Ita hanno dato massima disponibilità a rispondere a ogni interrogativo. Ita avrebbe già messo a disposizione un'ampia documentazione aggiuntiva. Ma una fonte vicina a una delle due cordate non la considera ancora sufficiente ed esaustiva.

Lo scenario che prende forma è conseguenza anche del livello degli aspiranti compratori. Parliamo di società molto forti, attrezzate e scrupolose, che si muovono con assoluta prudenza. Normale che vogliano prendersi tutto il tempo prima di affondare nell'acquisto di Ita.

La speranza di chiudere il negoziato nei prossimi giorni è sfumata. Il ministero dell'Economia e Ita perseguono l'obiettivo comune di chiudere comunque entro fine mese.
 

Viking

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13 Agosto 2009
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ROMA - Piccolo colpo di freno nella privatizzazione di Ita Airways. Entrambi gli aspiranti compratori hanno chiesto che la compagnia aerea, oggi proprietà del ministero dell'Economia al 100 percento, fornisse un supplemento di informazioni sul suo Piano industriale e anche sulle prospettive di sviluppo.

Le cordate in campo sono due: la prima vede insieme il gruppo Msc della famiglia Aponte e Lufthansa, mentre la seconda unisce il fondo Certares ad Air France e Delta Airlines. Ed entrambe le cordate vogliono conoscere più a fondo Ita Airways, il vettore in vendita, prima di scoprire del tutto le loro carte.

Ita rivede il ruolo dei suoi consulenti, saranno pagati di meno

di Aldo Fontanarosa
02 Giugno 2022

Il caso è nato da una richiesta dei due consulenti (Gianni&Origoni ed Equita) che assistono il ministero dell'Economia nella trattativa con le cordate in campo.

I due consulenti del ministero si sono accorti che nessuna delle due cordate ha scritto una cifra secca per Ita Airways (parliamo del 23 maggio, giorno ultimo per depositare le offerte). Abili negoziatori, gli aspiranti compratori hanno proposto delle cifre variabili, con una specie di forbice. Possiamo pagare - hanno scritto le cordate - da questa cifra a questa cifra.

Richieste di precisare l'offerta economica, entrambe le cordate hanno messo le mani avanti. Lo faremo - hanno spiegato - soltanto quando avremo ricevuto tutte le notizie che richiediamo su Ita Airways, il suo Piano industriale, il suo business plan.

Le cordate hanno lamentato che la data room di Ita Airways, dove sono custoditi tutti i documenti riservati della compagnia in vendita, è stata aperta ai loro consulenti per un periodo troppo breve (solo 20 giorni, dal 3 al 23 maggio). Entrambe hanno annunciato decine e decine di domande supplementari su Ita.

Fare queste domande era nel loro diritto perché le due cordate hanno presentato al ministero dell'Economia delle offerte condizionate per Ita. E si sono riservate, in una di queste condizioni, di richiedere informazioni supplementari.


A questo punto, sia il ministero e sia Ita hanno dato massima disponibilità a rispondere a ogni interrogativo. Ita avrebbe già messo a disposizione un'ampia documentazione aggiuntiva. Ma una fonte vicina a una delle due cordate non la considera ancora sufficiente ed esaustiva.

Lo scenario che prende forma è conseguenza anche del livello degli aspiranti compratori. Parliamo di società molto forti, attrezzate e scrupolose, che si muovono con assoluta prudenza. Normale che vogliano prendersi tutto il tempo prima di affondare nell'acquisto di Ita.

La speranza di chiudere il negoziato nei prossimi giorni è sfumata. Il ministero dell'Economia e Ita perseguono l'obiettivo comune di chiudere comunque entro fine mese.
Abbiamo utenti che possono spiegare perché non avranno il piano industriale: perché è inutile e non c’entra nulla con la privatizzazione
 
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tiefpeck

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Fewwy

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Entrambi gli aspiranti compratori hanno chiesto che la compagnia aerea, oggi proprietà del ministero dell'Economia al 100 percento, fornisse un supplemento di informazioni sul suo Piano industriale e anche sulle prospettive di sviluppo.
Mi sembra ovvio come @13900 abbia trovato un nuovo lavoro come consulente di parte.
 

13900

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Entrambi gli aspiranti compratori hanno chiesto che la compagnia aerea, oggi proprietà del ministero dell'Economia al 100 percento, fornisse un supplemento di informazioni sul suo Piano industriale e anche sulle prospettive di sviluppo.

[...]

I due consulenti del ministero si sono accorti che nessuna delle due cordate ha scritto una cifra secca per Ita Airways (parliamo del 23 maggio, giorno ultimo per depositare le offerte).

Richieste di precisare l'offerta economica, entrambe le cordate hanno messo le mani avanti. Lo faremo - hanno spiegato - soltanto quando avremo ricevuto tutte le notizie che richiediamo su Ita Airways, il suo Piano industriale, il suo business plan.
Io non ho chissa' che esperienza, di sicuro non ho mai comprato una compagnia aerea, ma c'avrei scommesso che si sarebbe arrivati a un ritardo. Il problema, pero', mi pare ben grosso, alla faccia del "piccolo colpo di freni".

Da un lato ITA - malgrado i compratori siano nella "data room" da mesi - non ha mostrato il suo business plan. E se le cordate non l'hanno ricevuto, e se il governo non l'ha ricevuto, fa pensare che forse questo BP non esista. O se esiste non sia molto difforme da quello Fenice, o da quello pubblicato da Report... quello in soldoni che fa perno su una riduzione del prezzo del petrolio. Gia', quello.

Dall'altro nessuna delle due cordate ha offerto una cifra 'secca'. Ora, torno a dire, io non ho mai comprato una compagnia aerea e il purchase order piu' grosso che ho mai firmato era per 3 milioni ma... quando mi mandano un range tra un valore e un altro (o un valore +/- X%) quella non e' un'offerta vincolante, e' una ROM (Rough Order of Magnitude). Per come la vedo io siamo ben lontani dal scegliere un acquirente.

Mi sembra ovvio come @13900 abbia trovato un nuovo lavoro come consulente di parte.
Spiacente di deludere ma no. Al massimo uso un pochetto di buonsenso... Folle pensare che si sia arrivati a giugno (quando si doveva chiudere?) e ancora siamo a 'sti livelli.