[STORIA] 2 Giugno 1973 - Incidente Frecce Tricolori Pratica di Mare

vipero

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Premetto che non sono bravo come NicolaP a riportare eventi storici, ma a questo ho assistito con i miei occhi.
La nostra casetta delle vacanze era stata completata poco prima, finalmente potevamo trascorrere le vacanze estive
senza sembrare degli abbaraccati abusivi (il terreno dei nonni era adibito più che altro a pic-nic e scampagnate, c'era
giusto una sorta di capanna per contenere l'occorrente e qualche attrezzo).
La zona si trova a circa 6km dalla pista di Pratica di Mare e all'epoca ero un bimbetto di 7 anni.
Credo la passione per gli aerei sia nata lì, grazie ai passaggi del 311° Gruppo Volo.
All'epoca era un via vai di F104, MB326, G91 e, gioia degli occhi, DC3 in livrea bianco/grigia con coda gialla del reparto radio-misure.
Avanti negli anni ebbi poi modo di assistere all'introduzione del 339, del Tornado, dell'AMX. Il Tornado è tra i ricordi più entusiasmanti.
Appena si sentiva il boato del decollo, mi fiondavo con la bicicletta fino ad un campo accessibile da dietro i tre grattacieli di Torvajanica
e mi gustavo lo spettacolo dalla rete di recinzione.
Se non avete mai ascoltato i botti dei post bruciatori che tirano su un Tornado configurato a freccia minima col carrello esteso... beh
peggio per voi ;)

Quel 2 Giugno del '73 eravamo quindi accomodati a tavola sotto la veranda nuova di zecca, aspettavamo il ritorno delle Frecce dopo il passaggio su Roma.
Li vediamo arrivare nella classica formazione a rombo, solito circuito con sottovento sul mare, virata a sinistra e passaggio sull'aeroporto.
Ricordo ancora mio zio urlicchiare "che bravi! guarda che precisione!" e poi come un lampo. O forse un riflesso, tipo il sole sui vetri o su uno specchio. Guardiamo increduli due aerei staccarsi dalla formazione, uno dei due punta il muso dritto verso terra e poi sparisce alla nostra vista.
Da dove siamo noi ci sono case, alcune collinette, alberi, le antenne del centro telecomunicazioni intercontinentali. Non si sente nulla, un silenzio surreale, poi la nuvola, a forma di fungo, nerissima, che s'innalza nel cielo.
"ma che è caduto? ma che pe' davèro?"
Due secondi e ci infiliamo nella 128 di zio.
Arriviamo sul campo, una distesa di serre per la coltivazione dei cocomeri. I carabinieri hanno già fettucciato la zona attorno al cratere. Osserviamo muti la distesa di rottami, dell'aereo non c'è traccia. Almeno io non ricordo parti visibili abbastanza grandi e riconducibili ad un aereo.
Raccolgo due schegge di metallo contorto, pochi cm di alluminio verde con i bordi arricciati.
Chissà dove sono finite, le ho tenute come reliquie per anni.

La vittima, il maggiore Angelo Gays


Io sono in mezzo alla gente che si vede in questa foto



"Il 2 Giugno del 1973, in occasione della grande parata militare che si svolgeva a Roma per ricordare l’anniversario della Repubblica, ci fu la consueta e attesissima esibizioni aerea delle “Frecce Tricolori”, che come sempre avveniva, si concludeva con uno spettacolare sorvolo sul mare di Torvajanica, affollato di bagnanti, tutti concentrati a godersi le figure del programma.
Il Fiat G91 PAN “Pony 7” pilotato da Angelo Gays, durante una delle ultime fasi del rientro alla base di Pratica di Mare, mentre i velivoli erano ancora in formazione, entrò in collisione col “Pony 4”, pilotato da Antonio Gallus. Sembra che ad innescare la collisione fosse stata una tardiva virata di Gallus, imputata ad un ordine non ricevuto per malfunzionamento della radio.

Angelo Gays non si lanciò, pare che abbia perduto immediatamente il controllo, e forse la vita, nella collisione con l’altro velivolo, cadendo non lontano dalla Via del Mare. Il suo il corpo fu raccolto completamente depezzato. Antonio Gallus si eiettò e cadde, qualche chilometro più avanti, nella tenuta di Castel Porziano, dalla parte opposta della pista, con qualche ferita.
Il Pilota Maggiore Angelo Gays era nato a Valperga nel 1942. Ancora ragazzino andava in bicicletta fino a Caselle per ammirare gli aerei. Questa sua passione lo portò ad intraprendere la carriera militare nell’Aeronautica fino a divenire un pilota della pattuglia acrobatica nazionale (PAN) “Frecce Tricolori”. Il memorial intitolato ad Angelo Gays davanti al circolo ufficiali di Pratica di Mare, è un G.91 PAN originale.
Il tenente colonnello Antonio Gallus, nato a Selargius nel 1939, diventato capo formazione nel 1974, morì per un altro incidente di volo il 2 settembre 1981 a 42 anni, nella base aerea delle Frecce a Rivolto (UD).
E’ passato tanto tempo, ma a quell’incidente assistettero migliaia di spettatori che letteralmente a piedi nudi corsero via dalla spiaggia verso il luogo della caduta di Gays e probabilmente se ne ricordano ancora bene."

Qui altre foto dell'epoca, ma è in modalità protetta.
 

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Molto interessante. Per quanto bambini, credo che certi incidenti rimangano impressi per tutta la vita. Io avevo circa la stessa età quando un F104 si infilò in una villetta a Riccione: non vidi di persona l'incidente, ma la casa sbragata purtroppo si. Un altro incidente che mi rimase impresso, fu quello del B707 della Uganda airlines (inizio anni '90): da casa mia si vedeva benissimo la colonna di fumo nero.
 

victorgolf

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Molto interessante. Per quanto bambini, credo che certi incidenti rimangano impressi per tutta la vita. Io avevo circa la stessa età quando un F104 si infilò in una villetta a Riccione: non vidi di persona l'incidente, ma la casa sbragata purtroppo si. Un altro incidente che mi rimase impresso, fu quello del B707 della Uganda airlines (inizio anni '90): da casa mia si vedeva benissimo la colonna di fumo nero.
Per quello di Riccione, segnalo questo articolo interessante del pilota che era ai comandi del 104:
 

vipero

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...Io avevo circa la stessa età quando un F104 si infilò in una villetta a Riccione: non vidi di persona l'incidente, ma la casa sbragata purtroppo si.
Po' esse che ci siamo incontrati allora ;)
Mio papà è di Morciano e ho una zia che abita in quella via lì, a Riccione.
Passavamo sempre davanti alla villetta azzurra, vicina a quella dell'incidente, con la vampata nera sulla facciata laterale.
 
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belumosi

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Grazie, era un incidente che non conoscevo. Mi piacciono molto questi racconti di eventi visti da una persona normale, che casualmente si trova nel contesto di un incidente e a distanza di tanti anni riesce ancora a trasmettere agli altri le sensazioni provate allora.
 
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Dell’incidente del 1973 non ho memoria perché ero troppo piccolo ma quello di Gallus nel 1981 invece me lo ricordo bene.

Grazie per la testimonianza, molto interessante!
 

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Po' esse che ci siamo incontrati allora ;)
Mio papà è di Morciano e ho una zia che abita in quella via lì, a Riccione.
Passavamo sempre davanti alla villetta azzurra, vicina a quella dell'incidente, con la vampata nera sulla facciata laterale.
Può darsi...se hai visto un ragazzino di 7/8 anni, paffutello al parco di Riccione, quello sul prolungamento della 31, dove svettavano i 104 che rientravano in notturna, quello ero io. E qualunque gioco stessi facendo, appena sentivo un rombo di jet, iniziavo a scrutare il cielo, sperando che apparisse il DC10 della Finnair o il DC9 della SAS!
Però nel '73 dovevo ancora nascere!
Anche il baretto sulla strada che costeggia la parte sud dell'aeroporto, subito dopo il Marano, era meta di pellegrinaggi post cena, con la scusa del gelato...
Invece a Pratica ci lavorava mio zio, maresciallo capo della AM, meccanico sugli elicotteri.
 

mizar

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Io nel 1978 svolgevo il servizio di leva nell'aeronautica. A Rivolto ho visto i rottami di due G91 che erano entrati in collisione al termine di un tonneau durante un esercitazione. Perse la vita il cap. Graziano Carrer in quanto pur eiettandosi il velivolo era però capovolto, si schiantò sulla pista.
Ho visto il seggiolino, impressionante. L'altro pilota il cap. Andrea di Pauli riportò gravi traumi ma si salvò.
 

speedbird001

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Mio zio, che era tenente di leva , aveva come compito seguire la logistica dei piloti di F104 e mi raccontava come prima di ogni volo li fornisse di una barretta di cioccolato, che obbligatoriamente dovevano mangiare davanti a lui, per ragioni che nemmeno lui aveva chiaro. In un anno disse che persero 7/8 piloti in incidenti, ma all'epoca si preferiva tenere le cose sotto traccia. Mi raccontava di ragazzi giovanissimi e straordinariamente competenti e coraggiosi e di un aereo che invece era molto triky, per non dire altro.
 

vipero

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Mio zio, che era tenente di leva , aveva come compito seguire la logistica dei piloti di F104 e mi raccontava come prima di ogni volo li fornisse di una barretta di cioccolato, che obbligatoriamente dovevano mangiare davanti a lui, per ragioni che nemmeno lui aveva chiaro. In un anno disse che persero 7/8 piloti in incidenti, ma all'epoca si preferiva tenere le cose sotto traccia. Mi raccontava di ragazzi giovanissimi e straordinariamente competenti e coraggiosi e di un aereo che invece era molto triky, per non dire altro.
Il 104 ha un sistema che spilla aria dal compressore e lo spara sotto le ali per aumentare la portanza. Per quello era impressionante vederlo (ma soprattutto sentirlo) atterrare: manetta all'80% (se non di più) fino alla flare.

Da wiki:
Le ali furono dotate di flap sia sul bordo d'entrata che su quello d'uscita. La piccola ala era caratterizzata da un elevato carico alare, il che causava velocità di atterraggio eccessivamente elevate. Venne quindi introdotto un sistema di controllo dello strato limite (in inglese boundary layer control system - BLCS) che, utilizzando aria compressa spillata dal compressore del motore, soffiava un flusso d'aria supplementare sul bordo d'uscita dell'ala per fornire maggiore energia al flusso d'aria che investiva i relativi flap e quindi aumentarne la portanza generata. Il sistema si dimostrò fondamentale per aumentare la sicurezza degli atterraggi, ma nel contempo si rivelò un problema per la manutenzione
/wiki

Il guaio è che a volte poteva succedere che i due flussi sulle ali non fossero bilanciati, generando problemi di stabilità.
 

foxtrot bravo

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anche io sono cresciuto a Riccione fino ai 18 anni. Ricordo quella volta negli anni '80, mi sembra, che 3 F-104 del V stormo si schiantarono insieme sull'Appennino dalle parti della Carpegna a causa credo della nebbia. Sono cresciuto con il loro rombo sulla testa.
 

Nonno Salt

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anche io sono cresciuto a Riccione fino ai 18 anni. Ricordo quella volta negli anni '80, mi sembra, che 3 F-104 del V stormo si schiantarono insieme sull'Appennino dalle parti della Carpegna a causa credo della nebbia. Sono cresciuto con il loro rombo sulla testa.
Erano due F-104: il 27 dicembre 1989 impattarono il lato Nord del Monte Carpegna (Pianacquadio) a causa dell'ingresso in nuvole basse e nevischio. Ancora ricordo il botto...