Situazione limitazioni agli spostamenti EU


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Flyfan

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LJU
In Francia ora non si entra se non con tampone PCR, esclusi i transfrontalieri e poco altro, con caos alla frontiera che di fatto non è più Schengen. Peggio ancora in Austria, devono avere un tampone pure i transfrontalieri, un incubo.
Chi più ne ha piu ne metta.
 

Cesare.Caldi

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14 Novembre 2005
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In Francia ora non si entra se non con tampone PCR, esclusi i transfrontalieri e poco altro, con caos alla frontiera che di fatto non è più Schengen. Peggio ancora in Austria, devono avere un tampone pure i transfrontalieri, un incubo.
Chi più ne ha piu ne metta.
Al momento dei 27 paesi UE, 25 richiedono di presentare il risultato del tampone all' ingresso, gli unici rimasti senza limitazioni sono Portogallo(escluse isole) e Svezia
 

Flyfan

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17 Giugno 2019
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parlando qui di spostamenti in aereo, vuol dire che non mi imbarco, o mi imbarco comunque e lo faccio all'arrivo?
In quanto alle eccezioni? In Italia da decreto esiste ad es la possibilità di entrare per 120 ore per lavoro, senza tampone. Parliamo di ingressi da paesi elenco C ad es.
 

tiefpeck

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Peggio ancora in Austria, devono avere un tampone pure i transfrontalieri, un incubo.
Consapevole che è una battaglia perduta in partenza, ma io la sapevo diversa:

Quarantine Exemptions II: Transit Journeys
There are certain circumstances that exempt people from the quarantine requirement. These include travel due to unexpected personal emergencies such as funerals, transit journeys without stopover, regular cross-border commuters, and people travelling to the towns of Vomp-Hinterriss, Mittelberg, and Jungholz. In these instances, no negative test and no quarantine is necessary to enter Austria.


Direi che i "regular cross-border commuters" sono i transfrontalieri.
 

Flyfan

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Io sono in realtà per quello che devo mi sposto in auto. Più che altro sarebbe interessante arrivare a delineare in parole semplici qual’è la situazione attuale in EU, ma vedo che il caos è troppo per arrivare ad una conclusione.
 
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Flyfan

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17 Giugno 2019
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Consapevole che è una battaglia perduta in partenza, ma io la sapevo diversa:

Quarantine Exemptions II: Transit Journeys
There are certain circumstances that exempt people from the quarantine requirement. These include travel due to unexpected personal emergencies such as funerals, transit journeys without stopover, regular cross-border commuters, and people travelling to the towns of Vomp-Hinterriss, Mittelberg, and Jungholz. In these instances, no negative test and no quarantine is necessary to enter Austria.


Direi che i "regular cross-border commuters" sono i transfrontalieri.
quello forse era valido fino a ieri, oggi cambia tutto. Vedo che anche alcuni loro stessi enti non seguono.

 

tiefpeck

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27 Agosto 2011
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quello forse era valido fino a ieri, oggi cambia tutto. Vedo che anche alcuni loro stessi enti non seguono.

Credo che sia tra le decisioni che il Governo deve prendere oggi: "Im Raum stehen auch weitere Verschärfungen. So werden stärkere Einreiseregeln und Grenzkontrollen in Erwägung gezogen, um die Verbreitung der Mutationen aus dem Ausland noch stärker einzubremsen." Fonte: https://orf.at/stories/3199720/

Forse al Piccolo sanno cose che noi non sappiamo... comunque sì, è possibile che questa decisione venga presa.
 

Cesare.Caldi

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14 Novembre 2005
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Covid, la mappa dei viaggi fuori dall’Italia: ecco le regole per le principali destinazioni
L’indicazione è una sola: non spostarsi. Ma per chi deve per forza viaggiare all’estero questi sono i requisiti, tra tamponi e quarantene. I più chiari gli olandesi: «Non venite nei Paesi Bassi, a meno che non sia proprio necessario»
di Leonard Berberi


Il premio dell’indicazione più chiara va al sito web del governo olandese. «Si consiglia vivamente di non recarsi nei Paesi Bassi a meno che non sia proprio necessario». Il necessario — almeno per chi vive in Italia e deve spostarsi — è limitato a cinque categorie: lavoro, studio, assoluta urgenza, salute. Per questo, a guardare il mondo le uniche due aree senza restrizioni per gli italiani sono soltanto due, e anche piccolissime: Repubblica di San Marino e Città del Vaticano. Il resto è rosso, rosso scuro o addirittura nero.

Dove informarsi
La pandemia continua a bloccare la libertà di spostamento. Basta vedere le pagine informative sugli spostamenti da e per gli Stati: sono solo una serie di divieti e un breve elenco di eccezioni. Norme, va precisato subito, che cambiano a volte anche nel giro di poche ore. Per questo il suggerimento è di consultare le piattaforme ufficiali: i siti governativi delle nazioni di destinazione e quello italiano, curato dal nostro ministero degli Esteri e dall’Unità di crisi della Farnesina, www.viaggiaresicuri.it.

Le difficoltà al rientro
Dalla prospettiva italiana l’indicazione è di non lasciare il Paese. Non soltanto perché al rientro toccherà sottoporsi poi a una serie di misure di contenimento (l’isolamento fiduciario, per esempio), ma anche perché non è detto che il rientro nella patria risulti sempre agevole. Prendiamo per esempio il Regno Unito: la variante inglese del coronavirus impone misure più rigide per chi torna in Italia. Così rigide che è la stessa Farnesina, nel questionario online, ad avvertire: «Queste disposizioni potrebbero avere conseguenze significative sulle tue possibilità di rientro in Italia. Prima di partire per il Regno Unito accertati di rientrare nelle categorie a cui è consentito l’ingresso/rientro in Italia».

I requisiti di accesso
Paese che vai, regole d’ingresso che trovi. Restiamo sul Regno Unito. L’ingresso è consentito soltanto per ragioni particolari di certo non per turismo — ed è condizionato a una serie di requisiti non proprio semplici. Il primo: prima di imbarcarsi sul volo per il Paese serve l’esito negativo di un tampone (molecolare o antigenico) effettuato entro tre giorni dalla partenza. Bisogna poi compilare anche una pagina online con i propri dati personali. Ma all’ingresso non si può di certo muovere agevolmente. Perché tocca mettersi subito in isolamento fiduciario per 10 giorni: isolamento che si può interrompere al quinto giorno con un tampone negativo. E chi nel Regno Unito ci deve stare soltanto 2-3 giorni? Poco importa: dovrà comunque chiudersi in una stanza fino a quando non dovrà recarsi in aeroporto per il volo di ritorno.

In Europa
Anche la Germania — a leggere le informazioni — richiede i 10 giorni di isolamento all’ingresso con possibilità di uscirne con un tampone negativo al 5° giorno. Ma a differenza del Regno Unito il tampone si può fare anche all’arrivo, massimo entro 48 ore dall’ingresso. Spagna e Francia non richiedono l’isolamento fiduciario — per ora —, ma il Paese transalpino accetta solo i tamponi molecolari (quelli antigenici non vanno bene). La Spagna pure non accetta più gli antigenici e richiede l’iscrizione online così da inviare al viaggiatore un codice QR (da tenere sul telefonino o da stampare) per mostrarlo all’ingresso.

Le differenze territoriali
In Grecia, invece, l’isolamento di 7 giorni all’ingresso è d’obbligo, mentre i 10 giorni chiesti dall’Austria si possono interrompere soltanto per lasciare il Paese (e comunque dopo un tampone negativo). Il record di misure di screening per ora va al Belgio (Paese duramente colpito dalla pandemia): l’ingresso deve essere accompagnato da un tampone molecolare negativo effettuato nelle 72 ore precedenti il viaggio, ma all’arrivo tocca un altro test prima di entrare nei 7 giorni di isolamento fiduciario con doppio tampone al 1° e al 7° giorno.

Fuori dal continente
Fuori dall’Europa di fatto conviene non avventurarsi. Non soltanto perché sono sospesi i visti elettronici — come gli Esta degli Usa —, ma anche perché ci sono Paesi che di fatto hanno da mesi chiuso le porte a chiunque, qualche volta anche ai propri connazionali che sono rimasti bloccati all’estero. Così se Stati Uniti, Brasile, Australia, Singapore e Cina sono inaccessibili (tranne pochi, rari casi), il Giappone qualche chance la offre, ma a condizioni rigide: tampone prima della partenza, tampone allo sbarco e poi due settimane di quarantena.

 
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delta75

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9 Settembre 2009
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Covid, la mappa dei viaggi fuori dall’Italia: ecco le regole per le principali destinazioni
L’indicazione è una sola: non spostarsi. Ma per chi deve per forza viaggiare all’estero questi sono i requisiti, tra tamponi e quarantene. I più chiari gli olandesi: «Non venite nei Paesi Bassi, a meno che non sia proprio necessario»
di Leonard Berberi


Il premio dell’indicazione più chiara va al sito web del governo olandese. «Si consiglia vivamente di non recarsi nei Paesi Bassi a meno che non sia proprio necessario». Il necessario — almeno per chi vive in Italia e deve spostarsi — è limitato a cinque categorie: lavoro, studio, assoluta urgenza, salute. Per questo, a guardare il mondo le uniche due aree senza restrizioni per gli italiani sono soltanto due, e anche piccolissime: Repubblica di San Marino e Città del Vaticano. Il resto è rosso, rosso scuro o addirittura nero.

Dove informarsi
La pandemia continua a bloccare la libertà di spostamento. Basta vedere le pagine informative sugli spostamenti da e per gli Stati: sono solo una serie di divieti e un breve elenco di eccezioni. Norme, va precisato subito, che cambiano a volte anche nel giro di poche ore. Per questo il suggerimento è di consultare le piattaforme ufficiali: i siti governativi delle nazioni di destinazione e quello italiano, curato dal nostro ministero degli Esteri e dall’Unità di crisi della Farnesina, www.viaggiaresicuri.it.

Le difficoltà al rientro
Dalla prospettiva italiana l’indicazione è di non lasciare il Paese. Non soltanto perché al rientro toccherà sottoporsi poi a una serie di misure di contenimento (l’isolamento fiduciario, per esempio), ma anche perché non è detto che il rientro nella patria risulti sempre agevole. Prendiamo per esempio il Regno Unito: la variante inglese del coronavirus impone misure più rigide per chi torna in Italia. Così rigide che è la stessa Farnesina, nel questionario online, ad avvertire: «Queste disposizioni potrebbero avere conseguenze significative sulle tue possibilità di rientro in Italia. Prima di partire per il Regno Unito accertati di rientrare nelle categorie a cui è consentito l’ingresso/rientro in Italia».

I requisiti di accesso
Paese che vai, regole d’ingresso che trovi. Restiamo sul Regno Unito. L’ingresso è consentito soltanto per ragioni particolari di certo non per turismo — ed è condizionato a una serie di requisiti non proprio semplici. Il primo: prima di imbarcarsi sul volo per il Paese serve l’esito negativo di un tampone (molecolare o antigenico) effettuato entro tre giorni dalla partenza. Bisogna poi compilare anche una pagina online con i propri dati personali. Ma all’ingresso non si può di certo muovere agevolmente. Perché tocca mettersi subito in isolamento fiduciario per 10 giorni: isolamento che si può interrompere al quinto giorno con un tampone negativo. E chi nel Regno Unito ci deve stare soltanto 2-3 giorni? Poco importa: dovrà comunque chiudersi in una stanza fino a quando non dovrà recarsi in aeroporto per il volo di ritorno.

In Europa
Anche la Germania — a leggere le informazioni — richiede i 10 giorni di isolamento all’ingresso con possibilità di uscirne con un tampone negativo al 5° giorno. Ma a differenza del Regno Unito il tampone si può fare anche all’arrivo, massimo entro 48 ore dall’ingresso. Spagna e Francia non richiedono l’isolamento fiduciario — per ora —, ma il Paese transalpino accetta solo i tamponi molecolari (quelli antigenici non vanno bene). La Spagna pure non accetta più gli antigenici e richiede l’iscrizione online così da inviare al viaggiatore un codice QR (da tenere sul telefonino o da stampare) per mostrarlo all’ingresso.

Le differenze territoriali
In Grecia, invece, l’isolamento di 7 giorni all’ingresso è d’obbligo, mentre i 10 giorni chiesti dall’Austria si possono interrompere soltanto per lasciare il Paese (e comunque dopo un tampone negativo). Il record di misure di screening per ora va al Belgio (Paese duramente colpito dalla pandemia): l’ingresso deve essere accompagnato da un tampone molecolare negativo effettuato nelle 72 ore precedenti il viaggio, ma all’arrivo tocca un altro test prima di entrare nei 7 giorni di isolamento fiduciario con doppio tampone al 1° e al 7° giorno.

Fuori dal continente
Fuori dall’Europa di fatto conviene non avventurarsi. Non soltanto perché sono sospesi i visti elettronici — come gli Esta degli Usa —, ma anche perché ci sono Paesi che di fatto hanno da mesi chiuso le porte a chiunque, qualche volta anche ai propri connazionali che sono rimasti bloccati all’estero. Così se Stati Uniti, Brasile, Australia, Singapore e Cina sono inaccessibili (tranne pochi, rari casi), il Giappone qualche chance la offre, ma a condizioni rigide: tampone prima della partenza, tampone allo sbarco e poi due settimane di quarantena.

Articolo ''un tot al chilo'' in perfetto stile Corriere....pieno di approssimazione e inesattezze. Il Brasile è aperto, test 72 ore e niente altro. La Svizzera è aperta, salvo a tre regioni italiane, gli USA non hanno sospeso il rilascio dell'ESTA ma dall'Italia entri solo con NIE oppure dopo 14gg spesi in Nazioni non bannate...che poi muoversi sia al limite dell'impossibile è un dato di fatto ma, almeno, che dicano le cose giuste.
 
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Charter2017

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Quanto preferisco il virus agli "sciacalli" (umani, si intende): il Covid è un organismo vivente che cerca di sopravvivere e, in un certo modo, va rispettato; gli sciacalli-umani/giornalisti prezzolati che non cercano altro che lo scoop sfruttando una situazione drammatica, fanno schifo! E questo a prescindere dai nomi, è un pensiero generale.
 
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Cesare.Caldi

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14 Novembre 2005
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Tamponi rapidi in aeroporto: arriva il servizio in 15 scali spagnoli

Saranno 15 gli aeroporti spagnoli controllati da Aena dove verranno installati i centri diagnostici temporanei per la realizzazione di tamponi rapidi per i passeggeri in partenza.

Gli scali coinvolti sono quelli di Madrid-Barajas, Barcelona-El Prat, Málaga-Costa del Sol, Alicante-Elche, Valencia, Siviglia, Bilbao, Palma di Maiorca, Ibiza, Menorca, Tenerife Sur, Gran Canaria, Fuerteventura, César Manrique-Lanzarote e La Palma.

Le fasce di prezzo previste per i passeggeri sono comprese tra i 58 e i 70 euro per il test molecolare; da 24,45 a 29,17 euro per gli antigeni (test rapidi), e da 29,34 a 35 euro per i test sierologici.
”I centri saranno attrezzati di un'area per effettuare il test, e altre per l'attesa e l'isolamento, e dovranno preservare la privacy del passeggero – si legge in una nota -. 
In caso di rilevamento di un risultato positivo dopo aver eseguito una Pdia per Sars-CoV-2, verranno attivati i protocolli di allerta sanitaria stabiliti dalle autorità sanitarie delle comunità autonome”. TTG
 

Cesare.Caldi

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Wttc: “Basta parlare di Paesi ad alto rischio
I Governi controllino singoli viaggiatori”


È ora di abbandonare il concetto di ‘Paese ad alto rischio’ per concentrarsi invece sul modo in cui i ‘viaggiatori ad alto rischio’ debbano essere trattati alle frontiere. A segnalarlo il Wttc, che esorta i Governi di tutto il mondo a spostare l’attenzione dagli interi Paesi ai singoli viaggiatori.
Solo così, con un protocollo comune su test alla partenza e all’arrivo, si potrà aprire la strada a un ritorno significativo del travel isolando solo le singole persone positive al virus, senza penalizzare gli interi Paesi.

"Ridefinire il concetto di rischio"
“Il concetto di rischio va totalmente ridefinito - spiega a eTurboNews Gloria Guevara, presidente e ceo di Wttc - dal momento che se è basato su interi Paesi non è né efficace, né produttivo. Focalizzarsi sui viaggiatori individuali sarà, invece, la chiave per aprire la porta al ritorno di viaggi internazionali sicuri. Non possiamo continuare a etichettare interi Paesi come ‘ad alto rischio’, presumendo che tutti siano infetti”.

Allo stato attuale la realtà, aggiunge la presidente, è molto più complessa. “Non solo rischiamo di stigmatizzare un'intera nazione - sottolinea -, ma interrompiamo anche i viaggi e la mobilità quando molte persone che risultano negative alla partenza e all'arrivo potrebbero viaggiare in sicurezza senza esportare il virus”.

 
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Cesare.Caldi

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14 Novembre 2005
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Gran Bretagna, obbligatori tre tamponi per chi viaggia

Il governo inglese ha formalizzato la nuova stretta ai confini per cercare di scongiurare l’importazione di nuove varianti del Covid dall’estero. Lo ha confermato alla Camera dei Comuni il ministro della Sanità Matt Hancock, illustrando l’introduzione di misure che da lunedì prevedono l’obbligo di altri due tamponi (dopo 2 e 8 giorni dall’ingresso), oltre a quello in partenza, per chiunque sia autorizzato a viaggiare o rientrare nel Regno Unito da ogni Paese al mondo, in hotel o a casa, durante la già prevista quarantena di 10 giorni: quarantena che non sarà più possibile dimezzare a 5 giorni con un primo test negativo. Corriere.it
 

Jil.10

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Gran Bretagna, obbligatori tre tamponi per chi viaggia

Il governo inglese ha formalizzato la nuova stretta ai confini per cercare di scongiurare l’importazione di nuove varianti del Covid dall’estero. Lo ha confermato alla Camera dei Comuni il ministro della Sanità Matt Hancock, illustrando l’introduzione di misure che da lunedì prevedono l’obbligo di altri due tamponi (dopo 2 e 8 giorni dall’ingresso), oltre a quello in partenza, per chiunque sia autorizzato a viaggiare o rientrare nel Regno Unito da ogni Paese al mondo, in hotel o a casa, durante la già prevista quarantena di 10 giorni: quarantena che non sarà più possibile dimezzare a 5 giorni con un primo test negativo. Corriere.it
Hanno tolto il "test to release" introdotto poco fa, che ti permetteva se accorciare la quarantena se al quinto giorno procuravi un tampone negativo, vedo che hanno le idee molto chiare.
 

flapane

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Gran Bretagna, obbligatori tre tamponi per chi viaggia

Il governo inglese ha formalizzato la nuova stretta ai confini per cercare di scongiurare l’importazione di nuove varianti del Covid dall’estero. Lo ha confermato alla Camera dei Comuni il ministro della Sanità Matt Hancock, illustrando l’introduzione di misure che da lunedì prevedono l’obbligo di altri due tamponi (dopo 2 e 8 giorni dall’ingresso), oltre a quello in partenza, per chiunque sia autorizzato a viaggiare o rientrare nel Regno Unito da ogni Paese al mondo, in hotel o a casa, durante la già prevista quarantena di 10 giorni: quarantena che non sarà più possibile dimezzare a 5 giorni con un primo test negativo. Corriere.it
Ma non è vero... o no?


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