Quale futuro per l’aviazione commerciale

Flyfan

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17 Giugno 2019
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LJU
Oggi mi sentivo in vena di thread impegnativi, ed eccolo. Non ne ho trovati altri dove si potesse discutere di cosa rimarrà dopo, e non parlare solo di quello che non si può fare adesso. Partendo da oggi, nel guano più inimmaginabile un solo anno fa che manco nei film di fantascienza più improbabili, dove saremo tra 2/3/5/10 anni sia dal punto di vista di chi viaggia sia da quello che lavora, o magari già lavorava, in questa industria tanto in disarmo attualmente?
 

13900

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Ci saranno di sicuro delle “morti eccellenti” tra varie compagnie, in Europa e nel mondo, con un prosieguo delle concentrazioni che già abbiamo visto. Mi aspetterei anche qualche cambio “importante” sotto il punto di vista degli aeroporti europei: se Brexit sarà il disastro che sembra, LHR potrebbe perdere la palma di aeroporto più importante d’Europa.

Per chi lavora nell’industria io mi aspetto due anni duri sotto il punto di vista delle remunerazioni, tra tagli di stipendi, ferie non pagate e casse; la spinta al ribasso, soprattutto per ruoli tipo ground handling e cabin crew, continuerà purtroppo.
 
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nicolap

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Altro effetto della crisi sarà probabilmente quello di congelare - o cancellare del tutto - alcuni programmi dell'industria aeronautica, con conseguenze non indifferenti sul piano soprattutto di R&D. In sintesi, potremmo vedere poche novità per un periodo abbastanza prolungato di tempo.
 
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13900

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Altro effetto della crisi sarà probabilmente quello di congelare - o cancellare del tutto - alcuni programmi dell'industria aeronautica, con conseguenze non indifferenti sul piano soprattutto di R&D. In sintesi, potremmo vedere poche novità per un periodo abbastanza prolungato di tempo.
Non lo so. Airbus ha appena lanciato il concept più rivoluzionario dall’introduzione della propulsione a getto, quello dell’idrogeno. Se c’è accesso a fondi a buon mercato (specie se pubblici, che per R&D non mancano mai) e se le tempistiche sono lunghe (cosa che saranno) allora potremmo vedere dei nuovi programmi. Va da sè che al momento non è che ci sia chissà che fermento: tolti i già citati concept di Airbus ci sarebbe il 797 di Boeing, nell’attesa che si capisca come dovrebbe essere, e poco più.
 

nicolap

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Speriamo. In passato le grandi crisi economiche hanno determinato delle stasi - se non dei veri e propri arretramenti - sul piano tecnologico. In questo caso ci troviamo di fronte alla combinazione di una crisi economica e di una crisi socio-sanitaria, che ha quindi il potenziale di influire sulle abitudini della società, che pone quindi grandi interrogativi nella definizione della sua possibile evoluzione.
 

vipero

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Io sono in una fase particolarmente depressa, quindi vedo tutto nero.
Ho iniziato la carriera coi grafici a picco, col vertice basso denominato "punto Saddam", poi altra guerra del golfo, il 9/11, lo tsunami... Insomma dal 1991 ad oggi c'è sempre stata una qualche crisi, ma in ogni caso in qualche modo la si sfangava sempre.
Adesso tra le poche realtà attive e la massa di gente a spasso come me, con in più l'aggravante dell'età, rientrare nel mondo dell'aviazione temo sia altamente improbabile.
L'attività aerea riprenderà per forza di cose. La gente sicuramente tornerà a viaggiare in lungo e largo, magari con procedure ancora più complesse del post 9/11.

Però hey! Ottimismo! Enac ha appena pubblicato questa nota stampa

Il Consiglio di Amministrazione #ENAC approva il Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli spazioporti. L’Italia è il primo Paese europeo a dotarsi di uno strumento per realizzare e gestire uno #spazioporto sul proprio territorio nazionale. Il Presidente Nicola Zaccheo: “È un passo fondamentale per avviare questo importante e strategico nuovo segmento dell’aviazione civile che consentirà nel prossimo futuro di effettuare voli suborbitali commerciali dal nostro Paese”. Con l’adozione del Regolamento si potrà, quindi, dare inizio al processo che consentirà di utilizzare lo scalo di Taranto Grottaglie anche come spazioporto nazionale, in una strategia di sviluppo dell’intero sistema dell’aviazione.
 

OneShot

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Non lo so. Airbus ha appena lanciato il concept più rivoluzionario dall’introduzione della propulsione a getto, quello dell’idrogeno. Se c’è accesso a fondi a buon mercato (specie se pubblici, che per R&D non mancano mai) e se le tempistiche sono lunghe (cosa che saranno) allora potremmo vedere dei nuovi programmi. Va da sè che al momento non è che ci sia chissà che fermento: tolti i già citati concept di Airbus ci sarebbe il 797 di Boeing, nell’attesa che si capisca come dovrebbe essere, e poco più.
Sono pienamente d'accordo: lo avevo scritto sul thread nonricordoquale che i colossi dell'industria aerospaziale (che poi sono A, B e C, cioè Airbus, Boeing e i Cinesi che sicuramente non si faranno sfuggire l'occasione) riceveranno molti finanziamenti atti a sviluppare nuovi modelli in vista del "zero emission target".
Se è vero che la "moda" sta cambiando, green è bello, i clienti non mancheranno: in easyJet sembra ci stiano veramente mettendo anima e core, se avanzeranno fondi, pure i soldi. Target: 2035!
 
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nicolap

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Il Consiglio di Amministrazione #ENAC approva il Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli spazioporti. L’Italia è il primo Paese europeo a dotarsi di uno strumento per realizzare e gestire uno #spazioporto sul proprio territorio nazionale. Il Presidente Nicola Zaccheo: “È un passo fondamentale per avviare questo importante e strategico nuovo segmento dell’aviazione civile che consentirà nel prossimo futuro di effettuare voli suborbitali commerciali dal nostro Paese”. Con l’adozione del Regolamento si potrà, quindi, dare inizio al processo che consentirà di utilizzare lo scalo di Taranto Grottaglie anche come spazioporto nazionale, in una strategia di sviluppo dell’intero sistema dell’aviazione.
La catching area di Grottaglie per i futuri viaggi spaziali è enorme, seconda sola a Trapani Birgi.
 

13900

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Speriamo. In passato le grandi crisi economiche hanno determinato delle stasi - se non dei veri e propri arretramenti - sul piano tecnologico. In questo caso ci troviamo di fronte alla combinazione di una crisi economica e di una crisi socio-sanitaria, che ha quindi il potenziale di influire sulle abitudini della società, che pone quindi grandi interrogativi nella definizione della sua possibile evoluzione.
Hai certamente ragione sul fatto che la pandemia rallenterà lo sviluppo a breve termine e la domanda per volare in futuro. Però potrebbe contribuire a cambiare certi trend o, magari, ad accelerarli.

Io sono in una fase particolarmente depressa, quindi vedo tutto nero.
Ho iniziato la carriera coi grafici a picco, col vertice basso denominato "punto Saddam", poi altra guerra del golfo, il 9/11, lo tsunami... Insomma dal 1991 ad oggi c'è sempre stata una qualche crisi, ma in ogni caso in qualche modo la si sfangava sempre.
Adesso tra le poche realtà attive e la massa di gente a spasso come me, con in più l'aggravante dell'età, rientrare nel mondo dell'aviazione temo sia altamente improbabile.
L'attività aerea riprenderà per forza di cose. La gente sicuramente tornerà a viaggiare in lungo e largo, magari con procedure ancora più complesse del post 9/11.
In gamba Vipero! Un abbraccio a te e a tutti quelli del settore nella tua situazione.
 
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ant

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Mah... io mi chiedo come sarà tra 10 anni in termini di numero massimo passeggeri. Abbiamo visto (direi stiamo assistendo) il declino a380 & 747 e sta succedendo la stessa cosa per le crociere.
Sicuramente sia per fuel/co2 emissions e costi cosicchè per capienza ci saranno ottimizzazioni (???)
Poi sicuramente si continuerà a viaggiare....anche se con lo "smart" home working...
 

Shogun

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Mah... io mi chiedo come sarà tra 10 anni in termini di numero massimo passeggeri. Abbiamo visto (direi stiamo assistendo) il declino a380 & 747 e sta succedendo la stessa cosa per le crociere.
Sicuramente sia per fuel/co2 emissions e costi cosicchè per capienza ci saranno ottimizzazioni (???)
Poi sicuramente si continuerà a viaggiare....anche se con lo "smart" home working...
Io credo che, una volta passata questa epidemia, il traffico aereo continuerà a crescere in maniera esponenziale, proseguendo la tendenza in atto dal secondo dopoguerra ad oggi. Le varie crisi che si sono succedute nel tempo hanno rappresentato soltanto brevi battute d'arresto in un trend di lungo periodo che appare inarrestabile, e che ha visto crescere il numero dei passeggeri con una progressione impressionante nel corso dei decenni. Pertanto io sono convinto che nel giro di qualche anno il trend riprenderà il suo corso, più forte di prima.

1970: 310 milioni (passeggeri trasportati nel mondo)
1980: 642 milioni
1990: 1,025 miliardi
2000: 1,674 miliardi
2010: 2,628 miliardi
2019: 4,540 miliardi

 

londonfog

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Io credo che, una volta passata questa epidemia, il traffico aereo continuerà a crescere in maniera esponenziale, proseguendo la tendenza in atto dal secondo dopoguerra ad oggi. Le varie crisi che si sono succedute nel tempo hanno rappresentato soltanto brevi battute d'arresto in un trend di lungo periodo che appare inarrestabile, e che ha visto crescere il numero dei passeggeri con una progressione impressionante nel corso dei decenni. Pertanto io sono convinto che nel giro di qualche anno il trend riprenderà il suo corso, più forte di prima.

1970: 310 milioni (passeggeri trasportati nel mondo)
1980: 642 milioni
1990: 1,025 miliardi
2000: 1,674 miliardi
2010: 2,628 miliardi
2019: 4,540 miliardi

Non saprei, io ho volato durante la guerra del golfo; (la prima e la seconda) quando tagliavano frequenze a tutto spiano. Non ricordo pero' una desolazione come quella che c'e' in giro.
 

Shogun

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Non saprei, io ho volato durante la guerra del golfo; (la prima e la seconda) quando tagliavano frequenze a tutto spiano. Non ricordo pero' una desolazione come quella che c'e' in giro.
Ovviamente prima di poter ripartire dovrà essere sconfitto il virus.
 
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Non saprei, io ho volato durante la guerra del golfo; (la prima e la seconda) quando tagliavano frequenze a tutto spiano. Non ricordo pero' una desolazione come quella che c'e' in giro.
Credo che sto giro, in cui siamo passati da 100 a 10 nel giro di pochi giorni, il ritorno a cifre molto alte sarà piuttosto rapido: una volta domato il virus (vaccino o cure o entrambi) ripartirà tutto molto in fretta, anche se poi ci vorrà un po' per riportare il traffico e i pax ai livelli pre-covid.
 
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londonfog

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Credo che sto giro, in cui siamo passati da 100 a 10 nel giro di pochi giorni, il ritorno a cifre molto alte sarà piuttosto rapido: una volta domato il virus (vaccino o cure o entrambi) ripartirà tutto molto in fretta, anche se poi ci vorrà un po' per riportare il traffico e i pax ai livelli pre-covid.
Penso anch'io, il problema per le linee aeree e per tutta l'industria legata al turismo e' quello di resistere fino alla ripartenza.