Francia precipita Airbus A320 GermanWings

Lorenz21

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Buongiorno a tutti

vi scrivo in quanto, secondo il mio punto di vista, la prassi del "non più soli in cabina" mi sembra un po' un correttivo di facciata attuato dalle compagnie in tutta fretta per cercare di rimettere in alto la sicurezza di un aereo;
in senso pratico se entra un AV o resta il pilota all'interno e questo viene messo KO all'improvviso (che so un cazzotto ben assestato) non si risolve nulla a confronto della tragica situazione appena vissuta.

mi sfugge qualcosa nel mio ragionamento?
 

peppecm

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23 Luglio 2012
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Roma Ciampino
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Peppe,comprendo la tua difesa ma devi ammettere che il "news cycle" contemporaneo e' il nemico dell cose lente e accurate. Riempire gli spazi di una stazione televisiva che trasmette notiazie 24/7 e' difficile. Le indagini su un incidente aereo sono tradizionalmente lente e accurate con livelli di pignoleria accurati. D'altra parte la reazione alle immagini di un aereo in mille pezzi sulle montagne e all'idea di 150 persone morte e' quella di voler sapere le cause subito, (Pafrla uno che ha preso un volo Pan Am il mattino dopo Lockerbie).

Questo porta con se' i soliti pseudo-esperti che cercano i loro cinque minuti sulla ribalta (Ne abbiamno avuto tanti anche qui), esperti che sparano cavolate (speriamo in buona fede).

Ci sono tante cose che io vorrei sapere, anche ammesso che il secondo si sia suicidato ammazzando 149 persone, ma io aspetto i risultati finali dell'inchiesta.

Per il resto, come dice una mia amica di Milano "sperem".

ASSOLUTAMENTE DACCORDO CON TE !
 

enrico

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30 Gennaio 2008
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Rapallo, Liguria.
Dal sito Germanwings:
Current information: Flight 4U9525
Cologne 27/03/2015
27.03. 03.40 p.m.: Co-pilot of Germanwings flight 4U9525: Sick note was not submitted to Germanwings

COLOGNE/BONN – Currently there is media coverage that the co-pilot of flight 4U9525 was given a sick note for the day of the accident on Tuesday. Germanwings declares that a sick note for this day was not submitted to the company.

This corresponds to the insights of the senior prosecutor of Dusseldorf. According to these insights, “a torn-up current sick note, also valid for the day of the incident” was found in the co-pilot’s documents. According to the prosecutor’s statement, this “would - according to preliminary evaluation - support the assumption that the deceased had concealed his illness towards his employer and his occupational environment.”
 

I-DILA

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4 Giugno 2007
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bergamo.
Anzitutto grazie ai moderatori per il loro lavoro. Anche questa volta il forum si è rivelato il migliore mezzo di informazione e condivisione.

Sono stati giorni difficili personalmente, questa tragedia mi ha turbato molto. Il mio stato d'animo è quello che tanti hanno dichiarato anche qui.

Volo spesso quasi sempre sulla stessa breve tratta, per spostarmi tra le due città dove lavoro. Per me l'aereo è da anni un luogo familiare. Anche per mia moglie lo è stato per diverso tempo, perchè per un periodo si è occupata di voli sanitari, sia su linea che su aeroambulanza. In quel periodo volava più di un av o di un pilota, con le più disparate compagnie, prevalentemente major ma, talvolta, anche del quarto mondo.

Sabato scorso, in volo di medio raggio, abbiamo osservato e commentato la procedura del pilota che esce per recarsi al bagno. Abbiamo fatto diverse considerazioni su alcuni dettagli, così, da esperti profani di aviazione civile. Potete immaginare come ci siamo sentiti quando abbiamo saputo.

Ciò che vorrei dire è questo: le procedure anti pilota-criminale (colui non è un suicida, è un criminale, ossia l'autore del reato di strage o, a seconda, di omicidio plurimo premeditato - usiamo i termini giusti, quindi -) sono tutte fallibili, se solo si ragiona sul fatto che il pilota è il fulcro di tutto il sistema.

I precedenti ce lo insegnano. Il fulcro del sistema, a volte (rarissime ma pur sempre statisticamente esistenti), si è trasformato in un criminale della specie peggiore. Nei casi RAM, Silk air, Egipt air, nulla ha potuto l'altro pilota (se non ricordo male il contenuto dei report). Mi sovviene solo il caso del FedEx, nel quale gli altri due piloti sono riusciti a bloccare il criminale (ossia il pilota che smette di essere tale e vuole abbattere l'aereo).

Allora, forse, più che ragionare sulla procedura con cui uno dei piloti deve andare alla toilette, bisogna implementare il monitoraggio dello stato spicologico del pilota.

Ora, non ho ben capito se in LHgroup facciano o meno i test psicoattitudinali. Ma questo mi pare un dato di grande importanza: ci sono? allora perchè non hanno funzionato? è fallace la frequenza, la procedura, o la scienza della psicologia in generale? non ci sono? perchè non ci sono? perchè altre compagnie li fanno?

Secondo il mio, magari errato, punto di vista, sono questi sopra gli interrogativi sui quali lavorare per ricavare un minimo di bene da questo fatto di enorme, generale, male.
 
Ultima modifica:

Stefano B

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22 Marzo 2009
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Roma
Anzitutto grazie ai moderatori per il loro lavoro. Anche questa volta il forum si è rivelato il migliore mezzo di informazione e condivisione.

Sono stati giorni difficili personalmente, questa tragedia mi ha turbato molto. Il mio stato d'animo è quello che tanti hanno dichiarato anche qui.

Volo spesso quasi sempre sulla stessa breve tratta, per spostarmi tra le due città dove lavoro. Per me l'aereo è da anni un luogo familiare. Anche per mia moglie lo è stato per diverso tempo, perchè per un periodo si è occupata di voli sanitari, sia su linea che su aeroambulanza. In quel periodo volava più di un av o di un pilota, con le più disparate compagnie, prevalentemente major ma, talvolta, anche del quarto mondo.

Sabato scorso, in volo di medio raggio, abbiamo osservato e commentato la procedura del pilota che esce per recarsi al bagno. Abbiamo fatto diverse considerazioni su alcuni dettagli, così, da esperti profani di aviazione civile. Potete immaginare come ci siamo sentiti quando abbiamo saputo.

Ciò che vorrei dire è questo: le procedure anti pilota-criminale (colui non è un suicida, è un criminale, ossia l'autore del reato di strage o, a seconda, di omicidio plurimo premeditato - usiamo i termini giusti, quindi -) sono tutte fallibili, se solo si ragiona sul fatto che il pilota è il fulcro di tutto il sistema.

I precedenti ce lo insegnano. Il fulcro del sistema, a volte (rarissime ma pur sempre statisticamente esistenti), si è trasformato in un criminale della specie peggiore. Nei casi RAM, Silk air, Egipt air, nulla ha potuto l'altro pilota (se non ricordo male il contenuto dei report). Mi sovviene solo il caso del FedEx, nel quale gli altri due piloti sono riusciti a bloccare il criminale (ossia il pilota che smette di essere tale e vuole abbattere l'aereo).

Allora, forse, più che ragionare sulla procedura con cui uno dei piloti deve andare alla toilette, bisogna implementare il monitoraggio dello stato spicologico del pilota.

Ora, non ho ben capito se in LHgroup facciano o meno i test psicoattitudinali. Ma questo mi pare un dato di grande importanza: ci sono? allora perchè non hanno funzionato? è fallace la frequenza, la procedura, o la scienza della psicologia in generale? non ci sono? perchè non ci sono? perchè altre compagnie li fanno?

Secondo il mio, magari fallace, punto di vista, sono quest sopra gli interrogativi sui quali lavorare per ricavare un minimo di bene da questo fatto di enorme, generale, male.
Sono d'accordo.
Forse le procedure usate fino ad oggi per dichiarare un pilota abile a fare il suo lavoro in sicurezza non sono perfette, oppure la mente umana è talmente complessa che anche il più bravo psicologo non potrà mai dare una risposta certa al 100%.... Vedremo cosa uscirà fuori nei prossimi giorni e le soluzioni che adotteranno le compagnie aeree.
Approfitto per rinnovare i complimenti ai moderatori per come stanno gestendo il thread!
 

stefano

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13 Febbraio 2006
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Roma, Calabria.
Da quanto sentito in questi giorni (prendetela con il beneficio del dubbio), la valutazione dello stato mentale dei piloti viene effettuato almeno una volta l'anno. In ogni caso, a mio avviso, quando si ha a che fare con il cervello di una persona, c'è poco di prevedibile. Hai voglia a fare controlli ravvicinati!
 

bourne

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6 Gennaio 2008
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Leno (BS)
Non ho scritto finora, ma sono costernato quanto voi per l'accaduto.
E' semplicemente agghiacciante.

Detto questo mi chiedo se l'aumentare dei controlli e della possibilità di essere lasciati facilmente a casa se anche si profferisce solo qualche parola che può essere interpretata male da chi fa il colloquio, potrebbe mettere una grande ansia a tutti i piloti, e non so se alla fine la sicurezza di tutti ne guadagnerebbe, davvero non ne ho idea. Anche i periti che devono dare il via libera sarebbero oltremodo sotto pressione. Onestamente ho sempre invidiato molto i piloti, ma in questi giorni molto meno.

Una curiosità mia: nei ferry flight di aerei passeggeri attualmente come ci si comporta? Anche in questo caso ogni compagnia può agire come vuole? E per i cargo?
Grazie a tutti e un pensiero di nuovo a tutti coloro che sono stati colpiti direttamente o indirettamente da questa immane tragedia.
 

jack

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26 Marzo 2015
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Concordo con kenadams.
Sforzarsi di applicare paradigmi logici e razionali ad un atto del generele è impossibile.
Francamente faccio fatica a non provare pietà per uno che decide di togliersi la vita...magari se la toglie e basta senza decidere. Non vorrei essere frainteso. Nessun perdono perche si può perdonare solo chi sa quello che fa. Non capisco come si fa a non provare pietà per quei genitori di questo ragazzo che sono da tenere vicini 2 volte altro che tenerli sotto scorta per non essere linciati... Che colpa avrebbero loro? Io da genitore se fossi costretto a scegliere preferirei essere il padre di uno dei scolaretti che del copilota, e i genitori proverebbero lo stesso male e lo stesso dolore. Se uno legge i quotidiani sparano a dx e manca senza pietà, qualsiasi inutile info si analizza minuziosamente da chi non ne capisce un bel nulla per vendere qualche copia in più. Magari dal PC va a finire che è andato su youporn e diventerà pure maniaco sessuale...tutto perche si cerca l'impossibile perché non si vuole credere che una cosa così terribile sia successo davvero...Nessuno di voi nonostante il certificato medico è rientrato al lavoro? Io ne conosco più di uno...al max mi attaccano l'influenza...
Finita la poesia io credo che ognuno di noi è ogni momento della propria vita in balia delle onde. Ti può venire incontro uno in macchina dall'altra corsia perché decide così, mangi in mensa e se impazzisce il cuoco che cuccede? Che succede se sul treno che prendo ogni GG impazzisce il macchinista che arrivati in stazione al binario morto invece di decelerare acellera?

In questo triste caso c'è una sola verità. Che le misure prese dopo 11/9 hanno una falla enorme...Io non voglio avere un pilota tipo MC Giver che improvvisi un workaround o la va o la spacca. La compagnia tedesca deve poter dire che da domani questo non accade più a meno che i 2 piloti non siano 2 pazzi...questo per dire che quella porta si doveva aprire. Da terra oppure con un codice condiviso (un pezzo per uno) dal crew...esempi si trovano mille, ma la porta in quel specifico caso si doveva aprire. Chiaro poi che di pazzi è più probabile si trovino dietro la porta che in cabina ma non mi basta e bisogna prendere atto e da subito tirare fuori la soluzione....e come dicono tanti di voi non è l'unico caso e si può tranquillamente ripetere. La sostituzione in cabina da un membro mi sembra debole...uno malato mentale ma in forma avrebbe fatto fuori il collega...come del resto ha fatto. Terribile...
 

AZ680

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15 Febbraio 2006
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roma, Lazio.
La verità è che data la complessità della mene umana c'è poco da inventarsi .. occorre stabilire procedure che minimizzino il rischio ...tenedo bene in mente che purtroppo una protezione assoluta non ci potrà mai essere
 

jack

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26 Marzo 2015
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La verità è che data la complessità della mene umana c'è poco da inventarsi .. occorre stabilire procedure che minimizzino il rischio ...tenedo bene in mente che purtroppo una protezione assoluta non ci potrà mai essere
Chiaro nessuno cerca l'impossibile... Ma nel caso specifico se quella porta si apriva quante possibilità c'erano di avere un fine diverso? Magari il copilota sarebbe andato giù di botto in picchiata e nulla cambiava...ma la procedura va cambiata.
 

norberto

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2 Luglio 2014
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Sento tanto parlare di Hostess in cabina di pilotaggio e porte blindate.Ma ci ricordiamo vero che Egyptair 990 precipito su volontà del copilota,nonostante non ci fosse alcuna porta blindata,nonostante ci fossero 5 piloti a bordo e nonostante il comandante fosse riuscito a tornare al suo posto e stesse cercando di contrastare l'azione del copilota?
Sono d'accordo con chi sostiene che è un palliativo per far vedere al mondo che si sta facendo qualcosa per risolvere un problema in realtà irrisolvibile.
Impossibile fermare la mente umana a meno di non eliminare i piloti dalle cabine di pilotaggio,risolvendo un problema e scatenandone almeno altri mille.
 

East End Ave

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13 Agosto 2013
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su e giu' sull'atlantico...
Comprendo lo sfogo, ma non lo condivido. Se dovesse essere confermata l'ipotesi del suicidio del copilota, credo che sarebbe doveroso e necessario rimarcare come un atto del genere sia verosimilmente dovuto a psicosi - a una patologia, a uno squilibrio chimico nel cervello. L'infermità mentale deve essere trattata come tale: un'infermità al pari di un infarto o un ictus. È inutile, altrimenti, invocare (come hanno fatto in molti) controlli e verifiche psicologiche, se poi li si intende solo come sistemi di identificazione e isolamento di una minaccia anziché come meccanismi di diagnosi e cura.
Concordo con kenadams.
Sforzarsi di applicare paradigmi logici e razionali ad un atto del generele è impossibile.
accogliendo l'invito del pres dico solo che la cosa e' a mio avviso border-line; fino a un minuto prima e' stato in grado di svolgere il suo lavoro alla perfezione, con piena coscienza.
Le news che Ivan ci ha dato circa le cose interessanti trovate a casa, certificati medici e altro, ci dicono che c'era una certa coscienza della situazione da parte di costui.
Materiale da psichiatri comunque...non da noi altri!

Pienamente d'accordo, il F/O non è certo un assassino che aveva come obiettivo "razionale" provocare sofferenza ai passeggeri e al resto dell'equipaggio e, se l'ipotesi fosse confermata, credo che per costui si dovrebbe provare solo molta pena più che disprezzo, considerando che una persona che decide di suicidarsi ha delle turbe psicologiche che molto probabilmente noi nemmeno riusciamo a immaginare
quanto a questo, purtroppo non ne possiamo avere certezze al momento. Forse mai.
 

flyboy

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22 Agosto 2012
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Milano
Sento tanto parlare di Hostess in cabina di pilotaggio e porte blindate.Ma ci ricordiamo vero che Egyptair 990 precipito su volontà del copilota,nonostante non ci fosse alcuna porta blindata,nonostante ci fossero 5 piloti a bordo e nonostante il comandante fosse riuscito a tornare al suo posto e stesse cercando di contrastare l'azione del copilota?
Sono d'accordo con chi sostiene che è un palliativo per far vedere al mondo che si sta facendo qualcosa per risolvere un problema in realtà irrisolvibile.
Impossibile fermare la mente umana a meno di non eliminare i piloti dalle cabine di pilotaggio,risolvendo un problema e scatenandone almeno altri mille.
Prendo spunto dal tuo post per dire che ogni evento di questo tipo, così dannatamente tragico, e che tocca le nostre coscienze in modo forte, dà in realtà la possibilità di avviare e affinare studi per individuare nuove procedure che possano aiutare a ridurre il rischio di accadimenti tragici come quello che abbiamo vissuto.
Personalmente sono SCONVOLTO dalla perdita di tante vie umane; non mi dò pace. Molti colleghi e amici, conoscendo la mia passione per l'aviazione, in questi giorni sono venuti a chiedermi se quanto è accaduto servirà a qualcosa.
Io ritengo di poter dare una risposta positiva con tutta la forza con cui posso scrivere queste parole: sarà MOLTO utile. Lo scrivo con convinzione perché, in caso contrario, noi, in quanto generazione umana capace di sprigionare quella che chiamiamo comunemente intelligenza, saremmo un branco di idiote pecore belanti.
Le scienze umane servono a questo: studiano i comportamenti e gli atteggiamenti di noi esseri umani per aiutarci a migliore e ad evolverci nel miglior modo possibile. Il tutto accade per step. Dagli errori come questo, (lo scrivo con la brutalità che questa stessa affermazione comporta), DOBBIAMO studiare, imparare e correggere per evolverci in positivo.
Io in questo modello ci credo. Poi la mente umana potrà combinare altri casini in futuro, questo è indubbio, ma avrà un subset di devianza un po' più limitato rispetto ad oggi, SE, facendo tesoro dell'esperienza, riusciremo ad intervenire sui comportamenti e riusciremo ad individuare quegli anticorpi necessari ad immunizzare una défaillance in più del nostro cervello.
E' compito delle scienze umane darsi da fare per fare analisi e produrre soluzioni, che poi andranno calate nella realtà e discusse con tante altre discipline. Da qui nasce il nostro futuro. Da qui evolve l'aviazione di domani.

Sono rimasto molto colpito e profondamente scosso da alcuni post. In particolare da chi vola tutti i santi giorni, e fino a ieri quel mestiere lo vedeva come una gioia, come una realizzazione della propria vita, come un modo di dare un senso alla propria vita, un senso che nasce dall'APPAGAMENTO personale unito al SERVIZIO VERSO il passeggero che ti ritrovi in alta quota.
Che vuoi di più? Sì, alla lunga mi pesano orari e turni. Sì, alla lunga manderei a quel paese il CF++++ che è davvero uno scassamaroni; sì, ogni giorno devo sorridere alla sciùra Pina che è cento volte più stupida della moglie di Fantozzi, e la scaraventerei fuori dal mio Embraer/Airbus/Boeing dandole un calcio che da FiumiScino la fa arrivare direttamente alla foce del Tevere. Ma io AMO il mio lavoro!
E a loro dico: continuate con coraggio il vostro lavoro! Non abbiate paura! Perché questo evento tragico porterà ad una serie di correzioni che renderanno un po' più sicuro il mondo dell'aviazione, e vi consentiranno di sorridere con convinzione ed in modo non forzato a quello stronxo che vi occupa il posto 01A con spocchia, o a quella sciura che vuole per forza tenere con sè la borZetta pur essendo nella fila delle uscite di emergenza.
 

I-DILA

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4 Giugno 2007
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bergamo.
Ad ogni modo, mi pare che l'esperienza (che andrebbe a mio avviso testata in serie al simulatore, dando ad uno il compito di abbattere l'aereo all'improvviso e tenendo l'altro ignaro) dei casi di piloti-criminali che vogliono abbattere l'aereo insegni che l'altro pilota può fare ben poco.

Questo è il vero dato, non tanto se si riesca o meno a rientrare in cabina di pilotaggio.

Non mi paiono pochi 5 casi negli ultimi 20 anni (senza considerare il caso MH, ovviamente, di cui nulla si sa). 5 incidenti, di cui 4 hanno portato alla perdita dell'aereo, con la stessa causa. Mi pare il momento per cambiare le regole e implementare procedure di controllo dello stato psichico dei piloti più efficaci.
 
Ultima modifica da un moderatore:

I-UDNE

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17 Agosto 2011
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Anche in questo caso dovrebbe essere presente il terzo componente dell'equipaggio con compiti di gestione della sicurezza. In ogni caso quello che evidentemente è sfuggito ai più è che la mia proposta era una soluzione provvisoria e di immediata applicazione valida in un ambito ben preciso (riutilizzo operativo di piloti messi a terra da Alitalia).
Fino a qualche anno fa l'Aeroflot aveva il commissario di bordo che doveva prevenire eventuali defezioni...torniamo a quei tempi?
 

Paolo_61

Socio AIAC
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2 Febbraio 2012
6,467
50
Segnalo Comi, Ferrero e non so chi altri su La7.
I prossimi interventi previsti sono quelli dei bambini dell'asilo di Barcellonette.
Che triste circo mediatico (per altro nei primi 10 minuti banalità tali che forse i suddetti bambini sarebbero più profondi)
 

NoEmptyElse

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1 Giugno 2014
442
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BS
Segnalo invece che ieri sera, durante uno spot sulle nuove tratte che Alitalia attiverà per l'expo (trasmissione di Barisoni su Radio24), l'AD della compagnia ha voluto inserire una considerazione sul fatto che in AZ, a differenza di Germanwings dove un F/O pilota con 600 ore, un cpt ha almeno 10000 ore e un f/o almeno 5000/6000 e sono spesso di provenienza militare.
Ora, ci sarebbe da commentare di tutto, ma mi astengo. Riporto solo per dare la statura di certi personaggi.
 

aless

Moderatore
12 Settembre 2006
11,382
6
Il volo civile comandato a distanza sarà forse il modo in cui voleranno i nostri nipoti o pronipoti. Possiamo rimandare l'argomento a una prossima decina di anni almeno?