Alcool in volo


FLRprt

Utente Registrato
17 Novembre 2009
606
385
Non ho le competenze per valutare fino in fondo questo articolo, cioè se si tratti di una cosa seria o di un acchiappaclick. L'articolo è sotto paywall.
L'assunto di partenza -la saturazione che si riduce con l'aumento della quota- è vera; le conseguenze di questo fatto non lo so. Che i problemi circolatori siano una delle principali cause di dirottamenti per ragioni mediche può essere plausibile. Qualcuno può chiarire?

 

Dancrane

Amministratore AC
Staff Forum
10 Febbraio 2008
19,192
4,060
Milano
La notizia è di quelle che non farà piacere ai molti viaggiatori che volano tratte lunghe e ripongono in un bicchiere di vino le loro chance di dormire in aereo. Perché dopo uno studio pubblicato online su Thorax i ricercatori hanno chiesto alle compagnie di valutare la sospensione delle bevande alcoliche a bordo perché il combinato disposto tra alcol e ridotta pressione in cabina sono essere dannosi per il cuore. Anche per il cuore di persone giovani e sane, figuriamoci quindi per quello di un cardiopatico. Per non parlare poi delle liti a bordo edelle intemperanze alcoliche su alcune tratte.



Alcol, 8 milioni i consumatori a rischio. I neurologi: "Bere è l'anticamera di Alzheimer e Parkinson"
a cura di redazione Salute18 Aprile 2024



Ma veniamo allo studio. Il primo del suo genere. Che ha reclutato 48 volontari sani tra 18 e 40 anni, mettendoli casualmente in due gruppi e stratificandoli per età, sesso e peso (con il Bmi, l'Indice di massa corporea). I due gruppi sono stati assegnati a due laboratori diversi, uno con normali condizioni di pressione dell'aria, quella che si trova a livello del mare e respiriamo ogni giorno, e l'altro gruppo a un ambiente dove era stata riprodotta la pressione di una cabina di un aereo che vola ad altezza di crociera, 2438 metri sopra il livello del mare. Una pressione ridotta rispetto a quella quota mare.


Lo studio
Dodici persone di ognuno di questi due gruppi si sono addormentate per 4 ore senza aver toccato un goccio di alcol, l'altra metà ha dormito, sempre per 4 ore, dopo aver bevuto alcol. Chi aveva bevuto l'equivalente di due lattine di birra (5% di alcol) o 2 bicchieri di vino da 175 ml (e 12% di alcol) alle 11.15 di sera, è stato monitorato in continuo su ciclo di sonno, saturazione e battito cardiaco. Il risultato finale dello studio comprende i risultati di 23 persone tra quelle che dormivano sul livello del mare e 17 in altitudine.

La combinazione alcol e pressione ridotta in cabina
La combinazione di alcol e pressione in cabina ad altezza di crociera ha provocato nei volontari che dormivano e avevano bevuto alcol una diminuzione della saturazione a una percentuale media appena sopra l'85% (normalmente in quota la saturazione scende da circa 96-98 a 90) e per compensare il cuore ha cominciato a battere più velocemente a una media di circa 88 battiti al minuto. Gli stessi volontari ad altezza di crociera ma che non avevano toccato alcol avevano l'88% di saturazione e sotto i 73 battiti al minuto. I risultati di chi invece dormiva sul livello del mare sono stati di 95% di saturazione e sotto i 77 battiti al minuto nei bevitori e sotto 96% e 64 battiti al minuto nei non bevitori. Ma non solo: questi dati sono registrati a paziente sdraiato, lusso concesso al più nelle classi business e c'è quindi da immaginare che nelle posizioni più scomode della classe economica i risultati possano essere peggiori.

Il cuore responsabile del 7% delle emergenze a bordo
Inoltre questi effetti potrebbero essere peggiori nelle persone anziane. "I sintomi cardiovascolari hanno una prevalenza del 7% sulle emergenze mediche a bordo - scrivono i ricercatori, che hanno chiesto di valutare la sospensione delle bevande alcoliche a bordo - e gli infarti causano il 58 per cento dei dirottamenti aerei verso gli ospedali più vicini. E' importante quindi che i medici, i passeggeri e l'equipaggio siano informati sui rischi potenziali".

Sonno e saturazione
Non solo cuore. Altitudine e alcol influenzano anche il sonno, riducendo la fase Rem e il sonno profondo, entrambi indispensabili fasi di recupero. "Questo accade perché la riduzione di ossigeno influenza il sonno Rem - sottolinea Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di Medicina Interna - come se si avesse una sindrome di apnee notturne. Questo studio è molto intelligente e nuovo e i risultati non stupiscono. In aereo la nostra saturazione è lievemente minore, tutti abbiamo imparato con Covid che una saturazione ottimale è tra 96 e 98%, in aereo scende a 90-92 ma non è un problema per la salute. Basta bere molta acqua, come fa il personale di bordo, che non a caso distribuisce bottigliette d'acqua ai passeggeri".

Che cosa fa l'alcol in alta quota
Diverso il caso per gli alcolici. "Se si bevono alcolici - continua Sesti - aumenta la diuresi e quindi ci si dididrata e aumenta anche la vasodilatazione, quindi si riduce la pressione del sangue e arriva meno ossigeno in periferia e ai polmoni e il cuore è costratto a pompare più rapidamente per rimpiazzare la lentezza della circolazione. Uno sforzo che richiede una maggiore presenza di ossigeno che però non c'è, il cuore è un organo affamato di ossigeno. Ovviamente questi risultati sono peggiori nei soggetti ipertesi o con insufficienza cardiaca e non considerano altri fattori come lo stress, l'ansia di volare, o la paura per una turbolenza. Tutti fattori peggiorativi per la frequanza cardiaca". In attesa di altri studi con campioni più ampi, pensateci bene prima di chiedere a bordo un alcolico: gli effetti potrebbero essere maggiori di quanto immaginato.
 

belumosi

Socio AIAC
Utente Registrato
10 Dicembre 2007
14,909
3,093
Non ho le competenze per valutare fino in fondo questo articolo, cioè se si tratti di una cosa seria o di un acchiappaclick. L'articolo è sotto paywall.
L'assunto di partenza -la saturazione che si riduce con l'aumento della quota- è vera; le conseguenze di questo fatto non lo so. Che i problemi circolatori siano una delle principali cause di dirottamenti per ragioni mediche può essere plausibile. Qualcuno può chiarire?

Vietare gli alcolici in aereo, fanno male al cuore
di Elvira Naselli
Uno studio dimostra come la ridotta saturazione dovuta alla pressione in cabina e la vasodilatazione legata agli alcolici sovraffatichi il cuore. Gli eventi cardiaci responsabili del 7% delle emergenze a bordo e al 58% dei dirottamenti
03 GIUGNO 2024 ALLE 16:11

La notizia è di quelle che non farà piacere ai molti viaggiatori che volano tratte lunghe e ripongono in un bicchiere di vino le loro chance di dormire in aereo. Perché dopo uno studio pubblicato online su Thorax i ricercatori hanno chiesto alle compagnie di valutare la sospensione delle bevande alcoliche a bordo perché il combinato disposto tra alcol e ridotta pressione in cabina sono essere dannosi per il cuore. Anche per il cuore di persone giovani e sane, figuriamoci quindi per quello di un cardiopatico. Per non parlare poi delle liti a bordo edelle intemperanze alcoliche su alcune tratte.

Ma veniamo allo studio. Il primo del suo genere. Che ha reclutato 48 volontari sani tra 18 e 40 anni, mettendoli casualmente in due gruppi e stratificandoli per età, sesso e peso (con il Bmi, l'Indice di massa corporea). I due gruppi sono stati assegnati a due laboratori diversi, uno con normali condizioni di pressione dell'aria, quella che si trova a livello del mare e respiriamo ogni giorno, e l'altro gruppo a un ambiente dove era stata riprodotta la pressione di una cabina di un aereo che vola ad altezza di crociera, 2438 metri sopra il livello del mare. Una pressione ridotta rispetto a quella quota mare.
Lo studio
Dodici persone di ognuno di questi due gruppi si sono addormentate per 4 ore senza aver toccato un goccio di alcol, l'altra metà ha dormito, sempre per 4 ore, dopo aver bevuto alcol. Chi aveva bevuto l'equivalente di due lattine di birra (5% di alcol) o 2 bicchieri di vino da 175 ml (e 12% di alcol) alle 11.15 di sera, è stato monitorato in continuo su ciclo di sonno, saturazione e battito cardiaco. Il risultato finale dello studio comprende i risultati di 23 persone tra quelle che dormivano sul livello del mare e 17 in altitudine.
La combinazione alcol e pressione ridotta in cabina
La combinazione di alcol e pressione in cabina ad altezza di crociera ha provocato nei volontari che dormivano e avevano bevuto alcol una diminuzione della saturazione a una percentuale media appena sopra l'85% (normalmente in quota la saturazione scende da circa 96-98 a 90) e per compensare il cuore ha cominciato a battere più velocemente a una media di circa 88 battiti al minuto. Gli stessi volontari ad altezza di crociera ma che non avevano toccato alcol avevano l'88% di saturazione e sotto i 73 battiti al minuto. I risultati di chi invece dormiva sul livello del mare sono stati di 95% di saturazione e sotto i 77 battiti al minuto nei bevitori e sotto 96% e 64 battiti al minuto nei non bevitori. Ma non solo: questi dati sono registrati a paziente sdraiato, lusso concesso al più nelle classi business e c'è quindi da immaginare che nelle posizioni più scomode della classe economica i risultati possano essere peggiori.
Il cuore responsabile del 7% delle emergenze a bordo
Inoltre questi effetti potrebbero essere peggiori nelle persone anziane. "I sintomi cardiovascolari hanno una prevalenza del 7% sulle emergenze mediche a bordo - scrivono i ricercatori, che hanno chiesto di valutare la sospensione delle bevande alcoliche a bordo - e gli infarti causano il 58 per cento dei dirottamenti aerei verso gli ospedali più vicini. E' importante quindi che i medici, i passeggeri e l'equipaggio siano informati sui rischi potenziali".
Sonno e saturazione
Non solo cuore. Altitudine e alcol influenzano anche il sonno, riducendo la fase Rem e il sonno profondo, entrambi indispensabili fasi di recupero. "Questo accade perché la riduzione di ossigeno influenza il sonno Rem - sottolinea Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di Medicina Interna - come se si avesse una sindrome di apnee notturne. Questo studio è molto intelligente e nuovo e i risultati non stupiscono. In aereo la nostra saturazione è lievemente minore, tutti abbiamo imparato con Covid che una saturazione ottimale è tra 96 e 98%, in aereo scende a 90-92 ma non è un problema per la salute. Basta bere molta acqua, come fa il personale di bordo, che non a caso distribuisce bottigliette d'acqua ai passeggeri".
Che cosa fa l'alcol in alta quota
Diverso il caso per gli alcolici. "Se si bevono alcolici - continua Sesti - aumenta la diuresi e quindi ci si dididrata e aumenta anche la vasodilatazione, quindi si riduce la pressione del sangue e arriva meno ossigeno in periferia e ai polmoni e il cuore è costratto a pompare più rapidamente per rimpiazzare la lentezza della circolazione. Uno sforzo che richiede una maggiore presenza di ossigeno che però non c'è, il cuore è un organo affamato di ossigeno. Ovviamente questi risultati sono peggiori nei soggetti ipertesi o con insufficienza cardiaca e non considerano altri fattori come lo stress, l'ansia di volare, o la paura per una turbolenza. Tutti fattori peggiorativi per la frequanza cardiaca". In attesa di altri studi con campioni più ampi, pensateci bene prima di chiedere a bordo un alcolico: gli effetti potrebbero essere maggiori di quanto immaginato.
 

SkyNomad

Utente Registrato
E' pur vero che una rondine non fa primavera, ma io ho sempre bevuto vino durante i voli, qualche volta anche superalcolici, ma l'unica parte del corpo che mi hanno trovata sane nelle recenti visite specialistiche è stata proprio il cuore.
 

m.ridoni

Utente Registrato
4 Marzo 2021
266
199
Possiamo mettere questo thread dietro un paywall? Queste sono notizie che non vorrei mai leggere, soprattutto mentre bevo un bicchiere di vino a FL360!
Dillo a me, io chiedo sempre se al posto del caffè posso avere un secondo bicchiere, che poi è l'unica cosa che rende sopportabile un viaggio di dieci ore in barbon class...
 
  • Like
Reactions: BrunoFLR

East End Ave

Utente Registrato
13 Agosto 2013
7,746
2,804
su e giu' sull'atlantico...
Credo che purtroppo, in generale, faccia male bere in assoluto 😅 Poi sicuramente a seconda della condizione può far più o meno male.
dipende, dai...un bicchier di vino non ha davvero mai ucciso nessuno; il problema in aereo e' lo stare seduti, la pressurizzazione e la presenza di decine o centinaia di persone in uno spazio estremamente ristretto con scarso ricambio d'aria, peraltro non umidificato a dovere.
 

Andrea1988

Utente Registrato
23 Novembre 2006
2,561
70
35
Roma, Lazio.
dipende, dai...un bicchier di vino non ha davvero mai ucciso nessuno; il problema in aereo e' lo stare seduti, la pressurizzazione e la presenza di decine o centinaia di persone in uno spazio estremamente ristretto con scarso ricambio d'aria, peraltro non umidificato a dovere.
Non dico di no, un bicchiere di vino me lo bevo di frequente anch'io... saltuariamente anche qualcosa di più.
Intendevo solo dire che l'alcool non va bene in generale, poi certo, moltissimo dipende dalla quantità...
 

Cesare.Caldi

Utente Registrato
14 Novembre 2005
36,579
1,239
N/D
Bere alcol sui voli a lungo raggio mette a rischio il cuore (anche per i sani)
di Silvia Turin
Uno studio mostra come l'alta quota fa abbassare l’ossigeno nel sangue e aumentare la frequenza cardiaca durante il sonno. Precauzioni per chi soffre di cuore e per gli anziani

Bere alcol durante un volo, specie a lungo raggio, potrebbe non essere una buona idea per il cuore.
Il mix di sonno e alta quota già mette alla prova i livelli di ossigeno nel sangue (quelli che si misurano con il saturimetro) e la frequenza cardiaca, l’alcol aggiunge fatica al sistema cardiovascolare anche di persone sane.

L'esperimento in Germania su persone sane
Lo ha dimostrato un piccolo studio pubblicato a inizio giugno su Thorax (una delle riviste di medicina respiratoria del British Medical Journal) condotto dagli scienziati dell’Istituto di medicina aerospaziale del Centro aerospaziale tedesco.
I ricercatori hanno reclutato volontari sani di età compresa tra i 18 e i 40 anni: metà ha dormito in condizioni atmosferiche normali (al livello del mare) e l'altra metà in una camera che imitava le condizioni di pressione della cabina di un aereo all'altitudine di crociera (2.438 metri sopra il livello del mare). All'interno di ciascun gruppo, la metà doveva bere una moderata quantità di alcol (circa due unità alcoliche) subito prima di andare a letto, mentre l'altra metà dormiva senza aver bevuto. In seguito, le due metà si sono scambiate. Nel complesso c’erano 23 volontari nel gruppo di controllo e 17 nel gruppo con simulazione dell’alta quota.
È noto che l'ambiente ad alta quota ci espone a una pressione atmosferica più bassa, che può ridurre il livello di saturazione di ossigeno nel sangue, soprattutto quando dormiamo.

Ossigeno nel sangue all'85%
La saturazione di ossigeno nel sangue è stata misurata con saturimetro: il livello «buono» è quello superiore al 95%, un livello inferiore al 90% è considerato basso e preoccupante.
I risultati dello studio hanno mostrato che le persone che avevano dormito a livello del mare hanno fatto registrare misurazioni normali di ossigeno nel sangue, anche se la frequenza cardiaca aumentava leggermente durante la notte in cui avevano bevuto alcol.
Chi aveva dormito nella camera che simulava l’alta quota ha avuto misurazioni dell’88% ossigeno nel sangue, sceso a 85% dopo aver bevuto. Anche la loro frequenza cardiaca era aumentata (per compensare la bassa saturazione il cuore deve «lavorare» di più).

Rischio maggiore per cardiopatici
Certamente il campione dello studio era di piccole dimensioni e i volontari hanno dormito in posizione supina (in genere possibile sui voli solo per chi è in prima classe), quindi non è chiaro se gli stessi risultati sarebbero comparsi per chi beve e rimane seduto a dormire.
Il dato che colpisce è che lo studio è stato fatto su persone sane: l’alcol in volo potrebbe essere particolarmente pericoloso per coloro che hanno una salute cardiovascolare più debole, o per gli anziani. Inoltre, alcune persone che non bevono abitualmente, magari in volo lo fanno, nell’intento di tenere a bada il timore di volare.

Essere informati
«Potrebbe essere utile prendere in considerazione la possibilità di modificare le normative per limitare l'accesso alle bevande alcoliche a bordo degli aerei - hanno scritto gli autori della ricerca -, o almeno assicurarsi che le persone siano a conoscenza del possibile pericolo».
Le emergenze mediche su un aereo sono piuttosto rare (si verificano circa una volta ogni 604 voli, secondo uno studio del 2018), ma il 7% di esse è attribuito a problemi cardiovascolari.

 

FLRprt

Utente Registrato
17 Novembre 2009
606
385
Il Corriere arriva dopo i fuochi (o dopo la musica, se non piacciono i fuochi d'artificio). Lo studio è lo stesso citato da Repubblica, più di una settimana fa.
Ho sentito il mio medico, che mi ha detto che uno studio su un numero di casi così basso ha significatività nulla. Il pericolo potrebbe esserci, ma l'indagine epidemiologica richiesta va impostata su altri numeri. Il che chiude il discorso dal punto di vista giornalistico: clickbait, fatto da un professionista (o supposto tale) che non si è un minimo documentato prima di passare il pezzo.
Sempre rifacendomi a quello che mi ha detto il mio medico, premesso che l'alcol è una sostanza farmaco- e psicoattiva (che se fosse scoperta oggi probabilmente finirebbe dritta filata nella tabella delle sostanze proibite), la questione è sulla quantità assunta e sulla frequenza di assunzione: insomma qualcosa simile all'esposizione alla radiazioni ionizzanti sui voli. C'entra poi la risposta individuale all'asssunzione: è come per il latte che alcuni adulti non riescono più a metabolizzare od hanno difficoltà nella metabolizzazione. Ma a cose normali l'aggravamento del rischio per una quantità modica di alcool per soggetti sani è negligibile.
Il tutto parlando di individui in condizioni sanitarie normali: per un soggetto scompensato dal punto di vista cardiocircolatorio o con problemi respiratori il volo può essere controindicato o richiedere supporto farmacologico e/o di ossigenoterapia. E in casi come questi l'assunzione di alcool non sembra proprio consigliabile.