Error fare, self dump, price drop: girare il mondo con poco è possibile

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Week end a New York con 180 euro, settimana a Dubai con 150, viaggiare in business class a 450? Tutto possibile, con un po’ di pazienza, tanta fortuna, l’essere pronti a partire (più o meno) senza dovere farsi autorizzare le ferie dal capo e, sopratutto, prenotare appena si trova l’occasione: perché talvolta l’occasione dura il tempo di un battito di ciglia, ed il solo riflettere ed incastrare i voli la fa perdere. Ma andiamo con ordine: anzitutto, come nasce una tariffa aerea?

Il prezzo finale di un biglietto aereo è la somma di una serie di costi, ognuno con la propria sigla, ognuno col proprio perché. Di norma, è fatto da una tariffa base, alla quale si aggiungono le diverse tasse e spese aeroportuali, ed il fantomatico “supplemento carburante”, che è la voce che incide maggiormente sul costo complessivo (non è raro trovare un biglietto che “costi” 50 cents di tariffa e 200 dollari, euro, pounds, o la valuta della compagnia, di supplemento carburante). A questo, poi, si devono aggiungere i valori di cambio tra la valuta originaria e la valuta di vendita, le offerte particolari, le condizioni di vendita alle OTA (On line Travel Agency: l’Expedia di turno, per intenderci), il tutto codificato dalle regole tariffarie. Insomma, è tutto un intricato miscuglio di lettere, numeri, virgole e sigle. Per mera statistica, quindi, chi deve caricare il sistema ogni tanto compie qualche errore. E l’errore è più frequente di quanto ci si aspetti, perché le tariffe, quotidianamente, vengono aggiornate in continuazione migliaia e migliaia di volte in tutto il mondo e per ogni singola Compagnia Aerea.

Cosa accade, quindi? Accade che un banale errore di una lettera mancante, di un codice di regola omesso, o una virgola fuori posto nell’ andare a strutturare le regole tariffarie comporti il crollo a cifre ridicole dei prezzi dei biglietti: tra i vari casi passati alla “storia” ci sono gli errori di Alitalia e del suo sito giapponese (biglietti transcontinentali venduti a partire da pochi centesimi di euro), quello di American Airlines per voli Europa/USA a meno di 100 euro, quello di United (con biglietti, in questo caso, annullati e non onorati: ne parleremo più avanti) per viaggiare in First Class a 30/40 euro anziché 4.000. Tre casi nei quali l’errore è stato diverso, ma ha portato allo stesso, disastroso (per i bilanci delle compagnie) risultato: migliaia di viaggiatori che acquistano un biglietto a pochi spiccioli e girano comodamente per il mondo.

Trovare questi biglietti non è facile, ma nemmeno un’impresa titanica, perché al giorno d’oggi i siti che segnalano queste tariffe sono molti (i più famosi sono secretflying.com, flynous.com, theflightdeal.com, fly4free.com), che possono essere seguiti sia sulla loro pagina web, sia attraverso i social network, per essere avvisati, attivando le notifiche, appena pubblicano qualche tariffa particolare. Il tempo di reazione per prenotare i biglietti, in questo caso, è molto breve, talvolta una mezz’oretta al massimo dalla pubblicazione, perchè i lettori sono ormai milioni e qualche compagnia aerea ha già “mangiato la foglia”. Esistono poi programmi dai quali partire per andare a caccia, che hanno qualche vantaggio supplementare: fare sì di trovare la tariffa che interessa, per la tratta che interessa, e magari pure per le date utili. Per iniziare in forma blanda, si può partire da Skyscanner (https://www.skyscanner.it), che permette di avere una visione immediata dell’andamento tariffario di una tratta su un intero mese: è sufficiente selezionare l’opzione “Tutto il mese” nelle finestre delle date, ed automaticamente si ha un quadro completo dei costi, e salta subito all’occhio se ci sono tariffe particolarmente appetibili. Chi ha, invece, particolare dimestichezza con le sigle, può imparare ad usare Matrix di ITA software (https://matrix.itasoftware.com/), che permette di fare ricerche più approfondite, magari allargando la cerchia degli aeroporti di partenza o di arrivo, inserendo la classe tariffaria di gradimento, e tutta una serie di range di date comode. Col tempo e con un po’ di esercizio, qualcosa di buono si riesce ad intercettare anche là. Parleremo più approfonditamente di Matrix prossimamente. Un’altra buona possibilità per andare a cercare velocemente le tariffe è Google flight, che permette, come Skyscanner, la possibilità di vedere l’intero mese in una sola schermata, senza dovere necessariamente inserire date esatte, mentre un buon sito che segnala quotidianamente i biglietti a tariffe particolarmente vantaggiose è airfarewatchdog.com.

Alcune piccole regole per chi trova l’errore tariffario: prima cosa, ovviamente, prenotate il biglietto! Cominciate a portare a casa il vostro premio per la fatica che avete dedicato alla caccia, prima di divulgare l’informazione. La generosità è certamente una virtù, ma in questi casi un pizzico di sano egoismo non fa mai male, e vi evita di dovervi mordere le dita perchè, magari, nel frattempo l’errore è stato corretto.  Altra regola fondamentale (lo troverete scritto ovunque) è quella di non avvisare la Compagnia. Sembra una norma banale, ma è più facile del previsto cascare in fallo: la curiosità di chiedere un’informazione, un proprio errore per avere inserito una data sbagliata o un volo sbagliato, tutto può indurre in tentazione. E’ bene non contattare il call center, ne potrebbe andare del buon fine della vostra operazione e, sopratutto, vi attirereste l’odio perpetuo degli altri cacciatori di tariffe sbagliate.

Dopo avere acquistato il biglietto, è bene non cantare vittoria troppo presto (tradotto: aspettate a prenotare alberghi, auto e quant’altro di accessorio al viaggio che andrete a fare). Per quanto nella gran parte dei casi le compagnie onorino il biglietto emesso, questo non sempre accade. Come ho riportato sopra, United in passato ha cancellato migliaia di biglietti erroneamente emessi in casse F, vuoi per la notevole perdita economica che avrebbero rappresentato per la Compagnia, vuoi perché avevano esaurito completamente la disponibilità per la normale clientela per un anno intero. Altri casi sono capitati, anche per biglietti emessi in economy o in business, con altre compagnie (British Airways cancellò dopo oltre una settimana dei biglietti emessi a prezzi stracciati verso il Sud America). Quindi, aspettate almeno una settimana/dieci giorni prima di fare qualsiasi acquisto legato al viaggio, e spendete questo tempo per tenere sotto controllo che la prenotazione, sul sito della compagnia, sia sempre attiva e non abbia subìto modifiche o cancellazioni.

Si corre il rischio di perdere i soldi spesi? La risposta è duplice. No, perché le transazioni vengono, nel caso, annullate, e spesso questo accade prima ancora che il relativo addebito sulla vostra carta di credito sia fisicamente effettuato. Tuttavia, alcune OTA sono più celeri di altre nell’annullamento del biglietto, e talvolta la spesa viene rimborsata parecchio tempo dopo l’effettuazione o, più banalmente, l’accredito lo trovate nel mese successivo perché, nel frattempo, è andato in chiusura l’estratto conto mensile. E’ qualcosa che dovete mettere in conto, sopratutto per le cifre di una certa importanza. Così come, venendo alla risposta affermativa del quesito, è possibile che qualcosa vada perso: parliamo di pochi euro, ma quel che può capitare è che, tra l’addebito e l’accredito, magari passi qualche giorno, e nel frattempo la moneta di pagamento si sia rivalutata rispetto a quella della vostra carta di credito. In questo caso, la perdita di qualche euro è, purtroppo, inevitabile, e sarà tanto maggiore quanto elevata è la volatilità della valuta di addebito (pensate al crollo della Sterlina il giorno dopo il referendum sulla Brexit).

Una volta avuta la ragionevole certezza che il biglietto emesso venga onorato, seat back, relax and enjoy your flight!

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