[TR] Isola di Man con Loganair


mediafx1

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24 Aprile 2010
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Milano
ANTEFATTO
Primi anni ‘90: come molti ragazzi dell’epoca avevo una collezione di monete e di francobolli. Un giorno, sfogliando un album/raccoglitore regalatomi per il mio compleanno, scopro l’esistenza di uno stato mai sentito prima, con una curiosa bandiera che raffigura tre gambe. Facendo qualche ricerca, che all’epoca richiedeva tempi estremamente più lunghi di adesso, scopro che si tratta di una piccola isola situata tra Gran Bretagna e Irlanda. La curiosità in qualche modo aumenta quando mio zio mi spiega che l’isola è abitata anche da gatti senza coda. L’isola di Man finisce così nella lunga lista di luoghi che vorrei prima o poi visitare.

FAST FORWARD AL 2026
Nonostante da adulto abbia avuto la fortuna di soddisfare molte delle mie curiosità geografiche di gioventù, sono ancora diversi i luoghi in quella ideale lista.
All’indomani dell’ennesima crisi internazionale che agita fantasmi di cieli bloccati e voli cancellati, provo a cercare una meta per me nuova ma relativamente vicina. Ripenso quindi a quell’isoletta lasciata nel dimenticatoio per tanti anni e decido finalmente di colmare questa lacuna.

Ovviamente non ci sono voli diretti dall’Italia, per raggiungere IOM bisogna partire da una fra Londra, Manchester, Liverpool e poco altro. Alla fine la mia scelta ricadrà su MAN per gli orari più congeniali (anche se solo scrivendo il TR mi sono accorto che il codice di questo aeroporto potrebbe generare confusione con il nome dell’isola oggetto del TR). L’aeroporto di IOM è collegato sia da Loganair che da easyJet, opto per la prima per fare un’esperienza più caratteristica. Molto poco caratteristici saranno invece i voli da BGY a MAN e da MAN a LIN.

Iniziamo proprio da un BGY-MAN di Ryanair. Ammetto che se posso evito l’aeroporto di Orio al Serio e il motivo è essenzialmente questo:

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Un viaggio di un’ora in bus, sperando che non ci sia traffico e confidando di ritrovare il proprio trolley a destinazione, non è il modo migliore di iniziare. Piuttosto caotico poi l’arrivo in aeroporto, con il flusso dei passeggeri scesi dal bus che incrocia in pieno quello dei passeggeri in uscita dal terminal. Sotto questo aspetto era decisamente meglio qualche anno fa, quando i bus fermavano in zona partenze. Vedremo se l’esperienza di viaggio per l’aeroporto migliorerà quando ci sarà il collegamento ferroviario.

Pur non amando BGY, devo riconoscere che alcune zone del terminal sono decisamente migliorate negli ultimi tempi, in particolare ai controlli di sicurezza. Oltre agli spazi più ampi e luminosi, sono state installate macchine di nuova generazione che consentono di non estrarre nulla dal bagaglio.

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Faccio una sosta nella lounge Hellosky, esteticamente gradevole e decisamente migliore delle lounge Priority Pass di LIN e MXP per quanto riguarda l’offerta di cibo.

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Ultima annotazione su BGY, sostanzialmente nessuna coda ai controlli passaporti, neanche per gli extra-UE. Almeno qui il temuto caos per l’Entry Exit System non si è visto.
Vi risparmio il volo Ryanair che sarà identico a qualunque altro volo della nota compagnia irlandese. Arriveremo a MAN in orario.

Manchester airport

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Ovviamente lo sbarco avviene attraverso scaletta e successiva risalita nella torretta del terminal. Proprio su questa scala, un poetico cartello avvisava che “non tutte le compagnie scelgono di usare il jetbridge”.

Il terminal 3 è abbastanza tetro, tuttavia i percorsi a piedi non sono troppo lunghi e l’immigration sarà molto veloce (c’erano 8 varchi aperti su 9).

Un paio di italiani chiedono a chi devono mostrare l’ETA (che, come spiegato nella mail di conferma, è automaticamente associata al passaporto). Evidentemente per noi italici è difficile rinunciare alla gratificazione derivante dall’esibire il pezzo di carta ottenuto al termine di una procedura amministrativa.

In pochi minuti sono fuori e, camminando attraverso palazzine per uffici anni ‘90, arriverò al mio hotel subito fuori dall’aeroporto.

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Si riparte quindi da Manchester. L’impressione dall’esterno è che l’aeroporto sia composto da una serie di edifici affogati in un groviglio di strade. Infatti la cosa più evidente sono queste passerelle pedonali per spostarsi tra un edificio e l’altro (stazione ferroviaria, T2 e T3).

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Eccoci nell’area partenze del T2, decisamente più moderno del T3 utilizzato da Ryanair. Fino a qualche mese fa esisteva anche un T1, ora chiuso per la presenza di amianto e, come spiegava un operatore, utilizzato solo come parcheggio di aeromobili.

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Nessuna coda al check-in per il mio volo. Le dimensioni consentite del bagaglio da cabina sono 40x35x18 quindi devo imbarcare il mio trolley.

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Qualcuno avrà notato che nei miei TR commento sempre se ai controlli è necessario estrarre i liquidi, i computer, ecc. in quanto normalmente i macchinari più evoluti consentono di non farlo. Ci sono però dei casi in cui, pur in presenza di macchinari evoluti, vige ancora la biblica regola dei 100ml. Questo aeroporto è uno di quelli (scoprirò poi che in UK sono ancora svariati). Una bottiglietta d’acqua lasciata imprudentemente nello zaino mi costringerà quindi a diversi minuti di attesa dietro altri colpevoli come me di qualche dimenticanza, mentre gli addetti ispezionano i loro bagagli.

Un'ultima occhiata alla zona controlli

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Un po’ di visitatori dell’aeroporto

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Gli interni del T2 sembrano rinnovati da poco. Non mancano le sedute con disponibilità di prese di ricarica.

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Manca ancora un po’ all’indicazione del gate e i monitor invitano a rilassarsi

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Eccoci al gate B1, ovviamente imbarchi remoti. Al gate non viene richiesto di esibire il documento ma uno scanner (simile a quello dei controlli di frontiera) esamina il volto del passeggero.

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Loganair LM694
MAN-IOM
ATR 72-600
Economy

Dopo un bel po’ di strada in bus arriviamo al nostro mezzo. Dovrebbe essere parcheggiato nella zona dell’ex T1 di cui dicevo prima.

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Siamo a bordo, lo spazio certamente non abbonda, in particolare all’ultima fila che è la mia (ironicamente è la Emergency exit row su questo aereo e infatti l’assistente di volo ci fa il briefing e ci chiede se siamo disposti ad assistere in caso di emergenza). Perlomeno ho il posto accanto libero. Il load factor sarà all’incirca del 50% (una quarantina scarsa di passeggeri).

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L’assistente di volo dice “say goodbye to the sunshine”. Personalmente non mi dispiace perché a Manchester c’è la stessa calura di Milano in questi giorni.

Decolliamo

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Parafrasando il maestro Bruno Pizzul “tutto molto verde”.

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Periferia sud-ovest di Manchester (questa cittadina dovrebbe essere Knutsford ma potrei sbagliare)

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(Autodenuncia: le due immagini sopra sono state modificate con AI per attenuare il riflesso che non permetteva di vedere un tubo).

Durante il breve volo viene servito uno snack dolce e dell’acqua.

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Il volo durerà 30 minuti in tutto. Dopo tante nuvole iniziamo a scendere e si intravede la costa sud dell’isola. Atterreremo da sud-ovest come è visibile dalla mappa.

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Welcome to Ronaldsway airport

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I cartelli sono in inglese e in lingua Manx

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Zona riconsegna bagagli

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Chiaramente l’aeroporto è a misura di isola. L’ultimo dato disponibile parla di 650mila passeggeri in un anno. La piccola area check-in

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E l’ingresso del terminal dall’esterno. Un bus mi porterà nella capitale Douglas in circa 25 minuti.

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Bellissimo inizio! L’Isola di Man mi ha sempre incuriosito sin da bambino, quando nei fascicoli della raccolta “Takeoff” rileggevo spesso un articolo di approfondimento sull’ormai defunta Manx Airlines e la sua flotta di BAe ATP.
 
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Grazie a tutti! Inserirò una parte OT, che sarà soprattutto ferrotranviaria, e poi il volo di ritorno.

Bellissimo inizio! L’Isola di Man mi ha sempre incuriosito sin da bambino, quando nei fascicoli della raccolta “Takeoff” rileggevo spesso un articolo di approfondimento sull’ormai defunta Manx Airlines e la sua flotta di BAe ATP.

Ho una buona notizia e una cattiva: quella buona è che nel museo dell'aviazione accanto all'aeroporto è esposto un BAe ATP in livrea Manx Airlines, quella cattiva è che non ho fatto in tempo a visitarlo quindi ahimè non ci saranno foto del museo in questo TR.
 
OT

Come alcuni sapranno, l'isola di Man è una "dipendenza" della corona britannica, nel senso che il capo di stato (Lord of Mann) è il sovrano inglese, ma l'isola non fa parte del Regno Unito e ha una propria legislazione. In particolare l'isola ha un suo parlamento, il Tynwald, che si presume essere il più antico organo legislativo tuttora esistente, essendo stato istituito nel 979.
Oggi è ospitato in questo edificio, anche se annualmente si riunisce in un'area all'aperto in ossequio alle sue origini, risalenti peraltro alla dominazione vichinga.

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Come dicevamo la capitale è Douglas

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L'isola, e in particolare la città di Douglas, ha una storia di turismo sviluppatosi a partire dai primi del 1900. Non mancano quindi numerosi hotel sul lungomare, molti dei quali però non più operativi.

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Sul lungomare, una scultura rende omaggio ai fratelli Gibbs dei Bee Gees, nativi dell'isola e poi trasferitisi in Australia dove hanno iniziato la carriera che li ha resi ultra celebri

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Qualche altra immagine di Douglas. Questo cimitero ricorda sia il naufragio della nave Minerva del 1809, sia le vittime dell'epidemia di Colera del 1832.

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In particolare il naufragio del Minerva avrà un'eredità tangibile in quanto da allora l'isola si doterà di navi da soccorso. Tuttora questa flotta rappresenta un orgoglio per l'isola, tanto che vi sono negozi di souvenir ad hoc:

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Questa invece è la cattedrale di Saint Mary of the Isle

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Merita una visita inoltre il Manx Museum, una raccolta di testimonianze della storia e della cultura dell'isola.

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Una delle sale tratta la lingua Manx e le differenze con le altre lingue gaeliche (irlandese e scozzese).

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La visita si conclude un po' frettolosamente perchè il museo, come un po' tutto da queste parti, chiude alle 16.30.

Nei giorni successivi mi dedicherò a trasporti originali. In breve, l'isola è una specie di museo a cielo aperto per mezzi di trasporto, tuttora in servizio. Da questa mappa si può avere una vista di insieme delle linee esistenti. Altre linee ferroviarie purtroppo sono state abbandonate nel corso del XX secolo.

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Premetto che non sono un esperto in materia, quindi se c'è qualche appassionato di tram e treni storici che vuole aggiungere informazioni è benvenuto!
La prima linea che prenderò sarà la Manx Electric Railway (quella blu sulla mappa)

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Questo tram collega Douglas a Ramsey, un viaggio di 1 ora e 15 minuti con diverse fermate, affrontando anche discrete pendenze.

Da una di queste fermate, Laxey, si può prendere la Snaefell Mountain Railway che raggiunge il punto più alto dell'isola (circa 620 metri) in 30 minuti. Sulla mappa è il percorso in verde.

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Durante la salita si può ammirare Lady Isabella, la grande ruota che veniva utilizzata per estrarre l'acqua dalla miniera e tuttora è fra le principali attrazioni turistiche dell'isola

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Purtroppo, una volta in cima, il panorama non sarà dei migliori

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Riprendo quindi lo stesso mezzo per tornare a valle e continuare il viaggio verso Ramsey. Una particolarità è lo schienale mobile che consente di invertire le sedute quando cambia il senso di marcia

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Come dicevo, a Laxey si può visitare la "wheel" e scoprire qualcosa sulla tradizione mineraria dell'isola. All'esterno è ben visibile il triskelion, il simbolo dell'isola

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inoltre si può viaggiare su questo trenino, che percorre un breve tratto di quello che era il percorso verso l'interno della miniera. Ovviamente sconsigliato a chi è a disagio negli spazi ristretti.
Il capotreno era una versione leggermente più attempata di M. O' Leary.

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Il percorso dura un paio di minuti.

Riprendiamo il viaggio verso Ramsey. Il gaelico dell'isola di Man è un po' diverso dal gaelico irlandese. Ad esempio in Irlanda fuori dalle stazioni c'è scritto "staisiun" e non "stashoon".

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Una breve visita alla cittadina di Ramsey prima di ripartire

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Si riparte verso Douglas. A Laxey scendono tutti e ne approfitto per fare una foto agli interni vuoti. Come si può intuire i veicoli della Manx electric railway sono diversi tra loro.

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Un'ultima occhiata dal finestrino sulla via del ritorno

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Altro mezzo molto caratteristico che si può utilizzare a Douglas è il tram a 1 CV di potenza

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ci sono varie vetture e i cavalli sono diversi esemplari che ruotano. Il percorso è lungo circa 1 miglio.

Il giorno dopo decido di utilizzare l'altro mezzo storico sull'isola, il treno a vapore. La stazione di Douglas

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Il percorso è quello in rosso nella mappa che ho postato prima, il viaggio fino a Port Erin dura circa 1 ora. Ci saranno diverse comitive con scompartimenti riservati, ma per fortuna troverò un posto.

Ecco il mezzo

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Interni

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Un viaggio decisamente originale e che consiglio a chiunque si trovasse a visitare l'isola.

La stazione di Port Erin

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Accanto alla stazione c'è un museo ferroviario che sarà di sicuro interesse per gli appassionati di treni storici

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E qualche immagine della cittadina, meta "balneare" dell'isola

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Sulla via del ritorno mi fermerò a Castletown, la capitale originaria dell'isola prima che lo diventasse Douglas. Castello:

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Questa era una scuola, nonché l'edificio coperto più antico dell'isola (risalente al tredicesimo secolo)

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Molto graziosa la piccola stazione di Castletown

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in particolare la sala d'aspetto restaurata

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e questo, fuori dal bagno, ci ricorda il buoncostume britannico

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Per concludere questo ampio OT, poco prima di ripartire ho finalmente visto un gatto Manx

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Ultima modifica:
Se aspettavi un po' di beccavi il TT, altro che il T2!
:)

Corretto, tuttavia ho preferito visitare l'isola al di fuori del periodo di massimo afflusso di visitatori per poterla scoprire meglio. Confermo comunque che i riferimenti al TT e alla sua storia sono molto presenti, in particolare al museo c'è una bella galleria dedicata.
 
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Manchester e' l'aeroporto piu' cafone d'Inghilterra. Non tanto nel senso della clientela (che comunque non brilla) ma nel modo con cui la societa' aeroportuale si approccia a compagnie aeree e ground handlers.

L'isola di Man e' uno dei tanti semiparadisi fiscali di questo paese. Ricordo con immensa invidia un fenomeno, tale Laurie qualcosa, megadirettore cosmico di business development in una compagnia per cui ho fatto il travet. Non ho mai capito cosa facesse, di preciso, quel tizio: di sicuro zero business, ancor meno development. Comunque, il personaggio riusci' a negoziare un trasferimento all'isola di Man, dove pagava praticamente zero tasse. Se non erro la compagnia gli pagava pure il volo dall'Isola a LCY.
 
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Piccola nota storica. I cittadini Italiani residenti nel Regno Unito nel Giugno del 1940 all'entrata in guerra dell'Italia contro il Regno Unito e la Francia furono internati all'isola di Man, negli alberghi di Douglas. Non sono sicuro, ma mi sembra di ricordare che avessero internato solo gli uomini.
 
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Piccola nota storica. I cittadini Italiani residenti nel Regno Unito nel Giugno del 1940 all'entrata in guerra dell'Italia contro il Regno Unito e la Francia furono internati all'isola di Man, negli alberghi di Douglas. Non sono sicuro, ma mi sembra di ricordare che avessero internato solo gli uomini.
Grazie per il tuo commento londonfog. In effetti sul lungomare di Douglas - di fronte agli hotel che menzionavo - c’è un pannello che descrive l’utilizzo degli stessi per internare cittadini di paesi “nemici” negli anni 1940-43. Anche al Manx Museum c’è una saletta che parla dei centri di detenzione di quegli anni. Se dovessi passare da quelle parti, ti consiglio vivamente una visita al museo!
 
Bellissimo TR e splendida destinazione!! L'isola di Man è da tempo nella wishlist. Grazie per aver postato il tuo giro!

Iniziamo proprio da un BGY-MAN di Ryanair. Ammetto che se posso evito l’aeroporto di Orio al Serio e il motivo è essenzialmente questo:

Quotone. Non vedo l'ora che arrivi il treno.

Evidentemente per noi italici è difficile rinunciare alla gratificazione derivante dall’esibire il pezzo di carta ottenuto al termine di una procedura amministrativa.

😂

inoltre si può viaggiare su questo trenino, che percorre un breve tratto di quello che era il percorso verso l'interno della miniera. Ovviamente sconsigliato a chi è a disagio negli spazi ristretti.
Il capotreno era una versione leggermente più attempata di M. O' Leary.
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Ma si sta in piedi o seduti in quella mototrappola?

Foto magnifiche. Continua, continua!

DaV
 
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Ma si sta in piedi o seduti in quella mototrappola?

Foto magnifiche. Continua, continua!

DaV
Caro I-DAVE, ti ringrazio ma le tue foto mi sembrano di qualità molto migliore!

Venendo alla tua domanda, da questa foto si può apprezzare meglio come si viaggi (nonché intravedere il MOL anziano che era il capotreno di quel trabiccolo)

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Il "capolinea". Lo scartamento è di appena 19 pollici (circa 48 cm)

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Appena riesco pubblico un OT dell'OT 😅
 
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Un piccolo aneddoto sul trenino che ho mostrato sopra: mentre eravamo ormai pronti a partire, arriva una signora con marito che aveva qualche difficoltà nei movimenti, e chiede se potevamo "scivolare" verso l'interno. Il tizio accanto a me dice: "I'm sorry bit I'm a little bit claustrophobic" (non aveva scelto il mezzo giusto). Trovano un compromesso che consentisse di far salire a bordo il "PRM" e lasciasse un po' di spazio per l'altro passeggero che voleva aria. A un certo punto la signora si allontana per qualche minuto lasciandoci lì ad attenderla... dopo un po' torna e dice "sorry, just one more minute". Il tizio accanto a me risponde: "no problem, we are enjoying the caged experience".

Visto che l'isola di Man ha riscosso un certo interesse, continuo con la parte OT prima di passare al volo di ritorno.

Come dicevamo il simbolo dell'isola è il triskelion. Da quello che mi hanno spiegato è un simbolo di resilienza, cioè rappresenta che comunque si cada, si cade in piedi. E' po' ovunque sull'isola, anche fra i binari della Snaefell Mountain Railway

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Mentre vicino alla miniera di Laxey dove c'è la grande ruota, è ancora presente quello che era il deposito delle polveri esplosive (ora convertito in bagni pubblici)

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Qualche foto scattata dai finestrini della Mountain railway

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il capotreno ci diceva che i muri che si vedono non servivano ma furono costruiti per trovare un impiego ai minatori dopo la chiusura delle miniere (logica keynesiana in salsa Manx)

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di nuovo in tram lungo la costa (attenzione al lato sul quale vi sedete a bordo se volete vedere qualcosa)

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qualche altra immagine di Ramsey, compreso il monumento che ricorda i caduti della prima guerra mondiale

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Da questa vecchia mappa si può vedere come l'estensione delle ferrovie (a vapore) fosse molto più ampia di quella esistente oggi. In breve, è rimasta solo quella verso sud, mentre le linee verso Peel (a ovest) e Ramsey (a nord) sono state abbandonate da molti decenni.

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Qualche altra immagine di Port Erin, che avevo appunto raggiunto con treno a vapore

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Un furgoncino della storica casa inglese Morris

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Ritorniamo a Douglas.
Come alcuni sapranno l'altra grande tradizione Manx è il Tourist Trophy (abbreviato TT), corsa motociclistica che si svolge ogni anno sull'isola dal 1907. Nel Manx Museum c'è una galleria ricca di testimonianze dell'evento.

Il percorso

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Alcune delle moto esposte al museo (sono molto ignorante in materia, se qualcuno ha voglia di commentare è benvenuto)

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Quello che resta dopo un grave incidente (il pilota dovrebbe esserne uscito sano e salvo)

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Ritorniamo alla trazione equina

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e alla lingua Manx che è "alive and kicking" come cantavano i Simple Minds

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Visto che ieri è stato il compleanno (centenario!) di Sir David Attenborough, una piccola parentesi naturalistica. Questo era il Giant Deer, uno dei primi abitanti dell'isola (estintosi molto prima che ci arrivassero gli umani)

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umani che si suppone avessero questo aspetto

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Conclusa la parentesi storico-naturalistica, torniamo a fare un giro per Douglas. Chiesa di Saint Thomas:

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Il bel Gaiety theatre sul lungomare

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Bassa marea

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Monumento ai caduti delle due guerre mondiali

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Il porto è abbastanza frequentato

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proprio di fronte al porto c'è il Tower of Refuge, costruito nel 1832 per offrire appunto un rifugio a marinai vittime di naufragi, piuttosto frequenti all'epoca

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lungomare con hotel che - come accennato sopra - erano stati usati come centri di detenzione durante la seconda guerra mondiale

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ancora due passi

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quay

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e dopo tanto camminare un haddock and chips

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Un'ultima occhiata al lungomare. Le auto in circolazione non sono poche, ma non c'è bisogno di pali e dissuasori per non farle parcheggiare sui marciapiedi

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Concludiamo con il Tynwald in notturna

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Arriva il momento di lasciare l’isola e si riparte da qui

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Arrivo al terminal con largo anticipo e chiedo al check-in se posso consegnare il bagaglio al gate visto che nel volo di andata diversi lo avevano ritirato sotto bordo. Niente da fare, mi dicono che vale solo per chi ha una connessione. Io ce l’ho ma è una coincidenza autogestita made in Booking.com. Pazienza, speriamo di non perdere troppo tempo per il ritiro a Manchester.

I voli di oggi

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Qualche immagine del terminal, che ha un’ampia area ristorazione land-side, immagino ignorata dai più.

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La serpentina per accedere alla zona controlli

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Qui i macchinari sono quelli tradizionali e bisogna tirare fuori tutto. Benchè non abbia, di fatto, bagaglio a mano, anche oggi il mio vassoio finirà nella fila dei controllati, questa volta non per liquidi ma per ispezionare la mia giacca per eventuali esplosivi. Detta così non sarebbe neanche male, se non fosse che il vassoio finisce in coda a una serie di zaini/trolley pieni di liquidi che saranno attentamente ispezionati dagli addetti ed eventualmente reimpacchettati nelle mitiche buste trasparenti per poi ripassare sotto lo scanner. Nel caso particolarmente sfortunato di una signora, qualcosa è finito tra gli articoli da ispezionare anche al secondo passaggio. Immagino che sia ancora seduta lì ad aspettare di riavere il suo bagaglio prima o poi.

Passiamo alla zona ristorazione airside, più piccola di quella landside.

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Una visita alla piccola lounge, quasi nulla da mangiare ma almeno il caffè era decente, per essere erogato da un distributore. Il tocco di classe sono i lampadari.

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Nel frattempo arriva il nostro ATR 72 scozzese.

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Di lì a poco inizia l’imbarco che è un vero salto indietro nel tempo, in quanto l’addetta ritira la mia carta d’imbarco cartacea, mi consegna il talloncino e spunta il mio nome su un foglio di carta.

Loganair LM693
IOM-MAN
ATR 72-600
Economy

Siamo a bordo, penso che il LF sia ampiamente sotto il 50%.

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il comandante ci informa che il volo durerà circa 35 minuti. Dopodiché parte l’audio registrato della safety demo letto con un marcato accento scozzese (“breis breis”) in omaggio alla provenienza di Loganair. Visto che siamo in tema, ecco la safety card con bordo coordinato.

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Decolliamo verso ovest, l’ultimo scorcio di isola (con un po' di immaginazione) e poi saranno solo nuvole.

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Arriva il servizio, essendo un volo mattutino si può scegliere fra the e caffè, oltre al wafer dell’andata.

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In avvicinamento a Manchester

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L’atterraggio avverà con una decina di minuti di anticipo. Dopo aver apprezzato questo ultimo tocco scozzese, procediamo allo sbarco.

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Sul piazzale troviamo questo a ricordarci che nothing beats a…

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Qualche visitatore Star Alliance

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L’annuncio sul Cobus ci informa che per accedere al terminal dobbiamo solo mostrare la nostra faccia allo scanner. In effetti sarà un macchinario identico a quello per il controllo passaporti ma senza la parte dove si inserisce il passaporto.

Superato questo controllo, ci sono 3 possibili percorsi:
  • Transiti (ma non posso usarlo perchè devo ritirare il trolley);
  • Arrivi da Irlanda, Isola di Man e Isole del Canale: viene effettuata una ulteriore scansione del volto ma non è richiesto alcun documento;
  • Altri arrivi: viene effettuato il controllo passaporti (automatizzato o meno).
Ovviamente la mia opzione è questa

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A questo punto mi dirigo in zona ritiro bagagli, che è enorme ma per fortuna trovo subito il nastro con il mio trolley che è già uscito.

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Un consiglio spassionato per chi prenderà un volo Loganair: portatevi solo uno zaino.

A questo punto si risale verso le partenze

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Seguiranno ovviamente di nuovo i controlli di sicurezza. Stavolta non ho liquidi eccedenti i 100ml, ma per qualche motivo dopo body scanner e shoe scanner c’è ancora qualcosa che non va. L’addetto quindi mi ritira le scarpe (banalissime sneakers di una nota marca tedesca) e le rimette sul nastro, mentre un collega mi scansiona le gambe con lo scanner manuale.

Superato anche questo controllo, spero di non dover ripassare più da un aeroporto britannico per il periodo più lungo possibile.

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Al T2 di Manchester ci sono 2 lounge accessibili con Priority Pass, tutte e due sono full ed è richiesto di mettersi in lista d’attesa tramite codice QR. Decido quindi semplicemente di sedermi su un divanetto nel salone principale (almeno quelli abbondano) e aspettare il mio volo easyJet per Linate.

Dalle vetrate di questo aeroporto è facile vedere TUI

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All’imbarco ci sarà il controllo manuale del passaporto da parte dell’addetto.

Il percorso dal gate all’aereo è piuttosto insolito: subito dopo il gate bisogna scendere 2 rampe di scale, poi c’è una biforcazione: le file 1-15 vengono imbarcate con jetbridge, le altre tramite la scala posteriore. Ora, al di là dello sdoppiamento tra jetbridge e scala che ha una sua logica nel velocizzare l’imbarco, mi chiedo chi abbia concepito dei gate che prevedono il jetbridge ma obbligano comunque a fare le scale per usarlo.

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Da questa foto si può intuire il dislivello tra il piano partenze (in alto) e il jetbridge.

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Vi risparmio ulteriori dettagli su questo volo, con l’unica nota che sarà operato da un A320 Ita Airways.

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All’arrivo a Linate la situazione controllo documenti non è delle più fluide ma neanche drammatica. A un certo punto l’addetta si avvicina ai passeggeri in coda e chiede se la macchina funziona... non proprio un segnale incoraggiante.
In ogni caso l’attesa per gli UE sarà di pochissimi minuti e anche per gli extra-UE non è sembrata critica come nelle immagini di LIN circolate recentemente.

Termina qui il racconto di questa esperienza che in un certo senso è stata un viaggio nel tempo. Spero di non avervi ammorbato troppo con i dettagli sulle procedure aeroportuali, magari saranno di interesse per qualche forumista!

Grazie per l’attenzione e alla prossima!