Vettori extracomunitari: aiuti di stato nel mirino della Commissione Europea

In vista modifiche all'attuale regolamento

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Bruxelles – La Commissione Europea prevede di modificare un regolamento del Parlamento Europeo relativo a pratiche tariffarie sleali e aiuti a favore di vettori extracomunitari. L’emendamento si rende necessario per fronteggiare la crescente presenza di compagnie aeree del Golfo nel mercato europeo, ed è parte della strategia in tema aeronautico dell’UE per l’Europa.

Il Regolamento 868/2004 è stato formulato a seguito degli attacchi dell’11 settembre, quando un drastico calo nel trasporto aereo ha costretto gli Stati Uniti a concedere alle compagnie aeree americane un contributo di 3 miliardi di dollari di aiuti di Stato. Come è noto la Costituzione Europea considera illegali gli aiuti di Stato, da cui la possibilità di imporre dazi da parte dell’Unione Europea alle compagnie aeree non comunitarie che appunto ricevono sussidi statali. Tuttavia, il processo può essere invocato solo a seguito di una apposita denuncia da parte di competitor che appartengano al settore dell’aviazione. Una road map per la riforma del regolamento, iniziata nel 2013, ha dimostrato che nessun reclamo specifico è mai stato presentato.

Secondo un rapporto dell’agenzia di stampa Reuters, il regolamento sarà rafforzato per combattere i sussidi considerati illegali dei vari Governi, oltre che vantaggi in assegnazione di slot, privilegi in materia di diritti aeroportuali e spese di assistenza e gestione delle operazioni a terra. L’analisi del 2013 indica che per rendere il regolamento veramente efficace sarebbe necessario conoscere i dati finanziari delle compagnie aeree in odore di sovvenzione, per determinare concretamente se le sovvenzioni illegali siano state realmente distribuite.

Il Parlamento europeo ha rilasciato lo scorso 2 febbraio una dichiarazione con la quale auspica una revisione del regolamento, che attualmente non sarebbe “né adeguato né efficace”. Si aggiunge inoltre che una tendenza verso atteggiamenti improntati a protezionismo non è accettabile. “La concorrenza dei paesi terzi, se leale, dovrebbe essere intesa come un’opportunità per sviluppare ulteriormente un innovativo modello di aviazione europea”, continua il comunicato.

Le Compagnie aeree europee e statunitensi hanno a lungo combattuto contro i sussidi illegali concessi alle linee del Golfo, che secondo stime accurate pare ammontino a oltre 42 miliardi di dollari a partire dal 2004. Qatar Airways, Emirates e Etihad Airways hanno sempre negato le accuse.

 

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